Magnifica eleganza tra arte e moda, da Giambattista Tiepolo fino ai costumi di Danilo Donati

Tra le tante mostre interessanti in apertura questo mese, c’è un’esposizione che fa intersecare l’arte e gli artisti del XVIII secolo con la moda. Sarà ospitata dalla Fondazione Paolo e Carolina Zani e si intitola Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda.

La mostra è in cartellone dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 e avrà luogo nella nuova Sala Esposizioni della Casa Museo di Cellatica, in provincia di Brescia. Riunirà opere di Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi e Pietro Antonio Rotari, affiancate da abiti d’epoca originali e dai costumi realizzati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini, premiati con l’Oscar nel 1977.

Mentre attraversa il lento declino del proprio potere economico e politico, la Repubblica di Venezia, detta anche Serenissima, conquista l’Europa con un’altra forma di supremazia: viene riconosciuta come capitale mondana. Ed è questo il contesto dal quale prende avvio la mostra. Leggi tutto

Con il Festival Medievale, il borgo di Hita in Spagna ritorna al Trecento

Il borgo di Hita si trova nella comunità autonoma spagnola della Castiglia-La Mancia. Qui viene celebrato, sabato 4 luglio, l’evento principale della 64° edizione del Festival Medievale di Hita. Un viaggio nel tempo in cui la precisione storica, le nozze letterarie di Don Melón e Doña Endrina (ovvero i protagonisti del Libro de Buen Amor, opera del poeta Juan Ruiz, Arciprete di Hita, composto nel 1330) e il teatro sotto le rovine di San Pedro dimostrano perché questo evento, oltre a essere un Festival di Interesse Turistico Nazionale, aspira a diventarlo anche a livello internazionale.

Da segnalare che Hita fa parte del ristretto gruppo dei “borghi più belli di Spagna”. Leggi tutto

Per chiudere il Pride Month 2026, la parola va a Maurizio Andreuccetti

Un paio di settimane fa, facendo l’abituale rassegna stampa quotidiana, sono incappata in un titolo di BoF – Business of Fashion, uno dei magazine più importanti e prestigiosi in ambito moda. Il titolo dell’articolo ha subito catturato la mia attenzione: For Some Brands, Pride Month Is Sexy Again.

Labels like X and XX have moved on from bland rainbows to more daring takes on Pride Month, spiega l’editor Austin Kim nel sottotitolo. E io ho sorriso, lo confesso. Non di Kim, per carità, ma perché ho pensato che, esattamente un anno fa, eravamo più o meno nella stessa situazione, BoF e la sottoscritta, ovvero entrambi impegnati a interrogarci circa il posizionamento dei brand di moda rispetto al Pride Month.

E, un anno fa, avevo sostenuto una tesi precisa: i brand di moda avevano e hanno perso interesse verso l’evento che festeggia l’orgoglio della comunità LGBTQIA+. Con un tocco di malizia (o piuttosto di realismo?), imputavo e imputo tale minor interesse a un calo di redditività. Puro opportunismo, in parole povere: nel momento in cui tale argomento è diventato scomodo (vedere clima generale) e quindi potenzialmente meno redditizio, la moda ha pensato bene di rivolgere lo sguardo altrove. Leggi tutto

Prorogata a Fontanellato (PR) la mostra dedicata a Erté, grande esponente dell’Art Déco

Fin dal giorno dell’inaugurazione (ovvero lo scorso 28 marzo), la nostra rubrica A glittering calendar ha dato notizia di una mostra preziosa in corso al Labirinto della Masone di Fontanellato, in provincia di Parma. Tale mostra si intitola Erté – Lo stile è tutto ed è stata pensata per far conoscere meglio la figura di Erté, uno dei massimi esponenti dell’Art Déco.

L’esposizione offre infatti un’ampia rilettura della sua opera, restituendone la complessità e la modernità. Propone un’attenta selezione della vasta produzione dell’artista, con particolare attenzione alle opere realizzate tra gli anni Dieci, Venti e Trenta del Novecento. Questo è infatti considerato il periodo più originale e fortunato della sua lunga attività. Leggi tutto

The Gentleman – Stile e Gioielli al maschile: è uscito il libro scritto da Mara Cappelletti

A Milano, precisamente a Palazzo Morando, è in corso una mostra intitolata The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, aperta fino a domenica 27 settembre 2026.

Attraverso pezzi originali e documenti, i due curatori, la storica del gioiello Mara Cappelletti e Gian Luca Bovenzi per la parte moda, invitano a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento maschile. Sono esposti oggetti iconici firmati da brand del calibro di Buccellati, Bvlgari, Cartier, Damiani. Non mancano realtà creative e artigianali tra cui Cusi di Corso Monforte, Grimoldi, James Rivière, Margherita Burgener, Milano Jewels e Lucilla Giovanninetti. Leggi tutto

Essere Emily Charton nel 2026

Da Il Diavolo veste Prada 2 al burnout glamourizzato: Emily Charton diventa il simbolo di una generazione di donne cresciute tra performance, ambizione e paura di essere sostituibili.

Ci avevano detto che potevamo avere tutto.
La carriera. L’indipendenza. Il riconoscimento. La libertà di diventare qualsiasi cosa desiderassimo.

Nessuno ci aveva spiegato che, per ottenerli, avremmo dovuto diventare instancabili.

Ci sono ragazze che cenano alle undici di sera con il computer ancora acceso accanto al piatto, senza nemmeno controllare davvero cosa stanno mangiando. Prima rispondi, meglio è. Sempre efficienti. Sempre reperibili. Ogni giorno sul pezzo. Ragazze che hanno imparato ad associare il silenzio di una mail alla paura di non essere abbastanza importanti da ricevere risposta. Leggi tutto

Mi occupo di editoria & moda e ho visto Il diavolo veste Prada 2

Venerdì sera sono stata al cinema a vedere Il diavolo veste Prada 2.

Lo preciso subito: ciò che state per leggere non ha la pretesa di essere una recensione degna di un critico cinematografico. È semplicemente la riflessione di una persona che vive da vicino il mondo dell’editoria e della moda. E che, tra l’altro, non vuole imporre il suo punto di vista a nessuno.

Poi, una rassicurazione: eviterò di dare troppi dettagli circa la trama. Prima di tutto perché credo che praticamente la conoscano tutti. E poi desidero evitare il più possibile gli spoiler, trattandosi di un film appena uscito.

Dirò quindi solo lo stretto necessario nell’ottica dei ragionamenti che desidero fare. Credo, per esempio, di poter dire che c’è subito una differenza tra il primo film e questo. Il diavolo veste Prada 1 è particolarmente incentrato su abiti pazzeschi e su quanto terribile sia Miranda Priestly, l’influente e tirannica direttrice della rivista di moda Runway. Il Diavolo veste Prada 2 si avventura in un territorio diverso: lo stato in cui versa l’editoria a distanza di vent’anni. Leggi tutto

Amore tossico, quando il cuore diventa una prigione – di Barbara Fabbroni

A glittering magazine dà spazio a un contributo di Barbara Fabbroni, criminologa, psicologa e psicoterapeuta. L’intervento è incentrato su un tema di grande attualità e rilevanza sociale: l’amore tossico e le dinamiche della dipendenza affettiva. Il testo affronta i meccanismi psicologici che caratterizzano le relazioni disfunzionali, offrendo una chiave di lettura chiara e accessibile. L’approccio di Barbara Fabbroni si distingue per un’attenta valutazione e per l’esperienza clinica maturata come psicologa e psicoterapeuta, in particolare nel trattamento delle dipendenze affettive e delle psicopatologie di coppia. La parola, dunque, va a lei.

 

Ci sono amori che…

Ci sono amori che ti fanno respirare più forte e, poi, ci sono amori che ti tolgono l’aria.

Non arrivano con violenza, all’inizio. Arrivano con intensità, con promesse, con quella sensazione elettrica che scorre sotto pelle e ti fa dire «È lui. È diverso. È speciale. Questa volta è quello giusto». Leggi tutto

Istanbul: l’Eredità di Bisanzio e il Regno dei Falsi di Lusso

Di Federica Latorre

“Niente è così ingannevole come un’apparenza ben riuscita.” — Nicholas Chamfort

A prima vista, il Gran Bazar di Istanbul è la materializzazione estetica di un sogno ottomano: un dedalo di arcate, spezie, tappeti, laboratori artigiani e botteghe colorate. Avviato nel XV secolo, questo microcosmo commerciale è stato per secoli un crocevia tra Est e Ovest, tra mercanti persiani, veneziani e greci ionici. La sua esistenza stessa è una testimonianza vivente della globalizzazione ante litteram. Eppure, tra le sue volte ornate e i corridoi affollati, oggi soffia un altro vento — uno più prosaico e profondamente moderno: il falso di lusso. Leggi tutto

Heritage, trasmissione e identità nella moda contemporanea: appropriazione culturale e genealogie femminili

Di Federica Latorre

Il tempo cucito addosso

La moda è, prima di tutto, un atto di memoria. Ogni abito porta con sé un tempo che non gli appartiene: un gesto ripetuto, una tecnica tramandata, una storia silenziosa. Prima di essere linguaggio visivo, la moda è una pratica antica, fatta di mani che cuciono, di corpi che ricordano.
Esiste un filo invisibile che attraversa la storia della moda. Non è fatto di seta o di lino, ma di gesti reiterati, di mani che hanno imparato a trasformare la materia in significato.
In molte culture antiche, tessere non era decorazione, ma un atto fondativo: significava creare ordine, trattenere il tempo, raccontare il mondo. Leggi tutto

Esce il 30 gennaio Che cosa pensano le ragazze di oggi? di Gianmichele Laino

Oggi, quando si cita La Zanzara, il pensiero di molti va subito all’omonimo programma radiofonico di Giuseppe Cruciani con David Parenzo. Ma, molto prima, La zanzara è stato il giornale studentesco del liceo classico Parini di Milano. Ed è proprio il titolo di quel giornale a essere stato ripreso da Cruciani per la sua trasmissione.

Fondata nel 1945, la rivista ha avuto nella sua storia giovani redattori divenuti poi firme importanti del giornalismo, tra cui Walter Tobagi. È balzata agli onori della cronaca per uno scandalo scoppiato nel 1966.

Il 14 febbraio 1966, La Zanzara pubblica un’inchiesta: si intitola Che cosa pensano le ragazze d’oggi? e parla di amore, contraccezione, matrimonio, ruolo della donna, educazione sessuale. Le risposte date dalle studentesse accendono immediatamente una scintilla destinata a infiammare tutto il Paese. Parte una denuncia per oscenità da parte di alcuni gruppi di genitori ed esce un articolo del Corriere Lombardo, sei colonne che rilanciano lo «scandalo al Parini». L’educazione sessuale viene considerato un argomento osceno; inoltre, tutte le intervistate sono minorenni. Leggi tutto

Londra si prepara ai BAFTA 2026

Londra, dove il cinema indossa il frac (e l’alta moda)

A Londra, nel cuore dell’inverno, c’è un momento preciso in cui la città sembra rallentare il passo. I taxi neri scivolano sull’asfalto umido, il West End si accende di riflessi dorati e il cinema, per una sera, decide di vestirsi come si conviene.
È la stagione dei BAFTA, quando lo schermo incontra l’alta moda e il talento sfila, con studiata nonchalance, su uno dei tappeti rossi più osservati e meno urlati del mondo.
Perché ai BAFTA non si ostenta: si indossa. Con misura. Consapevolezza. Con quella discrezione tutta britannica che trasforma l’eleganza in linguaggio.

Quando la Gran Bretagna decise di premiarsi

Era il 1947 quando, in un Paese ancora segnato dal dopoguerra, il cinema divenne una forma di ricostruzione morale. Fondare la British Academy of Film and Television Arts significava affermare un principio quasi rivoluzionario: la cultura non è un lusso da tempi migliori, ma una necessità permanente. Leggi tutto

Rosa Genoni in Valtellina, un progetto che va alle origini del Made in Italy

Si avvicina l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali o Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione globale a partire dal 6 febbraio. Entra nel vivo anche il calendario culturale che accompagna l’evento sportivo e, tra gli eventi interessanti, ne figura uno particolarmente legato alla storia del costume e della moda: si tratta di Rosa Genoni in Valtellina, alle origini del Made in Italy.

Rosa Genoni (1867-1954), tiranese di nascita, torna nelle sue terre di origine grazie alla reinterpretazione artistica della ricamatrice Barbara Trestini Trimarchi, sua concittadina. Il progetto Rosa Genoni in Valtellina è un evento diffuso che avrà luogo tra Sondrio, Tirano, Grosio, Bormio, ideato e curato da Elisabetta Invernici, storica del costume e giornalista. Si parte da Sondrio con l’inaugurazione di sabato 24 gennaio per poi concludere nello stesso luogo domenica 22 febbraio 2026. Leggi tutto

Louis Vuitton festeggia i 130 anni della tela LV Monogram

1896 – 2026: sono trascorsi esattamente centotrenta anni dalla nascita di uno degli elementi più distintivi di Louis Vuitton, ovvero la tela LV Monogram.

Ho letto un’intervista interessante fatta a Pietro Beccari, presidente e amministratore delegato di Louis Vuitton e della divisione moda del gruppo LVMH. A firmarla è Paola Pollo per il Corriere della Sera. Tanti elementi, in questa intervista, hanno catturato la mia attenzione.

Spiegando il successo della tela LV Monogram, Beccari usa parole che amo, come durabilità e tradizione e, contemporaneamente, parla di versatilità, di dinamismo e del bisogno di essere contemporanei. Parla di bellezza che attraversa il tempo. Racconta anche che Louis Vuitton non vuole «solo vendere prodotti» ma vuole essere anche «una marca culturale e un lifestyle» – e su questo concetto tornerò poi, lo prometto.

Arriva poi la frase fondamentale, pronunciata quando Paola Pollo fa notare come la moda non stia vivendo un momento facile, nemmeno per celebrare un anniversario importante come questi centotrenta anni. Leggi tutto

The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, un’esplorazione del rapporto tra uomo e ornamento

Palazzo Morando, il museo milanese dedicato al costume e alla moda, ospita la mostra intitolata The Gentleman – Stile e gioielli al maschile, aperta nelle sale espositive del primo piano da venerdì 16 gennaio a domenica 27 settembre 2026.

Attraverso pezzi originali e documenti, i due curatori della mostra, la storica del gioiello Mara Cappelletti e Gian Luca Bovenzi per la parte moda, invitano a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento maschile.

Perché visitare questa mostra? Perché l’ornamento maschile è un ambito talvolta trascurato, sebbene rappresenti un importante e interessante capitolo della costante evoluzione del costume.

In passato, l’immagine esteriore è stata estremamente rappresentativa della condizione o della posizione sociale di ogni uomo e ogni donna. Comprendere il rango di una persona era facile: bastava osservare i suoi abiti oppure i gioielli che indossava. Pensiamo, per esempio, ai ritratti di re e regine: uno degli elementi più immediatamente riconoscibili del loro status era proprio un gioiello, ovvero la corona. Leggi tutto

Reinas: La bellezza come potere e il potere come bellezza – Il racconto di Fabiola Ferrero alla Triennale di Milano

Di Federica Latorre

Alla Triennale di Milano, l’arte e la cultura venezuelane si incontrano in un’esposizione che va ben oltre la semplice documentazione fotografica. Reinas, la mostra di Fabiola Ferrero, si presenta come una riflessione profonda e articolata sul culto della bellezza in Venezuela, un Paese in cui il corpo, la pelle e l’immagine sono da sempre strumenti di costruzione del potere. Una potente connessione tra estetica, politica e petrolio, che segna il destino di un’intera nazione.

Fabiola Ferrero, con il suo approccio fotografico incisivo, non si limita a documentare la bellezza come fenomeno superficiale, ma ne scava l’anima, mettendo in luce la sua relazione simbiotica con il potere politico e l’influenza che la ricchezza petrolifera ha avuto nella costruzione di un’immagine collettiva di sé. Leggi tutto

Il 2025 della moda, un bilancio tra tante domande e poche risposte

Il 2025 è stato un anno complesso e turbolento.

La moda è da sempre uno specchio della società e dunque non fa altro che restituirci il riflesso della situazione globale, perché è molto più di ciò che indossiamo. Per esempio, è un’industria che dà lavoro a moltissime persone in ogni parte del mondo.

Anche per il sistema moda, dunque, è stato un anno particolarmente impegnativo e segnato da stravolgimenti strutturali, tra vendite e acquisizioni più o meno inaspettate e continui cambiamenti di direttori creativi. Non mancano poi i peccati capitali, dal caporalato al greenwashing passando per questioni come l’appropriazione culturale.

In questo editoriale di fine anno, provo a ricapitolare le questioni lasciate aperte da un 2025 che ha posto molte domande e offerto poche risposte.

Il 2026 eredita un compito: cercare le risposte a queste e altre domande. Leggi tutto

Art Women Circle: storie d’arte, libertà e resistenza in reel via social

Cristiana Capotondi, Giovanni Caccamo, Valentina Marchei, Jacopo Veneziani, Angela Rafanelli, Camila Raznovich: sono alcune delle amiche e alcuni degli amici protagonisti di Art Women Circle, una serie di video pensati per dare volto e voce a straordinarie donne dell’arte, da Artemisia Gentileschi a Peggy Guggenheim.

Art Women Circle è il nuovo progetto di The Circle Italia Onlus, un network di donne che si impegna, a titolo volontario e gratuito, a favore di donne che vivono in situazioni di difficoltà nel mondo. Un cerchio, appunto, che mette a disposizione competenze e tempo per ideare, realizzare, sostenere raccolte fondi e campagne di sensibilizzazione. Leggi tutto

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