Le credenze vernacolari nell’era dei dispositivi tecnologici: intervista a Irene Mathilda Alaimo

Come si trasformano le credenze vernacolari nell’era dei dispositivi tecnologici? Lo racconta Irene Mathilda Alaimo, artista capace di riconnettere il contemporaneo con la ritualità. A intervistarla è Alice Taraboi, specializzata in Arti Visive e Studi Curatoriali.

 

Classe 2000, Irene Mathilda Alaimo è una giovane artista visiva di cui non si parla abbastanza.
Le sue opere, legate al misticismo e alla spiritualità, incarnano la comunione tra passato e presente, riconnettendo il contemporaneo con le ritualità che gli sono proprie.
Nata a Roma, Irene vive attualmente tra Venezia e la sua città natale, dopo essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Urbino e aver conseguito la laurea magistrale in Arti Visive allo IUAV di Venezia. Nell’ultimo anno, è stata selezionata come artista in residenza dalla Fondazione Bevilacqua La Masa, con la curatela di Camilla Mozzato. Leggi tutto

Per chiudere il Pride Month 2026, la parola va a Maurizio Andreuccetti

Un paio di settimane fa, facendo l’abituale rassegna stampa quotidiana, sono incappata in un titolo di BoF – Business of Fashion, uno dei magazine più importanti e prestigiosi in ambito moda. Il titolo dell’articolo ha subito catturato la mia attenzione: For Some Brands, Pride Month Is Sexy Again.

Labels like X and XX have moved on from bland rainbows to more daring takes on Pride Month, spiega l’editor Austin Kim nel sottotitolo. E io ho sorriso, lo confesso. Non di Kim, per carità, ma perché ho pensato che, esattamente un anno fa, eravamo più o meno nella stessa situazione, BoF e la sottoscritta, ovvero entrambi impegnati a interrogarci circa il posizionamento dei brand di moda rispetto al Pride Month.

E, un anno fa, avevo sostenuto una tesi precisa: i brand di moda avevano e hanno perso interesse verso l’evento che festeggia l’orgoglio della comunità LGBTQIA+. Con un tocco di malizia (o piuttosto di realismo?), imputavo e imputo tale minor interesse a un calo di redditività. Puro opportunismo, in parole povere: nel momento in cui tale argomento è diventato scomodo (vedere clima generale) e quindi potenzialmente meno redditizio, la moda ha pensato bene di rivolgere lo sguardo altrove. Leggi tutto

Lo stile è oltre la moda ne Il Diavolo veste Prada 2

The devil wears Prada 2 ovvero Il diavolo veste Prada 2 è uscito il 29 aprile nelle sale cinematografiche. Da subito, ha attirato i fan di Runway, incassando solo nel primo giorno ben più di 2 milioni di euro, con oltre 300.000 persone nei cinema italiani.

Il cast iconico del primo film torna al completo. Meryl Streep veste i panni di Miranda Priestly e ad Anne Hathaway va il ruolo di Andy SachsStanley Tucci interpreta il caro Nigel KiplingEmily Blunt si cala ancora una volta nella parte di Emily Charlton, ora non più assistente di Miranda a Runway: a inizio film lavora da Dior e, nel finale, da Coach.

Nonostante siano trascorsi vent’anni, tutti appaiono affascinanti come se il tempo non fosse passato. Leggi tutto

L’arte di prendersi cura di sé, mini guida per creare una self care routine

Passiamo le giornate a programmare le attività da fare. Custodiamo agende annotando date, appuntamenti, ogni appunto che dobbiamo tenere a mente. Quotidianamente gestiamo lavoro, vita personale, impegni, cerchiamo di essere sociali e organizziamo con estrema precisione ogni singolo giorno per riuscire a gestire tutto ciò che dobbiamo fare.

Nella miriade di impegni che abbiamo, a volte dimentichiamo di prenderci del tempo per fare “ciò che ci fa bene”. Che sia una camminata nella natura, un aperitivo improvvisato, leggere un libro oppure andare a vedere una mostra.

C’è del potere rigenerante e rasserenante nel fare qualcosa per noi stessi. Ma quanto tempo riusciamo a dedicarci o pensiamo di poterci dedicare durante le giornate? E il riferimento è a quel tempo in cui facciamo esattamente ciò che abbiamo bisogno di fare. Leggi tutto

Amore tossico, quando il cuore diventa una prigione – di Barbara Fabbroni

A glittering magazine dà spazio a un contributo di Barbara Fabbroni, criminologa, psicologa e psicoterapeuta. L’intervento è incentrato su un tema di grande attualità e rilevanza sociale: l’amore tossico e le dinamiche della dipendenza affettiva. Il testo affronta i meccanismi psicologici che caratterizzano le relazioni disfunzionali, offrendo una chiave di lettura chiara e accessibile. L’approccio di Barbara Fabbroni si distingue per un’attenta valutazione e per l’esperienza clinica maturata come psicologa e psicoterapeuta, in particolare nel trattamento delle dipendenze affettive e delle psicopatologie di coppia. La parola, dunque, va a lei.

 

Ci sono amori che…

Ci sono amori che ti fanno respirare più forte e, poi, ci sono amori che ti tolgono l’aria.

Non arrivano con violenza, all’inizio. Arrivano con intensità, con promesse, con quella sensazione elettrica che scorre sotto pelle e ti fa dire «È lui. È diverso. È speciale. Questa volta è quello giusto». Leggi tutto

Ridefinire il Gioiello decima edizione, Marina Chiocchetta premia Valentina Grotto

Il 7 marzo, al Museo del Bijou di Casalmaggiore, sono stati proclamati i vincitori della decima edizione di Ridefinire il Gioiello, evento dedicato al gioiello contemporaneo. I vincitori decretati dalla giuria hanno ricevuto i premi speciali dai partner culturali del progetto. A glittering magazine ospita oggi Marina Chiocchetta, artista e curatrice che ha assegnato un premio dedicato a formazione e mentorship.

 

Ho deciso di premiare Valentina Grotto, autrice di Mont Blanc Alpi e Mont Blanc Ghiacciaio, coppia di spille dedicate all’omonima montagna. Leggi tutto

Tu chiamala se vuoi magia… i classici Disney che rendono il Natale davvero Natale

Natale è quel periodo lì. Quello in cui certe nostalgie si fanno più forti, le mancanze le senti fin dentro le ossa, percorrono la parte più profonda di te e le percepisci come il freddo umido nelle notti invernali.

Ti mancano persone, forse luoghi, contesti e quella sensazione che provavi anni prima. Anni prima quando eri un bambino o una bambina. Ti addormentavi la sera del 24 dicembre, con tutte le emozioni che la notte della Vigilia porta con sé: Babbo Natale che sarebbe arrivato a portarti i regali che desideravi, li avresti scartati la mattina successiva con gli occhi curiosi di scoprire ciò che ti circondava. Subito dopo una tazza di latte e biscotti davanti ai tuoi cartoni preferiti. La magia del Natale.

E, come ogni magia, quando cresci, qualcosa svanisce per fare spazio a un Grinch, quest’anno, tra l’altro, protagonista di collezioni moda e partnership. Una tra tutte? Quella con McDonald’s. Leggi tutto

Milano, Piazza Portello: Xmas shopping meets wellness

Tra le domande più gettonate di questo momento dell’anno, subito dopo «cosa fai a Capodanno?», troviamo sicuramente «hai già preso i regali di Natale?».

Potremmo darvi qualche consiglio su come rispondere alle domande scomode dei pranzi o sui programmi per la notte del 31 dicembre, ma oggi preferiamo aiutarvi con i regali natalizi parlandovi di… udite, udite: i mercatini di Piazza Portello a Milano, in via Grosotto.

In questa zona, che è un centro commerciale all’aperto, durante il periodo natalizio, trovate graziose “casette” che vendono i più svariati prodotti: perfette gift ideas, ma anche autoregali originali.

Potete scoprire accessori handmade, lavorazioni in legno, vinili perfetti per gli appassionati di musica e molto altro. Leggi tutto

La linea sottile tra apprezzamento e appropriazione culturale

Viviamo in un mondo sempre più complesso e in cui, proprio per questo motivo, diventa talvolta difficile distinguere vizi e virtù. Basti pensare, per esempio, a quanto succede nella moda: pare che tutti si ispirino a tutti. Chi si è ispirato a chi? Oppure… chi ha copiato chi?

La questione assume connotazioni particolarmente rilevanti quando si parla di ispirazioni collegate a elementi fortemente identitari, capaci di connotare un popolo e la sua cultura. Mi riferisco alla questione dell’appropriazione culturale.

Dove finisce un apprezzamento sano e legittimo e dove inizia, invece, l’appropriazione culturale? Come si possono distinguere in modo chiaro, netto, definitivo? Leggi tutto

Qual è il nome di battesimo di Dior?

Si sente dire spesso che la critica di moda è morta – o comunque moribonda. E che lo è soprattutto tra le pagine dell’editoria di sistema, ovvero in quei giornali e in quelle riviste che fanno capo ai grandi gruppi editoriali.

Posso dire il mio pensiero? Prima di tutto, anche nell’editoria di sistema, c’è qualcuno che fa ancora critica. E poi, parte del problema è la profonda crisi in cui versa tutta l’editoria e, in particolare, la carta stampata.

Non è bello da dire, ma molte testate non possono permettersi di contrariare un brand perché significa rischiare di perdere investimenti pubblicitari che permettono alla testata stessa di sopravvivere. È una verità scomoda e dolorosa, lo so, ma è una verità di cui occorre prendere atto, che piaccia o meno. È un controsenso, certo, un corto circuito, ma questo è il risultato del mondo che abbiamo costruito. Leggi tutto

Bello oppure… “troppo bello!!!”

Troppo bello: quante volte abbiamo utilizzato questa espressione? Ma quanto in realtà ci soffermiamo sul suo vero e concreto significato? E potrà mai esistere qualcosa tanto bello da essere definito “troppo”?

Per poter rispondere a queste domande, bisogna partire dall’argomento che ha sempre scatenato numerosi dibattiti: la bellezza.

Sin dall’antichità, si è sempre cercato di dare un significato universale alla parola, cercando di individuare dei canoni entro i quali considerare bello qualcuno o qualcosa.

Questa ricerca è stata declinata, per esempio, in ogni forma d’arte. Basti pensare a sculture come il Dorìforo o il Discobolo, emblemi della bellezza classica, quella perfettamente equilibrata e simmetrica. Tali sculture rispecchiano la spasmodica ricerca della perfezione che ha accompagnato il genere umano fino al giorno d’oggi. Leggi tutto

L’evoluzione della pubblicità fino a un (mio) esperimento di oggi

In questi ultimi mesi, mi sono dedicato allo studio dei diversi metodi di comunicazione della moda. Mi sono così accorto di come l’essere umano abbia intrinseco il bisogno di esprimere i propri sentimenti e le proprie opinioni cercando di utilizzare il canale migliore a seconda della situazione e dell’argomento affrontato.

L’uomo antico e l’uomo moderno sono accomunati da un utilizzo significativo della parola scritta, considerandola come un’opera d’arte destinata a rimanere immutata nel tempo.

Il mondo pubblicitario rientra alla perfezione in questa visione, confermandosi una vera e propria arte e migliorandosi sempre di più con il passare del tempo. “I soldi fanno girare il mondo”: tutti lo abbiamo sentito o pronunciato almeno una volta nella vita.

Forse, però, sarebbe più giusto affermare “I soldi CAMBIANO il mondo”. E se si analizza l’evoluzione della pubblicità a partire dall’Ottocento a oggi, si riesce a dare un senso a questa affermazione.

Proprio nell’Ottocento, la moltiplicazione e la definitiva diffusione di prodotti editoriali quali riviste e quotidiani ha cambiato per sempre il modo di comunicare i principali fatti che accadono ogni giorno. Leggi tutto

Moda e musica: quando lo stile detta il ritmo

Sin dagli albori della musica popolare moderna, l’aspetto esteriore degli artisti ha avuto un ruolo chiave tanto quanto la loro musica. L’abito non solo fa il monaco, ma spesso racconta una storia, crea un’identità e diventa parte integrante dello spettacolo.

Nel tempo, look e suoni si sono fusi fino a diventare inseparabili: band e artisti hanno usato la moda come mezzo di espressione, ribellione o strategia commerciale.

Ma chi sono stati i pionieri e chi ha saputo fondere meglio estetica e musica? Leggi tutto

Domenico Formichetti, storia di una rinascita

Nato nel 1993 a Chieti, in Abruzzo, Domenico Formichetti cresce in un ambiente creativo e sportivo. È figlio del famoso promotore Maurizio Formichetti e inizia personalizzando sneaker per gli amici durante gli anni del liceo scientifico. Fin da giovanissimo, sviluppa una passione per lo snowboard.

Trasferitosi a Milano, studia grafica all’Accademia di Brera e fonda insieme a due soci Formy Studio, il primo marchio che fonde streetwear e cultura rap. Tra i suoi clienti sono presenti nomi celebri: Swae Lee, J Balvin, Tyga, Sfera Ebbasta e Ghali.

Nel 2023 Domenico dà vita a PDF, acronimo di Project Domenico Formichetti e soprattutto di un provocatorio Pecora Della Foresta, gioco ironico sul non conformarsi al gregge. Per questo motivo il brand si ispira al mondo degli sports estremi, allo streetwear anni Novanta / Duemila, alla cultura hip‑hop e all’estetica manga, a videogame e graffiti.

Con produzione italiana (Marotta) e distribuzione in oltre 60 rivenditori — da Ssense a The Webster —, PDF ha raddoppiato il fatturato in un anno. Leggi tutto

Paola Baronio, giornalista, omaggio a Giorgio Armani

Giorgio Armani se n’è andato in una giornata di fine estate, di una bellezza luminosa, come è stata la sua moda.

L’ho sempre amato e, mentre leggevo gli articoli e i post che lo celebravano, sentendomi sempre più triste, ricordavo la frase di Marcel Proust secondo il quale «nella vita della maggior parte delle donne, qualsiasi cosa, anche il più grande dolore, fa sempre capo alla messa in prova di un abito nuovo».

Ho realizzato che, nel mio piccolo, gli abiti di Armani hanno vestito i momenti più importanti della mia vita, dal completo scelto per il mio matrimonio con la consulenza della mia migliore amica fino alla giacca con la quale avevo festeggiato il mio primo contratto da giornalista.

Quella giacca, poi, mi ha accompagnato in tante occasioni speciali, ma anche nella vita di tutti i giorni. Leggi tutto

Chiuso per ferie 2019, AGW ospita Gloria Vian e il suo «Esserci o esistere»

Tra le diverse attività che compongono il mio panorama professionale figura l’insegnamento.
È l’attività che richiede maggior impegno, energia e passione, perché insegnare è una gioia nonché una grande responsabilità.
Mi regala molte soddisfazioni ma anche qualche sconfitta: è una sfida continua ed è una sfida che non intendo abbandonare in quanto ci tengo (e ci credo) moltissimo.
E così, attraverso Accademia del Lusso che continua a credere in me (grazie ), tengo dei corsi di editoria e comunicazione della moda con focus specifico sulla loro evoluzione via web: si è da poco concluso l’anno accademico 2018-19 e io sto già pensando ad aggiornare i materiali per il nuovo anno che inizierà tra settembre e ottobre.

Tra le regole imprescindibili che mi do in qualità di docente, includo la necessità di essere imparziale, dando le stesse possibilità a tutti gli studenti e non assecondando in alcun modo simpatie (o antipatie) personali.
Ma ora che l’anno accademico è finito, ho deciso che, per una volta, posso concedermi uno strappo alla regola, anche perché la studentessa alla quale darò voce oggi, Gloria Vian, si è laureata lo scorso 1° luglio, concludendo tra l’altro il suo percorso con il massimo dei voti.

La tesi di laurea di Gloria ruota attorno a un argomento attuale e interessante: si intitola «Esserci o esistere» e si pone l’obiettivo di analizzare il rapporto tra mondo reale e mondo virtuale.
L’argomento è decisamente complesso e sfaccettato: ho molto apprezzato la serietà, l’impegno e la profondità con cui Gloria ha affrontato il tutto, ho molto apprezzato le ricerche che ha condotto anche attraverso interviste a vari professionisti ed esperti e, infine, ho molto apprezzato l’installazione che ha dato corpo alla sua tesi.

Alla luce di tutto ciò, quest’anno ho deciso di lasciare a Gloria Vian una responsabilità, ovvero quella di essere il post che ogni estate ‘chiude per ferie’ il blog: lo faccio per due motivi. Leggi tutto

Con Elisa Ajelli per un augurio ad artisti, poeti e navigatori

Quando, quasi sei anni fa, ho finalmente deciso di aprire il blog (e scrivo finalmente perché il progetto esisteva da molto prima), ho in prima istanza pensato di parlare essenzialmente di moda, raccontando la visione che ne ho e raccontando il talento dei designer e dei creativi che incontravo e incontro.
Ma, ben presto, mi sono accorta che parlare solo di moda non mi bastava, nonostante io affermi (e soprattutto pensi) di aver bisogno della moda esattamente come dell’aria che respiro, visto che la considero una forma di linguaggio e comunicazione.
Da persona onnivora in tutti i sensi, da persona curiosa di natura e innamorata della vita, non volevo avere paletti e, a maggior ragione, non volevo impormeli da sola: essendo interessata a tanti argomenti e avendo la fortuna di poter fare esperienze diversificate grazie al mio lavoro trasversale in ambito comunicazione, ho sentito forte e impellente il bisogno di ampliare il raggio d’azione del blog.
E, visto che ero in ballo e che sono sempre stata allergica ai pregiudizi e ai cliché, ho deciso di cercare di infrangere alcuni di quelli che circolano su chi si occupa di moda, per esempio che si tratti di persone superficiali.
E così, pian piano, il blog si è arricchito di post sui viaggi, sui libri, sulla fotografia, sul cibo; di qualche biografia e di racconti su sentimenti ed esperienze personali; di osservazioni sul costume e la società.
La mia non è presunzione o arroganza, ve lo giuro: non voglio essere una tuttologa, semplicemente sento dentro di me una passione immensa per tutto ciò che è crescita e arricchimento intellettuale e morale.
Il blog è diventato, insomma, una sorta di contenitore stratificato, un diario personale ma allo stesso tempo condiviso, il diario di una persona aperta, curiosa, onnivora – lo ribadisco – e che si reputerà sempre una studentessa con tanta voglia di imparare. Leggi tutto

StarDust: cose preziose al femminile raccontate da Silvia Valenti

I luoghi comuni mi fanno venire voglia di grattarmi, come se avessi l’orticaria: scusate l’immagine colorita, ma credo che esprima bene il fastidio che provo davanti a ovvietà e banalità. C’è un luogo comune che mi dà particolarmente fastidio, quello che vuole che le donne non sappiano fare gruppo, non sappiano solidarizzare e sappiano solo litigare. È vero, noi figlie di Eva siamo fortemente competitive e abbiamo il brutto vizio di mettere i puntini su tutte le i che ci capitano a tiro, ma da qui a dire che l’amicizia tra donne non esista o sia cosa rara… beh, ce ne vuole. Ho amiche che tali sono da moltissimi anni e che mi hanno accompagnata in tutte le fasi cruciali della mia vita: ne ho tante trovate attraverso il web e che, attraverso una sintonia di interessi, sono diventate amiche con le quali condivido tante cose e con le quali ci si spalleggia. Ecco, sarò stata fortunata ma devo dire che io nelle altre donne ho sempre trovato aiuto e supporto: per questo sostengo che siamo una forza inarrestabile, soprattutto se facciamo gruppo. Leggi tutto

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