Jovoy e #WhatMattersIsInside quando il profumo è artistico e anche partecipativo

Credo che qualsiasi lavoro svolto con onestà abbia uguale dignità; eppure, è innegabile che esistano mestieri che possiedono un fascino del tutto particolare.
Penso, per esempio al naso, ovvero la persona capace di realizzare profumi traducendo idee e ispirazioni in scie olfattive reali, concrete.
Questa professione è nata migliaia di anni fa, sembrerebbe addirittura più di 4000, quando i profumi si creavano per compiacere o rendere omaggio agli dei: per esercitare tale professione, oggi servono basi tecniche, chimiche e scientifiche, un bagaglio di conoscenze artistiche e – ovviamente – una spiccata sensibilità.
Il punto di forza di un naso è infatti la memoria olfattiva: mentre una persona è generalmente in grado di memorizzare circa un migliaio tra odori e sentori, un naso, invece, è in grado di ricordane anche tremila.
Ecco perché questa professione mi affascina: si tratta di una sorta di moderno alchimista dotato di grandi capacità, passione, cultura e preparazione.

Ed ecco perché ho deciso di sposare un’iniziativa speciale che si chiama #WhatMattersIsInside ovvero un progetto lanciato dallo storico brand parigino Jovoy specializzato in profumeria artistica. E quando scrivo storico è perché è nato, pensate un po’, nel lontano 1923.
Il loro è un progetto davvero nuovo in quanto l’obiettivo che si pone è quello di creare il primo profumo artistico partecipativo d’Italia, partendo dall’idea di dare vita, così come avveniva nel passato, a profumi che raccontino i desideri dell’individuo.
Da qui nasce #WhatMattersIsInside ovvero ciò che conta è dentro.

Come avverrà tutto ciò?
Compilando questo sondaggio per il quale basta esprimere i propri gusti: le opinioni che verranno raccolte saranno lette e interpretate da cinque nasi che realizzeranno altrettanti profumi d’autore proprio sulla base delle indicazioni di tutti coloro che parteciperanno.
C’è tempo fino al 15 aprile per compilare il sondaggio che è veloce e divertente, tanto che servono giusto un paio di minuti.

Le cinque fragranze saranno rivelate a giugno presso i rivenditori esclusivi Jovoy: per sapere quali siano, si può andare qui ovvero sul sito di Essenses, distributore esclusivo per l’Italia, e selezionare appunto i rivenditori Jovoy dove ci si potrà recare per scoprire le fragranze e poi decretare la fragranza che si preferisce.
La fragranza vincitrice sarà prodotta in edizione speciale e limitata in formato 50 ml: la sua scatola ospiterà anche i campioni degli altri quattro profumi.
Il lancio avverrà in autunno e tale edizione limitata sarà disponibile solo presso i rivenditori esclusivi Jovoy in Italia nonché in tutte le boutique Jovoy nel mondo.

E, tra tutti coloro che avranno compilato il questionario e votato, ci saranno dei fortunati che, su estrazione, potranno vincere il primo profumo creato ed eletto democraticamente.
Mi sembra un ottimo motivo per partecipare ed è anche uno dei motivi per i quali apprezzo questo progetto: mi piace perché è artistico e innovativo e perché parla un linguaggio contemporaneo e partecipativo.

#WhatMattersIsInside è stato fortemente voluto da François Hénin (colui che è alla guida di Jovoy dal 2006) in collaborazione con Luca Falchetti di Essenses.

Jovoy è una voce decisamente importante nell’ambito della profumeria artistica: le sue fragranze, conosciute a livello internazionale, sono autentici racconti che seducono per equilibrio, vivacità e originalità, come nel caso di Psychédélique, L’Art de la Guerre, La Liturgie des Heures – giusto per citare qualche nome.

La maison è stata creata da Blanche Arvoy a Parigi nel 1923, come accennavo, e la storia è curiosa e interessante già a partire dal nome.
Jovoy è infatti la contrazione di Joe, il soprannome di Blanche, e di Voy, dal nome del marito Esteban Arvoy.

Negli Anni Trenta, la boutique Jovoy di Rue de la Paix divenne il luogo nel quale i dandy parigini compravano regali per le loro amanti. I profumi erano formulati per essere estremamente opulenti: erano dotati di nomi evocativi, come L’ardente nuit, ed erano tutti contenuti in bottiglie di cristallo Baccarat o Lalique.
Con la crisi economica del 1929, Blanche Arvoy prese la decisione di creare un nuovo marchio al quale diede il nome Corday come segno di ammirazione verso Charlotte Corday, colei che uccise Jean-Paul Marat, uno dei protagonisti della Rivoluzione Francese. Tutti i profumi Jovoy rimasero sotto Corday: negli Anni Sessanta, con la morte della creatrice, purtroppo entrambi i marchi si spensero.

Ma nel 2006, arriva François Hénin che decide di dare nuova vita al marchio e sceglie di non riprodurre i primi profumi ormai troppo distanti dagli standard moderni: nel 2010, crea il suo primo negozio multibrand a Parigi e Jovoy diventa culla per selezionati marchi di nicchia.
Nel 2012, un nuovo negozio di 175 mq trasforma Jovoy nel più grande spazio di profumeria artistica indipendente di tutta la Francia: vengono lanciate sei nuove fragranze apprezzate dagli esperti di settore per la scelta delle materie prime di qualità. È l’inizio di un successo.

In un mondo ormai saturato da lanci, profumi e marchi a ciclo continuo, gli amanti delle fragranze possono rischiare di perdersi chiedendosi, giustamente, cosa sia oggi un profumo artistico.

La profumeria artistica dovrebbe essere un viaggio alla scoperta di ingredienti originali e ricercati, trasformati in fragranze affascinanti, ricche di storie e suggestioni, capaci di avvolgere i sensi con le loro note uniche create da quei nasi dei quali parlavo in principio, raffinati, colti e possibilmente anche sovversivi.

Con #WhatMattersIsInside, Jovoy spera di ritornare a ciò che è realmente un profumo artistico e sogna di farlo grazie all’aiuto degli amanti delle fragranze, ovvero ascoltando i loro pensieri.

Che ne dite, volete essere parte di tutto ciò?

Indovinate un po’? Io ho già compilato il questionario.

Manu

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

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