Essere Emily Charton nel 2026

Da Il Diavolo veste Prada 2 al burnout glamourizzato: Emily Charton diventa il simbolo di una generazione di donne cresciute tra performance, ambizione e paura di essere sostituibili.

Ci avevano detto che potevamo avere tutto.
La carriera. L’indipendenza. Il riconoscimento. La libertà di diventare qualsiasi cosa desiderassimo.

Nessuno ci aveva spiegato che, per ottenerli, avremmo dovuto diventare instancabili.

Ci sono ragazze che cenano alle undici di sera con il computer ancora acceso accanto al piatto, senza nemmeno controllare davvero cosa stanno mangiando. Prima rispondi, meglio è. Sempre efficienti. Sempre reperibili. Ogni giorno sul pezzo. Ragazze che hanno imparato ad associare il silenzio di una mail alla paura di non essere abbastanza importanti da ricevere risposta. Leggi tutto

Stanche di essere forti: l’indipendenza diventa performance

Tra aspettative invisibili e indipendenza performativa, il mito della donna che “può tutto” mostra le sue crepe. E forse, oggi, il vero atto di forza è imparare a non esserlo sempre.

C’è un momento preciso in cui succede. Non fa rumore, non lascia segni visibili. È quando ti siedi sul letto, la sera, ancora vestita, e per qualche secondo non fai niente. Ignori il telefono. Non rispondi. Neanche sistemi. Resti. Ed è lì che lo senti.

Non la stanchezza del corpo: quella passa, si gestisce, si nasconde bene. È un’altra cosa. È la fatica di essere sempre all’altezza. Ci hanno insegnato a essere forti molto presto. Prima ancora di capire cosa significasse davvero. Forti vuol dire non chiedere troppo. Non cedere. Non avere bisogno. E così abbiamo imparato. Leggi tutto

La moda riscopre le sue icone

Diciamolo subito: nella moda, la novità è sopravvalutata. Per anni ci hanno raccontato che il futuro era soltanto avanti, sempre avanti. Nuovi designer, nuovi modelli, nuove tendenze che nascono al mattino e muoiono la sera su Instagram. Una corsa continua, quasi affannata, verso qualcosa che doveva essere necessariamente diverso da ciò che era venuto prima. E invece eccoci qui, nel 2026, a guardare, con un certo stupore, proprio nella direzione opposta.

Negli archivi. Perché improvvisamente tornano loro: le It-Bag, le borse che nei primi anni Duemila erano molto più di accessori. Erano simboli. Status. Piccoli trofei di stile. Leggi tutto

Donne d’oro alle Olimpiadi: da Brignone a Vonn, le regine del ghiaccio che hanno riscritto la storia

La neve riflette tutto. La luce. Il coraggio. Le imperfezioni.
Sotto il cielo tagliente delle Olimpiadi invernali, il bianco non è mai solo bianco: è velluto gelido, è passerella verticale, è palcoscenico estremo dove il corpo femminile smette di chiedere il permesso e inizia a dettare il ritmo.

Le donne d’oro non sfilano. Attaccano.
Scivolano su lamine affilate, planano con sci che tagliano l’aria come bisturi, ruotano in abiti scintillanti che nascondono ore di disciplina feroce. Il gesto atletico diventa estetica. L’estetica diventa potere.

Alle Olimpiadi, l’oro non è soltanto una medaglia. È una dichiarazione. Leggi tutto

Londra si prepara ai BAFTA 2026

Londra, dove il cinema indossa il frac (e l’alta moda)

A Londra, nel cuore dell’inverno, c’è un momento preciso in cui la città sembra rallentare il passo. I taxi neri scivolano sull’asfalto umido, il West End si accende di riflessi dorati e il cinema, per una sera, decide di vestirsi come si conviene.
È la stagione dei BAFTA, quando lo schermo incontra l’alta moda e il talento sfila, con studiata nonchalance, su uno dei tappeti rossi più osservati e meno urlati del mondo.
Perché ai BAFTA non si ostenta: si indossa. Con misura. Consapevolezza. Con quella discrezione tutta britannica che trasforma l’eleganza in linguaggio.

Quando la Gran Bretagna decise di premiarsi

Era il 1947 quando, in un Paese ancora segnato dal dopoguerra, il cinema divenne una forma di ricostruzione morale. Fondare la British Academy of Film and Television Arts significava affermare un principio quasi rivoluzionario: la cultura non è un lusso da tempi migliori, ma una necessità permanente. Leggi tutto

La valigia leggera e il peso delle radici

Non si parte mai davvero per studiare.

Si parte perché restare, a un certo punto, diventa più spaventoso che andarsene.

Il resto sono giustificazioni presentabili: l’università migliore, le opportunità, il futuro. Parole educate, rassicuranti, che servono soprattutto a non dire la verità più semplice e più scomoda: a casa non ci stavamo più. Non per mancanza d’amore, ma per eccesso di confini.

Valigie e bugie leggere

La prima valigia è sempre troppo leggera. Dentro ci finisce l’indispensabile, qualche vestito, un quaderno, la presunzione di cavarsela. La chiudi di fretta, come se indugiare potesse far cambiare idea alle gambe.

Alla porta nessuno piange davvero: ci si promette che sarà poco, che “tanto torni spesso”. È una bugia gentile. Senza, non si avrebbe il coraggio di scendere le scale. La stazione (o l’aeroporto, cambia poco) è il primo luogo dove capisci che stai diventando altro. Treni che partono puntuali (a volte), valigie identiche alla tua, facce concentrate su un futuro che non ti riguarda ancora. In quel momento sei leggero, quasi euforico. Non sai che stai lasciando più di quanto porti via. Leggi tutto

Be part of the legend: storie di montagna

Le Dolomiti non spiegano. Accusano.

Ci sono montagne che rassicurano. Le Dolomiti no.
Le Dolomiti ti fissano. E mentre le guardi ti rendi conto che non sei tu a osservarle: sono loro che ti stanno misurando. Da sempre. Non sono nate per il turismo, né per le cartoline. Sono nate come monito.
E le loro leggende non sono racconti da tramandare ai bambini prima di dormire, ma atti di accusa contro l’uomo, contro la sua arroganza, la sua fretta, la sua incapacità di custodire ciò che ama.

Raccontarle oggi non è folklore. È un gesto politico. È ricordare che esistono verità che non si piegano. Leggi tutto

Oltre Narvik: viaggio nel cuore del Nord tra orsi, Sami e Mare Artico

Autunno in anticipo

Nel Nord della Norvegia, l’autunno arriva quando in Europa è ancora estate.

A fine agosto, tra Narvik e Tromsø, il paesaggio si trasforma in un mosaico di rossi, gialli e arancioni intensi.

Le betulle si accendono come fiamme, i licheni si stendono sui massi come tappeti di velluto. L’aria, tagliente e pura, preannuncia l’inverno che incombe.

È una stagione breve e struggente, quella che i norvegesi chiamano høst: la stagione in cui la luce comincia a fuggire e tutto si prepara al lungo sonno del Nord.

La strada da Narvik verso Tromsø è una delle più affascinanti della Norvegia settentrionale. Corre tra fiordi profondi e montagne che sembrano nascondere segreti. È un tratto di E6, l’arteria che attraversa tutto il Paese, ma qui diventa qualcosa di diverso: un filo d’asfalto che lega civiltà e natura in un equilibrio quasi mistico. Leggi tutto

La principessa e il mare

L’atmosfera e l’arrivo della principessa

Durante l’ultima Milano Fashion Week, un angolo – o per meglio dire un intero piano – di Corso Venezia 47 è stato trasformato nel palazzo reale di Bangkok dove l’aria vibra di luce e d’incenso. È diventato il momentaneo atelier Sirivannavari, uno spazio dove i tessuti appesi ai manichini sembrano creature sospese, pronte a prendere vita.

Sirivannavari Nariratana Rajakanya, principessa della Thailandia, emana un’aura che si percepisce ancor prima che parli. Quando è entrata durante la presentazione della sua nuova collezione, i suoi movimenti hanno trasmesso una calma quasi monastica, ma si è intravista anche una qualità sorprendentemente concreta: la consapevolezza di aver scelto di dedicarsi con impegno a generare bellezza. Leggi tutto

Le Lofoten, dove la bellezza diventa ferita

Il mondo finisce così: non in un’esplosione, ma in un silenzio.

E quel silenzio io l’ho trovato qui, alle Lofoten. Non un silenzio qualsiasi, ma quello artico: feroce, assoluto, un vuoto che pesa come piombo e che non consola. È un silenzio che ti inchioda al paesaggio, ti sputa addosso la verità che sei piccolo, ospite, fragile.

Abbiamo guidato lungo la costa come chi segue una cicatrice sulla pelle della terra. Curve e controcurve, l’asfalto stretto tra il mare e montagne che si alzano improvvise, nere, verticali, come coltelli piantati nell’acqua. Qui niente è morbido: il vento taglia, l’acqua taglia, persino la luce taglia.

È autunno, e in Norvegia è un tempo di transizione, un’attesa silenziosa prima dell’inverno. Per noi, che veniamo dal sud, diventa uno spettacolo di colori arrugginiti, cieli bassi e nuvole che sembrano volerci schiacciare. Leggi tutto

Pellizza da Volpedo a Milano: la mostra che racconta l’Italia del Quarto Stato

C’è un’Italia che marcia compatta verso il futuro, fissata in un’icona che tutti conosciamo: Il Quarto Stato.

Oggi, quell’Italia torna a raccontarsi a Milano con la grande mostra Pellizza da Volpedo. I capolavori, allestita alla Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Villa Reale dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026.

Un evento che ha il sapore della riscoperta. Perché, da più di un secolo, Milano non dedicava una grande monografica a Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), artista divisionista e pittore del sociale, che seppe trasformare contadini e lavoratori in protagonisti di una tela universale.

L’eredità di un’Italia in cammino

Parlare di Pellizza significa parlare di un’Italia che si affacciava al Novecento con le sue contraddizioni: il sogno del progresso, le lotte per i diritti, la dignità delle masse popolari.

Il Divisionismo, con i suoi fili di luce, diventa nelle mani del pittore alessandrino più che una tecnica pittorica. Il suo è un linguaggio morale, uno strumento che restituisce splendore a volti segnati dalla fatica. Leggi tutto

Armani: l’uomo che ha vestito l’Italia di sobrietà

C’è un’Italia che si riconosce in Armani. Non l’Italia delle pacchianerie, non l’Italia delle piazze urlanti, ma quella che cerca la bellezza nel silenzio, nella compostezza, nella misura. Giorgio Armani, da più di mezzo secolo, incarna questo volto discreto e raro del Paese: l’Italia che non ha bisogno di strepitare per farsi guardare.

L’eleganza come rivoluzione

Quando è apparso, Armani ha tolto peso alle spalle degli uomini e delle donne. Letteralmente.

La giacca destrutturata è stata una rivoluzione gentile: ha smontato i rigidi schemi maschili e, insieme, ha dato alle donne un’arma nuova. Non più il tailleur maschile cucito addosso alle donne per farle sembrare uomini: era ed è un abito che dice femminilità e potere allo stesso tempo. Armani è riuscito dove altri hanno fallito: liberare senza mascherare.

Un’etica dello stile

La sua grandezza non sta soltanto nel disegno. Sta nell’aver imposto un’etica. Armani ha insegnato che l’eleganza è sobrietà, che lo stile non ha bisogno di gridare, che la seduzione non passa dall’eccesso. In un mondo che da anni corre verso il fast fashion, tra le provocazioni inutili e il rumore dei social, lui è rimasto fedele alla sua idea: il bello dura, il bello resiste, il bello non si svende. Leggi tutto

Oggetti del desiderio e le storie dal lusso all’incanto

Nel cuore delle aste, dove il bello diventa memoria e lo stile diventa storia

Era una sera di giugno a Parigi.

Nella penombra dorata della sala d’aste di Artcurial, l’aria era sospesa, come trattenuta da un respiro collettivo. Un battito di martelletto ed ecco la cifra: € 98.500. Per una borsa. Ma non una qualsiasi. Era una Birkin di Jane Birkin, in pelle martellata, vissuta, graffiata, quasi stanca – proprio come l’avrebbe voluta lei. Un oggetto che, se potesse parlare, racconterebbe anni di viaggi, figli sulle spalle, canzoni mai finite. Non è solo pelle e cuciture: è tempo, storia, emozione compressa.

È questo ciò che accade quando il lusso incontra la memoria. Gli oggetti si spogliano della loro funzione pratica e si vestono di significati. Non sono più accessori o arredi: diventano reliquie laiche, piccoli totem che portano con sé il peso lieve della bellezza e la solennità dell’esperienza vissuta. Leggi tutto

Come Londra omaggia Elsa Schiaparelli

Al V&A Museum una mostra dedicata a Elsa Schiaparelli: “Fashion Becomes Art”

Londra, primavera 2026 – Il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra presenta Fashion Becomes Art, una mostra evento dedicata alla stilista italiana Elsa Schiaparelli. Per la prima volta nel Regno Unito, una retrospettiva celebrerà l’eredità di una delle figure più rivoluzionarie della storia della moda.

L’esposizione guiderà i visitatori in un viaggio affascinante, dalla Parigi degli anni Venti fino alle collezioni contemporanee firmate da Daniel Roseberry, con una retrospettiva imperdibile sulla moda come forma d’arte.

Elsa Schiaparelli, il genio visionario tra moda e surrealismo

Nata a Roma nel 1890, Elsa Schiaparelli visse un’adolescenza turbolenta. Dopo varie avventure giovanili, si trasferì a Parigi dove il suo incontro con il couturier Paul Poiret segnò l’inizio di una carriera straordinaria. Leggi tutto

ADLER Lodge Alpe: vicino alle stelle

Le notti che non si dimenticano: lo stargazing secondo ADLER Lodge ALPE

C’è un luogo – e non è leggenda – dove la notte ha ancora il coraggio di essere buia. Dove le stelle, anziché contendersi un angolo del cielo con i riflessi invadenti della civiltà, si prendono la scena con l’eleganza sobria e antica di un teatro a luci spente. Questo luogo, che sembra uscito dalla penna di un poeta romantico con il passo lento e la coperta sulle spalle, si chiama ADLER Lodge ALPE ed è una perla discreta incastonata nell’altopiano dell’Alpe di Siusi, nel cuore della Val Gardena.

Siamo a 1.800 metri di altitudine, là dove l’aria diventa carezza e la fretta si perde come nebbia all’alba. A dominare il paesaggio, le severe e affascinanti cime del Sassolungo e del Sassopiatto, che – perdonate la confidenza – sembrano fare da sentinelle a un piccolo paradiso terrestre. Lì, ADLER Lodge Alpe non è da considerarsi un rifugio alpino, anche perché non lo è, ma un invito garbato a riscoprire una dimensione perduta: quella del silenzio, della meraviglia, del cielo. Leggi tutto

Fatte su misura: a Milano l’esposizione che fonde arte, legalità, ingegneria

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha inaugurato il 21 giugno 2025 Fatte su misura, esposizione che fonde arte, legalità e ingegneria. E restituisce al pubblico un’auto d’epoca coinvolta in un’indagine giudiziaria internazionale.

Il secondo piano del Museo si trasforma. La galleria, un tempo neutra, diventa teatro e confessionale. Le luci scolpiscono le curve come farebbero in un set cinematografico.

Ma non c’è finzione, stavolta. C’è giustizia. Storia. C’è una macchina – un’Alfa Romeo 8C 2900 B Berlinetta Touring del 1938 – che non è solo un’icona dell’ingegneria italiana: è una testimone. Leggi tutto

Quando la Vespucci incontra la 1000 Miglia

Un incontro simbolico nel cuore di Livorno

Il 7 giugno 2025, nel porto di Livorno, è andato in scena qualcosa di più di una conferenza stampa. È andato in scena un rito. A bordo dell’Amerigo Vespucci, la più bella nave del mondo — e non è retorica, lo dicono i marinai di ogni latitudine — è stato annunciato il passaggio della 1000 Miglia 2025 all’interno dell’Accademia Navale. Due icone, una del mare, l’altra dell’asfalto, si sono strette la mano sotto il cielo salmastro della costa toscana.

Un veliero, un tempio galleggiante

Varata nel 1931, la Nave Scuola Amerigo Vespucci non è solo un vascello: è una cattedrale sul mare. Tre alberi maestosi, vele come ali, la prua che taglia l’acqua con l’orgoglio di chi sa da dove viene. Porta il nome dell’esploratore che ha dato il nome all’America, e non per caso. Questa nave educa i giovani ufficiali della Marina Militare, ma anche chi la guarda. Insegna la bellezza della disciplina, la dignità della divisa, l’eternità dei valori. Leggi tutto

Il lusso che si fa mecenate: Zegna e Bvlgari tra bellezza e responsabilità

In un’epoca in cui tutto sembra sciogliersi come cera al sole, in cui le parole perdono peso e l’arte rischia di diventare solo un filtro in Instagram o una posa da vernissage, due nomi dell’eccellenza italiana – Bvlgari e Zegna – si ribellano al nulla. Sì, si ribellano. Perché oggi sostenere l’arte è un atto di rivolta. Di dignità. Di memoria. È dire no alla bruttezza che ci assedia. È rifiutare il cinismo di chi vede nell’arte solo un costo o una decorazione.

Contro l’amnesia del presente

Chi sono questi due marchi? Non solo imprese. Non solo lusso. Sono identità. Bvlgari è Roma, è la pietra incastonata nel tempo, è l’oro che racconta storie. Zegna è Biella, è la lana che diventa eleganza, è la montagna che si fa cultura. Ma soprattutto – oggi più che mai – sono testimoni di una verità scomoda: l’impresa ha un’anima. E un dovere. Quello di coltivare la bellezza. Non quella effimera, vendibile, modaiola. Ma quella vera. Quella che educa, che punge, che salva. Leggi tutto

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