Studio Tondini, estetica delle geometrie e lusso funzionale da indossare
Con un briciolo di presunzione, sostengo da sempre che, se noi donne fossimo realmente in grado di allearci e di collaborare tra noi, il mondo sarebbe decisamente un posto migliore.
Ne ho avuto la piacevole conferma intervistando Roberta Tondini, fondatrice di Studio Tondini, marchio che coniuga perfettamente estetica delle geometrie e lusso funzionale, dando vita a creazioni dal fascino eterno, borse che vanno oltre i trend di stagione.
Dalle parole di Roberta Tondini emerge un’intelligenza vivida, unita a una visione avanguardista e concreta. Traspare una figura di una brillantezza eccellente. Si sente forte la presenza di una donna in grado di leggere l’universo al femminile, pensandolo realmente da donna per ogni donna.
È uno scambio che ho amato fortemente. Un’intervista che, parola dopo parola, ha alimentato in me tanta speranza. Come in ogni “a tu per tu“, vi invito a mettervi comodi e a immergervi nel cosmo di Studio Tondini.
Quando e da quali necessità, oserei dire urgenza creativo-quotidiana, nasce Studio Tondini?
“Questa è una domanda difficile! È come cercare di capire il primo ricordo di vita che si ha! Scherzi a parte, credo di aver sempre amato la pelletteria e di aver sempre desiderato fondare un’impresa.
Il momento decisivo però è più vicino e nasce, da un lato, con i miei primi passi nel mondo del lavoro – ma in un’altra carriera, si parla del 2008 – e, dall’altro, con l’irrompere di un flusso creativo diventato inarrestabile a partire dal 2015.
Come tante imprese, è tutto nato da un dilemma: un ‘mondo borsa’ troppo lontano dalla realtà delle donne poliedriche e dinamiche che avevo vicino. Nel vivere la frustrazione in prima persona e parlandone quasi quotidianamente con le donne che mi circondavano, negli anni è nato il seme che ha fatto germogliare Studio Tondini.”
Quali sono i valori fondanti e fondamentali del brand, qual è il suo DNA?
“Innanzitutto, un ritorno al made in Italy integrale: quello vero, tradizionale ma anche dotato di innovazione ammirata da tutto il mondo. Fatto da artigiani estremamente devoti a tramandare una tradizione plurisecolare senza eguali.
In secondo luogo, il desiderio di un lusso reale, che appaga proprio tutti e non ‘lascia indietro’ nessuno. Non solo il brand o il designer, ma anche gli artigiani, i negozianti, la clientela, la stampa… Il lusso profondo e mai superficiale.
Questi valori si traducono nel bisogno di porre attenzione a compiere scelte consapevoli. Perché solo attraverso scelte consapevoli ogni persona può essere fedele a sé stessa.”

Si parla di lusso funzionale, quindi di un’unione tra estetica e funzionalità. Quanto è complesso riuscire a coniugarle in ogni progetto?
“Sorrido perché questa è una sfida continua che mi appassiona in modo particolare. Creare lusso funzionale è come cucire un abito di alta sartoria, con la differenza che il ‘pezzo’ (in questo caso, la borsa o l’oggetto di piccola pelletteria) deve ‘calzare’ a persone di statura e corporatura differente. E non solo per quanto riguarda le misure – dei manici, per esempio – ma anche per quanto riguarda le singole funzioni che ogni nostro articolo ha. La pelletteria è fatta di oggetti che devono essere non solo belli, ma anche fungere da compagni d’uso, devono anticipare i gesti.
Se a lei, o chi legge, è mai capitato di infastidirsi nell’indossare una borsa grande, sulla spalla, senza chiusura o con una zip che va a chiudersi dietro la spalla, sicuramente mi capirete.”
Studio Tondini lavora in completa ottica di sostenibilità, ma quanto è impegnativa attualmente la sfida di creare prodotti vegan?
“La parola ‘sostenibilità’ è – ahimè – molto inflazionata al momento. In realtà, noi esseri umani abbiamo provato nel corso dell’ultimo secolo quanto la nostra esistenza sia ‘insostenibile’ per il pianeta. Fortunatamente una nuova presa di coscienza collettiva sta portando poco a poco verso una strada di cambiamento positivo.
Studio Tondini è un marchio giovane e la nostra impresa ha, fin dalla sua nascita, messo in priorità una filosofia molto consapevole di ogni scelta, verso una sostenibilità intrinseca che prende spunto dalla tradizione. Nel dopoguerra, la pelletteria italiana era creata quasi esclusivamente con una filiera corta e interamente made in Italy: noi adottiamo esattamente la stessa scelta.
Pur utilizzando la pelle per quasi tutti i nostri articoli, abbiamo voluto creare all’interno delle nostre collezioni anche un piccolo ‘mondo vegano’ – ma non è stato facile riflettere gli stessi valori anche in questo.
È vero, infatti, che moltissimi materiali vegani hanno un altissimo contenuto di plastiche e derivati del petrolio (PU, PL, PA, PVC…) e quindi non sono realmente sostenibili. Pertanto, in questo caso, abbiamo guardato anche oltre i confini, alla ricerca di alternative che potessero essere più naturali possibile e che creassero dei benefici per le persone e il pianeta.
Il risultato è stato La Cristiana, un pezzo di alta gamma, altamente naturale nella composizione, interamente vegano e che riveste un primato mondiale: è la prima borsa di lusso certificata con il Vegan Trademark, per l’assenza totale di qualsiasi componente animale nell’intero articolo.
Siamo molto fieri di questo traguardo, che funge anche un po’ da testimone della nostra cura profonda e del nostro impegno a innovare nel rispetto dei nostri valori.”

Il brand è impegnato non solo a livello di sostenibilità ambientale, ma anche a relativamente a una sostenibilità economica e sociale, soprattutto in relazione al progetto Days for Girls, una no-profit statunitense con presenza a livello globale. Potrebbe parlarci più approfonditamente del progetto? E avete in previsione nel prossimo futuro, nei prossimi anni, una collaborazione simile, identificando un’altra no-profit che faccia un lavoro similare a livello europeo o a livello italiano?
“Il nostro approccio abbraccia tutti gli aspetti E-S-G (ambiente, sociale, governance), come certificato dal Butterfly Mark di Positive Luxury – una sorta di “B Corp” del lusso – che ha comprovato le nostre prassi e, poi, ci ha accompagnato a costruire una serie di policy. In particolare, per quanto riguarda l’aspetto sociale, questo abbraccia tutti i nostri rapporti sia all’interno che all’esterno dell’azienda.
Fra le attività rientra la donazione di una quota fissa dei profitti di ciascun prodotto venduto a Days for Girls.
Anche questo è stato elemento fondante del nostro brand, forse derivante dal mio contatto con la cultura anglosassone. Credo fortemente che, se ogni impresa supportasse anche solo una causa, si riuscirebbero forse a risolvere gran parte dei problemi del mondo. Per noi – che nasciamo dal mondo delle donne moderne e indipendenti – era fondamentale cercare di supportare le più giovani, perché potessero essere anch’esse indipendenti in futuro.
Days for Girls è attiva a livello mondiale in tanti piccoli gruppi di supporto, anche temporanei in questo periodo di guerre. Educa comunità intere sul ciclo mestruale e fornisce kit igienici lavabili e riutilizzabili per un periodo di circa due anni. Inoltre, lavora insieme ad altre no-profit per un migliore accesso e utilizzo dell’acqua nelle comunità in cui opera.
Days for Girls rende quindi possibile alle ragazze una migliore frequentazione della scuola e il prosieguo degli studi oltre la pubertà. E costituisce un aiuto concreto che va anche oltre le singole persone supportate. Le ricerche hanno dimostrato che un’istruzione femminile più lunga contribuisce a migliorare il benessere di intere comunità!
Intendiamo supportare ulteriori progetti in futuro e abbiamo già qualche idea a riguardo. Days for Girls rimane nel nostro cuore.”
Ogni creazione di Studio Tondini è connessa alla storia di una donna in carriera e ognuna ha una forma ben definita, i propri spazi e le proprie geometrie. Quindi viene spontaneo chiedersi: che borsa sarebbe Roberta Tondini?
“In realtà, un po’ tutte! Ognuna ha una propria ‘dimensione’, non solo in senso di misure, ma anche in termini di occasione d’uso e di come accompagna una giornata o un impegno, piuttosto che un altro.
Nelle lunghe giornate fuori casa, mi ritrovo a preferire La Shopping Maja (in tutte le sue varianti) o La Giulia in canvas col bel tempo. Nei momenti di viaggio invece non rinuncio mai a Lo Zaino Simona e a Il Come Fly with Me! La sera mi ritrovo spesso a indossare La Cristiana o La Borsetta Valentina.”

Volgendo lo sguardo al futuro, quali sono i progetti e gli obiettivi di Studio Tondini per i prossimi tre anni?
“Abbiamo alcuni meravigliosi progetti in cantiere e obiettivi che puntano ad ampliare e consolidare la nostra dimensione cosmopolita e di alta gamma, in un’ottica di ampio spettro. Ma, ci tengo a dirlo, non vogliamo diventare un colosso della moda, né creare oggetti che non siano in linea con il nostro pensiero.
Siamo e vogliamo rimanere per pochi. Per chi conosce il vero lusso e ama distinguersi attraverso scelte consapevoli.”
Ringraziando Roberta Tondini per averci dato il permesso di entrare nel suo universo e di immergerci in Studio Tondini, mi sento in diritto di confermare le presuntuose parole con cui ho aperto questo articolo.
Se noi donne fossimo realmente in grado di allearci e di collaborare tra noi, il mondo sarebbe decisamente un posto migliore. Quando una donna risponde con ingegno e con i mezzi che ha a disposizione ai bisogni e alle esigenze di altre donne, allora il mondo diventa un posto migliore. E Roberta Tondini, col suo brand, le sue creazioni eterne, la visione che c’è dietro a questo incredibile progetto, sta indubbiamente contribuendo a rendere il pianeta in cui viviamo un posto migliore.
Federica Santini
Federica Santini
Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.