Milano Fashion Week, i ricordi: giorno 4, quando Milano leva il fiato

Cosa avete pensato leggendo il titolo? Avete pensato a qualcosa di brutto o a qualcosa di bello? Voglio parlarvi di un paio di eventi che mi hanno levato il fiato o tolto il respiro, come preferite, per quanto mi hanno regalato a livello di emozioni: sabato 22 febbraio, il quarto giorno di Fashion Week, ho partecipato a due eventi che mi hanno sorpresa sia per la bellezza delle location sia per quanto è stato presentato. Mi riferisco ad Alberto Zambelli e a Laura Mancini.

Sapete una cosa buffa? Mi diverte – e molto – il fatto che ci sia stato un filo conduttore che ha caratterizzato ogni mia singola giornata di Milano Moda Donna: mi chiedo se sia stata pura fortuna o se sia stato il risultato di scelte più oculate da parte mia. Spero si tratti della seconda opzione: ho sempre fatto una selezione alla fonte di ciò che pubblico qui sul blog, scegliendo ciò che reputo più vicino alla visione che voglio portare avanti e più vicino al tipo di moda che voglio raccontare e credo che nel tempo questo atteggiamento stia diventando sempre più radicato.

 

ALBERTO ZAMBELLI

Alberto Zambelli mi aveva conquistata lo scorso settembre con la presentazione della sua prima capsule collection: anche a lui – come ad altri – spettava un compito assai difficile, ovvero quello di riuscire a sorprendermi conservando la mano felice del debutto. C’è riuscito: quando sono entrata nella Sala degli Specchi di Palazzo Clerici, ho avuto l’impressione che gli abiti fossero fatti di pura luce. Ho pensato che si trattasse della collezione perfetta nel luogo perfetto: i colori degli abiti trovavano il loro habitat naturale tra gli ori della sala. La collezione autunno – inverno 2014 / 15 celebra la magica bellezza della Natura, quella con la N maiuscola: Alberto le rende omaggio attraverso abiti leggeri, alcuni impalpabili e diafani come corpi di fragili crisalidi, così come attraverso l’uso di colori che vanno dal giallo cotogna al verde muschio con tocchi di rosso lacca, carminio e bianco puro. La collezione si chiama Systema Naturæ e il riferimento assolutamente esplicito è a Linneo, medico, botanico e naturalista svedese, colui che è considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi: il nome è quello della sua opera più famosa e in alcuni momenti mi è quasi sembrato che gli inchiostri delle antiche tavole vivessero nuova vita grazie ai capi di Alberto. Lo stilista estremizza la sua idea di femminilità fino a cristallizzarla in una mantide religiosa dalle sembianze umane, considerata simbolo estremo dell’Eros, dipinta o ricamata con micro cristalli Swarovski. I tagli sono sartoriali e vantano grande purezza, i volumi sono particolari, femminili e morbidi. A mio avviso la collezione è estremamente raffinata: dopo l’esordio dello scorso settembre, questa è la conferma di un talento degno di nota.

Sulla felpa: la mantide antropomorfa di Alberto Zambelli. Le sneaker con double platform sono firmate Paloma Barceló.
Sulla felpa: la mantide antropomorfa di Alberto Zambelli. Le sneaker con double platform sono firmate Paloma Barceló.

Ancora la mantide antropomorfa dipinta sul mini abito di Alberto Zambelli. Oltre a quello con Paloma Barceló per le calzature, continua il sodalizio dello stilista con un altro brand: le calze che vedete sono firmate Ileana. Gli occhiali sono invece firmati da Moa Ottica.
Ancora la mantide antropomorfa dipinta sul mini abito di Alberto Zambelli. Oltre a quello con Paloma Barceló per le calzature, continua il sodalizio dello stilista con un altro brand: le calze che vedete sono firmate Ileana. Gli occhiali sono invece firmati da Moa Ottica.

 

LAURA MANCINI

Laura Mancini è una di quelle donne che piacciono a me: è determinata ed è amante delle sfide. La sua grande passione è la moda, ovviamente, ed è in questo ambito che sta dimostrato tutto il suo carattere: si è laureata in Fashion Design allo IED di Milano (dove ho studiato anch’io) e ha conseguito il master in Fashion Industry alla Central Saint Martins di Londra, una delle università più prestigiose del settore. La stilista ha pensato a una donna desiderosa di mettersi in gioco: attraverso questa collezione, ha voluto invertire ruoli e tessuti e così dettagli solitamente destinati all’uomo sono stati declinati in abiti estremamente femminili mentre, in modo speculare, tessuti femminili sono stati utilizzati per realizzare capi dal sapore maschile. L’idea è quella di immedesimarsi nei panni di un uomo, magari indossando una giacca perfetta e dal taglio sartoriale. La collezione è stata lanciata in occasione dell’inaugurazione del nuovo atelier ubicato in cima a un bel palazzo di via Monte Napoleone, una location esclusiva con vista mozzafiato dove Laura Mancini lavorerà e accoglierà le sue clienti. Guest star dell’evento è stata la bellissima Germaine Giles, artista inglese che ha una grande passione per la moda. La performance live del suo album di debutto (intitolato, guarda un po’, “Fashion”) è stato un omaggio a Laura alla quale è legata da lunga amicizia, tanto da esserne considerata la musa ispiratrice. Altissima, biondissima e con un passato da modella, Germaine ci ha incantati con la sua voce potente e calda e con un’allure degna di una vera diva d’altri tempi. Gli abiti della stilista e lo sfondo della città vista dall’alto hanno fatto il resto.

La bella e brava Germaine Giles durante la sua performance, avvolta in un meraviglioso abito di Laura Mancini
La bella e brava Germaine Giles durante la sua performance, avvolta in un meraviglioso abito di Laura Mancini

La spettacolare vista sul Duomo dal nuovo atelier di Laura Mancini
La spettacolare vista sul Duomo dal nuovo atelier di Laura Mancini
Dal bozzetto alla realtà: Germaine Giles indossa due abiti Laura Mancini
Dal bozzetto alla realtà: Germaine Giles indossa due abiti Laura Mancini

 

Alla prossima puntata: toccherà al quinto giorno, quello delle personalità ben distinte e della creatività declinata in tanti modi differenti.

Manu

 

Per approfondire:

Qui il sito e qui la pagina Facebook di Alberto Zambelli; qui il mio articolo sulla sua collezione primavera / estate 2014

Qui il sito e qui la pagina Facebook di Laura Mancini

 

Se volete…

Qui i ricordi del primo giorno di Milano Moda Donna

Qui il racconto della mostra speciale tenutasi in occasione di Milano Moda Donna con le illustrazioni di Rebecca Moses

Qui i ricordi del secondo giorno di Milano Moda Donna

Qui i ricordi del terzo giorno – prima parte di Milano Moda Donna

Qui i ricordi del terzo giorno – seconda parte di Milano Moda Donna

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo - uno dei miei comfort food - oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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