L’anticonformista, la collezione Grinko SS 2016

È inutile, non ce la faccio proprio: provo a restare fredda e asettica, provo a frenare la spontaneità, ma è qualcosa che proprio non mi riesce.

O almeno non mi riesce con la moda: in questo ambito sono come quando ero ragazzina e avevo poche mezze misure.

Nella moda ci sono cose che mi piacciono e cose che non mi piacciono; cose che mi appassionano e cose che mi lasciano del tutto indifferente. Cercare di convincermi è inutile, in un senso o nell’altro, perché lo ammetto, soffro di un’imperdonabile presunzione, quella di voler pensare con la mia testa.

Scelgo le cose che mi piacciono e che mi appassionano e dedico loro tutto il mio entusiasmo; al contrario, non sono interessata a uniformarmi al pensiero che va per la maggiore né sono interessata a unirmi ai cori osannanti gli stilisti più in voga. Allo stesso modo, non ho timore di dire “piace anche a me” se ciò è la verità, ma il punto è questo: deve essere la verità.

D’altro canto, l’ho dichiarato fin dall’inizio: in questo spazio web entra solo ciò che mi piace attraverso una selezione fatta alla fonte. Una piccola dittatrice? Direi piuttosto che è una garanzia di sincerità.

Propongo e non impongo; propongo ciò che mi piace, spiego perché mi piace e poi lascio la decisione finale a chi guarda e legge. Tutto qui.

Nel caso in cui chi guarda e legge approva a sua volta ciò che ho accuratamente selezionato, questa persona gode di una garanzia: sa che la mia opinione è sincera.

Ecco, è questa la mia presunzione. E se, alla fine, sia perdonabile o no, lo lascio decidere a voi.

Lo stilista Sergei Grinko è un esempio perfetto di tutto ciò.

Non faccio mistero del mio apprezzamento nei suoi confronti: ho parlato di lui innumerevoli volte senza mai curarmi di quanto incontrasse o meno l’approvazione generale. So per certo che riscuote sia successo sia curiosità e sono felice per lui perché a mio avviso lo merita: non è certo per questo, però, che l’ho scelto fin dal principio della sua avventura alla Milano Fashion Week.

Sergei è nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana fin dal febbraio 2011, ma continuerei – e continuerò – a parlare di lui in ogni caso perché amo il suo lavoro.

Amo la ricerca e la sperimentazione che conduce, amo quel suo tocco innovativo che unisce riferimenti artistici ed esperienze di vita maturate in giro per il mondo: è nato nella Federazione Russa, si è laureato al Central Saint Martins College di Londra, si è trasferito a Dubai dove, per più di dieci anni, ha lavorato per le famiglie nobili del Golfo e in particolare per la Regina Rania di Giordania.

Lo scorso settembre, Sergei ha presentato la collezione per la primavera / estate 2016: già a partire dal nome, mi ha regalato un sorriso perché sposa perfettamente il mio pensiero.

Qual è il nome? “Non Conformist”.

Ebbene sì, Sergei l’ha chiamata proprio così dedicandola a George Sand, autentico simbolo di anticonformismo.

George Sand (1804 – 1876), scrittrice e drammaturga francese, è considerata una tra le autrici più prolifiche della storia della letteratura grazie a numerosi romanzi, novelle e drammi teatrali; è passata alla storia anche per i suoi pensieri e comportamenti anticonformisti, a partire dal nome stesso.

George Sand è infatti il nom de plume di Amandine Aurore Lucile Dupin e la scelta di uno pseudonimo maschile non fu la sua unica scelta controcorrente: la scrittrice, infatti, aveva l’abitudine di vestirsi da uomo.

L’uso dello pseudonimo maschile era dovuto alla diffidenza che, all’epoca, il pubblico medio provava nei confronti di una donna ritenuta – con pregiudizio – artista di qualità inferiore.

Quanto al vestirsi da uomo, oltre a essere più economico come ella stessa confessava, era anche un modo per poter frequentare luoghi allora interdetti alle donne.

Il suo non era dunque un caso di travestitismo sessuale (per quanto si sia a lungo dibattuto di un suo probabile lesbismo che non ha però mai trovato alcuna prova decisiva), bensì un modo di manifestare la propria volontà di indipendenza da ogni pregiudizio nonché il rifiuto del conformismo in nome della libertà.

Nel presentare la collezione e nel rendere omaggio a George Sand, Sergei spiega così la sua scelta: “Le persone anticonformiste sono coloro che lottano fermamente per quello in cui credono, nonostante ciò che il resto del mondo pensa o proclama. Al giorno d’oggi, il vero anticonformista è colui o colei che, pur confrontandosi con un sistema digitalmente interconnesso, mantiene un atteggiamento critico e analitico.”

Touché, mio caro Sergei: inutile dire quanto io sia d’accordo con te.

Ed è quasi superfluo specificare quanto la collezione presentata lo scorso 26 settembre incarni proprio tutto ciò, ovvero una decisa dimostrazione di anticonformismo.

Sergei Grinko SS 2016 <em>“Non Conformist”</em>
Sergei Grinko SS 2016 “Non Conformist”

Le forme di base della collezione Grinko SS 2016 sono il cerchio e l’uovo (che, in fondo, altro non è che una forma circolare allungata ai poli); l’ispirazione portante è la rivisitazione in chiave contemporanea di alcuni modelli di Pierre Cardin degli anni ’70.

I volumi sono fluidi, i bordi fluttuano lievi, gli orli si accorciano e poi si allungano passando dal mini al midi al maxi.

I tessuti utilizzati vanno dal crêpe de Chine, leggero e trasparente, fino ai broccati, decisamente più strutturati.

I colori scelti da Sergei sono il grigio, il verde e il nero affiancati da quello che si può considerare il suo colore di elezione per questa stagione: il giallo, proposto in diverse varianti e sfumature.

Dedico una menzione speciale alle scarpe, nate dalla collaborazione ormai consolidata tra Sergei e Mario Valentino: mi sono piaciute moltissimo e le trovo desiderabili e versatili, soprattutto quelle con tacco basso.

Mi sono innamorata anche delle acconciature – e in particolar modo di quelle voluminose e un po’ selvagge – curate da Salvo Filetti e Compagnia della Bellezza (anche in questo caso, una collaborazione consolidata).

In definitiva? Anche stavolta, caro Sergei, non hai deluso le mie aspettative.

E ai tanti dialoghi impossibili che mi piace immaginare con questa mia testa un po’ matta, aggiungo il sogno di poter chiedere a George Sand il suo parere a proposito della tua collezione decisamente anticonformista.

Manu

 

 

 

Per maggiori informazioni e per approfondire:

Qui trovate il sito di Sergei Grinko, qui la sua pagina Facebook, qui Instagram e qui Twitter.

Se volete leggere i miei articoli sulle precedenti collezioni di Sergei: qui trovate quello sulla collezione autunno / inverno 2015-16; qui quello sulla collezione primavera / estate 2015; qui quello sulla collezione autunno / inverno 2014-15; qui quello sulla collezione primavera / estate 2014; qui quello sulla collezione autunno / inverno 2013-14.

La foto di sfilata della collezione Grinko SS 2016 sul sito della Camera Nazionale della Moda: qui.

Le foto firmate Francesco Trucchia e Dario Raimondi vengono dalla pagina Facebook di Mario Valentino e precisamente da questo album.

 

 

 

Dalla collezione Grinko SS 2016, le mie selezioni attraverso due scatti che ho realizzato in occasione della sfilata dello scorso 26 settembre. In alto, uno degli outfit che ho più amato: ho adorato il total white, gli orecchini triangolari e l’acconciatura curata dalla <em>Compagnia della Bellezza.</em> In basso: le mie preferite tra le calzature realizzate da Mario Valentino per Grinko.
Dalla collezione Grinko SS 2016, le mie selezioni attraverso due scatti che ho realizzato in occasione della sfilata dello scorso 26 settembre. In alto, uno degli outfit che ho più amato: ho adorato il total white, gli orecchini triangolari e l’acconciatura curata dalla Compagnia della Bellezza. In basso: le mie preferite tra le calzature realizzate da Mario Valentino per Grinko.

 

 

 

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo - uno dei miei comfort food - oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

Glittering comments

Cristina
Reply

Ciao Manuela,
Ho trovato molto interessante anche l’articolo dove non ho trovato traccia di presunzione o atteggiamento dittatoriale! Proponi (ma giustamente non imponi) sempre con molto garbo rimanendo fedele ai tuoi gusti e questo è encomiabile. Ho guardato con piacere le foto di questa collezione vibrante che riesce a trasmettere molta energia ed un’euforizzante sensazione di libertà! Concordo pienamente sul fatto che le scarpe, soprattutto flat, siano desiderabili!
Grazie per tutto ciò che ci regali
Cri

Manu
Reply

Cara Cri,
Se ti dico che ho riletto il tuo commento almeno una decina di volte, mi credi?
Perché l’ho fatto? Perché volevo essere certa di aver letto e compreso bene (sai, magari nell’entusiasmo…) e perché, a ogni nuova lettura, le tue parole mi davano un brivido di inedita gioia.
Vedi, io credo ciecamente nella condivisione, nello scambio, nel confronto e nella libera circolazione delle idee: di conseguenza, se c’è una cosa che mi dona gioia immensa è sapere che tale mio intento è arrivato e che viene compreso, ricondiviso e dunque moltiplicato e amplificato da persone aperte e curiose come te. Che meraviglia tutto ciò!
Sono io a ringraziarti per questo scambio tra noi e per ciò che tu, a tua volta, hai regalato a me.
Mi piacerebbe, un giorno, parlarne davanti a un caffè. Chissà…
Buona serata,
Manu

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