I tredici anni di un progetto scintillante da A glittering woman a glittering magazine

Mi sembra ieri quando scrivevo l’editoriale per i dieci anni del mio progetto scintillante. E invece, nel frattempo, sono già passati altri tre anni. Allora consideravo questo sito un po’ come un bambino – il mio bambino. Qualche giorno fa, precisamente il 1° maggio 2026, il bambino ha però compiuto tredici anni e quindi diventa ufficialmente un teenager.

Entriamo nell’adolescenza, insomma, ovvero il momento del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Ed è ciò che sento che sta accadendo anche qui: da progetto editoriale personale a magazine a più voci.

Voglio ringraziare chi, insieme a me, crede in A glittering magazine e nella transizione verso l’età adulta. Mi riferisco alle editor che fanno parte della redazione, persone che sono onorata di considerare colleghe. E poi ci sono collaboratori che, più o meno occasionalmente, offrono il loro prezioso contributo. Tutti insieme formano un gruppo nutrito e desidero menzionare i loro nomi, uno per uno: Federica Santini, Francesca Soba, Federica Latorre, Mattia Dallanoce, Federica Callegari, Paola Baronio, Leonardo Pulcini, Giada Crudo, Marina Chiocchetta.

Mi fa piacere anche segnalare alcuni dei loro articoli, sebbene scegliere non sia facile: ho amato ogni singolo pezzo che hanno scritto. Di tutte e tutti apprezzo la capacità di combinare rigore e precisione, creatività e passione.

Partiamo da Federica Santini. Recentemente, ha vissuto una bella esperienza in un’azienda che si chiama Mulino Marino e ne ha tratteggiato un ritratto che va dritto al cuore. Dritto al cuore va anche un suo articolo o meglio una lettera scritta in occasione della giornata dedicata ai DNA – Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Poi c’è Francesca Soba che, in una sua analisi, si è concentrata sulla riscoperta delle icone in ambito moda. Ha lavorato anche su un articolo introspettivo, raccontando cosa succede quando l’indipendenza si trasforma in performance. Federica Latorre ha invece firmato due diari di viaggio molto diversi tra loro. Il primo riguarda Istanbul ed è un reportage sul mercato dei falsi di lusso. Il secondo racconto riguarda invece il Giappone, una promessa sospesa tra ordine e meraviglia. Ve lo dico: ci sarà una seconda parte del viaggio in terra nipponica.

E poi ci sono i collaboratori che hanno scritto dei contributi arricchendo ulteriormente il ventaglio delle nostre proposte. Per Mattia Dallanoce, scelgo un articolo dedicato al legame tra musica e stile. Federica Callegari ha appena firmato un articolo che racconta come lo stile vada oltre la moda nel film del momento, ovvero Il diavolo veste Prada 2. Paola Baronio ci ha regalato un articolo con i suoi ricordi, personali e da giornalista, scritto in occasione della scomparsa di Giorgio Armani, grande icona della moda italiana.

Leonardo Pulcini ha lavorato a una recensione molto accurata sull’esordio di Jonathan W. Anderson alla guida di Dior. Giada Crudo ha scritto un articolo altrettanto esaustivo sulla linea sottile che differenzia appropriazione e apprezzamento culturale. E poi c’è Marina Chiocchetta che ci ha regalato un articolo su Valentina Grotto, designer che si occupa di gioiello contemporaneo.

Cosa faccio io? Un po’ delusa dalla moda (o meglio dal sistema moda), ultimamente mi dedico maggiormente a un altro amore, quello per l’arte. Tra i tanti progetti di cui ho avuto l’opportunità di scrivere, scelgo oggi l’articolo dedicato a Davide Dall’Osso, perché è un progetto sostenibile, socialmente e ambientalmente. È open air, quindi fruibile da tutti, liberamente, e c’è anche un’idea di upcycling che dà nuova vita a ciò che era scarto.

Credo, a questo punto, di poter fare un’affermazione: stiamo mantenendo la promessa contenuta nel nostro motto.

Non me la sto cantando e suonando, come si suol dire. Non sto dicendo che siamo bravi e perfetti. Sto dicendo che mettiamo passione, tempo, cura per offrire contenuti che non risultino noiosi, ripetitivi o monotematici e che facciamo un attento lavoro di ricerca, verifica, preparazione. Sta poi a voi, cari amici, decidere se c’è qualcosa che vi piace, che vi incuriosisce, che vi stuzzica. O anche che vi indigna, perché non bisogna per forza essere tutti d’accordo sulle stesse cose. Ciò che conta è lo stimolo e il confronto, sempre nel reciproco rispetto.

Ecco cosa significa il motto «idee e spunti scintillanti per persone scintillanti». C’è un filo rosso che lega tutto ciò che facciamo, una linea editoriale che può riassumersi in «contenuti per persone – e intendiamo chi scrive e chi legge – intellettualmente aperte».

E infatti, a proposito di confronto, rivelo un retroscena. Quando un editor o un collaboratore mi propone un articolo, la mia valutazione non è mai se sono o non sono d’accordo con il suo punto di vista. Le domande che mi pongo sono altre: la prima è se sia uno spunto interessante, la seconda è se il tema risulti ben documentato e ben argomentato.

Ogni articolo riflette idee e punti di vista diversi, quelli di ogni singolo autore. Non rappresentano necessariamente una posizione ufficiale del magazine, mia o di tutta la redazione. Rappresentano sempre ciò in cui credo – e crediamo – profondamente: l’autonomia di pensiero, la libertà di espressione, la pluralità di opinione. Nostra e vostra.

È un impegno, da sempre e per sempre. Fin da quando questo spazio era il mio bambino e, a maggior ragione, è un impegno che prendo oggi, in un progetto editoriale ormai diventato plurale.

Credo che diventare grandi sia anche questo: saper scegliere la propria strada. Io scelgo anche di restare coerente con me stessa e di essere grata, profondamente, a chi ha deciso di fare parte di un progetto scintillante. Per questo ringrazio chi c’è. Come autore e come lettore.

Ad maiora,

Emanuela Pirré

Foundress & Head of Editorial Content

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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