IME del Gruppo Carvico e la visione contemporanea del jersey naturale

Ime, azienda del Gruppo Carvico, porta in scena una visione contemporanea del jersey naturale, unendo ricerca tessile, sviluppo tailor made e una nuova estetica dedicata ai marchi premium e luxury. A glittering magazine dà qualche anticipazione sui tessuti presentati per le collezioni FW 2027-28.

 

Una manifattura con quasi sessant’anni di esperienza che oggi si propone come laboratorio di innovazione per il jersey naturale di alta gamma. È questa l’identità con cui IME, azienda del Gruppo Carvico, si è presentata a Milano Unica, forte di un patrimonio tecnico consolidato e di competenze che le consentono di affiancare i principali marchi internazionali nella creazione di tessuti esclusivi.

Nata nel 1969 a Borgonovo Val Tidone, in Emilia-Romagna, IME è specializzata nello sviluppo e nella produzione di tessuti a maglia destinati all’abbigliamento premium e luxury. Nel 2021, l’azienda è entrata in Carvico, gruppo leader di mercato nella produzione di tessuti tecnici per swimwear, sportswear, underwear, outerwear e fashion. Leggi tutto

Le vacanze italiane di (e con) LUCI•FERO by Dixpari

Lucifero, termine che significa letteralmente portatore di luce: deriva dal latino lucifer, composto da lux (luce) e ferre (portare). Nel tempo ha assunto diversi significati e a me piace particolarmente quello astronomico. È infatti il nome storicamente attribuito al pianeta Venere, detto stella del mattino o appunto Lucifero, portatore di luce, quando sorge verso est all’aurora, poco prima del Sole. Questo nome piace molto anche in casa Dixpari, tanto da aver chiamato uno dei loro prodotti più significativi proprio così: LUCI•FERO.

Procediamo con ordine. Dixpari è un progetto di Carolina e Isabella Candelo che, insieme al padre Roberto, guidano SPA (acronimo di Stampaggio Plastica Affini), azienda che si trova a Rossiglione, in provincia di Genova. Come racconta già il nome, la SPA si occupa di stampaggio e iniezione di materiale termoplastico per la grande industria e ha costantemente cercato di raggiungere un equilibrio tra produzione intelligente e rispetto dell’ambiente. Leggi tutto

Ridefinire il Gioiello 2026, intervista ad Angela Favaro per il premio A glittering magazine

C’è un progetto che, da ben quindici anni, porta avanti un appassionato lavoro di ricerca attorno al gioiello contemporaneo, approfondendone vari aspetti. Ideato e diretto da Sonia Patrizia Catena, Ridefinire il Gioiello dedica l’edizione 2026 a una riflessione sulla montagna intesa come paesaggio naturale e anche come luogo simbolico e archetipo.

Dopo la fase di selezione, il progetto è ora entrato nel vivo con una mostra aperta fino al 27 settembre al Museo del Bijou di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. L’esposizione riunisce 47 gioielli d’artista nati dal dialogo tra memoria e contemporaneità, materia e visione. Alcune creazioni sono state ispirate proprio dai bijou esposti nelle teche del Museo. Casalmaggiore è stato uno dei distretti italiani specializzati nella bigiotteria e, tra le proprie chicche storiche, conserva anche pezzi dedicati alla montagna. Leggi tutto

Fabio De Mari e Maurizio Angotti Borda e il progetto Finestre a Milano

Immaginate di camminare per strada. D’un tratto, la vostra attenzione viene attirata dalla facciata di un palazzo e, in particolare, dalle finestre. Magari ad attirarvi è la luce che arriva dall’interno oppure la musica che si diffonde in strada attraverso una finestra semiaperta. Forse è un vaso fiorito, una tenda eterea, un gatto acciambellato sul davanzale oppure una sagoma umana appena visibile. E così vi trovate a fantasticare, a immaginare una vita che scorre dietro quella finestra, quei vetri, quella tenda, quel vaso.

Sono quasi certa che sia capitato a tutti di avere pensieri simili – a me spesso – e di immaginare vite di cui non avremo mai conferma. C’è chi immagina e c’è chi, invece, concretizza. Come hanno fatto Fabio De Mari e Maurizio Angotti Borda, creatori del progetto Finestre a Milano. Leggi tutto

Mulino Marino, dove i fattori della formula della felicità sono farina e famiglia

Accade spesso che ci si perda a cercare la felicità nelle grandi cose, illudendoci di trovarla chissà dove e, soprattutto, in qualcosa di materiale. Spesso non ci rendiamo conto di quanto questa ricerca sia fatta nella direzione sbagliata. La felicità non sta lì, non in qualcosa di effimero che ci spinge a cercare avidamente altro e altrove. L’essenza della felicità germoglia dalla bellezza e dalla semplicità delle piccole cose che, però, non sono affatto cose piccole. Per capire davvero questo bilanciamento, questa magica alchimia, non esiste niente di meglio di Mulino Marino.

Immersa nelle Langhe, nel raccolto contesto di Cossano Belbo, si trova questa realtà che è il tangibile manifesto della poesia della terra. Qui tutto è materico, è sano e ha quell’odore che fa socchiudere gli occhi e sorridere istintivamente. E, credetemi, non esiste descrizione verbale in grado di spiegare cos’è davvero Mulino Marino. È necessario toccare con mano e vedere coi propri occhi tutto ciò. Leggi tutto

Iginio Massari Alta Pasticceria incontra Rifò: le uova di Pasqua si vestono con un foulard sostenibile

Per la Pasqua 2026, le uova di Iginio Massari Alta Pasticceria sono avvolte in un elegante foulard realizzato in esclusiva da Rifò per questa partnership. Un vero e proprio accessorio da indossare e riutilizzare, trasformando il gesto del dono pasquale in un oggetto destinato a durare nel tempo.

Il foulard è realizzato in cotone rigenerato per rispecchiare il modello di economia circolare che contraddistingue Rifò. L’identità visiva di Iginio Massari Alta Pasticceria viene reinterpretata attraverso il design che richiama il monogramma iconico del brand. Vengono rielaborati anche i colori distintivi, dando vita a un pattern raffinato che dialoga con l’eleganza della tradizione Leggi tutto

Nanometrozero, il progetto della famiglia Pepe tra biodiversità, filiera nanometrica e trasparenza

In occasione della 19esima edizione di TASTE, abbiamo avuto il piacere di scoprire realtà che ci sono entrate nel cuore. Una di queste è sicuramente Nanometrozero. D’impatto, siamo rimasti colpiti dalla genuinità della famiglia Pepe: stretta di mano forte e rassicurante, sorriso sincero e occhi che si riempivano di commozione parola dopo parola. Genuinità e bontà riflesse anche nei prodotti di questa realtà.

Essendo rimasti totalmente colpiti e non volendo tenere questa meraviglia solo per noi, abbiamo deciso di intervistare la famiglia Pepe. Un “a tu per tu” che arriva dritto all’anima. E che ci ha fatto ancor più innamorare di questa realtà virtuosa che è indubbiamente un esempio da seguire. Leggi tutto

LEGÙ, quando il gusto dei legumi parla di benessere, innovazione e semplicità

Pensando ai legumi, difficilmente se ne immagina un utilizzo che sia distante dalle ricette tradizionali. La nostra mente va subito alle zuppe contadine, ai contorni classici o ai piatti della cucina povera. Se, però, proviamo a guardare oltre, possiamo approdare alla scoperta di LEGÙ, un’azienda in cui i legumi sono i protagonisti assoluti.

L’azienda nasce da un’idea e da un’esigenza di Monica Neri, la fondatrice. Nel 2015, durante la propria gravidanza e per dare una risposta a un’esigenza di salute, Monica ha creato proprio Legù. Dietro a tutto ciò, c’è un percorso importante con una formazione specifica culminata in due lauree e un master nel settore agroalimentare. Leggi tutto

La 19esima edizione del TASTE è stata un autentico viaggio al centro del vero cibo

Il successo della 19esima edizione di TASTE, il salone food di Pitti, era annunciato e le aspettative sono state decisamente rispettate. Le premesse per un viaggio alla scoperta del cibo autentico, anche in virtù della campagna True Food, hanno creato un perfetto prologo per un’edizione segnata dal gusto, in ogni sua declinazione.

810 espositori, ognuno con una propria identità ben definita e una storia da raccontare. Un percorso pieno di colore, di gusto. Una vera riabilitazione sensoriale ricca di stimoli. Ogni azienda ha guidato in una direzione propria le papille gustative del pubblico, senza mai, però, far uscire il visitatore dal tracciato complessivo dell’incredibile viaggio che è stato il TASTE 2026.

Anche noi ci siamo fatti travolgere da questa ondata di gusto! Stand dopo stand siamo entrati in contatto con realtà che ci hanno incantato, lasciando il segno. Leggi tutto

Anatomia di una icona, dal rosso Valentino all’eternità

Chi è colui o colei che usiamo definire icona? È una persona che fa qualcosa di così emblematico, di così unico da diventare rappresentativo di quel qualcosa stesso. Significa dunque essere capaci di incarnare, di impersonare quel qualcosa fino a diventare quasi un tutt’uno, sfidando anche il tempo. È proprio per questi motivi che Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino, può essere definito una icona. Perché ha fatto cose che lo hanno reso unico e inconfondibile, tanto da creare un tutt’uno tra ciò che è stato e ciò che ha fatto. Un esempio? Il colore che porta il suo nome, il rosso Valentino.

Quel rosso è una sfumatura ben precisa e che ha una storia diventata mitica. Accade che, mentre si trovava a teatro per vedere un’opera lirica, l’attenzione di un giovane Valentino ancora studente venne completamente catturata da una donna avvolta in un abito in velluto rosso. Lo sguardo del couturier rimase affascinato dall’intensità di una sfumatura così accesa, intensa, fuori dagli schemi. Leggi tutto

Dalla sfida al mito: la Torcia Olimpica di Pininfarina compie 20 anni

Nel giorno della cerimonia di inaugurazione dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 e a distanza di vent’anni da Torino 2006, A glittering magazine racconta una storia di stile e ingegneria. E essere protagonista è Pininfarina che celebra uno dei suoi progetti più emblematici: la Torcia Olimpica creata proprio dall’azienda e poi diventata una autentica icona di design e aerodinamica.

È stata infatti Pininfarina a progettare la Torcia e anche il Braciere di Torino 2006. La storia inizia ufficialmente il 20 gennaio 2005, quando la Torcia Olimpica è stata presentata a Palazzo Marino, a Milano. In qualità di Fornitore Ufficiale di Torino 2006, Pininfarina assumeva quel giorno la responsabilità completa dello stile, dell’ingegnerizzazione e della produzione di un oggetto chiamato a rappresentare i Giochi, in quanto simbolo universale dello spirito olimpico, e anche l’eccellenza italiana nel mondo. Leggi tutto

Rosa Genoni in Valtellina, un progetto che va alle origini del Made in Italy

Si avvicina l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali o Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione globale a partire dal 6 febbraio. Entra nel vivo anche il calendario culturale che accompagna l’evento sportivo e, tra gli eventi interessanti, ne figura uno particolarmente legato alla storia del costume e della moda: si tratta di Rosa Genoni in Valtellina, alle origini del Made in Italy.

Rosa Genoni (1867-1954), tiranese di nascita, torna nelle sue terre di origine grazie alla reinterpretazione artistica della ricamatrice Barbara Trestini Trimarchi, sua concittadina. Il progetto Rosa Genoni in Valtellina è un evento diffuso che avrà luogo tra Sondrio, Tirano, Grosio, Bormio, ideato e curato da Elisabetta Invernici, storica del costume e giornalista. Si parte da Sondrio con l’inaugurazione di sabato 24 gennaio per poi concludere nello stesso luogo domenica 22 febbraio 2026. Leggi tutto

Studio Tondini, estetica delle geometrie e lusso funzionale da indossare

Con un briciolo di presunzione, sostengo da sempre che, se noi donne fossimo realmente in grado di allearci e di collaborare tra noi, il mondo sarebbe decisamente un posto migliore.

Ne ho avuto la piacevole conferma intervistando Roberta Tondini, fondatrice di Studio Tondini, marchio che coniuga perfettamente estetica delle geometrie e lusso funzionale, dando vita a creazioni dal fascino eterno, borse che vanno oltre i trend di stagione.

Dalle parole di Roberta Tondini emerge un’intelligenza vivida, unita a una visione avanguardista e concreta. Traspare una figura di una brillantezza eccellente. Si sente forte la presenza di una donna in grado di leggere l’universo al femminile, pensandolo realmente da donna per ogni donna. Leggi tutto

Valentino Garavani si spegne a 93 anni

Certi momenti sembrano bruttissimi déjà-vu. Come ora, mentre i social si riempiono di post e messaggi per la scomparsa di Valentino Garavani.

Un’altra figura importante per la moda italiana, fondatore nel 1960 dell’omonima e celeberrima maison, se ne va. E sembra un brutto sogno, proprio come quando se n’è andato Giorgio Armani, giusto pochi mesi fa, perché abbiamo sempre la sensazione che le icone siano immortali. E che potrebbero – o dovrebbero – vivere per sempre.

Com’è accaduto in quel caso, noi di A glittering magazine siamo attoniti e scegliamo anche oggi il silenzio. Come quel giorno, scegliamo di condividere solo la foto e le poche parole apparse nel profilo personale dello stilista, nella pagina della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e nella pagina di PM23, lo spazio culturale che fa capo alla Fondazione. Leggi tutto

Dal riciclo al progetto: con Alisea la grafite diventa design

«Bad news is good news» ovvero «le cattive notizie sono buone notizie». È un modo di dire anglosassone che è diventato molto famoso, soprattutto in tempi recenti. Lascia intendere come tutto ciò che è negativo sia in grado di catalizzare maggiore attenzione e, quindi, spiega anche perché tanti giornali sembrino particolarmente propensi a dare maggior risalto alle cattive notizie.

Non faccio parte di tale scuola di pensiero. Nonostante io sia diventata più cautamente ottimista rispetto al passato, non smetterò mai di privilegiare e sottolineare ciò che di positivo, bello e virtuoso esiste. E faccio questa scelta anche oggi, decidendo di raccontare la storia di Alisea.

Fondata da Susanna Martucci nel 1994 a Vicenza, Alisea trasforma materiali di scarto in oggetti di design attraverso processi innovativi. In particolare, l’azienda ha portato la grafite rigenerata nei più importanti musei del mondo, prima attraverso Perpetua, matita di design dalla durata pressoché infinita, e recentemente con dionisio®, diffusore acustico per smartphone che non ha bisogno di elettricità. Leggi tutto

Il 2025, l’anno in cui la moda ha salutato Giorgio Armani

In questi giorni, archiviando definitivamente l’anno appena terminato, non si può fare a meno di ricordare che il 2025 è stato l’anno in cui la moda e il mondo intero hanno salutato Giorgio Armani.

Gli articoli su di lui sono stati innumerevoli, ovunque, e molti erano ciò che in giornalismo viene definito coccodrillo. Credo che non tutti sappiano che i tempi dell’informazione sempre più stretti costringono tante redazioni giornalistiche a tenere archivi di articoli commemorativi già pronti da usare all’occorrenza, i cosiddetti coccodrilli, appunto. Può sembrare una cosa di dubbio gusto, me ne rendo conto. Eppure questo è solo l’ennesimo segno di quanto chi si occupa di informazione viva nel terrore di arrivare tardi sulla notizia. Leggi tutto

Il 2025 della moda, un bilancio tra tante domande e poche risposte

Il 2025 è stato un anno complesso e turbolento.

La moda è da sempre uno specchio della società e dunque non fa altro che restituirci il riflesso della situazione globale, perché è molto più di ciò che indossiamo. Per esempio, è un’industria che dà lavoro a moltissime persone in ogni parte del mondo.

Anche per il sistema moda, dunque, è stato un anno particolarmente impegnativo e segnato da stravolgimenti strutturali, tra vendite e acquisizioni più o meno inaspettate e continui cambiamenti di direttori creativi. Non mancano poi i peccati capitali, dal caporalato al greenwashing passando per questioni come l’appropriazione culturale.

In questo editoriale di fine anno, provo a ricapitolare le questioni lasciate aperte da un 2025 che ha posto molte domande e offerto poche risposte.

Il 2026 eredita un compito: cercare le risposte a queste e altre domande. Leggi tutto

Un Cuore di Maglia per i neonati in Terapia Intensiva Neonatale

Speranza è una parola importante. Mi rendo conto di quanto io la usi spesso, di quanto tutti noi la usiamo spesso. L’ho appena usata per parlare di un progetto di reinserimento dei detenuti nella società. L’ho usata un paio di settimane fa per dare notizia di MAMI, un progetto decisamente agli antipodi.

Messo a punto da Mainetti Italia, MAMI nasce dal desiderio di portare conforto ai neonati prematuri nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (TIN). Consiste in speciali guanti che hanno la funzione di avvolgere i piccoli e di farli sentire protetti e coccolati, soprattutto quando i genitori non possono essere presenti. Per realizzare il progetto, Mainetti ha realizzato uno studio attento ai minimi dettagli: è stato usato il tessuto migliore ed è stata attuata una politica di realizzazione a chilometro zero.

Un prodotto veramente e totalmente Made in Italy, insomma, che può essere realizzato anche grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Cuore di Maglia. Ed è proprio di loro che desidero parlare oggi. Leggi tutto

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