Sofia Rocchetti e CHARTEGO, piccole sculture da indossare

Fin da piccoli ci vengono inculcate nella testa tutta una serie di idee, linee e regole da seguire e ci viene insegnato cosa è bene e cosa è male: davanti ai nostri occhi, vengono tracciate delle linee ben precise e ci sono cose che stanno da una parte o dall’altra.

L’aggressività, per esempio, è da sempre considerata un sentimento negativo, da tenere il più possibile lontano da noi: se un bambino la manifesta si tende a punirlo. Io credo invece che l’aggressività faccia parte di ogni essere umano e credo che quella linea di demarcazione che tanti vorrebbero tracciare non sia poi così netta: anche le cose giuste possono diventare sbagliate e viceversa. L’aggressività è un sentimento col quale dobbiamo imparare a convivere: c’è chi la nasconde, chi la sa governare, chi riesce a dominarla e a trasformarla in una forza, in una spinta positiva. Come riesce a fare Sofia Rocchetti.

Di lei vi ho già parlato in un altro articolo, per via di una sua collaborazione con Sabrina Carbone di Sati Bibò: ho conosciuto entrambe a Milano lo scorso settembre e oggi voglio dedicare questo articolo a Sofia, perché trovo che sia una persona interessante nonché una vera artista a 360°.

“Sono nata a Città di Castello nell’anno tot, mese tot e giorno tot, di venerdì: la tradizione vuole che in quel dì nascano streghe e folli. Sono figlia di una coppia tollerante e paziente che mi lasciò imbrattare le pareti di casa”: così si presenta sul suo sito. Leggi tutto

Il party Belle Époque Imperiale della contessa Pinina Garavaglia

I sogni a volte si avverano: io ci credo, sapete. Leggevo della contessa Pinina Garavaglia sui giornali, leggevo dei suoi salotti culturali, dei suoi eventi, delle sue feste: poi, un giorno, mi sono trovata vis-à-vis con lei grazie a un evento milanese e (per me ancora inspiegabilmente) si è accorta di me.

Pinina Garavaglia è una delle grandi protagoniste della vita mondana italiana e internazionale. È una persona estremamente interessante e piacevole, poliedrica, sfaccettata, dotata di grande intelligenza, cultura ed eleganza. I suoi salotti sono un’esperienza unica e impareggiabile, anche grazie alla sua squisita educazione: è capace di mettere insieme persone molto diverse tra loro e di riuscire ad amalgamarle alla perfezione. Nessun ospite viene mai lasciato in disparte nemmeno per un solo attimo, tutti vengono trattati con estremo rispetto ed attenzione: Pinina sa dare spazio a ognuno e alla sua corte ci si sente a proprio agio e importanti (dote assai rara). Sempre sorprendente, la contessa è per me fonte di gioia inesauribile in quanto – come solo i grandi artisti sanno fare – considera la moda un gioco intelligente, un linguaggio, una forma di comunicazione ed espressione. Leggi tutto

I Tubini di Valeria Bosco e la tecnica Shibori

Amo da impazzire la moda quando è modalità d’espressione e di linguaggio. Lotto ogni giorno per portare avanti questa visione e dunque mi emoziono davanti a chi non smette mai di sperimentare e di mettersi in discussione. Conoscere Valeria Bosco e innamorarmi del suo progetto Tubini è stato immediato e naturale: per lei ogni donna deve godere di una totale libertà d’espressione e deve poter giocare con la moda. La sua proposta è quella di abbinare i desideri e le necessità del momento ai tagli e ai colori unici delle sue collezioni.

Ho incontrato Valeria lo scorso settembre, in occasione del suo press day: la prima cosa dalla quale sono stata attirata è stata la sua personalità, ferma e tranquilla, nonostante si intuisca tutta la bruciante passione che la anima. Mi piacciono le persone che hanno occhi espressivi e che ti guardano dritto in faccia e lei è proprio così: nei suoi occhi si può scorgere un mondo sfaccettato che si appoggia su talento, passione, gusto innato nonché sul percorso di tutto rispetto compiuto nell’universo moda. Leggi tutto

Genius&Design: sostegno concreto al talento, dal design alla moda

Vi ricordate l’articolo della mia cara amica Sara Oliani sulla designer di gioielli Tamara Akcay? Beh, ci ha dato così tanta soddisfazione che Sara e io abbiamo deciso di riprovarci: quello che state per leggere è il suo secondo articolo per A glittering woman. Sara ci parla stavolta di un bellissimo progetto, Genius&Design, e ci racconta un incontro che – secondo me – darà luogo a grandi cose.

Non vi voglio anticipare nulla, lascio la parola a lei: vi dico solo che si parlerà di promozione e valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy e che c’è una proposta interessante per chi ha talento, anche in campo moda. Sara è scesa in campo in prima persona e so che non la fermerà nessuno! Non posso che appoggiare questa iniziativa ed essere orgogliosa di ospitarla: sono e sarò dalla parte del talento, sempre. Leggi tutto

Pensieri Felici… in testa, nel cuore e addosso

Una volta mi hanno detto una cosa che mi ha fatto rimanere piuttosto male. Suonava pressapoco così: “devi essere una che ha pochi problemi, sorridi sempre”. Vi dirò che questa persona non aveva capito granché di me: i problemi li ho, come tutti, però non mi piace andare in giro con la faccia triste. Secondo me, avere la faccia triste è inutile per due motivi: nessuno può comunque risolverci quelli che restano nostri problemi e inoltre, se abbiamo l’aspetto di persone sempre problematiche, non facciamo altro che allontanare gli altri. Credo, invece, che sfoderare un sorriso ci faccia stare meglio e predisponga meglio sia noi che gli altri. C’è bisogno di ottimismo e di positività, non mi stanco di dirlo, e c’è bisogno di pensieri felici ogni qualvolta sia possibile. Come avrei potuto, dunque, lasciarmi sfuggire una linea di gioielli che fa propria la filosofia del pensiero felice?

Pensieri Felici by Lowell mi piace per tre ottimi motivi: primo, perché si basa su un concept emozionale; secondo, perché parliamo di made in Italy e di preziosi realizzati artigianalmente secondo i dettami dell’antica tradizione orafa aretina; terzo, perché include gioielli per tutte le tasche. Leggi tutto

Inno alla Vita: un premio che è una filosofia

Sono un’eterna ottimista, una di quelle persone che vedono il bicchiere mezzo pieno perfino quando è rimasto solo un piccolo fondo. So che il momento in cui viviamo non è roseo: proprio per questo credo che occorra più che mai guardarsi attorno e cercare le cose buone. Sono profondamente convinta che ci sia tanta eccellenza in questa nostra travagliata Italia, eccellenza che dobbiamo porre in risalto. Lunedì sera ho partecipato a un evento che rimarrà nella memoria mia e di tutti i presenti: ho nutrito cuore e cervello guardando a ciò che di buono c’è nel mio, nel nostro Paese. Nella Sala delle Colonne del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano si è svolta la prima edizione del Premio Internazionale Madre Teresa di Calcutta Inno alla Vita, promosso e organizzato dall’Associazione scientifico-umanitaria “Ali Spahia”, nella persona di Nausika Spahia, Presidente dell’Associazione.

Inno alla Vita è un premio attribuito per l’impegno sociale e nasce dall’idea di dare un riconoscimento a donne, uomini e associazioni che si cimentano nella ricerca scientifica con risultati eccellenti o che tramite il loro contributo migliorano sensibilmente le condizioni di categorie disagiate: persone, dunque, che quotidianamente intonano il proprio inno alla vita. Il premio ha registrato il Patrocinio del Consiglio dei Ministri, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e della Camera Nazionale della Moda Italiana. Leggi tutto

Barber’s Closet: sei t-shirt e l’amore per moda e pittura

Fare ricerca è una cosa che mi appassiona da sempre: soddisfa il mio lato curioso, quello innamorato della vita e di tutte le sue innumerevoli manifestazioni e sfaccettature. Quando andavo alle elementari e la maestra ci assegnava le ricerche, ero felice: avevo l’opportunità di farmi accompagnare in biblioteca e perdermi in quel mondo di carta che tanto mi incuriosiva. Nel tempo non sono cambiata: è cambiato solo il fatto che le ricerche ora le faccio sul web e andando in giro per tanti eventi e che le faccio sulla moda anziché farle sui dinosauri o sulle farfalle di un paese lontano. Tuttavia, da quando ho aperto il blog, ho scoperto un altro piacere: quello di essere trovata. Mi capita sempre più spesso, infatti, che siano tanti creativi meravigliosi a scrivermi per sottopormi il loro mondo: mi rende felice che qualcuno apprezzi ciò che faccio e che bussi alla mia porta dicendomi “ciao, piacere, mi presento, conosciamoci”. È così che ho conosciuto Barbara Cavallo e il suo mondo che si chiama Barber’s Closet.

“T-shirts are the uniform of this generation. If you are going to wear something every day, it should be the best”: questa è la dichiarazione di intenti di Barbara e io non potrei essere più d’accordo. Vi confesso una cosa: le camicie mi piacciono ma, personalmente, non le ho mai portate molto. Amo da sempre le magliette e le porto sia in estate che in inverno, a maniche corte e a maniche lunghe: a volte porto quelle abbondanti, altre volte quelle più aderenti e alterno tinte unite e stampe. A mio avviso c’è una t-shirt adatta per ogni occasione. Leggi tutto

Eleonora Ghilardi: sculture da indossare, tra natura e arte

Quando posso e quando si riesce, preferisco conoscere di persona coloro dei quali parlo qui sul blog. Mi piacciono le persone in generale e nello specifico amo molto conoscere i designer, osservare come parlano, si muovono, gesticolano, si raccontano. Ho scoperto un sacco di cose interessanti in queste occasioni. Per esempio, ho scoperto che molti creativi fanno fatica a parlare di loro stessi: subentra una sorta di pudore, quasi fossero intimoriti da ciò che fanno, più che altro intimoriti nel doverlo raccontare in prima persona. Li comprendo: nel descrivere qualcosa di proprio si teme che l’entusiasmo prevalga tanto da farci apparire immodesti; meglio, dunque, che a parlare di ciò che facciamo siano gli altri. Eleonora Ghilardi e io ci conosciamo da un po’ di tempo attraverso Facebook: eravamo entrate in contatto tramite amici comuni ma è dovuto passare del tempo prima che riuscissimo ad incontrarci di persona.

È successo recentemente al salone Natura Donna Impresa, presso lo Spazio Asti 17 di Milano, dove lei esponeva e dove io sono andata a trovarla. Eleonora è una di quei creativi che riescono a raccontarsi: lo fa con grande semplicità, spontaneità, umiltà. Le ho sentito raccontare i suoi pezzi e ho notato l’interesse che è riuscita a sollevare in alcune persone, assolutamente catturate ed affascinate dalle sue parole. Tutto ciò mi è molto piaciuto. Leggi tutto

Bradley Quinn ospite di Polimoda Textile Day: dialoghi sul futuro

Vi chiedete mai come sarà la moda non nella prossima stagione, ma nel futuro, ovvero come ci vestiremo tra 30 o 40 anni? Io me lo chiedo spesso, con curiosità, una curiosità non tanto legata a quali fogge o a quali abiti saranno in uso, ma piuttosto proprio all’evoluzione che essi avranno. Quand’ero piccina, fantasticavo sui film e sui libri di fantascienza chiedendomi se, da adulta, avrei mai visto cose come il teletrasporto: ora, da adulta, mi chiedo con più realismo come si evolverà il concetto del vestire e quanto esso si integrerà con tecnologia e nuovi materiali. Ad alcune di queste domande ho avuto una parziale risposta settimana scorsa grazie a Bradley Quinn e agli scenari che ha disegnato durante una sua guest lecture in Polimoda.

Polimoda, prestigioso centro di formazione, ha deciso di lanciare una nuova iniziativa: una serie di incontri atti a stimolare il dibattito sulla cultura della moda. E questo, come immaginerete, non poteva che attirare immediatamente la mia attenzione.

In ogni giornata verranno coinvolti personaggi, aziende, docenti e studenti e le tematiche saranno molto varie: dai tessuti ai colori, dalla scrittura alla fotografia, dall’illustrazione ai video. Questi eventi forniranno dunque una testimonianza diretta sulle ultime tendenze del settore ed anche un approccio pratico al mondo del lavoro. Leggi tutto

La moda che verrà # 16: Sergei Grinko primavera / estate 2014

Ho voglia di iniziare la settimana con bellezza e pensieri positivi, dunque ho deciso di raccontarvi una collezione che per me è amore allo stato puro: il mio amore per colui che la disegna e che seguo da diverse stagioni e l’amore che lui mette in ogni sua collezione. E che è ben visibile: le sue creazioni sono passione, estrema cura, entusiasmo, ricerca, conoscenza. Mi riferisco a Sergei Grinko e alla sua collezione per la primavera / estate 2014.

Sergei è a mio avviso uno degli stilisti più affascinanti, interessanti e audaci tra coloro che attualmente calcano il palcoscenico della moda. È un autentico visionario, un poeta, uno che non ha paura di osare e sperimentare. Uno che non ha paura di seguire nuove idee.

Grinko chiama la sua collezione “RULE & DIVIDE” con un doppio significato. Da una parte, infatti, fa un chiaro riferimento al motto latino “divide et impera” (ovvero “dividi e conquista”), con cui si vuole significare che la divisione, la rivalità e la discordia dei popoli giova a chi voglia dominarli; dall’altra, Sergei propone una visione diametralmente opposta, assecondando la visione proposta da Goethe. Fu infatti il grande poeta tedesco a scrivere “Divide et impera è un principio fondato; ma unisci e guida è ancora meglio”. Leggi tutto

Bags for Africa 2013: il cuore in una borsa

La borsa è sicuramente uno degli accessori più amati da noi donne: spesso mi sono chiesta perché e mi sono data alcune risposte. Da una parte ci sono quelle di ordine pratico: per esempio, trovo che la borsa sia in un certo senso democratica, perché non ci divide per taglie. Possiamo innamorarci di un pezzo senza domandarci – come capita invece per gli abiti – se riusciremo a starci dentro e se sarà disponibile nella nostra taglia. Dall’altra parte ci sono invece le risposte più intime, quelle che preferisco: la borsa è quel contenitore al quale affidiamo qualche segreto nonché il piccolo mondo che portiamo con noi ogni giorno. Il fatto che possano essere veicolo per un sogno è dunque logico e conseguente, per esempio diventando oggetto di iniziative di beneficenza: recentemente ve ne ho raccontata una e oggi vi racconto Bags for Africa, progetto al quale tengo molto.

Martedì 26 novembre, nel Salone d’Onore della Triennale di Milano, si è svolta la quarta edizione di Bags for Africa, l’asta di beneficenza nata nel 2010, voluta e organizzata da COOPI – Cooperazione Internazionale. Il 26 novembre era anche il giorno del mio compleanno e ho deciso che il modo migliore per festeggiarlo fosse proprio quello di partecipare alla serata, per ottimi motivi: fare ciò che amo dando il mio piccolo contributo, ovvero assistere, raccontare, testimoniare e spargere la voce; dare continuità a un progetto che ho già appoggiato in passato. Leggi tutto

Iceberg White e l’attrazione degli opposti

Più l’aria si fa gelida e più ho bisogno di pensare al caldo e all’estate. Lo so, lo so, sono noiosa: è il secondo post a fila che inizio lamentandomi del freddo. Dai, sopportatemi un pochino, appena mi abituo (a primavera???) smetto di lagnarmi. A ogni modo, il ricordo di stamattina profuma d’estate e profuma non solo metaforicamente: ho voglia di raccontarvi il lancio del nuovo profumo Iceberg White.

Lo scorso settembre, durante la settimana della moda, Iceberg ha presentato questa sua nuova fragranza: dopo la linea maschile chiamata Burning Ice, il brand italiano ha voluto infatti proporre l’alter ego femminile. Ero stata a suo tempo invitata al lancio di Burning Ice, quindi ero piuttosto curiosa di scoprire Iceberg White e di capire come fosse stato pensato e realizzato: ho dunque accettato con piacere l’invito per il party di lancio che si è svolto nella boutique di via Monte Napoleone.

Burning Ice mi era piaciuto proprio perché – come dice il suo stesso nome – è caratterizzato da un forte contrasto tra fuoco e ghiaccio: parte con note fresche e fruttate, a base di bergamotto, mela e cardamomo, e giunge a note calde e sensuali di patchouli, ambra, muschio e vaniglia. Secondo lo stesso principio, anche la nuova fragranza femminile è un intenso miscuglio di contrasti: l’idea è quella di fondere la forza dell’iceberg con l’estrema purezza del bianco assoluto. Iceberg traccia il ritratto di una donna raggiante e luminosa, che sa giocare con gli opposti: forza e delicatezza, sensualità e raffinatezza. Leggi tutto

Knitwits: contro il freddo, l’arma dell’ironia e del divertimento

Ho cercato di ignorarlo fino a quando ho potuto e devo ammettere che lui, a oggi, è stato magnanimo: di chi sto parlando? Dell’inverno, il momento dell’anno che più detesto: abbiamo avuto un principio di stagione clemente, ma da qualche giorno l’aria si è fatta più pungente, preannunciando il grande freddo. Sono freddolosa da morire, detesto la neve, soffro a causa delle giornate corte e per la mancanza di luce, non scio e non pratico sport invernali: se mi copro troppo mi sento un piccolo Omino Michelin, se non mi copro abbastanza tremo come una foglia. Non ho pace, insomma, e sì, sono una di quelle che d’inverno hanno le mani perennemente gelate (non vi dico come sono ora che sono seduta qui al pc, le mie dita sembrano dei ghiaccioli). Mi tocca dunque cercare motivi per amare l’inverno, o quanto meno per cercare di sopravvivere fino al disgelo – sigh. Stamattina ne ho trovato uno meraviglioso: si chiama Knitwits.

Conoscete già questo brand americano che sta conquistando grandi e piccini in giro per il mondo? Tutto è cominciato con la creazione di marionette da dito e il successo è arrivato quando l’azienda ha deciso di portare gioco e divertimento su prodotti moda: è così che sono nati cappelli, paraorecchie e guanti, ognuno animato da personaggi che compongono un vastissimo “cast”. Lo zoo KnitWits passa dagli animali della savana a quelli polari: non mancano personaggi di fantasia come lo yeti, il Bigfoot e l’unicorno. Leggi tutto

Un buon compleanno a me e tanti grazie a tutti :-) :-) :-)

Tante persone pensano che occorrerebbe festeggiare il proprio compleanno facendo qualcosa di speciale e diverso rispetto al solito.

Oggi è il mio compleanno e semplicemente lavoro, ma sono fortunata perché amo profondamente ciò che faccio: ho pensato che la “cosa speciale e diversa” potesse essere quella di festeggiare con qualcosa di insolito qui sul blog. Per esempio, fare un bel collage di miei ritratti in momenti felici appartenenti all’anno che si chiude oggi per lasciare spazio a uno nuovo.

Ma sì, diamoci questa botta di egocentrismo! Io che celebro sempre gli altri, volentieri e con tutto il cuore, per una volta celebro me stessa, anche perché ho bisogno di consolarmi: nonostante sia un’ottimista e una che vede un sacco di bicchieri mezzi pieni, nel compleanno riesco a vedere solo quello che è, ovvero un altro anno che se ne va, sigh.

Già, detesto i compleanni. Anzi, no, non è corretto: detesto il mio. Leggi tutto

Paola Frani Heritage: la tradizione guarda al futuro

Credo che ormai sia chiaro: amo le cose che profumano di tradizione. E mi fa piacere costruire percorsi, come quello che pian piano si sta sviluppando con Paola Frani, un brand che seguo sempre molto volentieri: sapete perché? Perché, oltre ad apprezzare molto ciò che la stilista e il suo team creano, mi piace il fatto che si parli di un’azienda che sa trattare gli altri come persone e non come numeri: mi fanno sentire un essere umano e mi convocano per le sfilate, per i press day e per tutte le iniziative che organizzano. Questo è un vero rapporto bilaterale (se avete colto una vena di sottile critica mi scuso, sapete che abitualmente non mi appartiene, ma quando ci vuole ci vuole). L’ultima iniziativa in cui mi hanno coinvolta insieme a tanti colleghi blogger mi piace proprio tanto, perché vede il reimpiego del loro archivio storico.

La tradizione è per Paola Frani un territorio fertile: è il filo rosso che spinge l’innovazione e la stilista lavora con questo concetto da sempre, scegliendo per ogni sua collezione ciò che potrà essere portato oggi e sempre, senza mai perdere la sua allure contemporanea. Ed è proprio con questo spirito che nasce il progetto Paola Frani Heritage, un vero e proprio percorso che si sviluppa attraverso il saper fare del marchio e il suo know how strettamente legato al mondo della sartoria, alla conoscenza delle forme, all’esperienza coi tessuti che nascono per avvolgere il corpo di donne vere, reali. Le donne sono coloro per le quali ogni capo Paola Frani è pensato, abiti confezionati con la precisa intenzione di esaltare l’eleganza e la bellezza naturale del corpo, senza eccessi spesso inutili. Leggi tutto

Dimensione Danza: dal contest Lose Control alla collezione GoAskGinger

Sono una che si butta, quindi ho pochissimi rimpianti legati a cose che avrei voluto fare: sono piuttosto un tipo da rimorsi, quelli sì, perché a volte ho fatto proprio delle gran stupidaggini, lo ammetto. I pochi rimpianti che ho sono legati all’adolescenza, età in cui dovevo sottostare a quanto veniva deciso dai miei (severissimi) genitori. Volete conoscere due miei rimpianti legati a quell’epoca? Non aver imparato a suonare uno strumento (il piano) e non aver studiato danza. Quanto ho fantasticato attorno a tutù, calzamaglie, cache-cœur, scarpette con la punta di gesso… Avrei voluto avere l’allure delle ballerine classiche, vestirmi di quei colori pastello che mi facevano sembrare tutto così etereo, avere le gambe affusolate e muscolose e il collo del piede perfetto: invidiavo perfino le dita dei piedi spesso massacrate e incerottate. Sono e sono sempre stata goffa, un eterno brutto anatroccolo mai diventato cigno, altro che eterea, eppure non so cosa avrei dato per condividere il sudore, il sacrificio, la fatica di cui si alimentavano le amiche che danzavano (sono un po’ contorta, lo so, a me le cose non danno soddisfazione se non sono guadagnate con impegno). Avete presente il film “A Chorus Line”? Ecco, io mi ci immedesimavo quasi fino alle lacrime. Provate dunque a indovinare quale fosse all’epoca uno dei miei brand preferiti… Dimensione Danza, un vero must!

A distanza di tanti anni, proprio Dimensione Danza mi ha invitata a una sua giornata fatta per diffondere un paio di progetti speciali. Apoteosi! Il brutto anatroccolo ha avuto la sua piccola rivincita: chi l’avrebbe mai detto quando, a 14 anni, appiccicavo il naso alle vetrine del negozio? Leggi tutto

Sati Bibò: in una sola borsa… mille borse

L’avevo già scritto in precedenza ma mi preme ripeterlo ancora una volta: in questo blog non darò mai spazio a cose nelle quali non creda io per prima. Per me questo presupposto è fondamentale: prima mi innamoro della persona, poi della sua idea e del suo progetto e conseguentemente di ciò che crea. Nel caso in cui non conosca personalmente il designer, il suo pensiero mi deve comunque arrivare forte e chiaro dal prodotto. Sono fatta così: per me dietro agli oggetti ci deve essere un contenuto, una storia, un’intuizione, un particolare che mi faccia scattare la scintilla e la voglia di raccontarlo. Penso che questa premessa possa essere una garanzia anche per chi mi fa il dono di leggermi: se trovate qualcosa qui, sapete che ci metto la mia faccia. Detto tutto ciò, oggi vi presento una designer che ha catturato la mia attenzione, col suo modo di essere e con la sua idea: si chiama Sabrina Carbone e ha creato il brand Sati Bibò.

Sati Bibò nasce da un progetto di impresa artigianale di Sabrina, ideatrice di un concept al quale ha dato il nome di “Interchangeable Style”: consiste in una “base”, realizzata con pellami altamente selezionati, da “vestire” con cover intercambiabili interamente lavorate e rifinite a mano con materiali che vanno dalla pelliccia al cashmere, dai filati pregiati ai cotoni, dalla seta ai cristalli. Un’idea davvero potente e geniale: un’unica borsa che cambia “abito” a seconda delle esigenze, delle stagioni, degli abbinamenti, dell’umore, delle occasioni. Una soluzione dettata dal desiderio di praticità tipico di qualunque donna: quante di noi non cambiano spesso la borsa per evitare il “trasloco” del suo contenuto – sapete bene a cosa mi riferisco, vero, care amiche? Ecco, Sabrina ha risolto il problema e ha dato la soluzione a tutte le donne che non vogliono rinunciare a essere impeccabili in ogni occasione: impeccabili, sì, e sempre diverse! Inoltre, la linea ”Interchangeable Style” è declinata in quattro modelli base: shopping grande, shopping media, secchiello e clutch. Leggi tutto

Karel Losenicky: take your passion and make it happen

Sono cresciuta col naso dentro alle riviste di moda, fantasticando sui servizi fotografici pieni di abiti bellissimi e di donne meravigliose, quelle super top model che hanno cambiato per sempre il concetto di mannequin diventando vere e proprie protagoniste. Sono cresciuta ammirando il lavoro dei fotografi, ammirando la loro capacità di catturare un attimo, una suggestione, un’idea, un volto, un’espressione e congelare tutto questo nel tempo. Per sempre.

Muovermi dentro la moda non ha cambiato quell’ammirazione, anzi, l’ha accresciuta: per me la fotografia resta un miracolo e quella di moda esercita sulla sottoscritta un incanto senza fine. Lo shooting per una campagna o per un lookbook rappresenta la cristallizzazione di un sogno: è un incontro, un delicato e raffinato equilibrio di visioni diverse. Mette insieme la magia di chi ha creato gli abiti (o i gioielli o gli accessori) e la magia di chi sa raccontarli attraverso scatti che consegnano tali creazioni all’eternità.

Ed è esattamente questo il miracolo al quale mi riferisco: la foto traduce in immagini il sogno che sta alla base di una collezione. È come se ci venisse regalata la possibilità di spiare direttamente dentro alla testa di qualcuno. Leggi tutto

Tamara Akcay, designer di gioielli, raccontata da Sara Oliani

Capita che un giorno incontri una persona. Capita che ti colpisca subito, profondamente, ma che poi ci si perda di vista. Capita che ci si ritrovi sul web, tramite amici comuni. Capita che l’amicizia cresca, forte e salda, nonostante si viva in città diverse, nonostante non ci si senta tutti i giorni, nonostante la persona in questione sia spesso in giro per il mondo. Ci sono persone che sanno entrare nella tua vita in punta di piedi e che ti rubano irrimediabilmente il cuore diventandone una parte: una di queste persone, per me, è la mia amica Sara Oliani. Il nostro è un sodalizio di anime e ci basta poco per intenderci. Come quando mi ha scritto “ho conosciuto una persona speciale a New York”: decidere insieme di tirarne fuori un articolo per questo mio blog è stato naturale come bere un bicchiere d’acqua. Lei ha lanciato l’idea, io l’ho accolta con entusiasmo. È la prima volta che ospito qualcuno e sono felicissima e orgogliosissima che sia lei: lascio la parola a Sara che ci racconta Tamara Akcay, designer di gioielli. Leggi tutto

Vittorio Brumotti e Chronotech: energia al 100%

Da qualche anno, la mondanità non mi attrae più come un tempo: da giovanissima ho adorato e frequentato molto le discoteche, i locali, le feste e tutti i luoghi in voga; al momento mi trovo più a mio agio in altre cose e in altri contesti. Mi lascio tentare raramente e la spinta decisiva in questi casi è la curiosità verso nuove esperienze: la scorsa settimana, per esempio, sono stata invitata a un evento che ha visto come protagonista Vittorio Brumotti in una performance per il marchio Chronotech.

Brumotti è un personaggio molto amato e molto conosciuto: è campione di bike trial, detentore di nove record mondiali riconosciuti dal Guinness dei Primati, personaggio televisivo. È anche testimonial Chronotech e sabato ha animato corso Vittorio Emanuele a Milano esibendosi in alcune delle sue evoluzioni: successivamente si è anche dilettato nel dare qualche suggerimento in materia di orologi. In una veste per lui nuova e inedita, all’interno del punto vendita B-HIP!, Vittorio ha dato consigli a persone scelte tra il pubblico che si è affollato fuori dal negozio. Leggi tutto

La moda che verrà # 15: Debora Zavaglia primavera / estate 2014

Sono una persona che non ha particolari problemi di socializzazione: il mio prossimo mi incuriosisce e mi piace chiacchierare. Ho una predilezione per le persone di mente aperta: facilitano la comunicazione e mi invogliano ad aprirmi. Questo è esattamente quanto mi è successo lo scorso 30 ottobre, quando ho avuto l’opportunità di conoscere Debora Zavaglia, creative designer come si definisce lei stessa – e quel creative fa la differenza, credetemi.

Debora e io ci siamo conosciute in occasione della presentazione della sua collezione per la primavera / estate 2014, collezione che incuriosisce fin dal suo nome: The Wolf’s choice, La Scelta del Lupo, quello di una delle favole più famose, ovvero Cappuccetto Rosso.

Come è già stato ampiamente sottolineato sia da critici letterari che da esperti del mondo dell’infanzia (in parole povere… non scopro nulla di nuovo), le favole contengono spesso argomenti o momenti cruenti: in Cappuccetto Rosso, il Lupo divora la nonna e il Cacciatore gli squarta la pancia per salvarla. Un giorno Debora racconta tale favola alla sua bambina più piccola la quale in effetti si spaventa: attaccatissima alla propria nonna, la piccina rimane impressionata davanti all’episodio del pasto inconsueto. Ma la nostra intraprendente stilista non si perde d’animo: il giorno dopo torna a casa con un libro, finge di leggerlo e dà alla bimba una nuova versione della fiaba. Leggi tutto

MIA’s, i bracciali per tutti coloro che amano il mare

Amo il mare con una intensità che non so nemmeno spiegare a parole: mi manca così tanto ogni singolo giorno in cui gli sono lontana che lo cerco perfino negli oggetti. Per esempio, colleziono sabbia: sì, avete letto bene. Quando so di andare in un posto in cui c’è il mare, porto con me dei barattolini e delle etichette autoadesive e prelevo campioni di sabbia, sassolini, micro conchiglie: insomma, tutto ciò che trovo in spiaggia. Mi pare che il mio primo campione sia datato 1990 (non fate troppi conti, please). E poi, insieme a Enrico, il mio amore, colleziono marinai: avete presente quelle statuette in resina che spesso si trovano nei negozi di souvenir nelle località di mare? Quelli un po’ kitsch, insomma. Noi ne abbiamo in legno, in porcellana, in ceramica, in creta, in cera: alcuni sono alti e slanciati, altri piccoli e panciuti e ce ne sono sia buffi che seri. Scommetto che non vi sorprendo nemmeno un po’ se vi confesso che il mio collezionismo “marinaro” sfocia nell’estasi quando si coniuga coi bijou: il massimo. Figuratevi, quindi, il mio entusiasmo quando ho incontrato una ragazza di nome Alessia Novelli, inventrice del marchio MIA’s.

Il brand MIA’s assomiglia tanto alla sua creatrice: spirito giovane e tanta voglia di sperimentare attraverso collezioni moda disegnate personalmente da Alessia e brevettate, come ad esempio il bracciale Love Boat, il mio pezzo preferito. Il nome è già tutto un programma o almeno lo è per chi ricorda l’omonima serie televisiva americana ambientata su una nave da crociera: per far onore al suo nome, il bracciale è composto da un cordoncino che termina con un cappio da una parte e con un’ancora dall’altra; l’ancora entra nel cappio e il gioco è fatto. Leggi tutto

La Perla Just Precious, tracce profumate di bellezza

Vi ho già detto che sono meteoropatica? Ebbene sì, il meteo ha una certa influenza su di me, lo ammetto: mi sento morire all’idea dell’inverno, del grande freddo e dell’assenza di luce. Le giornate di pioggia mi fanno venire voglia di nascondermi, mentre quelle di sole mi mettono addosso energia e voglia di fare. Oggi a Milano c’è un sole bellissimo e si sta bene, non sembra nemmeno di essere vicini alla metà di novembre: sistemando una pigna di carte ancora da visionare, mi è caduto l’occhio su una cartelletta risalente a un evento al quale ho partecipato quest’estate e ho deciso che era giunto il momento di parlarvene. Una cosa bella in una giornata bella: parlo della nuova fragranza La Perla Just Precious.

La Perla ha sempre pensato a una donna dalla sensualità sofisticata: io mi sento femminile ma non sensuale e nemmeno sofisticata, eppure questa visione mi piace in quanto è comunque esattamente all’opposto rispetto alla sensualità appariscente ed esasperata che invece non apprezzo. Il profumo è una delle espressioni più intime e pure della seduzione: le fragranze sono pensate e create per essere indossate sulla pelle e per avvolgere chi ci sta intorno, lasciano un nostro ricordo olfattivo. In sintonia con questo percorso, La Perla presenta il suo Just Precious. Leggi tutto

Bags for Dynamo Camp: Donatella Lucchi e 29 amici insieme per i bimbi

Sapete qual è uno dei miei desideri più grandi a proposito di questo blog? Vorrei riuscire a trasmettere che tutto ciò che pubblico, per quanto diverso e variegato, è legato da un filo immaginario al quale attribuisco il colore rosso.

Perché il rosso? Perché per me è il colore della passione, ovvero l’elemento che come un filo, appunto, unisce tutte le cose di cui parlo: quella messa da chi i progetti li concepisce e quella che ci metto nel farli miei e nel cercare di raccontarveli.

Giovedì 7 novembre sono stata invitata alla presentazione di un progetto nel quale amore e passione scorrono fortissimi: amore per la moda ma anche e soprattutto passione e voglia di fare qualcosa per gli altri nel modo in cui ognuno sa, può e riesce a farlo. So bene che la moda non salva la vita a nessuno ma so anche che, a volte, può servire ad aiutare qualcuno e può attirare l’attenzione su questioni importanti: ecco perché sono molto felice e orgogliosa di ospitare sul mio blog il progetto che vede protagoniste le borse create a sostegno di Dynamo Camp.

A presentare Bags for Dynamo è il marchio Donatella Lucchi Milano, nato dall’esperienza di Donatella Lucchi come fashion designer e da quella di Marta Tea Carpinelli nel campo del marketing e della comunicazione.

Il progetto ha la finalità di sostenere Dynamo Camp, una Onlus che organizza camp di terapia ricreativa, totalmente gratuiti, per i bambini affetti da patologie gravi e croniche, oncoematologiche, neurologiche, sindromi rare, spina bifida e diabete. Leggi tutto

Chirivì e la capsule collection Proserpina

A volte il mondo è proprio piccolo e pieno di coincidenze e incontri che finiscono per svilupparsi in modi non previsti. Quando ho stretto la mano ad Alessio CJ Chirivì, lo scorso giugno al Fashion Camp, mai avrei pensato che un giorno sarei stata intenta a scrivere un articolo su di lui: in quell’occasione, Alessio e io ci stavamo conoscendo per altri motivi, sempre inerenti all’ambito moda ma connessi con un’altra delle mille attività di questo poliedrico ragazzo.

Fatemi raccontare qualcosa di lui, giusto per inquadrarlo. Dopo aver frequentato per alcuni anni la facoltà di Giurisprudenza di Lecce, Alessio ha deciso di abbandonare la carriera universitaria per dedicarsi totalmente alla sua più grande passione: la moda. Una passione che ha origini radicate nella storia della sua famiglia: i suoi nonni erano proprietari di una sartoria specializzata nella confezione di abiti maschili e femminili e da lì il nostro intraprendente giovane ha saputo trovare l’ispirazione giusta per dar vita al suo progetto personale. A tal scopo, ha intrapreso il corso di studio come fashion designer presso l’Accademia Privata di Costume e Moda Rosanna Calcagnile con l’intento di approfondire le nozioni di modellistica industriale, sartoria artigianale e stile. Leggi tutto

X Factor e Testanera: scommettiamo che sarà un successo?

Scommetto che se dico X Factor catturo immediatamente l’attenzione di molti. Seguo il programma ogni volta che posso: adoro la commistione di talento, sfide, musica, creatività, performance particolari, impegno e grande passione. Sicuramente non sono l’unica a pensarlo, visto che X Factor è il talent show musicale forse più famoso: ideato dal produttore discografico e televisivo Simon Cowell e prodotto per la prima volta in Inghilterra nel settembre del 2004, è oggi presente in oltre 40 paesi.

A mio avviso, parte del suo successo risiede in una precisa particolarità: saper mettere in luce non solo le voci e il talento dei ragazzi, ma anche il loro carattere e la loro personalità. Ed è inutile negarlo, personalità e immagine sono per ogni artista una sorta di impronta che contribuisce ad aumentarne riconoscibilità e unicità.

Dal 24 ottobre è in corso la settima edizione italiana di X Factor: anno dopo anno, il programma è diventato un vero e proprio fenomeno mediatico anche qui da noi. Questa nuova stagione vede una collaborazione importante dal punto di vista dell’immagine: per la prima volta, Testanera è official hair stylist grazie a un team di professionisti capitanato da Marco Montanari. Forte di un’esperienza di oltre 50 anni nel settore hair care, Testanera ha il compito di aiutare i nuovi talenti a trovare il look che meglio esprima il loro carattere, contribuendo così a farli diventare le star di domani. Leggi tutto

Glittering woman va in TV a “Avanti un altro”

Vi descrivo questa scena: ero a casa e stavo lavorando a un nuovo pezzo per un magazine. Mi ha telefonato un amico, Giuseppe: mi ha detto che era stato convocato da Mediaset per partecipare a una puntata speciale di “Avanti un altro”, nota trasmissione di Canale 5 condotta da Paolo Bonolis.

Non ho fatto in tempo a congratularmi che Giuseppe mi ha detto il perché della sua telefonata: gli avevano chiesto se avesse qualcuno da portare con sé e a lui ero venuta in mente io, in quanto la puntata sarebbe stata dedicata alla moda e soprattutto al glitter.

Ecco, a questo punto sono entrata in panico: cosa dovevo fare?

Vi spiego: per mia indole non sono affatto propensa a esibirmi. Non ridete: è vero, ho un blog, ma se avete letto o leggerete qualche altro mio post noterete che difficilmente ci sono io in prima linea. Sì, si parla dei miei gusti, dei miei pensieri, della mia visione ma i post incentrati sulla mia persona sono praticamente nulli e sono pochi quelli in cui appaio in foto. Chi mi conosce bene sa che sono spigliata, ma è cosa che mi riesce solo quando mi trovo tra persone che conosco o al limite davanti un pubblico ristretto. Sul mio profilo personale Facebook e su quello Instagram pubblico mie foto, ma lo faccio come quasi tutti coloro che usano i social network. Leggi tutto

Maurizio Andreuccetti: il mondo illustrato di un creativo a 360°

Più passa il tempo più mi convinco che nulla accada per caso. Non so se abbiate letto il mio pezzo su Sergio Daricello: fatto sta che Sergio, mio amico oltre che stilista di grande classe, ha conosciuto Maurizio Andreuccetti, illustratore e molto altro ancora, e la conoscenza si è poi estesa a me. Ci sono stati vari scambi e una lunga chiacchierata telefonica e così… eccomi qui a parlare di Maurizio.

Dovete sapere che tra le cose che più mi affascinano nell’ambito della moda ci sono le illustrazioni: adoro vedere la moda interpretata attraverso gli occhi e l’animo di un illustratore. È come aggiungere arte all’arte. Rimango rapita nell’osservare le illustrazioni, mi bevo ogni loro minimo particolare, mi piace scoprirle lentamente. Trovo che sia una forma di creazione simile a quella dello stilista stesso quando dà vita ai suoi bozzetti.

Chiudere Maurizio Andreuccetti in una definizione è praticamente impossibile, in quanto lui è una meravigliosa conferma di come e quanto i migliori talenti nella moda siano persone sfaccettate e poliedriche. Penso di poter affermare che è un fashion designer, un illustratore, uno stylist. Di sé stesso dice: “sono curioso, creativo, non convenzionale, eclettico e attratto da ogni forma di cultura visiva”. Figlio di artisti, è sempre stato attratto dal disegno e nel 1990, quando ha solo 14 anni, vive un incontro che diventa un po’ la chiave di tutto: Gianni Versace lo accoglie nel suo showroom di Milano (“con un sorriso memorabile”, dice Maurizio) e lo fa assistere a un fitting sulla super top model Linda Evangelista. Leggi tutto

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