Millennials, Generation Z e la mostra sui Preraffaelliti a Milano
Nelle ultime settimane ho avuto la bella opportunità di partecipare a parecchie anteprime stampa per il lancio di una serie di mostre: Milano sta offrendo una scelta davvero ampia quanto ad arte, moda e costume e chiedo venia a voi, miei amati lettori, se riesco solo ora a scrivere di una delle esposizioni più belle, inaugurata lo scorso 19 giugno nella splendida cornice di Palazzo Reale.
Mi riferisco a Preraffaelliti – Amore e Desiderio che vede in mostra i capolavori della collezione preraffaellita della Tate di Londra, inclusa la celeberrima Ofelia di John Everett Millais.
La mostra, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, è appunto organizzata in collaborazione con la Tate ed è curata da Carol Jacobi, responsabile della sezione British Art 1850 – 1915 della celebre istituzione britannica; in relazione al rapporto dei Preraffaelliti con l’Italia, la mostra si avvale inoltre del prezioso contributo scientifico della storica Maria Teresa Benedetti.
Preraffaelliti – Amore e Desiderio rende così possibile ammirare nel capoluogo meneghino circa 80 opere tra le quali alcuni dipinti iconici che difficilmente escono dal Regno Unito per essere prestati, come appunto la già citata Ofelia e poi Amore d’aprile di Arthur Hughes e Lady of Shalott di John William Waterhouse.
L’esposizione di Palazzo Reale, aperta al pubblico fino al 6 ottobre 2019, rivela a noi spettatori l’universo d’arte e di valori dei 18 artisti preraffaelliti rappresentati, raccontando tutta la poetica del movimento attraverso i capolavori della collezione Tate: dall’amore e dal desiderio citati già nel titolo fino alla natura e alla sua fedele riproduzione, per poi passare dalle storie medievali, la poesia, il mito e la bellezza in tutte le sue forme.
Avrete forse fatto caso al titolo che ho dato a questo post, ovvero Millennials, Generation Z e la mostra sui Preraffaelliti a Milano: sono molto felice se vi siete chiesti il perché di tale scelta.
A prescindere dal fatto che non mi piacciono i compartimenti stagni e che sono fermamente convinta del fatto che un evento culturale debba essere inclusivo e debba parlare a un pubblico il più possibile ampio, perché sostengo che proprio i più giovani dovrebbero essere particolarmente interessati a questa mostra?
Chi erano i Preraffaelliti? Come nacque la loro arte?



Nel 1848 l’Europa è scossa da un fremito di energie rivoluzionarie che investono la politica, gli assetti sociali e il mondo della cultura; nello stesso anno, sette studenti fondano a Londra la Confraternita dei Preraffaelliti con lo scopo di liberare la pittura britannica dalle vecchie regole e da un’antica subordinazione ai maestri europei.
È dunque uno spirito d’avanguardia ad animare il gruppo di artisti e intellettuali raccolti attorno a Dante Gabriel Rossetti (figlio di un esiliato italiano) e John Everett Millais: sono giovani appassionati, desiderosi di ridefinire fedi e valori e disposti per questo a sfidare le convenzioni della società, proponendo con coraggio una nuova arte e un nuovo stile di vita – ovvero ciò che ha sempre caratterizzato e che sempre dovrebbe caratterizzare ogni nuova generazione.
Ed ecco perché sostengo con convinzione che la mostra dovrebbe essere di particolare interesse per Millennials e Generazione Z.
Il movimento dei Preraffaelliti è uno dei più affascinanti tra quelli che, intorno alla metà dell’Ottocento, prepararono la strada alle avanguardie del nuovo secolo: i sette giovani fondatori, rivoluzionari e idealisti, erano assetati di autenticità e, immersi nell’atmosfera rivoluzionaria dei moti europei, cercarono di ripulire la pittura riportandola all’era antecedente a Raffaello, individuato come il primo artefice dell’accademismo che volevano combattere (ed ecco spiegato il loro nome).
I loro temi spaziavano dal Medioevo alla spiritualità cristiana, dal simbolismo biblico al paesaggio, dai miti shakespeariani alle lotte sociali: le opere sono articolate in sezioni tematiche che permettono di esplorare gli ideali del movimento, apprezzare gli stili dei singoli artisti e cogliere i rapporti tra le cosiddette arti maggiori con le arti applicate, investite negli stessi anni dal soffio rinnovatore del movimento Arts and Crafts del britannico William Morris.
Morris (1834 – 1896) era un poeta, artista e agitatore sociale (così come lo erano i Preraffaelliti) considerato un antesignano dei moderni designer e che ebbe una notevole influenza sull’architettura e sugli architetti del suo tempo: caldeggiava il ritorno dell’artigianato e del lavoro manuale e sosteneva che le arti applicate avrebbero dovuto godere della stessa dignità di cui godevano pittura e scultura.
Fu appunto tra i principali fondatori del movimento Arts and Crafts, movimento che auspicava una riforma delle arti applicate e che rappresentò una sorta di reazione da parte di artisti e intellettuali davanti all’industrializzazione galoppante del tardo Ottocento: per una meravigliosa coincidenza (adoro come la vita sa intrecciare le sue trame), Morris ha ispirato il mood della sfilata di fine anno accademico della scuola in cui insegno, così come ho raccontato in un mio articolo per ADL Mag, ed è stato bellissimo osservare questa liaison, una sorta di dialogo tra la mostra e il lavoro di Accademia del Lusso.
(Sotto: alcune delle mie opere preferite da me fotografate e pubblicate nel mio account Instagram. Nell’ordine: Monna Vanna di Dante Gabriel Rossetti, 1866, olio su tela; Gesù lava i piedi di Pietro di Ford Madox Brown, 1852-56, olio su tela; Lady of Shalott di John William Waterhouse, 1888, olio su tela; Cattivo soggetto di Ford Madox Brown, 1863, acquerello su carta; Ofelia di John Everett Millais, celeberrimo olio su tela dipinto nel 1851-52.)
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Come accennavo, le opere sono presentate in sezioni tematiche al fine di esplorare gli obiettivi, gli ideali e gli stili del movimento, come anche l’importanza dello spirito di collaborazione tra gli artisti che fu un elemento fondamentale per i Preraffaelliti.
Ispirati dagli artisti d’avanguardia di ogni epoca, e in particolare dai pittori e dai poeti italiani medievali, i Preraffaelliti crearono una sorta di ‘modernità medievale’: attinsero dalla letteratura e dalla vita reale storie d’amore consone alle loro stesse esistenze, furono i primi a dipingere dal vero con luce naturale e colori brillanti, crearono una nuova intimità psicologica nella quale gesti, espressioni e segnali iconografici rivelano i pensieri e i sentimenti profondi dei loro protagonisti.
La mostra lo attesta esibendo dipinti su temi che vanno da Dante e dalla Divina Commedia (Paolo e Francesca da Rimini e Il sogno di Dante alla morte di Beatrice di Dante Gabriel Rossetti) fino al paesaggio italiano (Veduta di Firenze da Bellosguardo di John Brett): particolare risalto viene dato all’impatto che il movimento artistico produsse sul modo di concepire l’arte, dimostrando come il fascino dei preraffaelliti, in quanto determinante nel processo formativo delle generazioni successive di artisti, sia ancor oggi straordinariamente attuale.
In un momento di transizione come il nostro, in cui si parla di economia circolare e di come salvare il pianeta, in un momento in cui i nuovi agitatori sociali sono proprio i Millennials e la Generazione Z, esiste forse miglior modo dell’arte per ispirare positivamente la giusta e naturale ribellione dei giovanissimi?
E trovo perfetto che ciò avvenga parlando di un movimento appunto ancora attuale e, in particolare, attraverso la pittura e dunque attraverso il linguaggio visivo che è il preferito delle ultime generazioni.
Ma che non sia una scusa per noi più grandicelli per restare a casa: non è mai troppo tardi per partecipare al cambiamento.
Manu
Preraffaelliti – Amore e Desiderio
A CURA DI Carol Jacobi
CONTRIBUTO SCIENTIFICO Maria Teresa Benedetti
SEDE: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano (sale piano terra)
DATE DI APERTURA: dal 19 giugno al 6 ottobre 2019
ORARI: lunedì 14,30 – 19,30; martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9,30 – 19,30; giovedì e sabato 9,30 – 22,30
BIGLIETTI CON AUDIOGUIDA: intero € 14,00 | ridotto € 12,00
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: +39 02 54914 e attraverso il sito di Palazzo Reale
Carol Jacobi è responsabile delle acquisizioni, mostre e ricerca per l’arte britannica tra il 1850 e il 1915 alla Tate e ha fondato nel 2012 il Tate Research Centre for Victorian and Edwardian Art.
Ha progettato mostre sui Preraffaelliti, sulla fotografia storica e sui rapporti tra arte e politica nell’Impero britannico.
Maria Teresa Benedetti è una delle maggiori storiche dell’arte italiane, grande Ufficiale della Repubblica e autrice di importanti monografie, alcune tradotte in Francia e America.
Già docente all’Accademia delle Belle Arti di Roma, ha pubblicato numerosi libri e curato diverse mostre sull’arte dell’Ottocento, con un particolare interesse per i Preraffaelliti e del pittore Dante Gabriel Rossetti del quale ha curato il catalogo generale.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.