Milano Fashion Week SS 2015: Stella Jean

Scommetto che non sono l’unica alla quale il tempo a disposizione sembra sempre troppo poco: penso, per esempio, alle mamme lavoratrici che, quando tornano a casa, devono dividersi tra il desiderio di accudire i propri bambini e la necessità di dover badare alla casa e alle varie questioni familiari. Ho tanta ammirazione per loro, le considero uno dei migliori esempi di capacità multitasking.

Per quanto mi riguarda, il tempo sembra non bastare per dar voce al desiderio che ho di parlarvi della dimensione a me più congeniale, quella dei nuovi talenti: continuo a incontrare e conoscere molte persone interessanti e la lista di coloro dei quali desidero raccontare si allunga sempre più.

Una persona che osservo da tempo con curiosità, stupore e ammirazione è una stilista che si può ormai definire una stella luminosa, di nome e di fatto: Stella Jean. Finalmente, sono riuscita ad assistere a una sua sfilata e dunque, con somma gioia, posso raccontarvi le emozioni che lei ha donato a me e che io spero di trasmettere a voi.

Seguo la stilista dai suoi esordi, da molto prima che diventasse il fenomeno che è oggi, giustamente e universalmente riconosciuto e acclamato: amo la gioia di vivere che riesce a instillare negli abiti, amo la capacità di comunicarla attraverso forme e colori. Amo il suo stile in cui si fondono la cultura del vecchio continente e la vivacità del nuovo: grazie a lei, gli opposti si corteggiano e si sposano. Quando penso a coloro che incarnano quell’idea di Moda che prediligo, il suo è uno dei nomi che mi vengono in mente. Leggi tutto

Estate 2014: parte 3, Paris est toujours une bonne idée

Mentre eravamo in Bretagna, quest’estate, una mattina Enrico mi guarda e butta lì “e se facessimo un salto a Parigi?”.

Me lo dice con quella faccetta simpatica e un po’ buffa che gli viene ogni volta in cui partorisce un’idea della quale è orgoglioso.

Come pensate che abbia accolto questa proposta? Con grande entusiasmo, ovvio! Come si dice… Paris est toujours une bonne idée!

E lo è ancora di più se si tratta di una visita non pianificata e alla quale non ci si è preparati: adoro le idee formulate e realizzate al volo, detto e fatto. Questo nella vita privata: meglio non dire cosa io pensi, invece, dell’improvvisazione sul lavoro.

Tra l’altro, io ed Enrico eravamo stati insieme a Parigi (io c’ero poi tornata alcune volte ma da sola) nel 2005, poco tempo dopo esserci conosciuti. Avevo comprato due biglietti economici con Ryanair e gli avevo fatto una sorpresa: l’avevo condotto a Orio al Serio senza che lui nemmeno sapesse che avrebbe preso un aereo e per quale città. Ci siamo divertiti moltissimo e, dopo tanti anni, era ora di tornarci.

E così ci siamo trovati un albergo nella capitale francese e, anziché ripassare da dove eravamo arrivati, ci siamo spostati a est, procedendo verso Parigi. Leggi tutto

Milano Fashion Week SS 2015: Chicca Lualdi

Desidero dichiarare una volta di più tutto il mio amore per i giovani stilisti: come ho scritto altre volte, li considero come aria fresca per una stanza chiusa. Ammiro il loro coraggio e la capacità di osare, adoro il loro desiderio di sperimentare e mi conquistano definitivamente quando dimostrano di conoscere bene il passato pur guardando avanti.

I giovani talenti sono uniti dalla ricerca, dall’impegno e da un investimento continuo di risorse. In un momento indubbiamente difficile non solo per l’Italia ma per l’economia globale, questi talenti cercano la propria strada per emergere e farsi apprezzare: i loro percorsi raccontano come sia possibile inseguire i sogni grazie a lavoro, dedizione, perseveranza e – perché no? – anche a un pizzico di incoscienza, perché chi non si butta non cade, è vero, ma nemmeno volerà mai. Questi giovani uomini e giovani donne permettono, stagione dopo stagione, di aggiungere belle pagine alla storia della moda italiana e portano il nostro nome in giro per il mondo: non si può non essere orgogliosi di loro, non si può non seguirli e non appoggiarli.

Sono stati ben 15 i designer di nuova generazione che hanno sfilato in occasione dell’edizione appena terminata di Milano Moda Donna, tutti inseriti nel calendario ufficiale: a loro la Camera Nazionale della Moda Italiana ha dedicato anche un’apposita sezione del proprio sito, intitolandola New Talents. E alle 15 sfilate si sono affiancate ulteriori presentazioni, in calendario e non solo. Leggi tutto

Ridefinire il Gioiello in tutti i Sensi, con tutti i Sensi

Ho capito una cosa: se un post che ho scritto mi rende felice e se lo sono mentre lo scrivo, se lo faccio con gusto e con piacere, vuol dire che è giusto e che lo è in diversi sensi. Giusto come cosa adatta a me, in linea con tutto ciò in cui credo; giusto come cosa appropriata e consona a questo spazio per come l’ho concepito e quindi – spero – per coloro che leggono; giusto come cosa in buona fede e che racconta il vero – il vero dal mio punto di vista, ovviamente. Non pretendo di possedere la verità assoluta, ma tengo a fare un lavoro onesto, secondo i principi nei quali credo.

Oggi è decisamente una di quelle giornate in cui ciò che vi racconto mi rende molto felice, perché è un esempio perfetto del talento del quale parlo spesso e anche perché mi vede coinvolta in prima persona, con orgoglio e grande emozione.

Lo scorso aprile, ho avuto il piacere di conoscere Sonia Patrizia Catena, storica e ricercatrice d’arte esperta in design del gioiello contemporaneo: tra le tante cose delle quali questa giovane donna si occupa, c’è anche la manifestazione Ridefinire il Gioiello di cui è fondatrice e curatrice insieme a Lorenzo Argentino.

Il progetto (nato nel 2010 e giunto alla sua quarta edizione) tenta di delineare un percorso di ricerca in un panorama assai frammentato e nel quale manca una definizione consolidata e una storia strutturata e organica. Leggi tutto

Coltivare bellezza in compagnia di Mathilde Thomas

Nutro molta ammirazione nei confronti di coloro che sono capaci di trasformare i propri sogni in realtà e ne nutro altrettanta verso chi ha idee audaci che riesce a realizzare. Forse, quando Mathilde Thomas, fondatrice di Caudalie, maison de beauté francese, ha iniziato a inseguire il proprio sogno, qualcuno può averlo trovato bizzarro e magari visionario: aveva ragione lei, invece, e, dopo lunghi studi, l’ha dimostrato, costruendo una realtà solida che unisce etica ed estetica.

La filosofia del suo marchio ruota attorno a un ingrediente: l’uva. “Ho fondato Caudalie con mio marito Bertrand” – racconta Mathilde – “e la nostra storia inizia a Bordeaux, nella proprietà di famiglia nel cuore dei vigneti.” La svolta viene dall’incontro con Joseph Vercauteren, professore ed esperto di chiara fama mondiale: è lui a far capire alla giovane imprenditrice tutto il grande potenziale della tenuta familiare. I vigneti servono a produrre vini pregiati, certo, ma possono anche fornire la base per prodotti di bellezza innovativi.

L’uva e la vite racchiudono infatti molti principi naturali preziosissimi per la pelle e i polifenoli contenuti nei vinaccioli d’uva (i semi degli acini) sono i più potenti antiossidanti presenti nel mondo vegetale. Nel 1995, due anni dopo l’incontro col professor Vercauteren, Mathilde e Bertrand depositano il brevetto sull’estrazione e la stabilizzazione dei polifenoli di vinaccioli. Leggi tutto

Marie Claire presenta Milan and the Magic Accessories

A Milano è di nuovo tempo di Settimana della Moda o Fashion Week, per chi preferisce l’inglese. Come accade a ogni edizione, sto girando in cerca di talenti da raccontare, conoscenze da consolidare, nuovi incontri. Ho già adocchiato molte cose interessanti e – se vi andrà – nella prossime settimane troverete qui tanti racconti.

Intanto, però, sento il desiderio di raccontarvi subito un’iniziativa che è in corso, godibile da parte di chiunque stia o verrà a Milano fino al 22 settembre. Si tratta di una mostra open air voluta da Marie Claire e che incarna alla perfezione il mio concetto di moda: avvicina quest’ultima all’arte creando nuovi scenari e un’interessante commistione. È ricca di contenuti, suggestioni, rimandi, fantasia e conferma che la moda è un linguaggio, una forma espressiva.

Già lo scorso febbraio, proprio in occasione della precedente settimana della moda, Marie Claire aveva dedicato un numero speciale al meglio della moda e degli accessori: l’editore Hearst fa il bis e il numero di ottobre esce in questi giorni in due volumi. Il magazine sarà anche eccezionalmente disponibile in versione e-mag. Leggi tutto

Borse, mare, miti, talento: in una parola, aMarCortese

Credo che, leggendo A glittering woman, si possano notare alcune cose.

Prima cosa: amo il mare. Fa parte di me e io faccio parte di lui.

Mi manca ogni singolo giorno in cui gli sto lontana e colleziono oggetti che riescano a ricordarmelo, dai barattoli di sabbia delle località che visito fino ai marinai: avete presente quelle statuette in vario materiale che spesso si trovano nei negozi di souvenir nelle località di mare, quegli oggetti un po’ kitsch? Mio marito e io li collezioniamo.

Non per nulla, mare figura tra i tag più utilizzati nonostante questo sia un blog che dichiara di occuparsi principalmente di moda.

Altra cosa che credo sia assai evidente: sostengo i talenti emergenti, le start-up e tutti coloro che, con talento e capacità, sanno portare avanti idee nuove. Gli emergenti, a mio avviso, sono una boccata d’aria fresca: è come aprire le finestre di una stanza e lasciare entrare aria che sa di primavera.

Terza cosa: amo le belle storie.

Mettete insieme queste tre cose – il mare, gli emergenti e le belle storie – e viene fuori il massimo che io possa desiderare, un’alchimia che è riuscita alla perfezione al brand di cui vi voglio parlare oggi: si chiama aMarCortese e fa borse e accessori. Leggi tutto

Pokemaoke: posai i piedi sull’aria e resse

Posai i piedi sull’aria e resse… No, non sto delirando: ripeto a voce alta il motto di due sognatrici, Giulia Simoncelli e Jessica Piantoni, che insieme sono il nucleo e il cuore di Pokemaoke, brand artigianale tutto italiano.

Di solito si usa dire “ha i piedi per terra” quando si vuole indicare una persona concreta e solida, ma queste due giovani donne dimostrano un teorema nel quale io credo profondamente: avere dei sogni non significa non essere concreti e voler fare le cose a proprio modo non significa essere folli. Avere dei sogni vuol dire guardare oltre, essere vivi, avere progetti da realizzare.

Ma procediamo con ordine, fatemi raccontare qualcosa di loro.

Tutto nasce da un incontro tra un architetto d’interni e un’imprenditrice specializzata nel settore del tessile e della calzatura. Giulia e Jessica potevano sembrare lontane quanto a formazione ed estrazione, ma – come spesso accade – la loro diversità non è stata altro che un’occasione di ricchezza e ispirazione: hanno unito forze ed esperienze, dando vita a un marchio che rappresenta il meglio di entrambe. Leggi tutto

Estate 2014: parte 2, la Bretagna oltre il mare

Forse, la Francia era da sempre nel mio destino – chiamiamolo così.
E so con precisione quando iniziò l’amore nei suoi confronti: andavo alle elementari e cominciai a studiare il francese.
Mi assegnarono una corrispondente, una pen friend, come si usava dire in tempi non ancora maturi per SMS, messaggi e-mail, WhatsApp e altre diavolerie del genere: ricordo ancora perfettamente che la mia amica di penna abitava ad Annecy, in Alta Savoia.
Ricordo l’attesa ansiosa delle sue lettere che arrivavano per posta; ricordo che scrivevo le mie, molto semplici, con grande attenzione. Ricordo i due libri di francese di quegli anni, quello con gli esercizi e il sussidiario (si chiama ancora così?): avrò sfogliato il secondo un milione di volte, quasi consumandolo, avida di scoprire i suoi misteri, cercando di decifrare cosa ci fosse scritto col (poco) francese allora in mio possesso.
Alle superiori, la professoressa di francese mi fece innamorare del linguaggio della pubblicità: lei ne era assolutamente affascinata, sosteneva che quel particolare codice rispecchiasse la società. Ora, a distanza di parecchi anni, ho capito quanto avesse ragione e, ancora oggi, mi è rimasta l’abitudine, soprattutto quando sono in Francia, di ascoltare la pubblicità alla radio e di guardare i cartelloni per strada: noto come alcune cose e alcune strutture siano restate immutate e come altre, invece, si siano evolute di pari passo coi tempi. Leggi tutto

100 happy days: sfida con me stessa / parte 2

Prima delle vacanze, vi avevo raccontato di un piccolo progetto che ho intrapreso. È una sfida con me stessa ed è quella di 100 happy days: consiste nel trovare in ogni giorno un momento che ci abbia resi felici, rappresentandolo attraverso una foto.
Beh, oggi, giovedì 4 settembre, sono arrivata al 68° giorno, incredibilmente. Perché dico “incredibilmente”? Perché, come avevo spiegato nel primo post, non ero affatto sicura di riuscire a tenere fronte all’impegno preso e sono sincera nel dirlo. Non è facile trovare un motivo per cui essere felice, ogni singolo giorno e tutti i giorni, ma finora ci sono riuscita.
E ho realizzato che, in fondo, questo è soprattutto un ottimo esercizio: abitua a soffermarsi su ciò che di buono ci accade, a sottolinearlo.
Sono un’ottimista da sempre, ma ultimamente ero in un momento che definirei un po’ buio: la mia positività si era appannata, mettiamola così, esattamente come accade a un vetro quando qualcuno ci alita sopra. Leggi tutto

Non riesco ad aspettare l’autunno: WHITE by Tatyana Parfionova

C’è una parte di me che non vuole crescere e che continua a nutrirsi di sogni e fantasie. A volte mi dico da sola “Manu cresci, adattati ai tuoi anni, hai beeeeeeeeeep! anni, quando inizierai a comportarti e a vestirti come una vera signora?”. Ma vi devo confessare che questa vocetta interna viene ignorata, sistematicamente.

Ho un debole per i colori e per le fantasie e sapete qual è una cosa che mi piace da impazzire? I disegni dallo spirito naïf. Per questo mi sono innamorata di Tatyana Parfionova e della sua linea di prêt-à-porter: WHITE – questo il nome – mi ha fatto venire in mente – e non so di preciso perché – il compositore russo Sergei Prokofiev e una delle sue opere più celebri, “Pierino e il lupo”. Forse perché la collezione mi ha messo gioia così come me ne ha sempre messo quell’opera che ha tutta la magia delle fiabe; forse perché il nostro cervello fa associazioni per le quali non dobbiamo necessariamente trovare sempre una spiegazione precisa.

In effetti, la storia della maison e la storia personale di Tatyana Parfionova sembrano un po’ una favola. Leggi tutto

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