Mario Giansone, se l’arte si trasforma in gioielli da indossare

Mercoledì 11 ottobre sono stata a Torino per un viaggio stampa che mi ha dato l’opportunità di assistere all’anteprima della mostra dedicata al Maestro Gianfranco Ferré e ai suoi gioielli presso Palazzo Madama (qui trovate il mio racconto e tutti i dettagli).

Oltre a tale mostra (meravigliosa!), il viaggio mi ha dato la possibilità di visitare una seconda esposizione ospitata nella stessa sede e dedicata ancora una volta al gioiello: ho potuto così rimediare a una mia precedente assenza (nonostante avessi ricevuto il gentile invito anche per quell’anteprima non ero infatti riuscita ad andare) e ne sono stata felice poiché tale mostra mi incuriosiva molto, visto che presenta il lavoro di un artista e designer che – lo confesso – non conoscevo.

E così, Palazzo Madama conferma ancora una volta la sua vocazione: essere un Museo di Arte Antica interessato a documentare il nesso stringente esistente tra scultura e pittura da una parte e le cosiddette Arti Decorative o Applicate dall’altra (tra le quali il gioiello), mai considerando queste ultime quali arti minori, come ha ben spiegato lo stesso direttore Guido Curto proprio in occasione della presentazione della mostra dedicata a Ferré.

Detta vocazione viene confermata presentando fino al 29 gennaio 2018, al secondo piano in Sala Atelier, un’esposizione dedicata ai gioielli in oro forgiati dall’artista torinese Mario Giansone (1915-1997), uno dei più valenti scultori italiani del Novecento: i suoi erano capolavori concepiti per essere indossati dalle tante signore che Giansone frequentava e ammirava, ricambiato grazie al suo fascino un po’ misterioso.

Impegnato per tanti anni sia come artista sia come professore, affascinato dalla dimensione dello spirituale e del paranormale, Giansone ha – nel corso della sua attivissima vita – scolpito, disegnato, dipinto e realizzato incisioni e arazzi con uno stile personalissimo, sospeso tra una sintetica figuratività e l’astrazione pura. Il marmo, la pietra, il ferro e i legni più duri si sono trasformati in materie prime che, attraverso mani capaci, hanno dato forma e vita alle sue intense emozioni nonché alla sua visione dell’umanità, dell’universo e dell’ultraterreno.

All’interno della vastissima raccolta di opere realizzate tra il 1935 e il 1997, spiccano i gioielli da indossare che sono i protagonisti a Palazzo Madama.

Si tratta di micro-sculture fuse in oro in cui Giansone mette in estremo risalto la componente scultorea del gioiello, senza nulla concedere né alle forme né alle mode dell’arte orafa del suo tempo e questo lo si può cogliere anche osservando i contenitori in legno che custodiscono e fanno da espositori a quasi tutti i monili.

Sono scatole intagliate nei legni durissimi che l’artista privilegiava, tra i quali figurano il mogano, l’azobè, il padouk, il palissandro, la radica e soprattutto l’ebano, il più raro e difficile da lavorare: i contenitori diventano così a loro volta piccole sculture e capolavori artistici, indissolubilmente congiunti con i gioielli – bracciali, collier, anelli – che vengono letteralmente incastonati dentro di essi.

Due gioielli firmati Giansone (grazie all’ufficio stampa di Palazzo Madama per l’uso delle immagini)
Due gioielli firmati Giansone (grazie all’ufficio stampa di Palazzo Madama per l’uso delle immagini)

I curatori della mostra (Marco Basso e Giuseppe Floridia coadiuvati dalla storica dell’arte Stefania Capraro) hanno selezionato una quarantina di pezzi, in gran parte di proprietà dell’Associazione Archivio Storico Mario Giansone di Torino, più alcuni gioielli di proprietà di collezionisti privati.

Giansone ebbe infatti una significativa fortuna collezionistica a Torino negli anni Sessanta: alcune sue opere fanno oggi parte delle collezioni della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, della sede Rai di Torino e di prestigiose raccolte torinesi, tra cui quelle delle famiglie Agnelli e Pininfarina.

Che cosa ho particolarmente amato di questa mostra dedicata a Mario Giansone?

Prima di tutto, ho apprezzato lo stile fortemente personale e poi sono stata colpita dal suo soggetto privilegiato: per i gioielli spesso destinati ad amici e persone di famiglia, l’artista scelse infatti quasi esclusivamente il tema del jazz (qui e qui un paio di miei scatti) che si ritrova anche nei bronzi, nei disegni e nelle incisioni.

Giansone si immergeva nella musica e riusciva a fare sì che le sue creazioni diventassero espressione visiva della percezione sonora, traendo spunto, ispirazione ed energia dalla melodia: ciò che l’ha sempre spinto a creare nelle varie arti è stata una costante inquietudine interiore (raccontata anche dalla sua passione per spirituale e paranormale) accompagnata dall’esigenza di essere un indagatore per poter essere artista.

Ed è così che, attraverso la sua curiosità costante, la sua ricerca e le sue opere, Mario Giansone ci ha lasciato un preciso racconto di sé stesso, in una narrazione che risulta lucida e affascinante.

Manu

 

 

 

Giansone – Sculture da indossare

Sede: Palazzo Madama, Piazza Castello, Torino
Date: dal 5 ottobre 2017 al 29 gennaio 2018
Orari: da lunedì a domenica 10 – 18 / martedì chiuso
Prezzi dei Biglietti Museo/Mostra: intero € 12,00 / ridotto € 10,00

Accompagna la mostra il catalogo edito da AdArte, con una presentazione scritta dal professor Giuseppe Floridia che, da vent’anni, dopo la morte di Giansone, si batte affinché l’opera di questo grande scultore non venga ingiustamente dimenticata.

In occasione della mostra a Palazzo Madama, lo studio di scultura di Mario Giansone (Via Messina 38, Torino) resterà eccezionalmente aperto per visite guidate con il curatore della mostra, rivolte al pubblico adulto.
Le visite guidate, con prenotazione obbligatoria, si svolgeranno fino al 20 gennaio 2018, tutti i venerdì e sabato, dalle ore 15.30 alle 19.30, a esclusione dei giorni 22, 23, 29 e 30 dicembre 2017.
In occasione di Artissima, Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, lo studio resterà aperto dal 3 al 5 novembre 2018 con orario prolungato, dalle 10 alle 19.30.
Info e prenotazione obbligatoria: tel. 011 4436999

A proposito di Mario Giansone

Mario Giansone nasce a Torino il 26 gennaio 1915 e nel 1935 si diploma presso il Liceo Artistico di Torino.
Negli anni seguenti è per breve tempo assistente di Alberto Cibrario, docente di Anatomia Artistica alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino; lavora anche presso lo studio privato dello scultore Michele Guerrisi, seguendo al contempo le sue lezioni di Storia dell’Arte all’Albertina.
Dal 1956 al 1985 insegna presso l’Istituto Statale d’Arte di Torino (oggi Liceo Artistico Aldo Passoni) dapprima Plastica Ornamentale (ornato e figura modellata) e poi, dal 1962, Disegno dal Vero ed Educazione visiva, ricoprendo anche la carica di vicepreside dell’Istituto d’Arte fino al 1975.
Nel corso degli anni Cinquanta, espone alle Quadriennali di Torino e Roma con un successo crescente testimoniato dalla commessa della scultura di Santa Cecilia per l’Auditorium RAI di Torino e dalla presenza di sue opere in alcune prestigiose collezioni private torinesi. In quegli anni, anche la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino acquista due sue sculture.
Gli anni Sessanta costituiscono la fase più felicemente e intensamente creativa di Giansone: alla pubblicazione della monografia sull’artista, con testo di Giuseppe Marchiori (uno dei maggiori critici del periodo), segue nel 1965 la personale alla Galleria La Bussola di Torino.
Nel 1980 vince un concorso nazionale per la realizzazione di un’opera monumentale (Coro di Angeli esposta davanti al CIPET – Collegio Costruttori Edili Torino) che lo impegna per i due anni successivi; negli anni seguenti e fino al 1988, si dedica alla realizzazione di una complessa opera da lui definita Opera Omnia, i cui primi studi risalgono al 1978 e, al venir meno delle forze fisiche, si dedica alla pittura su pannelli di compensato.
Si spegne a Torino il giorno 8 gennaio 1997.
Il sito a lui dedicato: qui

Palazzo Madama e il Museo Civico d’Arte Antica

Nel cuore di Torino, Palazzo Madama è uno degli edifici monumentali più rappresentativi del Piemonte e riassume in sé tutta la storia della città.
Attualmente ospita il Museo Civico di Arte Antica, creato nel 1863 con oltre 70.000 opere databili dall’Alto Medioevo al Barocco: dipinti, sculture, codici miniati, maioliche e porcellane, ori e argenti, arredi e tessuti.
Il sito di Palazzo Madama: qui

 

 

 

 

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

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