E se Morfeo si dimentica di me… io provo la melatonina e le erbe della notte di ESI

Aprile dolce dormire: così dice un noto proverbio.

Ironia della sorte, aprile – e più in generale la primavera – è il momento in cui gli animali escono dal letargo: noi esseri umani, invece, in letargo ci andremmo. Volentieri!

In effetti, il meteo del mese di aprile, soprattutto il primo caldo, porta spesso a una sorta di senso di stanchezza e spossatezza: ammetto di subire tutto ciò.

Di giorno mi addormenterei ovunque e, alla sera, mi addormento (anzi, svengo!) sul divano.

Quando però finalmente decido di andare a letto, il sonno tarda invece ad arrivare o, peggio ancora, risulta estremamente frammentato facendo sì che io continui a svegliarmi per tutta la notte: il risultato è che non riposo bene e la mattina sono spossata. Vado avanti lo stesso, naturalmente, come un soldatino diligente, e così accumulo stanchezza.

Oltre alla primavera, parte del problema risiede nell’età che avanza: non è una battuta, ahimè, è provato che, con l’andare degli anni, si dorma meno.

Ma devo riconoscere che tutto ciò è soprattutto colpa delle mie cattive abitudini: lavoro anche dopo cena e, quando spengo il pc, porto tablet e smartphone sul divano continuando a lavorare in mobilità. Ecco perché poi finisco con addormentarmi proprio lì, sul divano, a un’ora già tarda e con uno dei due dispositivi ancora in mano – cosa estremamente sbagliata.

Il resto lo fa lo stress (ebbene sì) il quale genera l’ansia che porta all’insonnia: riconosco anche questo, lo stress è una componente ormai intrinseca della mia vita quotidiana e temo di non essere l’unica, vero?

Mille cose da fare, tempi strettissimi per farle, pretese sempre più assurde, la necessità (necessità?) di essere sempre connessi e dunque presenti e pronti a rispondere: tutto ciò non permette a mente e cervello di staccare per riposarsi.

E così siamo arrivati al nucleo della questione: non stacco mai. E – ripeto – temo di non essere l’unica.

Ultimamente, infatti, ho scoperto che le questioni sonno e insonnia sono tanto sentite da avere una giornata dedicata. Leggi tutto

Se una rondine non fa primavera… provo allora con la Linea Aloe Vera ESI

Sono sempre stata un’estimatrice della bella stagione, così come ho sempre detestato il freddo e lungo inverno.
Giorni fa, varcando il portone di casa per iniziare una nuova giornata, ho avuto una sensazione ben precisa: l’aria sta cambiando e le mie narici si sono riempite di un odore diverso, più leggero e sottile.
Non so spiegare bene quell’odore né riesco a dargli un nome preciso: è semplicemente il profumo che, per me, segnala l’arrivo della tanto attesa primavera.
Ogni anno, lo percepisco e lo annuso come se fossi una bestiola che si risveglia dopo il lungo letargo; ogni anno, gioisco del più piccolo raggio di sole come un passerotto che riscaldi le piume dopo il freddo e grigio inverno.

E ogni anno, da quel fatidico momento, qualcosa cambia: la primavera e la rinascita che essa porta con sé è così forte che è ben identificabile perfino a Milano.
Tra asfalto e cemento, sbucano i segnali della nuova vita, delicati eppure prepotenti. La forsizia fiorisce gialla in cespugli disseminati per tutta la città. Le magnolie si riempiono di magnifici boccioli. I fiorai propongono bouquet di ranuncoli e io ne sono felice: prediligo i fiori eleganti ma allo stesso tempo non pretenziosi.

Quando iniziano questi primi sentori di primavera, vivo puntualmente le stesse sensazioni: sento scorrere linfa nuova nelle vene e posso finalmente togliermi di dosso un’immaginaria e pesante coltre di torpore.
È come se, durante l’inverno, congelassi una parte di me in una sorta di letargo per concentrare tutte le risorse verso lo sforzo di sopravvivere: terminata quella che percepisco come una vera e propria emergenza, le energie fisiche e mentali possono tornare a fluire liberamente, così come le emozioni. Leggi tutto

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