La moda che verrà # 10: Vladimiro Gioia primavera / estate 2014

L’ho scritto anche sulla mia pagina Facebook: i successi delle persone che stimo mi danno carica, mi fanno sperare in giorni migliori, giorni in cui il vero talento e il vero saper fare diventino le uniche discriminanti. Mi piace usare queste parole per introdurre Vladimiro Gioia, stilista giovane ma già affermato: ho avuto il piacere di conoscerlo di persona e sono stata colpita dalla sua passione unita a semplicità e umiltà. Nelle sue parole ho percepito grande preparazione, notevole perizia e immenso amore per ciò che fa.

Dopo anni trascorsi a lavorare per l’azienda di famiglia, alcune stagioni fa Vladimiro ha dato vita a una linea che porta il suo nome. Le sue creazioni sono state subito notate da Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno scelto alcuni suoi capi per Spiga 2, il loro negozio ubicato al civico 2 di via della Spiga a Milano: è lo store multibrand dove si possono trovare le proposte dei nomi più promettenti del panorama moda di tutto il mondo. Da lì passano molte celebrità e tra coloro che si sono innamorate di Vladimiro c’è Anna Dello Russo, spesso fotografata con i suoi capi.

La Mostra Internazionale del Cinema di Venezia dello scorso settembre è stata la prima passerella per la collezione primavera / estate 2014 di Vladimiro Gioia che ha poi presentato l’intera collezione durante la settimana della moda a Milano. Sono andata anch’io a vedere e ad accarezzare le sue creazioni: accarezzare, sì, perché i suoi capi non sono solo da osservare con attenzione ma anche da toccare per riuscire a percepire tutta la morbidezza e la qualità dei pellami con cui sono fatti.

Vladimiro Gioia sul red carpet a Venezia: da colui che veste le donne a protagonista a sua volta di una passerella
Vladimiro Gioia sul red carpet a Venezia: da colui che veste le donne a protagonista a sua volta di una passerella

La collezione ribadisce due pilastri assoluti del brand: l’esclusività del made in Italy e la ricercatezza della vera artigianalità.

Ritornano gli intrecci su giacche e cappottini in pelli pregiate quali pitone e coccodrillo: gli intarsi di Vladimiro non sono declinati solo nel classico bianco e nero, ma anche nei freschi bianco e blu e bianco e biscotto. Per chi ama osare, c’è l’intreccio viola e arancio, meno azzardato – comunque – di quanto possa sembrare: immaginate, per esempio, la giacca con un semplice jeans.

Due capi preziosi completano la collezione: una giacca in coccodrillo nero, reso brillante da pietre presenti sui polsini e sulle spalle; un cappottino, sempre in coccodrillo nero, col corpetto ricamato nella parte superiore con cristalli neri che creano un delicatissimo gioco di piccoli rombi.

Ho amato tutte le collezioni dello stilista, ma a mio avviso questa ben rappresenta una sua maturità creativa: sono felice del suo sempre maggior successo perché è un giovane uomo talentuoso e coi piedi ben piantati per terra.

Per conoscere meglio il mondo Vladimiro Gioia: qui il sito, qui la pagina Facebook, qui l’account Instagram e qui l’account Twitter.

Manu

 

Tutte le foto sono miei scatti fatti in occasione della presentazione del 20 settembre 2013

Giochi d’intarsi bianchi e blu
Giochi d’intarsi bianchi e blu
Dettagli della giacca con giochi d’intarsi bianchi e blu: il particolare sbarazzino della maxi tiralampo in metallo dorato
Dettagli della giacca con giochi d’intarsi bianchi e blu: il particolare sbarazzino della maxi tiralampo in metallo dorato
Bianco e nero, classico senza tempo
Bianco e nero, classico senza tempo
I capi indossati hanno una vestibilità perfetta
I capi indossati hanno una vestibilità perfetta
La prima giacca con intarsi viola e arancio
La prima giacca con intarsi viola e arancio
Dettagli degli intarsi viola e arancio della prima giacca
Dettagli degli intarsi viola e arancio della prima giacca
La seconda giacca con intarsi viola e arancio
La seconda giacca con intarsi viola e arancio
Dettagli degli intarsi viola e arancio della seconda giacca
Dettagli degli intarsi viola e arancio della seconda giacca
La giacca in coccodrillo nero reso brillante da pietre presenti sui polsini e sulle spalle: dettaglio della spalla
La giacca in coccodrillo nero reso brillante da pietre presenti sui polsini e sulle spalle: dettaglio della spalla
La giacca in coccodrillo nero reso brillante da pietre presenti sui polsini e sulle spalle: dettaglio del polsino
La giacca in coccodrillo nero reso brillante da pietre presenti sui polsini e sulle spalle: dettaglio del polsino
Il cappottino in coccodrillo nero col corpetto ricamato nella parte superiore con cristalli neri che creano un delicatissimo gioco di piccoli rombi
Il cappottino in coccodrillo nero col corpetto ricamato nella parte superiore con cristalli neri che creano un delicatissimo gioco di piccoli rombi

 

P.S. valido per tutti i post dedicati alle sfilate della Milano Fashion Week…
Quale blogger pubblica i post sulle sfilate non in tempo reale ma a settimana conclusa? Io!
Sono un po’ anomala, lo so, arrivo in ritardo con foto imperfette, con la mia visione emozionale ed emozionata (e di questo ringrazio il Cielo), col mio bisogno di prendere un po’ le distanze per guardare il quadro completo e da lontano. So che il bello della rete è l’immediatezza ma so anche che potete trovare foto bellissime e reportage perfetti in tempo reale su canali professionali come Vogue e anche su tanti altri blog ben fatti. Questi, quindi, sono i racconti di una persona che ogni volta si sente come Cenerentola invitata al ballo del Principe.

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo - uno dei miei comfort food - oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

Glittering comments

Tania
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Ciao Ema!
Davvero bello il tuo post!
Ho avuto la ” fortuna” di conoscere Valdimiro Gioia l’anno scorso alla presentazione dell’invernale attuale e lo ricordo sempre con piacere come una persona umile ma con grande passione e determinazione. Pelle e pellicce sono da sempre un argomento un po’ ” scottante” ma la sua originalità nei capi ed il grande talento restano indiscussi. Spero davvero che abbia successo.
Un abbraccio!
Tania

emanuela
Reply

Cara Tania,
ti ringrazio per questo tuo commento che apprezzo molto perché pone l’accento su un discorso delicato, controverso e importante.
Io stessa sono perplessa sulla questione pellicce: ascolto le posizioni dell’una e dell’altra parte e trovo argomenti giusti su entrambi i fronti.
Per mia posizione personale, cerco di evitare il più possibile le pellicce, privilegiando altri materiali; anche per le pelli tendo ad evitare quelle particolarmente pregiate preferendo quelle di uso comune. Ma ammetto di avere avuto dei cedimenti e ripeto che non riesco quindi a giudicare né chi usa le pellicce né chi è contrario. Anche perché diciamoci un’altra verità: perché – per esempio – il vitello sì, siamo giustificati o quasi, e un altro animale no? Se davvero si volesse essere coerenti fino in fondo, occorrerebbe dire no oppure sì su tutta la linea. Si è contro pelli e pellicce? Allora non solo no al giubbotto ma no anche alle scarpe in pelle. Si è a favore? Allora perché avere pietà di un animale e di un altro no?
Già, è un argomento davvero controverso e so che magari mi sto facendo dei nemici, ma non ho paura del confronto.
Davanti a una persona come Vladimiro, a me viene voglia di raccontare la sua avventura e la sua esperienza: competenza e passione sono talmente elevate in lui che meritano rispetto e meritano di avere voce. Ognuno, poi, deciderà secondo propria coscienza e assumerà la posizione che ritiene più giusta.
Grazie per avermi dato la possibilità di affrontare questo discorso.
Ti abbraccio anch’io,
Manu

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