Dive e Gioielli in Scena al Museo del Gioiello di Vicenza fino al 30 settembre

Passeggiando per le strade del centro storico di Vicenza, si incontra la Basilica Palladiana, capolavoro del Rinascimento dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1994. L’edificio si erge imponente in Piazza dei Signori ed è uno dei simboli della città. Al suo interno trova spazio un museo letteralmente prezioso, uno tra i pochi al mondo a essere interamente ed esclusivamente dedicato all’arte del gioiello.

I 410 metri quadrati del Museo del Gioiello di Vicenza ospitano mostre sempre interessanti. La principale è permanente, a cadenza biennale, ed è puntualmente accompagnata da mostre temporanee. Quella attuale è incentrata su una significativa selezione di monili legati ad alcune delle più illustri interpreti della lirica del Novecento. Leggi tutto

Aurelio Amendola è a Palazzo Reale di Milano fino al 6 settembre

Aurelio Amendola torna a Palazzo Reale di Milano a trent’anni dalla mostra personale Cappelle  Medicee. Fino al 6 settembre 2026, le sale del palazzo meneghino ospitano la mostra intitolata Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo.

L’esposizione – a ingresso gratuito – è promossa da Comune di Milano–Cultura e prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con Associazione Culturale BUILDING. Attraverso 85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, la mostra celebra gli aspetti più emblematici della ricerca di Amendola. Figura centrale della fotografia d’arte contemporanea, è un fotografo che si distingue per la capacità di attraversare la storia dell’arte e trasformare la luce in racconto, con uno sguardo sensibile e intenso. Leggi tutto

Omaggio a Carlo Petrini, il fondatore visionario di Slow Food

Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, nella sua abitazione a Bra, in provincia di Cuneo, è mancato Carlo Petrini, gastronomo, giornalista, scrittore.

Nato nel 1949, Petrini era Carlin per tutti, semplicemente. Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati il movimento Slow Food, la rete Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

«Chi semina utopia, raccoglie realtà»: sintetizzava così la sua vita. Era convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Leggi tutto

Mulino Marino, dove i fattori della formula della felicità sono farina e famiglia

Accade spesso che ci si perda a cercare la felicità nelle grandi cose, illudendoci di trovarla chissà dove e, soprattutto, in qualcosa di materiale. Spesso non ci rendiamo conto di quanto questa ricerca sia fatta nella direzione sbagliata. La felicità non sta lì, non in qualcosa di effimero che ci spinge a cercare avidamente altro e altrove. L’essenza della felicità germoglia dalla bellezza e dalla semplicità delle piccole cose che, però, non sono affatto cose piccole. Per capire davvero questo bilanciamento, questa magica alchimia, non esiste niente di meglio di Mulino Marino.

Immersa nelle Langhe, nel raccolto contesto di Cossano Belbo, si trova questa realtà che è il tangibile manifesto della poesia della terra. Qui tutto è materico, è sano e ha quell’odore che fa socchiudere gli occhi e sorridere istintivamente. E, credetemi, non esiste descrizione verbale in grado di spiegare cos’è davvero Mulino Marino. È necessario toccare con mano e vedere coi propri occhi tutto ciò. Leggi tutto

Donne d’oro alle Olimpiadi: da Brignone a Vonn, le regine del ghiaccio che hanno riscritto la storia

La neve riflette tutto. La luce. Il coraggio. Le imperfezioni.
Sotto il cielo tagliente delle Olimpiadi invernali, il bianco non è mai solo bianco: è velluto gelido, è passerella verticale, è palcoscenico estremo dove il corpo femminile smette di chiedere il permesso e inizia a dettare il ritmo.

Le donne d’oro non sfilano. Attaccano.
Scivolano su lamine affilate, planano con sci che tagliano l’aria come bisturi, ruotano in abiti scintillanti che nascondono ore di disciplina feroce. Il gesto atletico diventa estetica. L’estetica diventa potere.

Alle Olimpiadi, l’oro non è soltanto una medaglia. È una dichiarazione. Leggi tutto

Addio a Giancarlo Politi, fondatore della rivista Flash Art

Milano, 24 febbraio 2026 – Addio a Giancarlo Politi, editore, poeta, critico d’arte, fondatore di Flash Art, una tra le riviste di arte contemporanea più influenti a livello internazionale. Nato a Trevi nel 1937, Politi ha attraversato da protagonista oltre mezzo secolo di storia dell’arte, contribuendo in modo decisivo alla costruzione del sistema contemporaneo.

Fondata nel 1967, Flash Art è stata una delle prime piattaforme editoriali globali dedicate all’arte contemporanea. Originariamente pubblicata in versione bilingue, in italiano e inglese, ha visto poi l’aggiunta della versione ceco-slovacca. Nel tempo, sono state sviluppate numerose edizioni internazionali tra cui francese, polacca, cinese, spagnola, tedesca e russa. Sulle sue pagine sono nati e si sono affermati alcuni dei movimenti centrali del secondo Novecento, dall’Arte Povera alla Transavanguardia. Leggi tutto

Anatomia di una icona, dal rosso Valentino all’eternità

Chi è colui o colei che usiamo definire icona? È una persona che fa qualcosa di così emblematico, di così unico da diventare rappresentativo di quel qualcosa stesso. Significa dunque essere capaci di incarnare, di impersonare quel qualcosa fino a diventare quasi un tutt’uno, sfidando anche il tempo. È proprio per questi motivi che Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto semplicemente come Valentino, può essere definito una icona. Perché ha fatto cose che lo hanno reso unico e inconfondibile, tanto da creare un tutt’uno tra ciò che è stato e ciò che ha fatto. Un esempio? Il colore che porta il suo nome, il rosso Valentino.

Quel rosso è una sfumatura ben precisa e che ha una storia diventata mitica. Accade che, mentre si trovava a teatro per vedere un’opera lirica, l’attenzione di un giovane Valentino ancora studente venne completamente catturata da una donna avvolta in un abito in velluto rosso. Lo sguardo del couturier rimase affascinato dall’intensità di una sfumatura così accesa, intensa, fuori dagli schemi. Leggi tutto

Giovanni Gastel Rewind, a Palazzo Citterio la mostra sul grande fotografo

Dal 30 gennaio al 26 luglio 2026 (prorogata al 13 settembre), Palazzo Citterio a Milano ospita la mostra intitolata Giovanni Gastel Rewind.

«Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta». Sono parole di Giovanni Gastel (1955-2021), maestro della fotografia contemporanea a cui l’esposizione rende omaggio.

Curata da Uberto Frigerio, la mostra si presenta come un viaggio emotivo e immersivo che consente di rivedere la parabola artistica e l’intera carriera del grande fotografo da una nuova prospettiva, non cronologica ma tematica, poetica e profondamente personale. Il suo stile si è distinto per una visione unica, filtrata dalla sua interiorità. Tra i pochissimi fotografi italiani a sperimentare la post-produzione digitale fin dagli anni Novanta del Novecento, Gastel ha saputo unire artigianalità e innovazione, analogico e digitale. E ha così trasformato la sua fotografia in un linguaggio riconoscibile. Leggi tutto

Rosa Genoni in Valtellina, un progetto che va alle origini del Made in Italy

Si avvicina l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali o Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione globale a partire dal 6 febbraio. Entra nel vivo anche il calendario culturale che accompagna l’evento sportivo e, tra gli eventi interessanti, ne figura uno particolarmente legato alla storia del costume e della moda: si tratta di Rosa Genoni in Valtellina, alle origini del Made in Italy.

Rosa Genoni (1867-1954), tiranese di nascita, torna nelle sue terre di origine grazie alla reinterpretazione artistica della ricamatrice Barbara Trestini Trimarchi, sua concittadina. Il progetto Rosa Genoni in Valtellina è un evento diffuso che avrà luogo tra Sondrio, Tirano, Grosio, Bormio, ideato e curato da Elisabetta Invernici, storica del costume e giornalista. Si parte da Sondrio con l’inaugurazione di sabato 24 gennaio per poi concludere nello stesso luogo domenica 22 febbraio 2026. Leggi tutto

Valentino Garavani si spegne a 93 anni

Certi momenti sembrano bruttissimi déjà-vu. Come ora, mentre i social si riempiono di post e messaggi per la scomparsa di Valentino Garavani.

Un’altra figura importante per la moda italiana, fondatore nel 1960 dell’omonima e celeberrima maison, se ne va. E sembra un brutto sogno, proprio come quando se n’è andato Giorgio Armani, giusto pochi mesi fa, perché abbiamo sempre la sensazione che le icone siano immortali. E che potrebbero – o dovrebbero – vivere per sempre.

Com’è accaduto in quel caso, noi di A glittering magazine siamo attoniti e scegliamo anche oggi il silenzio. Come quel giorno, scegliamo di condividere solo la foto e le poche parole apparse nel profilo personale dello stilista, nella pagina della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti e nella pagina di PM23, lo spazio culturale che fa capo alla Fondazione. Leggi tutto

Il 2025, l’anno in cui la moda ha salutato Giorgio Armani

In questi giorni, archiviando definitivamente l’anno appena terminato, non si può fare a meno di ricordare che il 2025 è stato l’anno in cui la moda e il mondo intero hanno salutato Giorgio Armani.

Gli articoli su di lui sono stati innumerevoli, ovunque, e molti erano ciò che in giornalismo viene definito coccodrillo. Credo che non tutti sappiano che i tempi dell’informazione sempre più stretti costringono tante redazioni giornalistiche a tenere archivi di articoli commemorativi già pronti da usare all’occorrenza, i cosiddetti coccodrilli, appunto. Può sembrare una cosa di dubbio gusto, me ne rendo conto. Eppure questo è solo l’ennesimo segno di quanto chi si occupa di informazione viva nel terrore di arrivare tardi sulla notizia. Leggi tutto

Bruno Corsini, oltre 100 anni di dolce tradizione

Se parliamo di cioccolato e confetti, non possiamo non parlare della Ditta Bruno Corsini, sinonimo tangibile di tradizione dolciaria dal 1918. In questo luogo magico, dai profumi indimenticabili che toccano l’anima e rispolverano ricordi d’infanzia, vengono prodotti artigianalmente ancora oggi confetti e prodotti al cioccolato. Quando si entra al civico 42 di Piazza San Francesco a Pistoia, si mette piede in un pezzo di storia sia del territorio pistoiese che della confiserie.

Sì, perché lì dentro è possibile fare un viaggio nel gusto, toccando con mano poesia da assaporare confetto dopo confetto, cioccolatino dopo cioccolatino. Ciò che però colpisce ancora di più è la fiabesca immutabilità che la Ditta Bruno Corsini lascia emergere da ogni dettaglio. Una perfetta ed impeccabile resistenza ai segni del tempo, una vittoria contro la frenesia, un trionfo di prezioso artigianato. Viene, quindi, da chiedersi quale sia il segreto per il mantenimento intatto di questa lunga e dolce tradizione. Leggi tutto

Nel centenario di Fendi, esce il libro che racconta la fondatrice Adele Fendi

Ricorrono nel 2025 i cento anni della Maison FendiAdele Fendi, la fondatrice, è il personaggio al centro di un nuovo libro. Edito da Salani, il volume è uscito il 28 ottobre: racconta una delle storie più significative della moda italiana, un’avventura creativa e imprenditoriale al femminile. Si intitola Adele F. ed è firmato dalla nipote Maria Teresa Venturini Fendi.

Adele Fendi (1897-1978) è stata una donna intraprendente e visionaria, tenace e lungimirante, fuori dagli schemi dell’epoca. Ha lasciato un’impronta formidabile e, nel ruolo di madre, ha impartito un’educazione e una disciplina di acciaio alle sue cinque figlie: Paola (1931), Anna (1933), Franca (1935-2022), Carla (1937-2017) e Alda (1940). È riuscita a coinvolgerle nella costruzione di un progetto comune, portando il nome Fendi a raggiungere le vette dell’alta moda internazionale. E ha dato vita a una luminosa stagione del Made in Italy, costruendo un’azienda che continua a occupare un ruolo di grande rilevanza. Leggi tutto

Giorgio Armani, il Sarto dell’Immateriale: l’eredità di Armani Privé

Come Armani Privé ha scolpito l’eternità del minimalismo italiano

Ci sono stilisti che vestono i corpi, altri che vestono i sogni. Giorgio Armani ha fatto entrambe le cose, ma senza mai cedere all’effimero. A poche settimane dalla sua scomparsa, la mostra per i 20 anni di Armani Privé, allestita all’Armani/Silos di Milano, non si è rivelata soltanto una celebrazione della haute couture: è stata un testamento silenzioso, un ultimo atto d’amore verso un’estetica che ha ridefinito i confini della moda italiana.

La tesi è semplice, ma rivoluzionaria nella sua portata: Armani non ha inventato un look — ha fondato un linguaggio. Un codice sottile, essenziale, che ha attraversato decenni con la stessa forza di una poesia sussurrata. Una lingua dell’equilibrio e della sottrazione, dove l’abito non urla ma afferma. Se come suggeriva Coco Chanel: “La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”, Armani ha trasformato questa idea in sistema, in dottrina, in forma mentis. Leggi tutto

Armani: l’uomo che ha vestito l’Italia di sobrietà

C’è un’Italia che si riconosce in Armani. Non l’Italia delle pacchianerie, non l’Italia delle piazze urlanti, ma quella che cerca la bellezza nel silenzio, nella compostezza, nella misura. Giorgio Armani, da più di mezzo secolo, incarna questo volto discreto e raro del Paese: l’Italia che non ha bisogno di strepitare per farsi guardare.

L’eleganza come rivoluzione

Quando è apparso, Armani ha tolto peso alle spalle degli uomini e delle donne. Letteralmente.

La giacca destrutturata è stata una rivoluzione gentile: ha smontato i rigidi schemi maschili e, insieme, ha dato alle donne un’arma nuova. Non più il tailleur maschile cucito addosso alle donne per farle sembrare uomini: era ed è un abito che dice femminilità e potere allo stesso tempo. Armani è riuscito dove altri hanno fallito: liberare senza mascherare.

Un’etica dello stile

La sua grandezza non sta soltanto nel disegno. Sta nell’aver imposto un’etica. Armani ha insegnato che l’eleganza è sobrietà, che lo stile non ha bisogno di gridare, che la seduzione non passa dall’eccesso. In un mondo che da anni corre verso il fast fashion, tra le provocazioni inutili e il rumore dei social, lui è rimasto fedele alla sua idea: il bello dura, il bello resiste, il bello non si svende. Leggi tutto

Paola Baronio, giornalista, omaggio a Giorgio Armani

Giorgio Armani se n’è andato in una giornata di fine estate, di una bellezza luminosa, come è stata la sua moda.

L’ho sempre amato e, mentre leggevo gli articoli e i post che lo celebravano, sentendomi sempre più triste, ricordavo la frase di Marcel Proust secondo il quale «nella vita della maggior parte delle donne, qualsiasi cosa, anche il più grande dolore, fa sempre capo alla messa in prova di un abito nuovo».

Ho realizzato che, nel mio piccolo, gli abiti di Armani hanno vestito i momenti più importanti della mia vita, dal completo scelto per il mio matrimonio con la consulenza della mia migliore amica fino alla giacca con la quale avevo festeggiato il mio primo contratto da giornalista.

Quella giacca, poi, mi ha accompagnato in tante occasioni speciali, ma anche nella vita di tutti i giorni. Leggi tutto

Il dolore all’improvviso: Giorgio Armani si spegne a 91 anni

Oggi è arrivata la notizia che mai, mai, mai il nostro magazine avrebbe voluto dover condividere: Giorgio Armani, Re Giorgio, si è spento all’età di 91 anni.

Non siamo in grado, in questo momento, di aggiungere molto altro perché – secondo noi – questo deve essere il momento del silenzio. Verrà poi il tempo delle riflessioni e degli omaggi. Per ora c’è spazio solo per il dispiacere, immenso, e per una sensazione di vuoto.

Ci limitiamo a condividere qui sotto le parole piene di amore e di rispetto diffuse dal Gruppo Armani.

Segnaliamo che la camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Il suo teatro.

Per espressa volontà del Signor Armani, i funerali si svolgeranno in forma privata a Rivalta, nel piacentino, e saranno celebrati lunedì 8 settembre, giorno in cui ci sarà il lutto cittadino a Piacenza (la città in cui è nato), Milano (la città in cui ha vissuto e lavorato) e Pantelleria (l’isola che amava). Naturalmente, i suoi negozi in Italia resteranno chiusi durante le esequie. Leggi tutto

A tu per tu con Luca Trapanese: lui è “Nato per te”

Il 15 giugno al Teatro Excelsior di Empoli ed il 16 giugno al Teatro Manzoni di Milano, andrà in scena Luca Trapanese con “Nato per te – L’amore non chiede permesso”. Con l’occasione abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo.

È stato uno scambio a tu per tu denso di emozioni, di verità, di vita. Luca Trapanese è ormai da anni un simbolo ed è conosciuto per la sua storia personale, in particolare per il suo impegno verso la disabilità e per essere diventato il papà di Alba.

Luca Trapanese è anche molto altro e, con estrema gentilezza e disponibilità, ci ha dato modo di scoprirlo in questa intervista colma di umanità.

Da anni leggiamo il tuo nome sul web, un po’ ovunque, scoprendo la tua e la vostra storia, ma Luca Trapanese chi è?

Eh, Luca trapanese chi è? In realtà, Luca Trapanese, rispetto alla storia che lo ha fatto conoscere, cioè questo ragazzo, uomo, single, gay, napoletano che ha adottato per la prima volta una neonata di 27 giorni, è una persona che ha avuto una vita abbastanza rumorosa. Leggi tutto

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