Il party Belle Époque Imperiale della contessa Pinina Garavaglia

I sogni a volte si avverano: io ci credo, sapete. Leggevo della contessa Pinina Garavaglia sui giornali, leggevo dei suoi salotti culturali, dei suoi eventi, delle sue feste: poi, un giorno, mi sono trovata vis-à-vis con lei grazie a un evento milanese e (per me ancora inspiegabilmente) si è accorta di me.

Pinina Garavaglia è una delle grandi protagoniste della vita mondana italiana e internazionale. È una persona estremamente interessante e piacevole, poliedrica, sfaccettata, dotata di grande intelligenza, cultura ed eleganza. I suoi salotti sono un’esperienza unica e impareggiabile, anche grazie alla sua squisita educazione: è capace di mettere insieme persone molto diverse tra loro e di riuscire ad amalgamarle alla perfezione. Nessun ospite viene mai lasciato in disparte nemmeno per un solo attimo, tutti vengono trattati con estremo rispetto ed attenzione: Pinina sa dare spazio a ognuno e alla sua corte ci si sente a proprio agio e importanti (dote assai rara). Sempre sorprendente, la contessa è per me fonte di gioia inesauribile in quanto – come solo i grandi artisti sanno fare – considera la moda un gioco intelligente, un linguaggio, una forma di comunicazione ed espressione.

In sua compagnia è impossibile annoiarsi. Non mi piace definirla personaggio: Pinina Garavaglia è una persona assai autentica, originale ed apprezzata da un pubblico molto variegato. È una nota collezionista di cappelli stravaganti (ma anche di antichità pregevoli) ed è conosciuta per la sua immagine eccentrica e per aver lanciato locali e mode notturne. Dopo varie esperienze giovanili di teatro come autrice d’avanguardia, è oggi una specialista in organizzazione di feste nonché art director di vari eventi. Esperta in tendenze, mode e fenomeni di costume nonché di buone maniere, ha scritto anche come opinionista. La rassegna stampa che la vede protagonista è molto ricca e la contessa è anche nominata in vari libri: una sua ricerca storica sul ballo è citata nel volume “Attraversamenti”, un saggio di sociologia e antropologia della professoressa Maria Teresa Torti.

La contessa Garavaglia è anche performer col suo gruppo Vanitas in vari spettacoli da lei stessi ideati: declama versi di cui è autrice, tanto da essere anche detta “la contessa poetessa”. Ideatrice di un disco sperimentale di versi su musica (“L’occhio del pensiero”), conta innumerevoli interviste e partecipazioni a trasmissioni televisive in Italia e all’estero, tra le quali “Evening News” per la NBC americana e una puntata biografica per la BBC inglese.

Come ci siamo conosciute? Pinina era ospite di un evento nel quale si presentava un libro sulla moda: io era incaricata di leggerne qualche brano e la contessa si complimentò con me per l’interpretazione. In seguito, sono stata io a ricontattarla ed è strano, perché di solito non sono così ardita: lei, però, esercita su di me un fascino magnetico e così ho osato. Sono grata a Pinina per avermi accolta e per avermi aperto le porte della sua casa: ora, al fascino che già esisteva, si aggiunge tutta la mia stima personale nei suoi confronti.

Lo scorso 29 novembre, Pinina mi ha fatto il grande onore di invitarmi alla sua festa di Natale che, come ogni anno, era a tema: quest’anno il titolo è stato “Belle Époque Imperiale” e il dress code doveva essere rigorosamente in tono! Devo dire che mi sono impegnata molto: sapevo quanto la contessa tenesse al tema ed è stato divertente e stimolante cercare di costruire un outfit adatto. Non partecipavo a una seria festa in costume da tempo immemore.

Quando sono arrivata alla festa, è stato tutto un susseguirsi di sorprese stupefacenti.

La prima è stata vedere due cosacchi che attendevano l’arrivo degli ospiti accanto a un tappeto rosso.

La seconda è stata trovare il complessino di archi che ha iniziato a suonare appena ho messo piede nell’androne del palazzo.

La terza è stata la scalinata che conduce all’appartamento della contessa, sontuosamente addobbata nei toni dell’oro e del bianco candido: in fondo alla scala, attendeva un personaggio vestito d’oro, un po’ pope un po’ cerimoniere del tempo.

Tra le sue mani c’era una campanella con la quale annunciava l’arrivo degli ospiti: l’ha suonata ed è apparsa Pinina che mi ha definitivamente tolto il fiato.

Le decorazioni di Marco Munari
Le decorazioni di Marco Munari
La Contessa Pinina Garavaglia e il pope d’oro vestito
La Contessa Pinina Garavaglia e il pope d’oro vestito
Le decorazioni di Marco Munari: benvenuti a casa della contessa Pinina Garavaglia
Le decorazioni di Marco Munari: benvenuti a casa della contessa Pinina Garavaglia

Sì, Pinina mi ha tolto il fiato: in primo luogo per il suo outfit stupefacente, un trionfo di tutte le sfumature del blu.

L’ispirazione per lei è stata l’Art Nouveau e in particolare Ida Rubinštejn, danzatrice, mecenate e personaggio mondano della Belle Époque francese: di origine russa, la Rubinštejn visse tra il 1885 e il 1960.

E Pinina ha meravigliosamente fatto rivivere i suoi fasti e la sua figura.

Dopodiché Pinina mi ha presa per mano e mi ha condotta all’interno, dove una fantasmagorica e immaginaria corte, sospesa nel tempo, faceva rivivere i fasti di quelle di San Pietroburgo, Parigi, Vienna… Ho creduto davvero di essere tornata indietro di almeno 100 anni e il mio cuore si è fermato per un attimo.

Non avevo mai visto nulla di simile in tutta la mia vita, se non in televisione o sui giornali!

L’atmosfera era perfetta e tutti erano bellissimi, assolutamente protesi nello sforzo di far rivivere un’epoca che fu magnifica e ricca di grandi fermenti.

La serata è stata estremamente piacevole.

La contessa ha declamato una poesia, composta appositamente per l’occasione: alcuni suoi cari amici e amiche hanno suonato il violino, il pianoforte e hanno cantato. Abbiamo mangiato e bevuto magnificamente.

Io con la contessa Pinina Garavaglia
Io con la contessa Pinina Garavaglia
Ed eccomi nel salotto della contessa Pinina Garavaglia
Ed eccomi nel salotto della contessa Pinina Garavaglia

Qualche accenno di danza per me e Gaetano Ragona
Qualche accenno di danza per me e Gaetano Ragona

Io con Andrea Serafini e Myriam Brunetti
Io con Andrea Serafini e Myriam Brunetti
Viktoria Kiseleva, io e i nostri cappellini!
Viktoria Kiseleva, io e i nostri cappellini!

Abbiamo anche accennato qualche ballo.

E sapete cosa mi è piaciuto un sacco? Che gli uomini, per salutare le donne (o le dame che dir si voglia), facevano un galante baciamano.

C’è stato tempo anche per un po’ di salotto: amo vedere Pinina destreggiarsi con grazia tra i suoi ospiti e passare con disinvoltura dall’italiano al francese all’inglese.

Insomma, il party della contessa è stato decisamente un successo, perché è riuscita a far trascorrere a tutti una serata speciale, sospesa nel tempo.

Ve lo devo confessare: a volte ho nostalgia del passato o almeno di un certo passato e delle cose belle che lì abbiamo lasciato. È vero, il progresso ci ha portato incredibili vantaggi e successi meravigliosi in ogni campo, dalla scienza alla salute, eppure a volte penso che abbiamo perso qualcosa…

Quadro d’insieme (sulla destra ci sono io col mio cappellino)
Quadro d’insieme (sulla destra ci sono io col mio cappellino)
Tutti attorno a Pinina Garavaglia (e quella di spalle sulla destra, in oro, sono io)
Tutti attorno a Pinina Garavaglia (e quella di spalle sulla destra, in oro, sono io)

Ho salutato (a malincuore) e ringraziato Pinina attorno alle tre del mattino (non ci sono più le Cenerentola di una volta, quelle che allo scoccare della mezzanotte scappavano via) e con la mia carrozza (ops, taxi) sono tornata a casa. E pensate: senza nemmeno perdere la scarpetta. D’altro canto, il mio Principe Azzurro l’ho trovato da tempo…

Chiudo questo post lasciandovi in dono la poesia che la contessa ha composto appositamente e che, come vi dicevo, ha declamato durante la serata.

Manu

 

ALLEGORIA ESTATICA NATALIZIA

di Pinina Garavaglia

Lungo il sentiero di alti pini

camminava a rilento un’ombra bianca

era quell’ombra il Tempo

che svolgeva l’antico cammino.

Sento i suoi passi scanditi

come note d’arpeggio d’angeli

di un Natale remoto di stelle d’oro.

Lenta quell’ombra avanza

ma in realtà non passa

come eterno è dei passi il suono

e perenne il bagliore dell’oro

nei cupi sentieri

del bosco infinito.

 

Ringrazio di cuore Pinina Garavaglia per l’uso delle foto e ringrazio i suoi splendidi fotografi tra cui Silvia Cattaneo e Andrea Serafini

 

La pagina Facebook della contessa Pinina Garavaglia: qui

Le decorazioni magiche di Marco Munari: qui

Per continuare a respirare un’aria di magia, mistero e leggenda, vi consiglio un libro scritto da Ada Cattaneo, persona fantastica che ho conosciuto grazie a Pinina Garavaglia la scorsa estate e che ho rivisto al party. Il volume si chiama “Incanti dei Natali Lombardi”: nato da una lunga e approfondita ricerca sul territorio e sui documenti storici, propone una rosa di 121 leggende originali lombarde che sono la chiave che ci consente di capire chi siamo, da dove veniamo e dove possiamo andare. Per maggiori informazioni, qui la pagina Facebook.

 

Alcuni ricordi personali: la preparazione per la festa 🙂

Il mio outfit:

Abito, mantello, guanti e borsa: Sartoria Teatrale Arrigo Costumi, un mondo affascinante, qui

Il meraviglioso cappello: opera del talentuosissimo Pasquale Bonfilio, qui (presto un articolo su di lui qui sul blog!)

Il make-up e i capelli: a cura delle bravissime Camilla e Helen che mi hanno davvero coccolata, qui

Tutti i bijou: dalla mia collezione personale

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

Glittering comments

Emanuele
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Splendido resoconto!!!

emanuela
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Grazie caro Emanuele!
Manu 🙂

lalla
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Un evento decisamente glittering per la glittering woman….grazie per averlo condiviso… hai fatto sognare anche me! Le feste in costume hanno un fascino speciale e questa le batte tutte!

emanuela
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Ciao Lalla cara 🙂
No, non devi ringraziarmi: sono io che ringrazio te e tutti coloro che hanno voglia di leggermi. Senza di voi, io sono nulla!
Già, è stato un evento davvero glittering organizzato da una fantastica donna glittering, una serata preziosa e unica alla quale sono stata molto onorata di partecipare. Un sogno che non potrò mai dimenticare e che serberò gelosamente tra i ricordi più cari.
Alcune persone hanno il dono magico di dare e insegnare disinteressatamente: Pinina è così perché credo sia curiosa verso la vita.
Un abbraccio,
Manu

La casa dello stile
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Bellissimi i costumi che hai scelto!!! Il cappello con l’orologio è davvero insuperabile.
Complimenti!

Manu
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Grazie, il tuo apprezzamento mi fa davvero tanto piacere e soprattutto sono felice per i complimenti verso il cappello, un’opera d’arte del talentuoso Pasquale Bonfilio.
Buona giornata e buon 1° settembre,
Manu 🙂

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