Non riesco ad aspettare l’autunno: Giuliette Brown by Giulia Bruni

Oggi sento il bisogno di leggerezza. Per una come me (che pensa sempre troppo, diciamolo pure) la leggerezza è un gran dono: uso questa parola con enorme rispetto, nel suo senso più puro, ovvero come sinonimo di scioltezza, immediatezza, spontaneità. Ho bisogno di un momento di piacevole bellezza che arrivi dritta al cuore tanto da rendere superflue le parole. E così mi è venuta in mente Giuliette Brown.

Chi come me fa il redattore moda vive un po’ fuori tempo: a settembre (quando ormai la prospettiva è la stagione fredda) pretenderemmo di parlarvi della moda primavera / estate dell’anno dopo, mentre tra febbraio e aprile (quando finalmente si dovrebbe pensare alla bella stagione) vorremmo propinarvi i capi del prossimo autunno / inverno. Qui sul blog tendo a seguire la stagione e faccio un’eccezione solo nei periodi delle sfilate, tuttavia ci sono scoperte così belle che mi risulta impossibile tenerle per me: ecco perché ho deciso di intitolare questo articolo “non riesco ad aspettare l’autunno”. E poi la collezione che sto per presentarvi è perfetta per lo stato d’animo in cui mi trovo oggi, quel bisogno di una bellezza leggera e spontanea. Leggi tutto

Sicis Jewels e il fascino senza tempo del micro-mosaico

Qualche settimana fa sono stata invitata all’apertura della nuova boutique milanese di Sicis Jewels.

Recentemente mi era capitato di scrivere in un altro post che, in occasione di presentazioni e lanci di nuovi progetti, chiedo di essere sorpresa, stupita, istruita, incantata, incuriosita, affascinata. Nel caso di Sicis Jewels sono stata accontentata, perché ho visto qualcosa di davvero speciale, unico e diverso: non per nulla il brand è molto corteggiato anche da altre maison di gioielleria. Perché? Perché i loro gioielli brillano non solo grazie a materiali e pietre preziose, ma anche attraverso una tecnica raffinatissima che profuma di storia.

Forse il nome Sicis vi è familiare per quanto riguarda l’architettura e il design d’interni: siete sulla strada giusta, il brand si occupa di mosaico artistico e oggi porta la sua maestria nel mondo del gioiello. Il giorno dell’inaugurazione della nuova boutique di via della Spiga, sono stata condotta in un modo affascinante, quello del micro e del nano-mosaico: mi fa piacere condividere con voi la storia e le tecniche che rendono questi gioielli affascinanti non solo nel risultato finale, ma anche nel percorso da intraprendere per crearli. Leggi tutto

A Belgioioso per il vintage: curiosità e la mostra su Gianfranco Ferré

Next Vintage Belgioioso: provate a dire queste tre parole a chiunque sia appassionato di moda e di vintage e verrete ricompensati con un ampio sorriso. La mostra-mercato che si svolge tutti gli anni, in aprile e in ottobre, è un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la moda intesa come storia del costume e dunque come linguaggio carico di significati: io non manco mai, è un appuntamento fisso ed è la terza volta che ne parlo qui sul blog.

Mercoledì sono stata a Belgioioso per l’anteprima stampa della nuova edizione: ho deciso di prendermi i miei tempi e di farmi un regalo, dedicandomi essenzialmente a studiare e a chiacchierare. Mi sono concentrata su alcune persone che ormai sono diventate amiche e mi sono piacevolmente imbattuta in un paio di conoscenze novelle che spero possano diventare a loro volta amicizie. Sono affascinata dal fatto che tutte queste persone siano legate da un filo comune: sono appassionate di ricerca e sono instancabili nel loro lavoro. Mi sono anche deliziata con una mostra meravigliosa, dedicata al grandissimo Gianfranco Ferré. Leggi tutto

Ispirazioni: color power al press day Domingo

Le sfilate regalano momenti di grande emozione: la musica, le luci, le modelle che, capo dopo capo, interpretano una collezione e raccontano una storia. Eppure c’è un altro momento che amo molto: i press day, ovvero quando posso guardare da vicino e toccare. Amo poter accarezzare tessuti e pellami, osservare dettagli e cuciture, scoprire i segreti che portano al risultato finale. Oggi voglio condividere con voi alcune idee e ispirazioni: la fonte è il press day Domingo Communication al quale ho partecipato la scorsa settimana.

Domingo è un ufficio stampa e rappresenta molti clienti: l’agenzia è stata fondata nel 1999 da Enzo Domingo ed è fortemente specializzata nel settore moda. Mi piace molto collaborare con loro e il perché è presto detto: Enzo e il suo staff dimostrano di avere fiuto in quanto, accanto a marchi celebri, schierano nuovi nomi dotati di grande talento, autentiche promesse che – per parafrasare un titolo celebre – saranno famose. Leggi tutto

Yuliya, Michela, Marcella: Color Spots tra moda, arte e fotografia

Tu chiamale se vuoi emozioni, cantava Lucio Battisti in una sua famosissima canzone. Io mi emoziono quando scopro talento e bellezza, quando i luoghi comuni vengono infranti: mi emoziona vedere tre giovani donne piene di talento che si uniscono mescolando il loro entusiasmo e le loro capacità, dando luce a un bellissimo progetto che le fa brillare, tutte insieme, e che smentisce ancora una volta quello stupido luogo comune che vuole che le donne non sappiano fare gruppo. Mi riferisco a whYoU Art Project della stilista Yuliya Udod e alla collezione Color Spots che vede protagoniste lei stessa con la pittrice Michela Mombelli e la fotografa Marcella Rallo.

Martedì sera, 15 aprile, si è svolta l’inaugurazione della loro esposizione che sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile presso PopUpDesignGallery in via Pontaccio 2: sono andata a curiosare e voglio raccontarvi un matrimonio decisamente riuscito, nato da tre personalità diverse e distinte, amalgamate alla perfezione in una comune visione e in un comune sentire.

Con whYoU Art Project, Yuliya ha voluto creare un laboratorio di sperimentazione nel quale talenti, personalità e discipline creative diverse si confrontano e lavorano insieme: la giovanissima promessa della moda ha dato il via al progetto con Marcella e Michela e insieme presentano Color Spots, 36 pezzi unici finiti a mano. Leggi tutto

Milano Vintage Week: glittering experience tra foulard e spose d’antan

Da mercoledì 9 a domenica 13 aprile si è svolta la prima edizione di Milano Vintage Week, un evento organizzato da Francesca Zurlo e Andrea Franchi: un’occasione perfetta per acquistare capi e accessori d’annata, un tuffo nelle tappe più significative della storia del costume degli ultimi ultimi sessant’anni.

Il progetto di Francesca e Andrea è intrigante e ricco di contenuti: il loro format, infatti, ha visto protagonisti gli espositori, ovviamente, ma anche due mostre curate da A.N.G.E.L.O, lo storico marchio di Angelo Caroli, da sempre punto di riferimento del settore, nonché un ricco calendario di appuntamenti e incontri incentrati sullo stile, il make-up, la cucina, il bon ton.

Non è un mistero che il vintage sia una delle mie grandi passioni per il bagaglio di storia e significati che porta con sé e questa volta ho avuto anch’io un piccolo ruolo attivo: ho tenuto un incontro intitolato “Vintage con personalità”. Il pensiero di Francesca e Andrea è quello di riscoprire un sistema di valori senza tempo e di creare un fil rouge tra passato, presente e futuro: visto che concordo totalmente con questa visione, ho cercato di parlarne durante il mio incontro e di riaffermare quella che secondo me è una grande verità. Le scelte personali, quelle che vanno oltre i trend, raccontano chi siamo e restituiscono alla moda il suo giusto ruolo di formidabile mezzo di espressione e comunicazione. Leggi tutto

Design Week ’14: Print-à-Porter, dalla stampa alla moda con Brother

Oggi mi piacerebbe accompagnarvi in una dimensione molto particolare, fatta di carta, moda e design: ci metto anche le stampanti Brother, i ragazzi del Poli.Design, l’artista Caterina Crepax e un’idea che mi ronza in testa e che lega tutto. Come? Ora vi spiego.

Mai accontentarsi: sono due parole magiche e io le considero uno dei miei mantra. Non sono riferite a una smania di perfezione – che tra l’altro a mio avviso non esiste – ma piuttosto rappresentano l’atteggiamento che desidero avere verso la vita. Simboleggiano la voglia di provare, sperimentare e non lasciare nulla di intentato: vivere e non lasciarsi vivere. Mai accontentarsi di un lavoro che non piace, per esempio, oppure mai accontentarsi di una relazione non giusta per noi. A volte non è il momento adatto per lasciare un lavoro o troncare una relazione, è vero, allora occorre aspettare, ma è importante non smettere mai di avere progetti, sogni e desideri e soprattutto occorre non lasciarli in un cassetto a fare polvere. Mai vivere di rimpianti e di cose non fatte. Leggi tutto

Frammenti sul gioiello contemporaneo: un libro e una mostra a Milano

Sempre più spesso, qui sul blog, parlo del mondo del gioiello contemporaneo e do spazio a nuovi designer. Dico di essere malata di moda da sempre, da quando ero nella pancia di mia madre: il bijou mi caratterizza allo stesso modo, colleziono monili da quando avevo 15 anni e prediligo gli oggetti particolari, con un significato intrinseco. Amo i materiali più disparati e il mio criterio di scelta è lontano dall’essere la preziosità commercialmente attribuita.

Moda e bijou, dunque, sono passioni che coltivo da molto prima che diventassero le mie occupazioni principali: muovermi nell’ambiente mi aiuta a coltivare l’amore per il gioiello con intensità sempre maggiore e soprattutto mi dà la possibilità di approfondire sempre più. Lungi da me l’idea di considerarmi un’esperta nel campo del monile: resto una semplice collezionista ed estimatrice, un po’ più consapevole e informata. Il mio approccio a un bijou continua e essere di tipo emozionale: se mi comunica qualcosa, ho voglia di conoscerlo.

In quest’ottica di cammino nel mondo del gioiello, sono stata molto felice dell’invito per un evento interessante che si svolge in questi giorni a Milano. L’evento è stato organizzato da Deleyva Editore per presentare il libro Frammenti sul Gioiello Contemporaneo nonché l’omonima mostra sul monile d’autore e d’artista che si svolge fino al 13 aprile presso l’affascinante Spazio Buttafava di via Vigevano. Leggi tutto

Design Week ’14: Nir Lagziel ospita Some of Mine

Mi piace raccontarvi la verità, senza fronzoli inutili, quindi sarò sincera ancora una volta: a me del Salone del Mobile non è che importi più di tanto, senza offesa per nessuno. I mobili mi piacciono, molto, ma non ho tempo sufficiente per approfondire l’argomento come meriterebbe: siccome non ho particolare simpatia per i tuttologi, evito di esserlo e preferisco occuparmi di ciò in cui ho un pochino più di competenza, ovvero la moda. Ma, essendo un’amante delle contaminazioni, non posso ignorare che questa è la settimana del Fuori Salone e qui viene la parte che a me interessa: la contaminazione di generi. È in questa fascia che a mio avviso risiedono le cose più interessanti e martedì sera ho avuto modo di osservare un’interessante contaminazione tra moda, gioiello, arte nel segno del design.

Ho infatti partecipato al vernissage dell’evento Some of Mine presso l’atelier del fashion designer Nir Lagziel che per l’occasione ospita Natsuko Toyofuku, jewelry designer, Paolo Mezzadri, scultore e Ariel De Boni, light designer. Sculture in metallo e giochi di luce, creati per l’occasione, reinventano lo spazio della boutique creando un nuovo spazio contaminato da arte e design, arricchito da gioielli che sembrano piccole sculture da indossare. Leggi tutto

Design Week ’14: Fairy Tales by Van Cleef & Arpels, sogno e poesia

Prima riflessione: chissà perché noi esseri umani sembriamo sentire l’esigenza di inscatolare ogni esperienza in generi e compartimenti a tenuta quasi stagna. Non so, forse lo troviamo rassicurante. Ma la bellezza ignora (per fortuna) questa nostra propensione e rifiuta di avere genere: sfugge a qualsiasi definizione, valica le linee di confine che tracciamo, mischia le carte unendo cose e persone apparentemente lontane.

Seconda riflessione: ci sono occasioni in cui c’è tempo per lasciare sedimentare le emozioni; ci sono altri frangenti in cui è necessario restituire subito ciò che si è vissuto allo scopo di permettere ad altri di godere a loro volta delle stesse emozioni.

Sono questi i due pensieri che ho fatto ieri sera mentre lasciavo l’inaugurazione della mostra intitolata Fairy Tales con la quale Van Cleef & Arpels festeggia la Design Week 2014 di Milano. Sento il bisogno di parlavi subito di questa mostra perché è bellissima e perché è in corso fino a domenica 13 aprile: spero dunque possiate visitarla a vostra volta presso la boutique di via Pietro Verri 10 tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:00. L’ingresso è libero. Leggi tutto

Parah: dalla New Generation al concorso #iosiamoarte

Ve lo dico subito: oggi mi muovo su quello che potrebbe risultare un terreno minato, un po’ perché non è uno dei miei campi di specializzazione e un po’ perché rischio di attirarmi qualche antipatia visto che non rinuncerò – ancora una volta – a esporre il mio personale punto di vista. Qual è l’argomento? Costumi e moda mare.

Se è la prima volta che leggete qualcosa di mio e magari siete arrivati qui per caso, a questo punto avrete stampato un bel punto interrogativo in volto (come darvi torto): se, invece, siete lettori abituali (grazie!), avrete magari notato quanto sia strano che io scriva di beachwear. Già, su 168 post pubblicati a oggi, questa è solo la seconda volta in cui parlo di costumi.

Sui costumi e sulla nudità in generale ho il mio punto di vista che non starò qui a enunciarvi approfonditamente, primo perché non voglio tediarvi, secondo perché – ripeto – rischio di attirarmi qualche antipatia. Diciamo, sintetizzando, che non trovo particolarmente interessante l’essere poco vestiti, soprattutto perché trovo molto più interessante studiare cosa gli abiti raccontino di noi. Leggi tutto

Polyphenol C15: abbattere le resistenze di una donna incostante (io)

Oggi ho deciso di farvi alcune confessioni circa il mio approccio al settore beauty.

Sono da sempre un’appassionata del genere fantascienza: è una caratteristica che ho ereditato dal mio adorato papà e, quand’ero ragazzina, guardavamo insieme film e telefilm in televisione. Cosa c’entra col beauty? Ora vi spiego: un giorno, guardando il film “Il quinto elemento” di Luc Besson, vidi una scena che mi rimase impressa. Milla Jovovich, la protagonista, si piazzava in faccia un misterioso aggeggio elettronico e questa specie di maschera le truccava il volto immediatamente e alla perfezione: ecco, quella sarebbe la mia dimensione ideale. Non scherzo: amo il make-up ma non sono brava a realizzarlo e soprattutto non mi ci applico particolarmente. Come quasi tutte le donne, adoro i cosmetici e comprerei tutti i rossetti-smalti-ombretti-matite possibili e immaginabili, ma poi spesso restano inutilizzati nel mio fornitissimo armadietto del bagno.

Sono anche pigra e incostante nel prendermi cura della mia pelle. Non conto le volte in cui mi sono detta “basta, ora si cambia”: quanto pensate che sia durata? Nella migliore delle ipotesi un paio di mesi. La mia attuale beauty routine inizia e termina con acqua e sapone: di docce ne faccio tantissime, anche troppe, peccato che io sia assolutamente refrattaria all’utilizzo delle creme. Inoltre mangio disordinatamente, dormo poco, vivo in una grande città e in passato è capitato che abbia preso il sole senza troppe precauzioni. Insomma, nonostante mi occupi di moda e anche di beauty, credo di essere il peggiore esempio che si possa seguire. Per fortuna, fumo solo occasionalmente e quanto agli alcolici vino e birra mi piacciono, sì, ma con molta moderazione.  Leggi tutto

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