Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 6, il futuro si fa strada

L’ultimo giorno di Milano Moda Donna è tradizionalmente dedicato al nuovo: giovani e giovanissimi, emergenti ed esordienti, felici conferme di talenti ormai in piena fioritura e debutti assoluti. È il futuro che si fa strada avanzando a grandi passi: inutile dire che è una delle mie giornate preferite.

Lunedì 24 febbraio, sesto e ultimo giorno di fashion week, ho avuto il piacere di essere testimone della freschezza e dell’entusiasmo di molti giovani talenti: protagonisti assoluti Giulia Marani, il progetto N.U.DE – New Upcoming Designers con Mauro Gasperi e Francesca Liberatore, il concorso Next Generation con Davide Grillo, Daniele Vigiani, Martina Cella, Marco Rambaldi e infine Heohwan Simulation. Leggi tutto

Savelli, design italiano e qualità svizzera per il cellulare gioiello

“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni”, scriveva William Shakespeare nella commedia “La Tempesta”. E in uno dei cartoni Disney più amati, Cenerentola cantava “i sogni son desideri di felicità”. Non c’è nulla da fare: sognare è un’attività onnipresente profondamente insita nell’uomo.

Sarà che i sogni sono spazi liberi, non hanno frontiere o strade obbligate lungo le quali camminare: nei sogni possiamo essere qualunque cosa vogliamo essere. Alcune delle cose delle quali parlo qui sul blog sono decisamente fuori dalla mia portata e probabilmente lo saranno sempre: sono sogni, appunto, o anche desideri. Tanto i sogni sono gratis e non ci sono mutui da onorare, bollette da saldare, tasse dell’università a cui far fronte: non ci sono conti da pagare e non si deve nemmeno passare alla cassa. Pensavo a tutte queste cose venerdì scorso, mentre mi presentavano dei cellulari decisamente oltre le mie possibilità ma tanto belli da farmi sognare di essere una principessa che alla sera esce, rigorosamente in abito lungo, con una microscopica clutch tra le mani: al suo interno, solo un rossetto e un cellulare gioiello. Gioiello nel vero senso della parola, come quelli firmati Savelli, prestigioso brand del segmento lusso che unisce il design italiano e la qualità svizzera. Leggi tutto

GRAZIOSIanelli o anelli graziosi? Scegliete voi!

Le cose succedono per caso, sostiene qualcuno: le cose succedono quando, dove e come devono succedere, preferisco pensare io. Ovvero sì, ammetto l’esistenza di una certa casualità, ma di una casualità che ha un suo senso: mi piace pensare che certe persone siano predestinate a incontrarsi per una serie di forze che esse stesse muovono. Chiara e io ci siamo conosciute passeggiando lungo le strade virtuali della grande rete: qualche scambio su Instagram e ci siamo andate a genio. Lei ha scoperto me e il blog, io ho scoperto lei e il suo progetto GRAZIOSIanelli.

Partiamo proprio dal nome: sono andata in brodo di giuggiole – come si suol dire – quando ho scoperto che il nome nascondeva un giochetto arguto. GRAZIOSIanelli perché tali sono, anelli davvero deliziosi, ma anche GRAZIOSIanelli perché la loro creatrice si chiama Chiara Graziosi. E questo non è l’unico gioco di parole di Chiara: guardate le foto che seguono, il rito del buongiorno sulla sua pagina Facebook. Good morning diventa good moring, da ring ovvero anello (e volendo anche da more… more ring… moring… più anelli!). Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 5, a ciascuno il suo

C’è una cosa che mi affascina fin da quando ero una bimbetta: osservare come la Natura non finisca di sorprenderci con forme e colori, popolando il mondo di infinite varianti di animali e piante. E c’è una cosa che invece mi diverte: vedere come noi uomini, da sempre, abbiamo cercato di imitare colei che è nostra Madre. Ciò che la Natura fa con gli esseri viventi, l’uomo cerca di farlo con le proprie espressioni, soprattutto quelle artistiche. E la Moda non fa eccezione: stilisti e designer pensano incessantemente a nuove forme e a nuovi colori.

È per questo motivo che ho deciso di intitolare questo post “a ciascuno il suo”: perché durante il quinto giorno di Milano Moda Donna, domenica 23 febbraio, ho visto cinque collezioni completamente diverse tra loro e ho dunque riflettuto in modo particolare sulla capacità di ogni stilista di declinare la Moda a proprio modo, puntando su materiali, forme e colori completamente diversi.

Guardate e giudicate voi stessi: ecco Sergei Grinko, Vladimiro Gioia, Albino, Moi et “Sid”, Fatima Val. Leggi tutto

Anche eBay punta sulla moda e lancia l’Inspired Shopping

Non so cosa pensiate voi dello shopping online: per me che detesto avere limiti e confini, fare acquisti sul web significa superare qualsiasi barriera ed essere in grado di cercare ciò che amo in qualsiasi parte del mondo. Ricordo benissimo quando acquistai il mio primo paio di scarpe attraverso la rete: ero innamorata di un marchio che allora non era commercializzato in Italia e trovai le loro creazioni su un sito americano. Nella mia collezione ho alcuni pezzi di una jewelry designer statunitense che vive in una piccola cittadina del Massachusetts e fa pezzi bellissimi con vecchie cravatte: probabilmente non ci conosceremo mai di persona, eppure porto in giro con orgoglio la prova del suo talento.

Ogni tanto qualcuno mi chiede se io non abbia timore nel comprare in questo modo, da venditori lontani e scegliendo oggetti che non posso provare o toccare con mano, ma la mia risposta è che mi sono talvolta capitate esperienze peggiori con negozi sotto casa. Una volta ricevetti un paio di scarpe danneggiate e mi rifusero il costo di riparazione nel giro di 48 ore: un’altra volta mi arrivò un anello di misura sbagliata e anche in quel caso fui rimborsata immediatamente e non mi fu nemmeno chiesto di spedire indietro il monile. Le uniche cose che raccomando sempre a chi mi chiede consiglio è di affidarsi a siti conosciuti che diano garanzie certe circa pagamenti e spedizioni e che adottino misure anti-contraffazione.

Sono certa che conosciate tutti eBay: nel nostro paese è attivo dal 1° gennaio 2001 e con oltre 10 milioni di visitatori unici al mese è il primo marketplace in Italia. È un vero e proprio centro commerciale online dove operano migliaia di rivenditori professionali di ogni dimensione e settore merceologico. Dopo aver fondato buona parte del suo successo sulla compravendita dell’usato, eBay ha in parte cambiato il suo core business: gli oggetti nuovi venduti a prezzo fisso rappresentano oggi ben il 75% dei prodotti in vendita, a dimostrazione della grande evoluzione rispetto alla formula originaria. Leggi tutto

Della Toscana e del perché Firenze mi abbia fatto piangere

Questo è un post fatto solo di emozioni e sensazioni.

Non parla né di abiti né di altri orpelli modaioli. Si nutre solo di immagini e di tre riflessioni che ho fatto lo scorso week-end, durante una breve fuga in Toscana con Enrico, l’amore della mia vita.

La prima considerazione è legata a una docente della quale sono stata allieva in IED. Vi spiego: un giorno a lezione disse una cosa che mi colpì molto, ovvero che chi si interessa di moda deve essere ricettivo e aprirsi a 360 gradi, senza riserve e senza preconcetti. Come un vaso vuoto da riempire, aggiunse. Non si sa mai da dove arriverà lo stimolo giusto, a volte dalle cose più impensate: ciò che vedo oggi e che non riesco a collocare potrebbe diventare qualcosa di concreto domani o tra un mese. Mi capita di inseguire un’idea per settimane e poi di vederla concretizzarsi in un attimo grazie a uno spunto improvviso che avevo immagazzinato tempo prima. Ecco perché mi piace collezionare immagini che apparentemente nulla hanno a che fare con la moda: in realtà, tutto torna. Ed ecco perché ho passato una mattinata a fotografare bambole e giocattoli: a parte che – secondo me – hanno una loro bellezza magnetica, sono anche certa del fatto che un giorno i loro colori e le loro forme mi diranno qualcosa. Serena – la mia docente – aveva proprio ragione. Leggi tutto

A (perfect) day with Mauro Gasperi: l’emozione oltre la superficie

Ci sono cose del mio lavoro che amo visceralmente e con un trasporto quasi mistico. Magari vi sembrerà strano e ovviamente siete liberi di non crederci, ma vi dico che la mia massima aspirazione non è mai stata quella di partecipare alle sfilate, nonostante io sia una che in quelle occasioni spesso si emoziona. Per carità, la passerella resta un momento importante per chi ama la moda, per chi assiste e per chi crea: è l’apice del lavoro di uno stilista, è il momento in cui dischiude la sua idea al mondo, vuoi con semplicità vuoi imbastendo un vero e proprio spettacolo. È come per un regista che gira un film o per un pittore che dipinge un quadro: mostrare al mondo l’opera compiuta è un traguardo, l’apice, il compimento di mesi di lavoro.

A parte il fatto che oggi va per la maggiore una visione che mi dà da pensare (secondo me, alle sfilate si dovrebbe andare per guardare e non per essere guardati), ciò che invece ho sempre sognato è il prima, ovvero conoscere come si arriva a quel traguardo. Io – che non so fare nulla di concreto con queste mie mani – sono irrimediabilmente e perdutamente innamorata di coloro che sanno trasformare un sogno, un’ispirazione, un’idea in un abito, una borsa, un paio di scarpe, un gioiello. Ho bisogno di parlare con queste persone per fare mio un pezzetto di sogno, ho bisogno di arrivare alla fonte. Parlare con queste menti creative mi rende felice: quelli sono i momenti in cui sento di amare questo lavoro incondizionatamente. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 4, quando Milano leva il fiato

Cosa avete pensato leggendo il titolo? Avete pensato a qualcosa di brutto o a qualcosa di bello? Voglio parlarvi di un paio di eventi che mi hanno levato il fiato o tolto il respiro, come preferite, per quanto mi hanno regalato a livello di emozioni: sabato 22 febbraio, il quarto giorno di Fashion Week, ho partecipato a due eventi che mi hanno sorpresa sia per la bellezza delle location sia per quanto è stato presentato. Mi riferisco ad Alberto Zambelli e a Laura Mancini.

Sapete una cosa buffa? Mi diverte – e molto – il fatto che ci sia stato un filo conduttore che ha caratterizzato ogni mia singola giornata di Milano Moda Donna: mi chiedo se sia stata pura fortuna o se sia stato il risultato di scelte più oculate da parte mia. Spero si tratti della seconda opzione: ho sempre fatto una selezione alla fonte di ciò che pubblico qui sul blog, scegliendo ciò che reputo più vicino alla visione che voglio portare avanti e più vicino al tipo di moda che voglio raccontare e credo che nel tempo questo atteggiamento stia diventando sempre più radicato. Leggi tutto

Collezione Cosmos by Van Cleef & Arpels: a very glittering spring

Sentite anche voi la primavera che aleggia da qualche giorno nell’aria? Io sì, tantissimo: noto che si fa largo ovunque e a Milano fa capolino qua e là in mezzo a cemento e asfalto. Ovunque ci sia un’aiuola, è subito un’esplosione di colori: alberi e cespugli sono carichi di boccioli. Lo ammetto, tiro un sospiro di sollievo nel vedere tutto ciò, non ho mai fatto mistero della mia cortese antipatia verso l’inverno, ma evidentemente non sono l’unica a sentire gli influssi positivi della primavera: Van Cleef & Arpels sceglie questa stagione per lanciare la collezione Cosmos che – naturalmente – è perfettamente in sintonia con l’idea di rinascita. La nuova collezione fa l’en plein e rende omaggio alla natura e alla fortuna, due fonti d’ispirazione da sempre care alla maison, nonché all’amore.

Martedì sono stata invitata insieme ad altri blogger e giornalisti nella boutique di via Pietro Verri per conoscere da vicino e per provare la collezione Cosmos: se parlo d’amore è perché la linea è caratterizzata da quattro petali a forma di cuore, uno dei simboli più classici in casa Van Cleef & Arpels, un simbolo nato negli anni ’50 associando la leggerezza del quadrifoglio alla grazia del fiore. Il nome della collezione si rifa invece al termine greco kosmos che significa “ordine”. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 3, incontri e persone – parte 2

Qualche giorno fa, vi ho raccontato il mio terzo giorno di Milano Fashion Week, o meglio la prima parte: dato che la giornata è stata molto lunga e piena, ho deciso infatti di dividerla in due parti. Questa è la seconda nella quale potete trovare The Wandering Collective, Sergio Daricello e Alice Tamburini, tutti incontrati in serata al cocktail party organizzato presso lo showroom Spring Up: un evento al quale partecipo sempre molto volentieri, perché mi sento a casa.

Prima di raccontarvi tutti i dettagli, vorrei fare però due considerazioni che legano tutti questi stilisti.

La prima è che credo esista una giusta via di mezzo tra andare in giro mezze nude e nascondersi sotto improbabili palandrane: c’è una giusta via per la femminilità, sì, e coloro che sto per presentarvi l’hanno trovata.

La seconda è che credo che il loro compito sia sempre più difficile: li amo e li seguo da diverse stagioni e riuscire a sorprendermi ogni volta non è cosa semplice. Ci sono riusciti, ancora una volta. Leggi tutto

StarDust: cose preziose al femminile raccontate da Silvia Valenti

I luoghi comuni mi fanno venire voglia di grattarmi, come se avessi l’orticaria: scusate l’immagine colorita, ma credo che esprima bene il fastidio che provo davanti a ovvietà e banalità. C’è un luogo comune che mi dà particolarmente fastidio, quello che vuole che le donne non sappiano fare gruppo, non sappiano solidarizzare e sappiano solo litigare. È vero, noi figlie di Eva siamo fortemente competitive e abbiamo il brutto vizio di mettere i puntini su tutte le i che ci capitano a tiro, ma da qui a dire che l’amicizia tra donne non esista o sia cosa rara… beh, ce ne vuole. Ho amiche che tali sono da moltissimi anni e che mi hanno accompagnata in tutte le fasi cruciali della mia vita: ne ho tante trovate attraverso il web e che, attraverso una sintonia di interessi, sono diventate amiche con le quali condivido tante cose e con le quali ci si spalleggia. Ecco, sarò stata fortunata ma devo dire che io nelle altre donne ho sempre trovato aiuto e supporto: per questo sostengo che siamo una forza inarrestabile, soprattutto se facciamo gruppo. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 3, incontri e persone – parte 1

Pensavo a una cosa: uno dei vantaggi di scrivere della fashion week a settimana terminata è che, grazie a un secondo sguardo nonché alla rielaborazione nel frattempo avvenuta, colgo dettagli che mi erano sfuggiti alla prima occhiata. E questo mi piace, mi piace che escano nuovi dettagli e che cose, persone, collezioni e incontri abbiano un secondo piano di lettura.

Oggi continuo il viaggio nei ricordi col giorno 3, venerdì 21 febbraio: un giorno decisamente dedicato agli incontri e alle persone. In alcuni casi, sono state nuove conoscenze; in altri, invece, sono state splendide riconferme, persone che – stagione dopo stagione – non smettono di sorprendermi con la loro personalità riflessa in collezioni sempre più belle e mature.

Visto che la giornata è stata molto lunga e molto piena, ho deciso di dividerla in due parti: questa è la prima nella quale troverete Debora Zavaglia, Sonatina, Divisione Protagonista e Furla. Leggi tutto

Frankie fabrics & thoughts: pensieri in ordine (quasi) sparso

Credo agli incontri, quelli belli. Credo ai feeling, quelli immediati. Credo alle alchimie, quelle speciali. Credo che Elisa Scavazza sia un bellissimo incontro e che tra noi sia nato un feeling immediato che si è poi tramutato in un’alchimia di teste e cuori.

Ci siamo conosciute la scorsa estate, in un posto speciale qui a Milano (la Balera dell’Ortica e se non la conoscete ve la consiglio), ma non era la serata giusta per approfondire, troppo caldo e troppe zanzare. Da quella sera è poi passato un po’ di tempo ma alla fine ci siamo ritrovate e lei mi ha invitata a casa sua in un pomeriggio di febbraio: stavolta il tempo era uggioso, freddo, anzi, soprattutto diluviava ed entrambe, Elisa e io, detestiamo l’inverno. Ma lei mi ha accolta con un grande sorriso, mi ha aperto le porte del suo mondo e della sua casa, calda, accogliente, luminosa: aveva già preparato tutto per il caffè, dolcetti inclusi, in una bella cucina arancione di un piccolo appartamento sito in uno di quei meravigliosi stabili stile vecchia Milano. Ho dimenticato l’inverno e la pioggia: credo che siano passate 4 o forse 5 ore, non lo so di preciso, so che ci sono state tantissime chiacchiere, sorrisi, discorsi seri e altri piacevolmente leggeri, scambi osmotici. E alla fine abbiamo suggellato il tutto anche con l’aperitivo, con una birra e cose buone da sgranocchiare. Leggi tutto

Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 2, è di scena il colore

Oggi continuo il viaggio tra i miei ricordi di Milano Moda Donna.

Giorno 2, giovedì 20 febbraio: finalmente la pioggia ci ha dato tregua e io, dopo la scorpacciata di sfilate e presentazioni del giorno precedente, ho deciso di rallentare il ritmo. Gli impegni della giornata sono stati due, molto carichi di premesse e promesse: due inviti diversi tra loro, eppure con alcune caratteristiche in comune. Prima di tutto il colore, anche se giocato e incentrato su materiali differenti, pellicceria e maglieria. E poi il fatto di essere un ritorno e un esordio, quindi in un certo senso due prime volte.

Ho dedicato il mio secondo giorno a Giuliana Teso, nome storico nel campo della pellicceria, tornata dopo qualche stagione di assenza dalla settimana della moda milanese con una capsule collection che rende omaggio all’arte, e a Silvia Gallà, brand che ha presentato la sua prima collezione di maglieria. Leggi tutto

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