Alice Tamburini: così materica, così poetica

Durante la settimana della moda, ho ricevuto un messaggio da un amico: mi invitava ad andare a curiosare alla presentazione di una sua ex-compagna di studi. Mi fido molto di lui e quindi gli ho dato ascolto: sono felice di averlo fatto, perché è grazie a Roberto Neri che ho scoperto Alice Tamburini e la sua Collezione Materica.

Alice ha una formazione da architetto (e sempre più spesso, ultimamente, mi capita di incontrare persone che si muovono ai confini tra moda e architettura): la passione per la materia, soprattutto quella dei tessuti ricercati, e per le forme strutturate si può rintracciare in queste sue origini. Per lei l’abito è una sorta di moderna armatura, una struttura che conferisce identità alla figura e le piace definire il suo lavoro “aggressione della materia”: a emozionarla sono soprattutto gli artisti e tra loro chi riesce a deformare la forma e chi sa creare opere senza tempo. È questo ciò che vuole a sua volta realizzare, ovvero abiti senza tempo, vere opere in movimento: vuole dare voce a un desiderio umano, quello di rendere concreto ciò che è friabile ed eterno ciò che è transitorio e vuole applicarlo alla moda per farla passare da cosa effimera e stagionale a cosa duratura e senza tempo. Le sue ispirazioni? “Alberto Burri coi suoi Cretti, Antoni Gaudí con la Sagrada Família (simbolo delle magnifiche cattedrali gotiche ma anche simile ai castelli di sabbia costruiti dai bambini in riva al mare), i giardini di Roberto Burle Marx (architetto paesaggista e botanico brasiliano) e gli abiti scultorei di Roberto Capucci”. Devo dire che il nome di Capucci in mezzo a grandi artisti e architetti non mi sorprende affatto. Leggi tutto

La moda che verrà # 13: Blue Fashion Beach estate 2014

Sì, lo so che sto seriamente rischiando di farmi detestare: l’inverno è quasi alle porte e io invece parlo di costumi, eppure vorrei invitarvi a fare un giochino insieme a me. Non so se capiti anche a voi: se devo fare una cosa che non mi esalta ma penso a una cosa bella che farò o che verrà poi, provo un po’ di sollievo. Ecco, questo è il gioco che voglio proporvi: è vero, stiamo andando verso la brutta stagione, ma se pensiamo per dieci minuti ai costumi e quindi al sole e al mare… magari un sorriso viene fuori, no? Sono dell’idea di provare sempre a capovolgere le situazioni sfavorevoli con un tocco di positività 🙂 Ci proviamo, procedo? Oggi vi racconto alcune collezioni di beachwear che sono andate in passerella lo scorso settembre, durante la settimana milanese della moda, in particolare quelle di Blue Fashion Beach che raggruppa Tezuk, Pin-Up Stars, Agogoa, Emamò, Flavia Padovan, Raffaella D’Angelo e Parah. Me le sono godute tutte al Superstudio13 di via Bugatti, con la sola eccezione di Parah che – purtroppo – ho perso causa sovrapposizione con un altro evento. Leggi tutto

Next Vintage Belgioioso edizione ottobre 2013

Il vintage non è un argomento nuovo qui su questo blog: è una delle mie passioni e ve ne ho già parlato in più occasioni. Ho iniziato a sviluppare questo forte interesse alcuni anni fa: ben presto si è trasformato in una passione che ha contagiato anche il mio amore per i bijou, facendo sì che io iniziassi a interessarmi ai gioielli d’epoca o risalenti ad almeno 20 – 30 anni fa. Cosa mi affascina? Il fatto che questi pezzi abbiano già una loro storia e un vissuto ai quali aggiungo nel tempo i miei ricordi personali. Una delle manifestazioni che più attendo ogni anno è il Next Vintage che si svolge al Castello di Belgioioso: ricordate, vi avevo parlato dell’edizione dello scorso aprile qui. Next Vintage si svolge infatti due volte l’anno con un’edizione primaverile e una autunnale: è sempre un’ottima occasione per fare ricerca e per imparare qualcosa di nuovo.

Il termine “vintage” era in uso nel settore vinicolo, coniato in origine per definire i vini vendemmiati e prodotti nelle annate migliori: è poi diventato termine di uso comune e più ampio, nonché sinonimo dell’espressione “d’annata”. Oggi si definiscono vintage tutti quegli oggetti che siamo stati prodotti almeno vent’anni prima del momento attuale: pertanto, essendo nel 2013, è ormai vintage tutto quello che risale a prima del 1993. Proprio così, i primissimi anni ’90 si possono già considerare vintage: il tempo vola, vero? Occhio, dunque, a ciò che buttiamo via: potrebbe essere diventato prezioso, ricercato da appassionati e intenditori. Leggi tutto

Happiness back to Milano: Pantera Rosa & felicità

Mi piace essere considerata una persona seria, ma non credo di essere seriosa: mi piace un sacco ridere, divertirmi, svagarmi e fare cose leggere.

Però, anche nel divertimento, amo trovare una logica, anche minima e semplice: mi sembra che non vi sia nulla di strano, così come non c’è nulla di strano se nella moda mi piacciono i brand che hanno un progetto, un sogno, una visione, un’idea, un percorso.

Il progetto può partire da un’ispirazione semplice, lo ripeto, non deve essere necessariamente legato a chissà che cosa, alla letteratura, all’arte o a qualcosa di estremamente elevato: non sono una snob, non sono in cerca dell’ago d’oro nel pagliaio né del pisello sotto strati di materassi di piume.

Premesso tutto ciò, vi voglio raccontare di un evento che ho avuto modo di apprezzare durante la settimana della moda: mi sono divertita, sono stata bene, mi sono rilassata in un’atmosfera piacevole e coinvolgente e mi è piaciuto il progetto che trovo molto trasversale, con spunti lievi e divertenti e altri più forti.

Mi riferisco all’evento “Happiness back to Milano” che ha voluto celebrare la Pantera Rosa, personaggio che adoro fin da quando ero piccina. Leggi tutto

La moda che verrà # 12: The Wandering Collective primavera/estate ’14

Dovete sapere che nutro enorme rispetto per tutti coloro che riescono ad avviare un processo creativo che ha come risultato un nuovo abito, una borsa, un gioiello e anche una macchina, un quadro, una foto, un libro, un palazzo. Per me essere capaci di creare qualcosa che prima non esisteva è la cosa più magica che esista e anche la più difficile. Il mio rispetto sale proporzionalmente quando il processo si moltiplica per tre e tre sono le persone che lavorano e creano in contemporanea: ho sempre creduto che sia difficile coordinarsi e intendersi, ma da qualche stagione seguo un trio a cui piace smentire questa mia idea, vista la grande naturalezza con la quale riescono a unire le loro tre fervide e diverse creatività in un unico progetto. Sto parlando di Valentina Brugnatelli, Gianluca Soldi e David Wyatt alias The Wandering Collective: tre persone, un collettivo, un’armonia unica nella quale ognuno dei tre mantiene la propria personalità, un concerto del quale si riesce a godere la sinfonia ma anche le singole note dei tre musicisti. Signore e signori, ecco la primavera / estate 2014 pensata da Valentina, Gianluca e David. Leggi tutto

La moda che verrà # 11: Sergio Daricello primavera / estate 2014

Come ho già raccontato, sono una blogger e anche una redattrice per alcune testate. Nonostante la mia scrittura sia fondata sempre e comunque su emozioni e sensazioni, quando scrivo per le testate che mi danno fiducia (grazie sempre!) cerco di rimanere più neutra e di adottare un codice più formale: diciamo che mi sento maggiormente legata al dovere di cronaca e di informazione.

Qui, invece, sono una blogger e posso auto-concedermi il lusso di sbilanciarmi e di lasciarmi andare all’entusiasmo. Questo è un blog personale, non una testata giornalistica: la scrematura è già alla fonte, dato che parlo solo di ciò che scelgo liberamente e personalmente. L’informazione c’è, spero, ma non riesco a slegarla dall’entusiasmo che provo nel condividere con voi tutto ciò che amo.

Tutto questo per dirvi che oggi vi racconto di uno stilista di cui mi sono innamorata fin dal primo istante in cui ci siamo guardati negli occhi: il suo nome è Sergio Daricello.

E a quel primo istante posso dare anche una data precisa: 24 giugno 2012. Allora Sergio era direttore creativo per Giuliano Fujiwara e presentava la collezione uomo primavera – estate 2013, la prima firmata per il brand italo-giapponese. Da allora ho seguito Sergio nelle sue successive collezioni per Fujiwara (qui la donna primavera / estate 2013 e qui l’uomo autunno / invero 2013-14), fino alla sua decisione cruciale: dare vita al brand che porta il suo nome. Leggi tutto

La moda che verrà # 10: Vladimiro Gioia primavera / estate 2014

L’ho scritto anche sulla mia pagina Facebook: i successi delle persone che stimo mi danno carica, mi fanno sperare in giorni migliori, giorni in cui il vero talento e il vero saper fare diventino le uniche discriminanti. Mi piace usare queste parole per introdurre Vladimiro Gioia, stilista giovane ma già affermato: ho avuto il piacere di conoscerlo di persona e sono stata colpita dalla sua passione unita a semplicità e umiltà. Nelle sue parole ho percepito grande preparazione, notevole perizia e immenso amore per ciò che fa.

Dopo anni trascorsi a lavorare per l’azienda di famiglia, alcune stagioni fa Vladimiro ha dato vita a una linea che porta il suo nome. Le sue creazioni sono state subito notate da Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno scelto alcuni suoi capi per Spiga 2, il loro negozio ubicato al civico 2 di via della Spiga a Milano: è lo store multibrand dove si possono trovare le proposte dei nomi più promettenti del panorama moda di tutto il mondo. Da lì passano molte celebrità e tra coloro che si sono innamorate di Vladimiro c’è Anna Dello Russo, spesso fotografata coi suoi capi. Leggi tutto

Van Cleef & Arpels: il mio pomeriggio da vera glittering woman

Ebbene sì, questa volta la vostra glittering woman ha proprio esagerato quanto a lucicchìo: sono passata al brillare dei diamanti e che diamanti! Ero già stata invitata altre volte a presentazioni di gioielli (parlo di metalli nobili e pietre preziose), ma mai mi era capitata un’esperienza come quella che ho vissuto grazie a Van Cleef & Arpels, maison di alta gioielleria che produce meraviglie fin dal 1906.

Quando giovedì 3 ottobre sono arrivata nella splendida boutique di via Pietro Verri, ho scoperto che quello che avevano pensato per me e per altre mie colleghe blogger era un meraviglioso pomeriggio a base di champagne, raffinatissime prelibatezze e gioielli da sogno, messi a nostra completa disposizione senza alcun filtro o barriera. Nel salotto privato al primo piano, al centro del tavolo, c’erano vassoi colmi di bracciali, anelli e collane che noi eravamo libere di provare e fotografare mentre ci scambiavamo impressioni: è stato un pomeriggio davvero speciale, pieno di bellezza e di chiacchiere piacevoli. Un pomeriggio divertente e rilassante, un po’ come nei film, un po’ come tutte abbiamo sognato da bambine… Leggi tutto

ElleBj: indossare un anello e ascoltare le sensazioni che ti dà

Amo essere donna con tutti i suoi pro e tutti i suoi contro. A volte sento dire ad altre “se rinasco, voglio essere uomo”: io no, non ci penso nemmeno, nonostante le difficoltà e a volte la fatica di essere donna, nonostante le paure e la lontananza anni luce da una reale parità con gli uomini. Amo le infinite possibilità dell’essere nata in un corpo e con un cuore di sesso femminile, amo perfino le mie contraddizioni, le mie paranoie e tutto quel bagaglio di sfumature e di sentimenti che ci sono valsi il soprannome di “sesso debole” (grande stupidaggine… noi deboli?) o “gentil sesso” (già meglio).

Non mi lamento nemmeno di cose che ad altre appaiono come seccature: per me fanno parte del gioco e non vivo come un peso il prendermi cura di me stessa perché mi piace, mi diverte, mi stuzzica la fantasia. Non mi vesto per essere bella né per apparire magra né per apparire giovane (fasi superate da tempo): mi vesto per esprimere me stessa, perché attraverso gli abiti e gli accessori mi piace comunicare.

Per questo mi piacciono in particolar modo i gioielli. Colleziono bijou da quando avevo 15 anni: mi piacciono le cose strane, particolari o con un significato intrinseco. Amo i materiali più disparati: il mio criterio di scelta non è la preziosità commercialmente attribuita, bensì il valore che gli oggetti assumono per me.

Amo le forme e i messaggi più o meno nascosti: amo i ricordi o anche le cose nuove quando mi fanno sentire subito a mio agio e le sento mie. Leggi tutto

La moda che verrà # 9: Jo No Fui primavera / estate 2014

È inutile negarlo: pur amando (e molto) tutta la moda, ci sono cose che prediligo in quanto mi rispecchiano maggiormente rispetto ad altre.

Uno di questi casi è quello di Jo No Fui e il perché è presto detto: il brand ama la contaminazione tra moda e arte e gli show sono sempre performance interessanti.

Ero rimasta molto colpita dallo show dello scorso febbraio (qui il mio racconto), ma quello del 19 settembre mi ha proprio stregata: immaginatevi non una semplice passerella bensì un quadro vivente che si va via via componendo. Le modelle entravano una alla volta ma, anziché sfilare come avviene abitualmente, andavano ad affiancarsi l’una all’altra su una struttura a gradoni, una sorta di anfiteatro, fino a comporre un quadro, appunto, quadro che hanno poi scomposto dando vita alla sfilata.

La primavera / estate 2014 di Alessia Giacobino, direttore creativo del brand, racconta le sue radici da architetto attraverso tanti richiami geometrici: dettagli assolutamente preziosi trasformano abiti dalle linee semplici in oggetti preziosi ed esclusivi, veri e propri oggetti del desiderio.

Così come la collezione di febbraio 2013 traeva spunto dalla musica e in particolare da quella dei Kraftwerk (band tedesca elettropop formatasi nel 1970), le silhouette della nuova collezione richiamano invece la Space Age, ovvero l’epoca a cavallo tra gli anni ’60 – ’70, un momento in cui la cultura, l’arte e la moda furono fortemente influenzate dall’esplorazione dello spazio e dalle relative tecnologie.

Tra gli stilisti, André Courrèges, Pierre Cardin e Paco Rabanne contribuirono a disegnare un decennio percorso da suggestioni lunari, fascinazioni extraterrestri e rivoluzioni geometriche.

La ricetta Jo No Fui guarda a quegli anni e propone un mix straordinario formato da costruzioni e dettagli di alta moda uniti a forti richiami Art Déco: il tutto è contaminato da una dose di hip hop. Leggi tutto

Alicia Keys, Reebok, Foot Locker: un trio che fa rima con Giappone!

A voi piace viaggiare? A me sì, un sacco. E dell’idea del Giappone, cosa ne dite? Un mio caro amico è appena tornato dal viaggio di nozze fatto lì e io sono tremendamente curiosa di vedere le foto e di ascoltare i racconti: il paese del Sol Levante mi incuriosisce molto col suo carico di tradizione e avanguardia. Beh, se come me anche voi siete incuriositi dai viaggi e dal Giappone, stamattina vi parlo di un’opportunità per andarci gratis (sì, avete capito bene). Reebok Classic e Alicia Keys firmano la loro terza collaborazione che si preannuncia un successo di vendite quanto le precedenti: il risultato è una collezione di sneaker che è già disponibile in tutti gli store Foot Locker in Europa in 3 modelli. E per festeggiarla, sul sito Foot Locker è partito un contest che consentirà a un fan accompagnato da un amico di assistere al concerto della Keys in Giappone.

La collaborazione è stata realizzata grazie agli ’input di Alicia per ogni elemento, dalla scelta delle silhouette alla selezione dei colori e dei materiali. ““Siamo alla terza collezione e ognuna è migliore della precedente””, ha dichiarato la cantante. “Ed è’ davvero un processo di collaborazione: il team di design prende ispirazione dall’archivio per identificare le mie silhouette preferite e da qui procediamo, scegliendo le colorazioni, i dettagli e aggiornando il tutto con elementi nuovi e freschi. Per l’autunno / inverno 2013 ho scelto di rinnovare la Freestyle, che è da sempre la mia sneaker Reebok preferita. Mi sono divertita tantissimo a creare queste sneaker che amo indossare e sono eccitata all’idea di condividerle!” Leggi tutto

La moda che verrà # 8: Krizia primavera / estate 2014

Ci sono nomi ai quali ci si deve approcciare con tutto il grande rispetto che meritano. E con l’emozione necessaria.

Uno di questi casi, per me, è quello di Krizia: è stato grazie a lei e a pochi altri che, tanti anni fa, mi sono innamorata irrimediabilmente e incurabilmente di quell’Arte che è la Moda – e in questo caso lo scrivo con la M maiuscola. Questa è dunque sì la cronaca di una sfilata, ma una cronaca che parte da una prospettiva un po’ diversa: se avrete la pazienza di seguirmi, capirete perché e dove voglio arrivare.

Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, è nata a Bergamo, Wikipedia dice nel 1925, la Treccani dice nel 1932: poco importa, non starò a fare il conto preciso degli anni, perché con un’icona vivente non si fa. E se un poco avete imparato a conoscermi, sapete che non uso parole come icona o mito a caso. La Signora Mandelli è una delle grandi protagoniste della moda italiana e premi e riconoscimenti che ha ricevuto non si possono nemmeno contare, senza parlare delle numerose mostre che le sono state dedicate dai più importanti musei di tutto il mondo, dalla Triennale di Milano al Museo di Arte Contemporanea di Tokyo passando per il Guggenheim Museum di New York.N

Nel 1985, Krizia ha dato vita all’omonimo Spazio, un teatro polifunzionale in via Daniele Manin a Milano: in grado di accogliere oltre seicento persone, è uno spazio flessibile e facilmente trasformabile grazie ad un sistema di soppalchi e di pedane mobili. Dall’anno dell’inaugurazione, stagione dopo stagione, ospita le sfilate delle sue collezioni e numerosi eventi, aperti principalmente a scrittori, musicisti e designer: Ettore Sottsass, Isabel Allende, Sting e Dario Fo sono solo alcuni degli ospiti saliti sul palco del teatro. Leggi tutto

La moda che verrà # 7: Kristina Ti primavera / estate 2014

Kristina Ti ha immaginato un’atmosfera ben precisa per la sua collezione primavera / estate 2014: ha pensato a quel momento di transizione tra la notte e il giorno, quando il cielo ha ancora le sfumature notturne che a breve lasceranno spazio ai rosa e agli arancioni dell’alba. Immaginate l’aria fresca e collocate in questo quadro un gruppo di ragazze forse reduci da una festa: non vogliono tornare a casa e si riuniscono a chiacchierare, col trucco un po’ sfatto e il mascara colato, coi capelli arruffati e la coda di cavallo allentata, con gli abiti leggermente stazzonati che hanno perso la stiratura impeccabile. Hanno voglia di condividere le emozioni della serata appena trascorsa, di commentare gli incontri e gli amori nascenti perché quando sorgerà il sole sarà un’altra cosa e loro sanno che parte della magia svanirà per lasciare spazio alla luce certa del giorno.

Da questa situazione in cui nulla è preciso e i contorni sono sfumati, parte l’ispirazione della collezione, immaginata per donne che non devono dimostrare nulla, perché si piacciono anche imperfette. Sono belle lo stesso, anzi forse un po’ di più: questo messaggio della stilista Cristina Tardito mi sembra meraviglioso, soprattutto in un mondo eternamente proteso alla ricerca della perfezione. Ed è quando l’eterna tensione alla perfezione si allenta che fra queste giovani donne si crea finalmente una complicità  e l’atmosfera giusta affinché ognuna sia libera di essere com’è. Leggi tutto

La moda che verrà # 6: Fatima Val primavera / estate 2014

Durante la scorsa settimana della moda in febbraio 2013 ho visto una donna-crisalide fatta di luce avanzare nel buio: no, non stavo sognando, ero alla sfilata di Fatima Val (il mio articolo qui). Il percorso continua con la sua seconda sfilata dedicata alla primavera / estate 2014 e si sublima in una moda futuristica ma anche pratica, concreta e vera. Una moda concettuale e al tempo stesso quotidiana e immediata, androgina ma mai estrema; fresca e versatile nel riuscire ad adattare volumi importanti a pezzi più facili, rendendo più immediata la lettura del messaggio stilistico che resta comunque di grande impatto e di grande carattere, indirizzato a una donna forte e dinamica.

L’ispirazione di Fatima parte dal movimento meccanico, da quegli ingranaggi che simboleggiano il divenire e il movimento, il fluido scorrere e il moto perpetuo: la geometria degli ingranaggi – creati dall’uomo – genera movimento fluido – che ricorda la natura. I tessuti sono fluidi ma al tempo stesso corposi: habutai di seta (più leggero dello shantung ma più pesante della seta), rafia effetto pelle, organza. Tagli, inserti e cuciture attraversano in modo sapiente ora abiti ora top, con un effetto deciso e geometrie taglienti: pannelli e foulard creano drappeggi fluidi, con inaspettati tocchi di colore. I colori usati sono il nero, l’avio, il lime e il terracotta. Il risultato è stupefacente: dalle geometrie degli ingranaggi e grazie ai movimenti fluidi scaturisce il disegno delle ali di una moderna farfalla. Leggi tutto

Kissotto e tanti baci lunghi quanto un mese

Credo fermamente che ognuno di noi abbia il dovere di fare qualcosa per gli altri in misura delle proprie possibilità.

Anzi, scusate, mi correggo: non è un dovere, ma un’educazione morale e sentimentale che dovremmo sentire dentro di noi come un bisogno.

Non diciamoci scuse stupide come “non ho tempo” o “non ho le possibilità”: ognuno può fare ciò che è alla sua portata. Non c’è bisogno di fare cose grandiose o che vadano oltre i propri mezzi: basta farlo con generosità e col cuore. Le cose da fare sono tante: ognuno troverà il proprio modo.

Da un po’, sto provando a trovare il mio attraverso ciò che so fare meglio e ciò che provo a fare col cuore: scrivere. Scrivere per comunicare, per raccontare e per coinvolgere quante più persone sia possibile nelle cause in cui credo.

So che la beneficenza deve essere silenziosa, ma penso che la comunicazione senza strumentalizzazione giochi un ruolo importante per far sì che tante persone possano essere coinvolte in un progetto. Recentemente mi è stato chiesto di diventare ambasciatrice di un progetto che si chiama Kissotto: non ho esitato nemmeno un attimo, perché il progetto è a favore dei bambini. Leggi tutto

La moda che verrà # 5: Luisa Beccaria primavera / estate 2014

Come già avvenuto lo scorso settembre (qui il mio articolo), ho di nuovo avuto la fortuna di assistere alla sfilata di Luisa Beccaria, questa volta per la primavera / estate 2014: la collezione è dedicata a una donna indipendente e consapevole e si intitola “En plein air”.

La stilista pensa a una donna desiderosa di godere appieno delle sue emozioni e capace di innalzarsi sulla quotidianità con la stessa leggerezza di una farfalla: le farfalle sospese in volo sono un motivo ricorrente, a partire dal delizioso cartoncino di invito.

Le forme, molto fresche e talvolta sinuose, danno vita a giochi di trasparenze e a silhouette estremamente femminili, ben sottolineate dalle lavorazioni sartoriali. Gli abiti e le gonne a campana giocano con tutte le lunghezze, dal maxi al mini, creando un gioco di contrasti con i top corti che lasciano intravedere la pelle. Le tuniche e le vesti impalpabili sono in chiffon e organza. Leggi tutto

La moda che verrà # 4: Alberto Zambelli primavera / estate 2014

Sono sempre felice e orgogliosa di seguire i nomi famosi, ma c’è una cosa che mi infiamma, letteralmente: scoprirne di nuovi e assistere allo sbocciare di un talento.

È quindi con grande entusiasmo che vi mostro una delle collezioni che ho più amato durante la settimana della moda, quella di Alberto Zambelli: appena sono entrata nel giardino dello Sheraton Diana Majestic, hotel che è stato scenario della presentazione, sono rimasta senza fiato per lo stupefacente quadro formato dalle modelle vestite con gli abiti dello stilista.

Le sue creature luminose rendevano ancora più suggestivo uno dei luoghi che preferisco a Milano: la colonna sonora meravigliosa e le movenze delle ragazze alternate a momenti di immobilità facevano del giardino un luogo magico e sospeso, una sorta di casa di bambole, vivente e in positivo!

Prima che potessi anche solo intravedere il comunicato, Maximilian Linz (un professionista che stimo e che vede lungo, come si suol dire, con un grande talento nello scegliere talenti sempre stupefacenti e infatti pr di Alberto) mi ha presentato lo stilista e sono stata da loro sollecitata a dare la mia prima impressione a caldo: ho semplicemente detto che mi sembrava di essere sospesa in una dimensione fantastica, dove passato e futuro si incontravano. Quando ho visto il sorriso sul volto di Alberto, ho capito che eravamo in sintonia. Leggi tutto

La moda che verrà # 3: Simonetta Ravizza primavera / estate 2014

Non c’è alcun dubbio, fin dalle primissime uscite della sfilata: l’immaginario creativo di Simonetta Ravizza per la primavera / estate 2014 è popolato da donne dallo stile metropolitano e nello stesso tempo dallo spirito un po’ hippy-chic.

Osservate con attenzione le forme, i volumi, le lunghe collane, i cappelli. E chi quando sente il suo nome pensa solo alle pellicce, deve fare un reset: senza dubbio esse restano una presenza forte, tuttavia in passerella c’è molto di più. La donna immaginata in casa Ravizza ama la femminilità disinvolta ma al tempo stesso lussuosa: sceglie materiali pregiati, colori vibranti e linee facili da portare.

La morbida pelle e il camoscio finissimo sono esaltati grazie a sapienti lavorazioni di intagli e di trafori che riescono a evocare il fascino del pizzo. Le silhouette sono fluide, le giacchine hanno un taglio bon-ton e i lunghi abiti accompagnano e accarezzano la figura.

I pellami classici e intramontabili si alternano alla ricchezza del serpente e dell’anguilla: tutti vengono usati per sperimentare attraverso capi dal sapore streetwear. Ammiro i pantaloni dal taglio maschile e la salopette, sia lunga sia corta: non so cosa darei per quella in versione lunga dalle linee morbide! Leggi tutto

La moda che verrà # 2: Angelo Marani primavera / estate 2014

Seguo Angelo Marani con estremo piacere: è un autentico Signore con la S maiuscola, un vero pozzo di conoscenza della moda (ho avuto l’onore di ascoltare i suoi racconti varie volte), uno stilista che ancora una volta ha saputo stupirmi con le sue ispirazioni.

Per la collezione Angelo Marani primavera /estate 2014, lo stilista ci prende per mano e ci conduce in Africa, nelle pianure del Serengeti, primordiale culla della vita rivista attraverso la cosiddetta civiltà moderna: succede così che l’istinto animale e la tecnologia più avanzata si fondano a tinte forti nella sua collezione “Animalogica”.

Sui capi si distinguono ghepardi, zebre, giraffe, acacie ad ombrello, voli di farfalle tridimensionali, il tutto immerso in una natura fantasiosa, a tratti bizzarra quasi come quella raffigurata dal pittore Antonio Ligabue nei suoi celebri dipinti (e non a caso Marani è un suo conterraneo). Su alcuni capi gli animali sono in primo piano, ben definiti, su altri si stagliano come sagome contro la luce di tramonti fiammeggianti.

La collezione è un’alternanza di materiali tecnici e naturali. Nei tubini bande di pitone si affiancano a strisce di reti nere che sono l’elaborazione di reti ignifughe per le tute usate dall’aeronautica; i tessuti iridati dei bomber nascono da filtri per l’industria alimentare; le trasparenze sono ottenute con reti da subacquei. Sono impieghi nuovi e insoliti per materiali estrapolati da altri contesti e abitualmente dedicati ad altre applicazioni. Leggi tutto

La moda che verrà # 1: Paola Frani primavera / estate 2014

Architetture botaniche, colori vividi, eco-materiali declinati in chiave design: sono questi alcuni degli elementi che vanno a comporre la “sculpture nature” di Paola Frani, con un mix tra naturale e concettuale, tra arte e design. La stilista immagina un geo-giardino come ambiente ideale per la sua collezione andata in passerella a Milano il 18 settembre nella Sala degli Affreschi della Società Umanitaria (I chiostri di S. Barnaba) e che – come per le passate edizioni – ha inaugurato il calendario delle sfilate meneghine dedicate alla moda donna per la primavera / estate 2014.

Chi ha già letto qualcosa di mio in passato, forse ricorderà che seguo spesso Paola Frani (qui sito e qui pagina FB) e che l’apprezzo sia per le sue creazioni sia per la bella realtà aziendale che ha saputo creare: avevo già avuto modo di assaggiare un accenno della sua primavera / estate 2014 quando lo scorso maggio ero stata invitata a Rimini, per la sfilata della collezione PF, la seconda linea del brand (potete leggere l’articolo qui). Leggi tutto

CafèNoir: quando essere sexy è anche essere glam?

Nutro diverse speranze e diversi sogni per quanto riguarda questo blog: uno di questi è che possa diventare uno spazio di condivisione e discussione, uno spazio di confronto in cui scambiarsi idee, opinioni, dritte, consigli. Mi piacerebbe anche che chi legge partecipasse attivamente a questo scambio e in quest’ottica oggi vi voglio parlare di un concorso di cui sono venuta a conoscenza e che mi sembra carino condividere. Il brand coinvolto è molto famoso e si chiama CafèNoir.

Chi, tra noi appassionate e appassionati di moda, non conosce CafèNoir, azienda (orgogliosamente!) italiana che opera dal 1992 nel mercato delle calzature e degli accessori? I loro prodotti nascono in Toscana, vicino a Firenze, uno dei cuori pulsanti della creatività e dello stile made in Italy. Come altri marchi e griffe, anche CafèNoir può contare sulle eccellenze del distretto della pelle denominato “comprensorio del cuoio”, area geografica specializzata nella produzione di pellami e conseguentemente di calzature e borse. Leggi tutto

NID: formazione e modernità dalla moda al design

Nella sezione “Chi sono” di questo mio blog, faccio una dichiarazione piuttosto impegnativa: affermo che per me la moda è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. È impegnativa, già, ma rispecchia con assoluta sincerità ciò in cui credo veramente e voglio dare il mio minuscolo contributo, giorno dopo giorno, affinché si diffonda questo pensiero: moda come contenitore culturale e non come consumismo e shopping, non come cosa effimera da consumare velocemente. Credo che chi lavora nel settore abbia una grande responsabilità in questo e credo che debba prestare la propria voce per diffondere un messaggio importante: la moda necessita di preparazione e non di improvvisazione, qualsiasi cosa si voglia fare in questo ambito. Ecco perché quando mi hanno parlato di NID, scuola che dal 1983 propone corsi di formazione post-diploma che spaziano dalla moda alla grafica, ho subito sposato la proposta di raccontarla qui sul blog. Non solo, ho deciso di parlarne anche perché spesso mi viene posta una domanda: “come si fa a lavorare nella moda?”. Leggi tutto

White Milano: non solo moda e tanti talenti

Giovedì 12 settembre sono stata alla conferenza stampa di presentazione del White Milano che aprirà le porte domani. Non vi nascondo la mia emozione, sia per essere stata invitata a scoprire le novità insieme a tanti giornalisti sia per aver avuto l’opportunità di sentire raccontare il White direttamente dalle voci di Cristina Tajani, assessore alla Moda e Design, e di Massimiliano Bizzi, presidente e fondatore del famoso salone milanese. Teatro della conferenza stampa è stato Palazzo Marino.

Mi ero già occupata di White Milano qui sul blog in occasione dell’edizione di giugno (qui potete rileggere l’articolo): la nuova edizione vede la presenza di ben 440 espositori, 300 italiani e 140 esteri, e sono attesi oltre 15.000 visitatori. Nelle tre sedi di via Tortona (ai civici 27, 35 e 54) si concentrerà il risultato di una ricerca fatta esplorando il panorama della moda contemporanea internazionale: un appuntamento che mira a superare i confini della moda in senso stretto, disegnando nuovi legami con l’arte, il cibo, la fotografia, l’eyewear e il beauty. Leggi tutto

Shourouk e Swarovski: a glittering collection!

Secondo voi… una che ha scelto il nome “glittering woman” per il proprio blog poteva forse mancare a uno degli eventi più scintillanti che abbiano illuminato la notte di Milano nell’ultimo anno??? Certo che no!!!

Eccomi quindi a raccontarvi la nuova collaborazione tra il brand Swarovski e la designer parigina Shourouk, collaborazione che ha subito stregato il mio animo da gazza ladra attirata dalle cose luccicanti e che ha solleticato il mio grande amore per i bijou. Swarovski ha festeggiato la collaborazione (che è il caso di definire preziosa!) con una festa che si è svolta giovedì 12 settembre nel negozio di via Dante, eccezionalmente aperto per la serata: ospite d’onore, naturalmente, la brava e bella Shourouk.

Shourouk ha fondato il suo brand omonimo nel 2007: da brava parigina, si è formata allo Studio Berçot prima di affinare le sue tecniche per maison come Chloé e Galliano a Parigi e Roberto Cavalli a Firenze. La sua cifra stilistica è presto diventata inconfondibile, influenzata dalle sue origine tunisine e alimentata dai numerosi viaggi attorno al mondo: la capacità di unire ispirazioni tra loro molto distanti come i film di Bollywood, l’atmosfera africana e l’aristocrazia russa fa di lei una delle designer più interessanti a cui guardare oggi. Leggi tutto

Dogs Gala Dinner: una cena speciale per esseri umani e amici a 4 zampe

Vi ricordate il mio articolo che parlava di “Bucolica – Il Vivere Country”? Ero stata invitata alla preview che si è tenuta lo scorso 3 luglio sulla terrazza del Westin Palace a Milano e qui potete rileggere l’articolo che avevo dedicato alla serata: avevo naturalmente programmato di andare alla manifestazione che si è svolta dal 13 al 15 settembre ma alla fine altri impegni mi hanno condotta in Francia, a Menton. Nell’ambito della manifestazione, tenevo in modo particolare al Dogs Gala Dinner del 13 settembre, primo perché amo molto gli animali e in particolare i cani (ne desidererei tanto uno ma i miei ritmi di vita attuali non me lo consentono, sarebbe una scelta egoista) e secondo perché si trattava di un evento con finalità charity a favore della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – Sezione di Milano.

Ma ormai avrete capito che sono una che non si arrende facilmente, così ho pensato a un’alternativa: rivolgermi a due “angeli” speciali per potervi comunque raccontare la serata e dare così un seguito al mio primo articolo nel quale avevo dato grande evidenza proprio a questo evento. Leggi tutto

Hunger issue 5: Rankin e i suoi Rivoluzionari

Non è un mistero per coloro che mi conoscono: detesto cordialmente convenzioni, conformismo, omologazione. Odio le cose tipo “facciamolo perché lo fanno tutti”. Fin da ragazzina, la mia ammirazione è sempre andata agli eroi al contrario, a quelli che hanno avuto il coraggio di sovvertire i sistemi e di buttare all’aria le regole preconfezionate e obsolete. Sono quindi molto felice di annunciare che Hunger, rivista che ammiro, dedica la sua prossima uscita al concetto di rivoluzione.

The Hunger è una rivista semestrale creata dal fotografo, regista ed editore Rankin. Lanciata nel novembre 2011, Hunger vuole fornire una nuova piattaforma espressiva a tutti coloro che possiedono uno spirito creativo, con la finalità di produrre innovazione e senza scendere a compromessi. Tramite una serie di collaborazioni con talenti emergenti del mondo dell’arte, della moda e dell’editoria, Hunger è alla costante ricerca del progresso culturale e dell’originalità. La rivista è affiancata da Hunger TV, un sito web innovativo, ricco di video, interviste, approfondimenti e film correlati agli articoli della rivista, oltre a una serie di articoli su altri personaggi famosi e anteprime dei numeri futuri. Ho già dedicato un precedente post a Hunger, a Rankin e a un suo video che ha visto protagoniste la modella Cara Delevingne e la cantante Rita Ora (potete rileggerlo qui). Leggi tutto

I Coloniali: un restyling tra avanguardia e tradizione

A settembre riprendono tutte le attività e si programmano nuove uscite di prodotti e di marchi. O le rinascite. Oggi vi voglio parlare proprio di questo, di una rinascita, e scommetto che sarà sufficiente che io faccia un nome per evocare molti ricordi: I Coloniali. Chi non ha mai provato un loro prodotto o chi non ha mai sognato sulla scia di una loro campagna pubblicitaria?

Oggi, questa celebre linea di prodotti per il corpo viene rilanciata in grande stile, con un rinnovamento profondo ma rispettoso di una tradizione nata nel 1994: il viaggio e il sogno sono da sempre valori intrinsechi del brand e vengono ricaricati di significato e di emozioni attuali.

Il 9 luglio scorso sono stata invitata a scoprire questo rilancio: ve lo racconto adesso in quanto potete trovare i prodotti disponibili in profumeria. Leggi tutto

Storia di amicizia e felicità: il matrimonio di Dario e Concetta

Questo è l’anno dei matrimoni. E soprattutto dei matrimoni degli amici, quelli con la A maiuscola, quelli veri e di lunga data. Quelli con cui non ci si sente magari tutti i giorni ma non importa, tanto sono ben altre le cose che ci legano.

Dopo Andrea, amico d’infanzia che si è sposato il 7 luglio (ve l’avevo raccontato qui), ieri è stata la volta di Dario. In un certo senso Dario lo conoscete già se avete letto la pagina “Chi sono”. Già, si tratta di quel Dario, ovvero colui che mi ha dato l’idea alla base del nome del presente blog.

Per chi non avesse letto il “Chi sono”, questa è la storia. Capitò che, una mattina come tante, decisi di mettere un mascara glitter sulla punta della ciglia, giusto un tocco per dare un po’ di luce a una giornata lavorativa: Dario mi vide e rimase tanto impressionato da quel tocco luccicante da decidere di soprannominarmi “Glitter”. Nel tempo mi sono affezionata a quel nomignolo e ho sempre pensato che, se prima o poi avessi aperto il blog, quell’aggettivo avrebbe fatto parte del suo nome. Così è stato. Leggi tutto

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