Fashion Magazine, quando una testata chiude è una sconfitta per tutti

Nel mio lavoro, le fonti di informazione sono fondamentali e dunque vanno accuratamente selezionate.

Le fonti più importanti sono i diretti protagonisti delle notizie di cui mi occupo: aziende, brand, creativi, artigiani, artisti, istituzioni museali. A completare questo panorama ci sono le agenzie di stampa, come ANSA, e infine le testate di informazione specifiche del settore. Le newsletter di queste ultime, insieme ai comunicati che ricevo quotidianamente dagli uffici stampa dei protagonisti di cui sopra, mi aiutano ad avere un preciso quadro della situazione. Mi permettono di capire in quale direzione stiamo andando, cosa si sta muovendo e, conseguentemente, mi aiutano a scegliere di cosa occuparmi.

Qualche giorno fa, ho notato una cosa strana: non stavo ricevendo una delle newsletter a cui sono iscritta, quella di una testata che si chiama Fashion Magazine, una delle più importanti e autorevoli del settore. Leggi tutto

Papa Leone XIV nella Vogue’s 55 Best Dressed People of 2025: chi lo veste?

Dicembre è il mese in cui si fanno buoni propositi, proprio come in settembre. Si fanno anche pronostici per l’anno nuovo e non mancano, naturalmente, i bilanci, con tutto il meglio (e a volte anche il peggio) dell’anno che sta per finire.

La rivista Vogue, per esempio, stila varie classifiche e una delle più attese è, senza dubbio, quella delle personalità meglio vestite dell’anno. Nella classifica 2025 c’è un nome forse inaspettato per molti: Papa Leone XIV.

«Known for: breaking with the humble tastes of his predecessor, Pope Francis—but keeping his tailor and maintaining the papal legacy for fine-fitting liturgical vestments»: così recita la motivazione. Leggi tutto

La linea sottile tra apprezzamento e appropriazione culturale

Viviamo in un mondo sempre più complesso e in cui, proprio per questo motivo, diventa talvolta difficile distinguere vizi e virtù. Basti pensare, per esempio, a quanto succede nella moda: pare che tutti si ispirino a tutti. Chi si è ispirato a chi? Oppure… chi ha copiato chi?

La questione assume connotazioni particolarmente rilevanti quando si parla di ispirazioni collegate a elementi fortemente identitari, capaci di connotare un popolo e la sua cultura. Mi riferisco alla questione dell’appropriazione culturale.

Dove finisce un apprezzamento sano e legittimo e dove inizia, invece, l’appropriazione culturale? Come si possono distinguere in modo chiaro, netto, definitivo? Leggi tutto

Photo Grant Deloitte 2025 mette in mostra i Contrasti in Triennale Milano

Triennale Milano presenta – fino al 25 gennaio 2026 – la mostra della terza edizione di Photo Grant Deloitte.

L’esposizione accoglie due progetti fotografici. Il primo è Hero, Father, Friend di Carlos Idun-Tawiah (classe 1997), fotografo e regista ghanese vincitore dell’edizione 2025, categoria Segnalazioni. Il secondo progetto è Reinas di Fabiola Ferrero (classe 1991), fotografa venezuelana vincitrice dell’edizione 2024, categoria Open Call. Viene presentata anche un’anteprima del progetto Go Live di Atefe Moeini (classe 1998), artista iraniana vincitrice dell’edizione 2025, categoria Open Call.

Istituito nel 2023, Photo Grant Deloitte si colloca tra i principali concorsi fotografici a livello internazionale. Si pone l’obiettivo di testimoniare visivamente le battaglie quotidiane legate al miglioramento dei diritti dell’uomo e al rifiuto di ogni forma di discriminazione. È promosso da Deloitte Italia con il patrocinio di Fondazione Deloitte, in collaborazione con Triennale Milano, la direzione artistica di Denis Curti e il team di BlackCamera.

Photo Grant Deloitte prevede ogni anno due sezioni distinte. Leggi tutto

Educare alla grammatica delle relazioni: il 25 novembre ripartiamo da qui

Ogni anno, il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Ogni anno, con immenso dolore e rabbia, ci troviamo davanti a dati allarmanti relativi a femminicidi e violenze.

Ogni anno, con un nodo alla gola, ci chiediamo cosa si debba fare per fermare questo abominio perpetuo.

Purtroppo non c’è una formula magica, non un algoritmo, niente di certo che ci garantisca il cessare di questo fiume di violenze. Un punto di partenza, però, ci può e ci deve essere. E l’inizio, forse, risiede proprio nell’estendere all’intera società una necessaria educazione sessuo-affettiva, nell’educare alla grammatica delle relazioni. Leggi tutto

Superfails è la serie sui più grandi fallimenti del genere umano e si guarda su Arte.tv

In un recente articolo, ho fatto una riflessione su come giovani e giovanissimi di oggi sappiano ammettere le loro paure e il loro malessere. Un malessere che è alimentato da fattori come i social network, la precarietà lavorativa, la crisi ambientale. La vita quotidiana dei ragazzi è costellata di aspettative, confronti, ansie da prestazione: si deve eccellere in tutto e subito, nello studio, nelle relazioni, nella cura di sé.

Eppure, l’aumento dei casi di ansia e depressione non è soltanto un segnale negativo; racconta anche come la Gen Z abbia – appunto – il coraggio per dichiarare se e quando non si sente bene. Parlare di ansia, depressione, burnout non è più un tabù. Se siamo fragili – sembrano dirci i ragazzi – è perché viviamo in un mondo che richiede troppo e offre poco. Anche perché, diciamolo chiaro e forte, non sono solo i ragazzi, oggi, a nutrire ansia da prestazione e paura del fallimento. Leggi tutto

La moda è superficiale? Ditelo ai sanculotti – e non solo a loro

Me lo dico da sola: sono noiosa. Perché – ancora una volta – torno sullo stesso argomento. Lo faccio, però, perché è una questione che mi sta molto a cuore.

Qual è? La moda e la superficialità di cui viene spesso tacciata. E sulla quale non sono assolutamente d’accordo.

«Bella forza – penserete giustamente voi – ti occupi di moda». È vero, ma se mi occupo di moda è in realtà proprio per questo, perché penso che non sia solo superficialità. E perché penso che ciò che indossiamo costituisca uno degli strumenti più potenti che possiamo usare per presentarci – e non mi riferisco a marchi o loghi. È un mezzo comunicativo che parla di noi prima ancora delle nostre stesse parole o dei nostri gesti. Che ci piaccia o no.

Un esempio? Lo psicologo polacco Solomon Asch (1907–1996) parlava del cosiddetto “effetto priming”. È il legame, quasi sempre inconsapevole, che si crea quando incontriamo qualcuno e precisamente il legame che si crea tra le informazioni preliminari e il giudizio che ne consegue. Leggi tutto

Bello oppure… “troppo bello!!!”

Troppo bello: quante volte abbiamo utilizzato questa espressione? Ma quanto in realtà ci soffermiamo sul suo vero e concreto significato? E potrà mai esistere qualcosa tanto bello da essere definito “troppo”?

Per poter rispondere a queste domande, bisogna partire dall’argomento che ha sempre scatenato numerosi dibattiti: la bellezza.

Sin dall’antichità, si è sempre cercato di dare un significato universale alla parola, cercando di individuare dei canoni entro i quali considerare bello qualcuno o qualcosa.

Questa ricerca è stata declinata, per esempio, in ogni forma d’arte. Basti pensare a sculture come il Dorìforo o il Discobolo, emblemi della bellezza classica, quella perfettamente equilibrata e simmetrica. Tali sculture rispecchiano la spasmodica ricerca della perfezione che ha accompagnato il genere umano fino al giorno d’oggi. Leggi tutto

L’evoluzione della pubblicità fino a un (mio) esperimento di oggi

In questi ultimi mesi, mi sono dedicato allo studio dei diversi metodi di comunicazione della moda. Mi sono così accorto di come l’essere umano abbia intrinseco il bisogno di esprimere i propri sentimenti e le proprie opinioni cercando di utilizzare il canale migliore a seconda della situazione e dell’argomento affrontato.

L’uomo antico e l’uomo moderno sono accomunati da un utilizzo significativo della parola scritta, considerandola come un’opera d’arte destinata a rimanere immutata nel tempo.

Il mondo pubblicitario rientra alla perfezione in questa visione, confermandosi una vera e propria arte e migliorandosi sempre di più con il passare del tempo. “I soldi fanno girare il mondo”: tutti lo abbiamo sentito o pronunciato almeno una volta nella vita.

Forse, però, sarebbe più giusto affermare “I soldi CAMBIANO il mondo”. E se si analizza l’evoluzione della pubblicità a partire dall’Ottocento a oggi, si riesce a dare un senso a questa affermazione.

Proprio nell’Ottocento, la moltiplicazione e la definitiva diffusione di prodotti editoriali quali riviste e quotidiani ha cambiato per sempre il modo di comunicare i principali fatti che accadono ogni giorno. Leggi tutto

Moda e musica: quando lo stile detta il ritmo

Sin dagli albori della musica popolare moderna, l’aspetto esteriore degli artisti ha avuto un ruolo chiave tanto quanto la loro musica. L’abito non solo fa il monaco, ma spesso racconta una storia, crea un’identità e diventa parte integrante dello spettacolo.

Nel tempo, look e suoni si sono fusi fino a diventare inseparabili: band e artisti hanno usato la moda come mezzo di espressione, ribellione o strategia commerciale.

Ma chi sono stati i pionieri e chi ha saputo fondere meglio estetica e musica? Leggi tutto

Oggetti del desiderio e le storie dal lusso all’incanto

Nel cuore delle aste, dove il bello diventa memoria e lo stile diventa storia

Era una sera di giugno a Parigi.

Nella penombra dorata della sala d’aste di Artcurial, l’aria era sospesa, come trattenuta da un respiro collettivo. Un battito di martelletto ed ecco la cifra: € 98.500. Per una borsa. Ma non una qualsiasi. Era una Birkin di Jane Birkin, in pelle martellata, vissuta, graffiata, quasi stanca – proprio come l’avrebbe voluta lei. Un oggetto che, se potesse parlare, racconterebbe anni di viaggi, figli sulle spalle, canzoni mai finite. Non è solo pelle e cuciture: è tempo, storia, emozione compressa.

È questo ciò che accade quando il lusso incontra la memoria. Gli oggetti si spogliano della loro funzione pratica e si vestono di significati. Non sono più accessori o arredi: diventano reliquie laiche, piccoli totem che portano con sé il peso lieve della bellezza e la solennità dell’esperienza vissuta. Leggi tutto

Caporalato in ambito moda, ultimi casi e possibili soluzioni

Ci sono casi in cui preferirei avere torto. Lo dico sul serio, giuro.

Penso a quando apro uno di quei cosiddetti vasi di Pandora, ovvero quando scoperchio verità che fanno male. Preferirei essere smentita. Preferirei di gran lunga poter dire «ok, mi sono sbagliata, questa volta».

E invece no. Sembra quasi che ci sia un oscuro impegno, un accanimento. Non solo le peggiori previsioni risultano esatte, forse perché mi esprimo dopo aver ben osservato e dopo essermi accuratamente documentata. Viene addirittura dimostrato anche quel detto secondo il quale al peggio non esiste limite.

È ciò che sta accadendo da quando ho scritto l’articolo su ipocrisia e arroganza della moda. Per essere precisa l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di articoli su tali argomenti. L’articolo in questione, datato 2 luglio, parte dalla questione attuale dei dazi minacciati da Trump per focalizzarsi su una grande e scottante questione: la delocalizzazione e il suo vero prezzo, in termini sociali, culturali e, conseguentemente, anche economici. Leggi tutto

I Miei Primi 18 Anni, arriva in Italia il caso editoriale che ha conquistato l’Europa

Se avete letto i miei articoli precedenti, dedicati a costumi da bagno sostenibili e a strumenti musicali ricavati da tavole da surf, avrete forse pensato che la mia testa inizia a navigare verso le vacanze. Non vi siete affatto sbagliati.

E, per inciso, anche Francesca Soba, una delle validissime editor di A glittering woman, si è unita a questo mood. Avete letto il suo emozionante articolo su un luogo che si chiama Adler Lodge Alpe e su una pratica poetica che si può praticare lì, lo stargazing?

Ebbene sì, la nostra idea è quella di fornirvi, cari amici lettori, una serie di spunti da portare con voi in occasione delle prossime vacanze estive. Oggi, per esempio, inizio a suggerirvi dei libri. Mi è stato infatti sottoposto un prodotto editoriale di recente lancio. Mi ha molto incuriosita e quindi ho pensato di condividerlo. Leggi tutto

Come Londra omaggia Elsa Schiaparelli

Al V&A Museum una mostra dedicata a Elsa Schiaparelli: “Fashion Becomes Art”

Londra, primavera 2026 – Il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra presenta Fashion Becomes Art, una mostra evento dedicata alla stilista italiana Elsa Schiaparelli. Per la prima volta nel Regno Unito, una retrospettiva celebrerà l’eredità di una delle figure più rivoluzionarie della storia della moda.

L’esposizione guiderà i visitatori in un viaggio affascinante, dalla Parigi degli anni Venti fino alle collezioni contemporanee firmate da Daniel Roseberry, con una retrospettiva imperdibile sulla moda come forma d’arte.

Elsa Schiaparelli, il genio visionario tra moda e surrealismo

Nata a Roma nel 1890, Elsa Schiaparelli visse un’adolescenza turbolenta. Dopo varie avventure giovanili, si trasferì a Parigi dove il suo incontro con il couturier Paul Poiret segnò l’inizio di una carriera straordinaria. Leggi tutto

Ipocrisia e arroganza versus moda e lusso: qualche riflessione

Lo dichiaro subito, a scanso di equivoci. Non ho nessuna intenzione di scendere nel merito di ciò che sta accadendo nel mondo a seguito delle decisioni di Donald Trump sui dazi commerciali. Preferisco che a farlo sia chi si intende davvero di finanza e geopolitica.

Ciò di cui desidero parlare oggi è però in stretta connessione. È la grande ipocrisia nella quale abbiamo vissuto.

Perché parlo di ipocrisia? Torniamo a Trump e al fatto che i dazi da lui proposti potrebbero, tra l’altro, colpire il settore in cui mi muovo, ovvero tessile e abbigliamento, con tariffe elevatissime. La tensione economica che ne deriva sta generando scossoni a livello planetario e ha riacceso un dibattito: la reale geografia produttiva di moda e lusso.

È cosa nota a tutti come, negli ultimi mesi, numerosi fabbricanti cinesi abbiamo pubblicato video in cui denunciano proprio l’ipocrisia di un sistema che continua a vendere Made in Europe pur affidando, in realtà, la produzione ai loro stabilimenti. Leggi tutto

Pride Month, dall’opportunismo degli ultimi anni al silenzio (assordante) di oggi

L’ho notato. Ho notato che, dopo anni di roboanti campagne pubblicitarie, quest’anno i marchi dell’ambito moda (ma non solo) sono invece abbastanza silenziosi sull’argomento Pride Month.

Me ne sono accorta per un motivo ben preciso. Contrariamente agli ultimi anni, stavolta non sto ricevendo i soliti numerosi comunicati stampa che raccontano del lancio di capi e accessori a profusione e ad hoc. Tutto ciò è strano. Che ci sia forse un collegamento con il clima generale che viviamo, un clima sociale e politico dichiaratamente più conservatore (Trump vi dice qualcosa?) rispetto agli ultimi anni?

Ho notato e pensato tutto ciò, ma poi mi sono detta «ma no, Manu, dai, magari sei tu che sei un po’ esagerata».

Poi ho letto un articolo di BoF, The Business of Fashion, considerata da molti (a ragione) una delle più autorevoli testate in ambito moda a livello internazionale. BoF parla di come i brand siano passati a un approccio… più diplomatico, definiamolo così. «L’anno in cui il Pride è diventato beige»: è il titolo del loro articolo. «Con l’inizio del Pride Month, alcuni marchi hanno abbandonato gli arcobaleni per un’interpretazione più sobria dell’attivismo LGBTQ+» continuano poi gli editor Brennan Kilbane e  Liz Flora. Leggi tutto

Hallyu, in mostra a Zurigo l’onda coreana diventata fenomeno mondiale

La musica permea profondamente la nostra vita.

È praticamente ovunque. Saliamo in auto e accendiamo l’autoradio. Entriamo in un negozio o in un locale e, molto spesso, ci accoglie un sottofondo musicale. Canticchiamo, a volte quasi senza accorgercene, i motivi (o tormentoni) del momento. Quasi ognuno di noi ha un brano musicale collegato a un momento specifico della propria esistenza oppure a una persona. E forse non esiste una sola persona al mondo che non sia in grado di citare almeno un nome di cantante o musicista. È forse l’unica arte per cui accade tutto ciò: per esempio, molte persone sono invece completamente disinteressate alla pittura o alla scultura.

Ascoltiamo musica per rilassarci, per divertirci, per trovare ispirazione, per avere compagnia. La ascoltiamo quando siamo allegri e quando siamo tristi. Usiamo infatti l’espressione colonna sonora: una colonna è qualcosa che ha una funzione fondamentale. Sostiene e, allo stesso tempo, abbellisce. Leggi tutto

Art Déco: il trionfo della modernità

Milano riscopre l’eleganza che fece girare il mondo

C’è un’eleganza antica eppure eternamente giovane che, come un profumo raro, ogni tanto torna ad avvolgere il mondo: è l’Art Déco. Ed è proprio questo spirito a pervadere il cuore di Milano, dove il sontuoso Palazzo Reale ospita la mostra “Art Déco: Il trionfo della modernità”. L’esposizione è un viaggio colto e affascinante tra le pieghe scintillanti di un’epoca che, tra le due guerre mondiali, cambiò per sempre l’idea di bellezza.

Il Déco, nato alla grande esposizione di Parigi nel 1925 — e già nel nome un abile gioco di marketing ante litteram — fu il sigillo di una modernità lussuosa, geometrica, disinvolta. In queste sale milanesi, sotto gli stucchi dorati e i soffitti che ricordano una città orgogliosa del suo passato ducale, si compone una sinfonia di linee spezzate, curve seducenti, materiali preziosi. Leggi tutto

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