Milano Moda Donna, un amarcord quasi privato

Chi ha letto gli ultimi post si sarà fatto l’idea che in questi giorni io sia un pochino malinconica, con un occhio rivolto al passato: non lo nego. Di solito, non sono una persona che ama cullarsi in ciò che è stato e tanto meno lo rimpiango, mi piace guardare avanti: eppure, due volte l’anno, mi prende questa strana malinconia, in occasione del mio compleanno e verso la fine dell’anno. Due momenti a poca distanza l’uno dall’altro, visto che il mio compleanno è il 26 novembre (qui il post). L’esatto contrario di ciò che mi succede in settembre, quando invece mi sento frizzante per l’anno lavorativo che ricomincia dopo la pausa estiva.

E – guarda caso – settembre è anche il mese di uno dei due appuntamenti annuali di Milano Moda Donna: in attesa del 19 febbraio, data in cui tutto ricomincerà, ho deciso di pubblicare un album di ricordi della scorsa edizione. In questi mesi, ho pian piano pubblicato i racconti delle sfilate e delle presentazioni che ho vissuto in prima persona: ora è il momento di un collage di momenti e ricordi quasi privati. Leggi tutto

Ricordi di sale e di mare: Menton, Roquebrune-Cap-Martin, Éze

La sera di Natale, dopo aver trascorso la giornata coi nostri cari, Enrico e io ci siamo fermati sul divano, per regalarci un momento di relax prima di andare a dormire. Abbiamo acceso la tv, girovagando per i canali. Siamo rimasti ipnotizzati davanti a un documentario, non ricordo nemmeno più su quale rete: ciò che conta è che parlava della Polinesia e in particolare della coltivazione della perla nera. So che molte persone, in questo periodo, sognano – giustamente – la settimana bianca, le montagne, la neve, il fuoco nel caminetto, la cioccolata calda: non ci posso far nulla se, indipendentemente dalla stagione, per me la meta da sogno è sempre e comunque il mare. Non mi importa la stagione, non mi importa di latitudine e longitudine, non mi importa se ci sia il sole o se tiri tempesta, non mi importa se siano i mari caldi o le fredde scogliere del nord: io al mare ci starei ogni giorno della mia vita.

E così mi sono ritrovata a pensare: quand’è l’ultima volta che sono stata al mare? È stato a settembre, un week-end in Francia, in Costa Azzurra, tra Menton, Roquebrune-Cap-Martin ed Éze. La motivazione ufficiale? Il modellismo: abbiamo approfittato del fatto che Enrico dovesse partecipare a un concorso. Come ho spiegato in una precedente occasione, la mia adorata metà fa parte dell’AMIS, ovvero l’Associazione Milanese di Uniformologia, del Soldatino e del Figurino Storico: è un appassionato collezionista nonché pittore di figurini storici e fantasy. La motivazione ufficiosa? Ritagliarci ancora qualche giorno al mare e in Francia, paese che noi amiamo molto e che negli anni abbiamo girato in lungo e in largo. Non ci dispiace mai avere una scusa per tornarci. Leggi tutto

Cartoline da Milano al tempo di Instagram / PARTE 2

Per la prima parte di questo post, occorre tornare indietro a quest’estate, precisamente al 30 luglio 2013.

Tutto era scaturito da una riflessione: da ragazzina, soprattutto quando andavo alle medie, partivo per le vacanze con una lunga lista di indirizzi, lista che serviva a ricordarmi a chi dovessi mandare le cartoline. Guai a non mandarle e guai a non riceverle, era una sorta di rito, quasi una gara. Tra parentesi: mi ero ripromessa che sarei andata a vedere se la mia collezione di cartoline sia ancora riposta in qualche cassetto, ma ammetto di non averlo ancora fatto…

Ad ogni modo: a mio avviso, oggi è Instagram a svolgere in modo virtuale parte della funzione che le cartoline svolgevano allora in modo tangibile e cartaceo. Pensateci: Instagram non serve forse a condividere, attraverso le immagini, ciò che ci piace, ciò che facciamo e i posti in cui andiamo? Ovvero la stessa cosa che facevano le cartoline! Identica anche la gara: allora “vinceva” chi raccoglieva più cartoline, proprio come ora accade coi likeLeggi tutto

Irene Lucia Vanelli e Gli Ossimori del Vivere

Sono una grande appassionata di arte: non mi reputo assolutamente una conoscitrice, sono solo un’eterna studentessa in un ambito che mi affascina indicibilmente. Come nella moda, sono onnivora e i miei gusti sono molto vari: amo tutto ciò che mi dà emozione.

Non ho un pittore preferito, ne amo molti per tanti motivi. Amo da sempre Dalì, passione che condivido con Enrico: una delle nostre prime uscite insieme fu una gita a Venezia per vedere una mostra del grande pittore spagnolo, affrontando una coda disumana (vi assicuro che non farei nulla di simile nemmeno per i saldi di un brand moda). Amo la forza di Picasso e il surrealismo di Magritte. Amo Van Gogh, infinitamente, così come Monet e Mirò. Alle medie, un professore d’arte mi fece conoscere Kandinsky e non ho mai smesso di amarlo da allora (e vi giuro che anche lui piace ad Enrico!), mentre a New York, molti anni fa, mi innamorai di Keith Haring: ho perfino una sua stampa appesa in bagno (non ho più molte pareti libere in casa). Da bambina ero incuriosita da Arcimboldo e, con mia somma gioia, nel 2011 Palazzo Reale a Milano gli dedicò una bellissima mostra.

Molti degli stilisti e dei designer che conosco attingono dall’arte a piene mani: mi viene subito in mente, per esempio, Sergio Daricello che per alcune stampe della sua collezione per la primavera / estate 2014 ha reso omaggio ad un affresco che si intitola “Apoteosi di Palermo”, opera del pittore siciliano Vito D’Anna, considerato un capolavoro della pittura barocca siciliana. Leggi tutto

C’è tempo per un altro desiderio? Anzi… per un Desirù!

Lo confesso: il fatto che la mia passione per gli accessori inizi ad essere conosciuta mi fa piacere e sono contenta quando vengo interpellata per testare nuove creazioni che poi posso presentare qui sul blog. È una passione sincera, quindi sono felice di condividerla.

Sono curiosa, ormai lo sapete, e, da buona collezionista quale sono, esiste sempre un nuovo pezzo da desiderare e da aggiungere a quelli che già ho, soprattutto quando si parla di bijou. Recentemente mi hanno presentato una nuova linea di bracciali: si chiamano Desirù e credo che io abbia impiegato giusto un paio di minuti per innamorarmene.

Adesso vi racconto perché. Leggi tutto

Clash Collection: Debora Zavaglia fa convivere aborigeni e giapponesi

Ieri sera girovagavo per il web e, tra mille spunti, mi sono imbattuta in questo pensiero: “I sincerely believe that energy grows from itself and the more energy you expand the more you create within yourself”. Sono parole della grande Diana Vreeland, uno dei miei punti di riferimento. Mi è sembrato naturale accostarle alla persona della quale desidero parlarvi stamattina: Debora Zavaglia.

A lei ho già dedicato un precedente post, presentando la sua collezione The Wolf’s Choice: trovo che l’affermazione di Mrs. Vreeland – l’energia cresce da sé e più la spargi più si crea dentro di te – sia semplicemente perfetta per descrivere la vitalità e la voglia di fare che animano Debora la quale è riuscita a sorprendermi ancora una volta con una capsule collection dedicata al freddo inverno che stiamo affrontando. Leggi tutto

La moda che verrà # 17: Chicca Lualdi BeeQueen primavera / estate 2014

Ieri sera mi sono ritrovata a parlare con un medico molto importante, uno che salva vite praticamente ogni giorno. Parlavamo del suo lavoro e io ero molto ammirata e quasi intimorita. Lui, invece, era incuriosito dal mio mondo e mi ha fatto un sacco di domande: era sinceramente entusiasta e ha esclamato “che bello il tuo lavoro”. Ecco, ci sono rimasta: sono rimasta colpita dal fatto che una persona che fa un lavoro tanto importante come lo è il suo apprezzi il mio. Dico spesso che sono conscia del fatto di non salvare vite e l’ho detto anche a lui e lui, con semplicità, mi ha risposto che occuparsi di cose che contengono bellezza è un modo per migliorare l’esistenza. Mi si è aperto un sorriso, dentro. Sono andata a letto con questo pensiero e stamattina ho deciso di condividerlo con voi e ho anche deciso di parlare di qualcosa e qualcuno che mi stia particolarmente a cuore: ho scelto Chicca Lualdi.

Credo che il suo lavoro sia un esempio perfetto del concetto “le cose che contengono bellezza sono un modo per migliorare l’esistenza”. Seguo il suo percorso da diverse stagioni, ho la fortuna di conoscerla personalmente e vi dico che sono convinta che un certo tipo di bellezza che si esprime attraverso una collezione viene principalmente da ciò che uno stilista ha dentro: Chicca possiede la stessa grazia che vedo sfilare, stagione dopo stagione, sulle sue passerelle. Leggi tutto

Mara Garbin: gioielli unici, dall’alluminio alle forme in estinzione

Da quando ho aperto il blog, ho un solo rammarico: vorrei che le giornate fossero fatte di 48 ore. Sono un’iperattiva di natura e quindi, da sempre, ho l’idea che il tempo non mi basti mai, ma il blog ha aumentato questa percezione: tante cose che mi piacciono e che mi incuriosiscono, tempo insufficiente per parlarne. Sempre più spesso passa del tempo – troppo per i miei gusti – tra il momento in cui conosco qualcuno e il momento in cui riesco a parlarne. Oggi, per esempio, riesco finalmente a parlarvi di Mara Garbin: figuratevi che ci siamo conosciute lo scorso giugno al Fashion Camp.

In realtà, Mara era tra i designer che ho selezionato in quell’occasione e dunque anche lei era inclusa nel reportage che avevo scritto e pubblicato: tuttavia, è da allora che desideravo dedicarle una piccola monografia esclusiva, in quanto penso che il suo lavoro sia ricco di spunti interessanti. Leggi tutto

Federica Lisi e Vigor Bovolenta: noi non ci lasceremo mai

Oggi non so bene da che parte cominciare.

È la prima volta che mi capita da quando scrivere è diventato quasi un lavoro oltre che una passione. E non è perché io non abbia nulla da dire: anzi, è proprio per il motivo contrario, sento di avere troppe cose da dire.

Credetemi, non mi capita mai di sedere davanti al pc in questo stato: di solito, le idee nascono e crescono direttamente dentro di me e solo dopo le traduco attraverso la tastiera. Stavolta, però, c’è qualcosa di diverso: ho un groviglio di sentimenti e ho il timore di non riuscire a dare loro voce nel modo migliore. Per la prima volta, sperimento questa paura e vi posso dire con certezza perché: perché sto per trattare una cosa davvero importante, nella quale mi sento molto coinvolta. Leggi tutto

Sofia Rocchetti e CHARTEGO, piccole sculture da indossare

Fin da piccoli ci vengono inculcate nella testa tutta una serie di idee, linee e regole da seguire e ci viene insegnato cosa è bene e cosa è male: davanti ai nostri occhi, vengono tracciate delle linee ben precise e ci sono cose che stanno da una parte o dall’altra.

L’aggressività, per esempio, è da sempre considerata un sentimento negativo, da tenere il più possibile lontano da noi: se un bambino la manifesta si tende a punirlo. Io credo invece che l’aggressività faccia parte di ogni essere umano e credo che quella linea di demarcazione che tanti vorrebbero tracciare non sia poi così netta: anche le cose giuste possono diventare sbagliate e viceversa. L’aggressività è un sentimento col quale dobbiamo imparare a convivere: c’è chi la nasconde, chi la sa governare, chi riesce a dominarla e a trasformarla in una forza, in una spinta positiva. Come riesce a fare Sofia Rocchetti.

Di lei vi ho già parlato in un altro articolo, per via di una sua collaborazione con Sabrina Carbone di Sati Bibò: ho conosciuto entrambe a Milano lo scorso settembre e oggi voglio dedicare questo articolo a Sofia, perché trovo che sia una persona interessante nonché una vera artista a 360°.

“Sono nata a Città di Castello nell’anno tot, mese tot e giorno tot, di venerdì: la tradizione vuole che in quel dì nascano streghe e folli. Sono figlia di una coppia tollerante e paziente che mi lasciò imbrattare le pareti di casa”: così si presenta sul suo sito. Leggi tutto

Il party Belle Époque Imperiale della contessa Pinina Garavaglia

I sogni a volte si avverano: io ci credo, sapete. Leggevo della contessa Pinina Garavaglia sui giornali, leggevo dei suoi salotti culturali, dei suoi eventi, delle sue feste: poi, un giorno, mi sono trovata vis-à-vis con lei grazie a un evento milanese e (per me ancora inspiegabilmente) si è accorta di me.

Pinina Garavaglia è una delle grandi protagoniste della vita mondana italiana e internazionale. È una persona estremamente interessante e piacevole, poliedrica, sfaccettata, dotata di grande intelligenza, cultura ed eleganza. I suoi salotti sono un’esperienza unica e impareggiabile, anche grazie alla sua squisita educazione: è capace di mettere insieme persone molto diverse tra loro e di riuscire ad amalgamarle alla perfezione. Nessun ospite viene mai lasciato in disparte nemmeno per un solo attimo, tutti vengono trattati con estremo rispetto ed attenzione: Pinina sa dare spazio a ognuno e alla sua corte ci si sente a proprio agio e importanti (dote assai rara). Sempre sorprendente, la contessa è per me fonte di gioia inesauribile in quanto – come solo i grandi artisti sanno fare – considera la moda un gioco intelligente, un linguaggio, una forma di comunicazione ed espressione. Leggi tutto

I Tubini di Valeria Bosco e la tecnica Shibori

Amo da impazzire la moda quando è modalità d’espressione e di linguaggio. Lotto ogni giorno per portare avanti questa visione e dunque mi emoziono davanti a chi non smette mai di sperimentare e di mettersi in discussione. Conoscere Valeria Bosco e innamorarmi del suo progetto Tubini è stato immediato e naturale: per lei ogni donna deve godere di una totale libertà d’espressione e deve poter giocare con la moda. La sua proposta è quella di abbinare i desideri e le necessità del momento ai tagli e ai colori unici delle sue collezioni.

Ho incontrato Valeria lo scorso settembre, in occasione del suo press day: la prima cosa dalla quale sono stata attirata è stata la sua personalità, ferma e tranquilla, nonostante si intuisca tutta la bruciante passione che la anima. Mi piacciono le persone che hanno occhi espressivi e che ti guardano dritto in faccia e lei è proprio così: nei suoi occhi si può scorgere un mondo sfaccettato che si appoggia su talento, passione, gusto innato nonché sul percorso di tutto rispetto compiuto nell’universo moda. Leggi tutto

Genius&Design: sostegno concreto al talento, dal design alla moda

Vi ricordate l’articolo della mia cara amica Sara Oliani sulla designer di gioielli Tamara Akcay? Beh, ci ha dato così tanta soddisfazione che Sara e io abbiamo deciso di riprovarci: quello che state per leggere è il suo secondo articolo per A glittering woman. Sara ci parla stavolta di un bellissimo progetto, Genius&Design, e ci racconta un incontro che – secondo me – darà luogo a grandi cose.

Non vi voglio anticipare nulla, lascio la parola a lei: vi dico solo che si parlerà di promozione e valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e che c’è una proposta interessante per chi ha talento, anche in campo moda. Sara è scesa in campo in prima persona e so che non la fermerà nessuno! Non posso che appoggiare questa iniziativa ed essere orgogliosa di ospitarla: sono e sarò dalla parte del talento, sempre. Leggi tutto

Pensieri Felici… in testa, nel cuore e addosso

Una volta mi hanno detto una cosa che mi ha fatto rimanere piuttosto male. Suonava pressapoco così: “devi essere una che ha pochi problemi, sorridi sempre”. Vi dirò che questa persona non aveva capito granché di me: i problemi li ho, come tutti, però non mi piace andare in giro con la faccia triste. Secondo me, avere la faccia triste è inutile per due motivi: nessuno può comunque risolverci quelli che restano nostri problemi e inoltre, se abbiamo l’aspetto di persone sempre problematiche, non facciamo altro che allontanare gli altri. Credo, invece, che sfoderare un sorriso ci faccia stare meglio e predisponga meglio sia noi che gli altri. C’è bisogno di ottimismo e di positività, non mi stanco di dirlo, e c’è bisogno di pensieri felici ogni qualvolta sia possibile. Come avrei potuto, dunque, lasciarmi sfuggire una linea di gioielli che fa propria la filosofia del pensiero felice?

Pensieri Felici by Lowell mi piace per tre ottimi motivi: primo, perché si basa su un concept emozionale; secondo, perché parliamo di made in Italy e di preziosi realizzati artigianalmente secondo i dettami dell’antica tradizione orafa aretina; terzo, perché include gioielli per tutte le tasche. Leggi tutto

Inno alla Vita: un premio che è una filosofia

Sono un’eterna ottimista, una di quelle persone che vedono il bicchiere mezzo pieno perfino quando è rimasto solo un piccolo fondo. So che il momento in cui viviamo non è roseo: proprio per questo credo che occorra più che mai guardarsi attorno e cercare le cose buone. Sono profondamente convinta che ci sia tanta eccellenza in questa nostra travagliata Italia, eccellenza che dobbiamo porre in risalto. Lunedì sera ho partecipato a un evento che rimarrà nella memoria mia e di tutti i presenti: ho nutrito cuore e cervello guardando a ciò che di buono c’è nel mio, nel nostro Paese. Nella Sala delle Colonne del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si è svolta la prima edizione del Premio Internazionale Madre Teresa di Calcutta Inno alla Vita, promosso e organizzato dall’Associazione scientifico-umanitaria “Ali Spahia”, nella persona di Nausika Spahia, Presidente dell’Associazione.

Inno alla Vita è un premio attribuito per l’impegno sociale e nasce dall’idea di dare un riconoscimento a donne, uomini e associazioni che si cimentano nella ricerca scientifica con risultati eccellenti o che tramite il loro contributo migliorano sensibilmente le condizioni di categorie disagiate: persone, dunque, che quotidianamente intonano il proprio inno alla vita. Il premio ha registrato il Patrocinio del Consiglio dei Ministri, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e della Camera Nazionale della Moda Italiana. Leggi tutto

Barber’s Closet: sei t-shirt e l’amore per moda e pittura

Fare ricerca è una cosa che mi appassiona da sempre: soddisfa il mio lato curioso, quello innamorato della vita e di tutte le sue innumerevoli manifestazioni e sfaccettature. Quando andavo alle elementari e la maestra ci assegnava le ricerche, ero felice: avevo l’opportunità di farmi accompagnare in biblioteca e perdermi in quel mondo di carta che tanto mi incuriosiva. Nel tempo non sono cambiata: è cambiato solo il fatto che le ricerche ora le faccio sul web e andando in giro per tanti eventi e che le faccio sulla moda anziché farle sui dinosauri o sulle farfalle di un paese lontano. Tuttavia, da quando ho aperto il blog, ho scoperto un altro piacere: quello di essere trovata. Mi capita sempre più spesso, infatti, che siano tanti creativi meravigliosi a scrivermi per sottopormi il loro mondo: mi rende felice che qualcuno apprezzi ciò che faccio e che bussi alla mia porta dicendomi “ciao, piacere, mi presento, conosciamoci”. È così che ho conosciuto Barbara Cavallo e il suo mondo che si chiama Barber’s Closet.

“T-shirts are the uniform of this generation. If you are going to wear something every day, it should be the best”: questa è la dichiarazione di intenti di Barbara e io non potrei essere più d’accordo. Vi confesso una cosa: le camicie mi piacciono ma, personalmente, non le ho mai portate molto. Amo da sempre le magliette e le porto sia in estate che in inverno, a maniche corte e a maniche lunghe: a volte porto quelle abbondanti, altre volte quelle più aderenti e alterno tinte unite e stampe. A mio avviso c’è una t-shirt adatta per ogni occasione. Leggi tutto

Eleonora Ghilardi: sculture da indossare, tra natura e arte

Quando posso e quando si riesce, preferisco conoscere di persona coloro dei quali parlo qui sul blog. Mi piacciono le persone in generale e nello specifico amo molto conoscere i designer, osservare come parlano, si muovono, gesticolano, si raccontano. Ho scoperto un sacco di cose interessanti in queste occasioni. Per esempio, ho scoperto che molti creativi fanno fatica a parlare di loro stessi: subentra una sorta di pudore, quasi fossero intimoriti da ciò che fanno, più che altro intimoriti nel doverlo raccontare in prima persona. Li comprendo: nel descrivere qualcosa di proprio si teme che l’entusiasmo prevalga tanto da farci apparire immodesti; meglio, dunque, che a parlare di ciò che facciamo siano gli altri. Eleonora Ghilardi e io ci conosciamo da un po’ di tempo attraverso Facebook: eravamo entrate in contatto tramite amici comuni ma è dovuto passare del tempo prima che riuscissimo ad incontrarci di persona.

È successo recentemente al salone Natura Donna Impresa, presso lo Spazio Asti di Milano, dove lei esponeva e dove io sono andata a trovarla. Eleonora è una di quei creativi che riescono a raccontarsi: lo fa con grande semplicità, spontaneità, umiltà. Le ho sentito raccontare i suoi pezzi e ho notato l’interesse che è riuscita a sollevare in alcune persone, assolutamente catturate ed affascinate dalle sue parole. Tutto ciò mi è molto piaciuto. Leggi tutto

Bradley Quinn ospite di Polimoda Textile Day: dialoghi sul futuro

Vi chiedete mai come sarà la moda non nella prossima stagione, ma nel futuro, ovvero come ci vestiremo tra 30 o 40 anni? Io me lo chiedo spesso, con curiosità, una curiosità non tanto legata a quali fogge o a quali abiti saranno in uso, ma piuttosto proprio all’evoluzione che essi avranno. Quand’ero piccina, fantasticavo sui film e sui libri di fantascienza chiedendomi se, da adulta, avrei mai visto cose come il teletrasporto: ora, da adulta, mi chiedo con più realismo come si evolverà il concetto del vestire e quanto esso si integrerà con tecnologia e nuovi materiali. Ad alcune di queste domande ho avuto una parziale risposta settimana scorsa grazie a Bradley Quinn e agli scenari che ha disegnato durante una sua guest lecture in Polimoda.

Polimoda, prestigioso centro di formazione, ha deciso di lanciare una nuova iniziativa: una serie di incontri atti a stimolare il dibattito sulla cultura della moda. E questo, come immaginerete, non poteva che attirare immediatamente la mia attenzione.

In ogni giornata verranno coinvolti personaggi, aziende, docenti e studenti e le tematiche saranno molto varie: dai tessuti ai colori, dalla scrittura alla fotografia, dall’illustrazione ai video. Questi eventi forniranno dunque una testimonianza diretta sulle ultime tendenze del settore ed anche un approccio pratico al mondo del lavoro. Leggi tutto

La moda che verrà # 16: Sergei Grinko primavera / estate 2014

Ho voglia di iniziare la settimana con bellezza e pensieri positivi, dunque ho deciso di raccontarvi una collezione che per me è amore allo stato puro: il mio amore per colui che la disegna e che seguo da diverse stagioni e l’amore che lui mette in ogni sua collezione. E che è ben visibile: le sue creazioni sono passione, estrema cura, entusiasmo, ricerca, conoscenza. Mi riferisco a Sergei Grinko e alla sua collezione per la primavera / estate 2014.

Sergei è a mio avviso uno degli stilisti più affascinanti, interessanti e audaci tra coloro che attualmente calcano il palcoscenico della moda. È un autentico visionario, un poeta, uno che non ha paura di osare e sperimentare. Uno che non ha paura di seguire nuove idee.

Grinko chiama la sua collezione “RULE & DIVIDE” con un doppio significato. Da una parte, infatti, fa un chiaro riferimento al motto latino “divide et impera” (ovvero “dividi e conquista”), con cui si vuole significare che la divisione, la rivalità e la discordia dei popoli giova a chi voglia dominarli; dall’altra, Sergei propone una visione diametralmente opposta, assecondando la visione proposta da Goethe. Fu infatti il grande poeta tedesco a scrivere “Divide et impera è un principio fondato; ma unisci e guida è ancora meglio”. Leggi tutto

Bags for Africa 2013: il cuore in una borsa

La borsa è sicuramente uno degli accessori più amati da noi donne: spesso mi sono chiesta perché e mi sono data alcune risposte. Da una parte ci sono quelle di ordine pratico: per esempio, trovo che la borsa sia in un certo senso democratica, perché non ci divide per taglie. Possiamo innamorarci di un pezzo senza domandarci – come capita invece per gli abiti – se riusciremo a starci dentro e se sarà disponibile nella nostra taglia. Dall’altra parte ci sono invece le risposte più intime, quelle che preferisco: la borsa è quel contenitore al quale affidiamo qualche segreto nonché il piccolo mondo che portiamo con noi ogni giorno. Il fatto che possano essere veicolo per un sogno è dunque logico e conseguente, per esempio diventando oggetto di iniziative di beneficenza: recentemente ve ne ho raccontata una e oggi vi racconto Bags for Africa, progetto al quale tengo molto.

Martedì 26 novembre, nel Salone d’Onore della Triennale di Milano, si è svolta la quarta edizione di Bags for Africa, l’asta di beneficenza nata nel 2010, voluta e organizzata da COOPI – Cooperazione Internazionale. Il 26 novembre era anche il giorno del mio compleanno e ho deciso che il modo migliore per festeggiarlo fosse proprio quello di partecipare alla serata, per ottimi motivi: fare ciò che amo dando il mio piccolo contributo, ovvero assistere, raccontare, testimoniare e spargere la voce; dare continuità a un progetto che ho già appoggiato in passato. Leggi tutto

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