Bruno Corsini, oltre 100 anni di dolce tradizione

Se parliamo di cioccolato e confetti, non possiamo non parlare della Ditta Bruno Corsini, sinonimo tangibile di tradizione dolciaria dal 1918. In questo luogo magico, dai profumi indimenticabili che toccano l’anima e rispolverano ricordi d’infanzia, vengono prodotti artigianalmente ancora oggi confetti e prodotti al cioccolato. Quando si entra al civico 42 di Piazza San Francesco a Pistoia, si mette piede in un pezzo di storia sia del territorio pistoiese che della confiserie.

Sì, perché lì dentro è possibile fare un viaggio nel gusto, toccando con mano poesia da assaporare confetto dopo confetto, cioccolatino dopo cioccolatino. Ciò che però colpisce ancora di più è la fiabesca immutabilità che la Ditta Bruno Corsini lascia emergere da ogni dettaglio. Una perfetta ed impeccabile resistenza ai segni del tempo, una vittoria contro la frenesia, un trionfo di prezioso artigianato. Viene, quindi, da chiedersi quale sia il segreto per il mantenimento intatto di questa lunga e dolce tradizione. Leggi tutto

Papa Leone XIV nella Vogue’s 55 Best Dressed People of 2025: chi lo veste?

Dicembre è il mese in cui si fanno buoni propositi, proprio come in settembre. Si fanno anche pronostici per l’anno nuovo e non mancano, naturalmente, i bilanci, con tutto il meglio (e a volte anche il peggio) dell’anno che sta per finire.

La rivista Vogue, per esempio, stila varie classifiche e una delle più attese è, senza dubbio, quella delle personalità meglio vestite dell’anno. Nella classifica 2025 c’è un nome forse inaspettato per molti: Papa Leone XIV.

«Known for: breaking with the humble tastes of his predecessor, Pope Francis—but keeping his tailor and maintaining the papal legacy for fine-fitting liturgical vestments»: così recita la motivazione. Leggi tutto

Il progetto MAMI per i neonati prematuri delle Unità Intensive Neonatali

L’ho confessato in altre occasioni: la sofferenza dei bambini mi tocca profondamente.

Il solo pensiero mi è intollerabile, che si tratti di sofferenze e privazioni causate dalla guerra, dalla povertà, dalla malattia. Non ci sono graduatorie o classifiche quando si tratta di bambini. Trovo ugualmente atroce qualsiasi violazione e qualsiasi sopruso venga commesso su di loro, da chiunque e in qualsiasi luogo. Lo stesso vale per le malattie.

Non so se tale empatia derivi in qualche modo dal fatto di essere stata una bambina che ha conosciuto la sofferenza fisica. È stato un incidente, terribile, a mettere a repentaglio la mia vita. Ma ce l’ho fatta, sono stata salvata, dai miei genitori e dai medici, e ho potuto crescere e avere una vita piena. Leggi tutto

Milano, Piazza Portello: Xmas shopping meets wellness

Tra le domande più gettonate di questo momento dell’anno, subito dopo «cosa fai a Capodanno?», troviamo sicuramente «hai già preso i regali di Natale?».

Potremmo darvi qualche consiglio su come rispondere alle domande scomode dei pranzi o sui programmi per la notte del 31 dicembre, ma oggi preferiamo aiutarvi con i regali natalizi parlandovi di… udite, udite: i mercatini di Piazza Portello a Milano, in via Grosotto.

In questa zona, che è un centro commerciale all’aperto, durante il periodo natalizio, trovate graziose “casette” che vendono i più svariati prodotti: perfette gift ideas, ma anche autoregali originali.

Potete scoprire accessori handmade, lavorazioni in legno, vinili perfetti per gli appassionati di musica e molto altro. Leggi tutto

Le Fries, il Natale… come una volta… meglio di una volta

Ci sono profumi che sono capaci di riportarci indietro nel tempo, seduti attorno a una tavola apparecchiata con amore.

È da questa nostalgia felice che nasce LE FRIES, il progetto ideato da Martina Pinto ed Elena Gradella per riportare in vita la magia delle domeniche a pranzo dai nonni — quelle fatte di racconti, piatti fumanti, risate rumorose e dettagli curati con un’attenzione dal sapore quasi rituale.

LE FRIES è molto più di una collezione per la tavola. È un omaggio affettuoso al passato, raccontato con un giusto tocco di ironia: chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha ricevuto l’affettuoso monito «non riempirti di pane»? Oppure non ha sentito le parole «ti vedo sciupato/a»?

Dalle tovaglie ai piatti, passando per tovaglioli, tovagliette e grembiuli, ogni prodotto è pensato per evocare memorie familiari e restituire quel senso di calore e appartenenza che solo certi momenti sanno dare. Leggi tutto

Nel centenario di Fendi, esce il libro che racconta la fondatrice Adele Fendi

Ricorrono nel 2025 i cento anni della Maison FendiAdele Fendi, la fondatrice, è il personaggio al centro di un nuovo libro. Edito da Salani, il volume è uscito il 28 ottobre: racconta una delle storie più significative della moda italiana, un’avventura creativa e imprenditoriale al femminile. Si intitola Adele F. ed è firmato dalla nipote Maria Teresa Venturini Fendi.

Adele Fendi (1897-1978) è stata una donna intraprendente e visionaria, tenace e lungimirante, fuori dagli schemi dell’epoca. Ha lasciato un’impronta formidabile e, nel ruolo di madre, ha impartito un’educazione e una disciplina di acciaio alle sue cinque figlie: Paola (1931), Anna (1933), Franca (1935-2022), Carla (1937-2017) e Alda (1940). È riuscita a coinvolgerle nella costruzione di un progetto comune, portando il nome Fendi a raggiungere le vette dell’alta moda internazionale. E ha dato vita a una luminosa stagione del Made in Italy, costruendo un’azienda che continua a occupare un ruolo di grande rilevanza. Leggi tutto

A tu per tu con Mariagioia Maffucci, la natura del gioiello

Molto spesso, per dare un autentico tocco personale ad un look, abbiamo bisogno dell’aiuto prezioso di un gioiello. Sempre più spesso è necessario che quel gioiello ci rappresenti nella nostra totalità. Altrettanto spesso trovare il gioiello che calzi a pennello la nostra personalità non è facile né scontato. A volte abbiamo paura di osare troppo, altre volte troppo poco, non sentendoci rappresentati da quell’accessorio che va a mettere un punto alla frase che indossiamo.

Un punto ideale, che non è necessariamente una fine, bensì può essere un inizio, lo si può trovare nelle creazioni di Mariagioia Maffucci, artigiana toscana dalle mani d’oro. Lei ha la capacità di seminare natura nella propria arte e trasformarla in gioiello. È in grado di creare pezzi artistici da indossare sia nella quotidianità che in occasioni speciali. Ha anche un altro dono: comunica con le sue creazioni tutto ciò che raramente riesce a dire con le parole.

Stavolta, però, abbiamo avuto l’onore di intervistarla, facendoci raccontare a tu per tu tutto (o quasi) su Mariagioia Maffucci, ovvero sé stessa ed il suo brand.  Leggi tutto

Giorgio Armani, il Sarto dell’Immateriale: l’eredità di Armani Privé

Come Armani Privé ha scolpito l’eternità del minimalismo italiano

Ci sono stilisti che vestono i corpi, altri che vestono i sogni. Giorgio Armani ha fatto entrambe le cose, ma senza mai cedere all’effimero. A poche settimane dalla sua scomparsa, la mostra per i 20 anni di Armani Privé, allestita all’Armani/Silos di Milano, non si è rivelata soltanto una celebrazione della haute couture: è stata un testamento silenzioso, un ultimo atto d’amore verso un’estetica che ha ridefinito i confini della moda italiana.

La tesi è semplice, ma rivoluzionaria nella sua portata: Armani non ha inventato un look — ha fondato un linguaggio. Un codice sottile, essenziale, che ha attraversato decenni con la stessa forza di una poesia sussurrata. Una lingua dell’equilibrio e della sottrazione, dove l’abito non urla ma afferma. Se come suggeriva Coco Chanel: “La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”, Armani ha trasformato questa idea in sistema, in dottrina, in forma mentis. Leggi tutto

Armani: l’uomo che ha vestito l’Italia di sobrietà

C’è un’Italia che si riconosce in Armani. Non l’Italia delle pacchianerie, non l’Italia delle piazze urlanti, ma quella che cerca la bellezza nel silenzio, nella compostezza, nella misura. Giorgio Armani, da più di mezzo secolo, incarna questo volto discreto e raro del Paese: l’Italia che non ha bisogno di strepitare per farsi guardare.

L’eleganza come rivoluzione

Quando è apparso, Armani ha tolto peso alle spalle degli uomini e delle donne. Letteralmente.

La giacca destrutturata è stata una rivoluzione gentile: ha smontato i rigidi schemi maschili e, insieme, ha dato alle donne un’arma nuova. Non più il tailleur maschile cucito addosso alle donne per farle sembrare uomini: era ed è un abito che dice femminilità e potere allo stesso tempo. Armani è riuscito dove altri hanno fallito: liberare senza mascherare.

Un’etica dello stile

La sua grandezza non sta soltanto nel disegno. Sta nell’aver imposto un’etica. Armani ha insegnato che l’eleganza è sobrietà, che lo stile non ha bisogno di gridare, che la seduzione non passa dall’eccesso. In un mondo che da anni corre verso il fast fashion, tra le provocazioni inutili e il rumore dei social, lui è rimasto fedele alla sua idea: il bello dura, il bello resiste, il bello non si svende. Leggi tutto

Paola Baronio, giornalista, omaggio a Giorgio Armani

Giorgio Armani se n’è andato in una giornata di fine estate, di una bellezza luminosa, come è stata la sua moda.

L’ho sempre amato e, mentre leggevo gli articoli e i post che lo celebravano, sentendomi sempre più triste, ricordavo la frase di Marcel Proust secondo il quale «nella vita della maggior parte delle donne, qualsiasi cosa, anche il più grande dolore, fa sempre capo alla messa in prova di un abito nuovo».

Ho realizzato che, nel mio piccolo, gli abiti di Armani hanno vestito i momenti più importanti della mia vita, dal completo scelto per il mio matrimonio con la consulenza della mia migliore amica fino alla giacca con la quale avevo festeggiato il mio primo contratto da giornalista.

Quella giacca, poi, mi ha accompagnato in tante occasioni speciali, ma anche nella vita di tutti i giorni. Leggi tutto

Il dolore all’improvviso: Giorgio Armani si spegne a 91 anni

Oggi è arrivata la notizia che mai, mai, mai il nostro magazine avrebbe voluto dover condividere: Giorgio Armani, Re Giorgio, si è spento all’età di 91 anni.

Non siamo in grado, in questo momento, di aggiungere molto altro perché – secondo noi – questo deve essere il momento del silenzio. Verrà poi il tempo delle riflessioni e degli omaggi. Per ora c’è spazio solo per il dispiacere, immenso, e per una sensazione di vuoto.

Ci limitiamo a condividere qui sotto le parole piene di amore e di rispetto diffuse dal Gruppo Armani.

Segnaliamo che la camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Il suo teatro.

Per espressa volontà del Signor Armani, i funerali si svolgeranno in forma privata a Rivalta, nel piacentino, e saranno celebrati lunedì 8 settembre, giorno in cui ci sarà il lutto cittadino a Piacenza (la città in cui è nato), Milano (la città in cui ha vissuto e lavorato) e Pantelleria (l’isola che amava). Naturalmente, i suoi negozi in Italia resteranno chiusi durante le esequie. Leggi tutto

RIUSCI, originalità ed empatia da indossare

Acquistare un capo di abbigliamento può sembrare qualcosa di estremamente semplice e rapido. Oggigiorno basta un click ed il gioco è fatto. Ci troviamo a comprare qualsiasi cosa senza fermarci realmente a riflettere, molto spesso essendo anche insoddisfatti di ciò che abbiamo acquistato. Con la necessità di fare in fretta e con l’ingordigia di avere tutto e subito, non prestiamo la dovuta attenzione e, quindi, riempiamo l’armadio di cose che, molto probabilmente, non metteremo mai.

Ci siamo fatti coinvolgere dal grande gioco del fast fashion, confondendo il necessario col vezzo. Alcune volte, però, occorrerebbe soffermarsi, approfondire, cercare meglio, dedicando più tempo ad acquisti consapevoli. Forse, in questo mare magnum, potremmo avere il piacere di imbatterci in RIUSCI, un brand dall’animo toscano che, senza parlare, riesce ad insegnarci molto. Leggi tutto

Simone Colombo e Sens Guitars lanciano le chitarra-skate

Oggi parto da un film del 1991. Si intitola Point Break, Punto di rottura nella traduzione italiana, ed è incentrato attorno a una storia di surf e rapine.

Per chi non l’avesse mai visto. Johnny Utah, interpretato da Keanu Reeves, è un investigatore dell’FBI che si infiltra all’interno di un gruppo di surfisti, capitanato da Bodhi ovvero un indimenticabile Patrick Swayze. Lo scopo è smascherare una banda di rapinatori di banche. Ben presto, però, Johnny rimane affascinato dallo stile di vita di Bodhi e i suoi amici. Esattamente come accade a me e – credo – a molti spettatori.

Non importa quante volte io abbia visto quel film: ogni volta in cui lo intercetto, ne rimango irrimediabilmente affascinata. Devo rivederlo, con lo stesso brivido della prima volta, catturata dall’ideale di vita libera e dalla ricerca della mitica onda perfetta.

Anche la storia che sto per raccontarvi oggi comprende surf e mare. Senza rapine, però. Leggi tutto

Twins and Shout, il brand da urlo delle gemelle Corti

Chiara e Federica Corti, due gemelle milanesi classe 1992, sono le creatrici di Twins and Shout, un brand letteralmente da urlo.

In piena pandemia, quando siamo stati tutti costretti a rallentare, le ragazze hanno dato vita al loro small business. Essendo un periodo in cui stare a casa era d’obbligo, hanno iniziato creando delle tovagliette di stoffa quasi a richiamare un bucolico pic-nic. In principio hanno realizzato una tiratura limitata, temendo di non riscuotere un grande successo. Poi, però, si sono dovute ricredere, perché le loro tovagliette sono andate letteralmente a ruba e ne hanno prodotte tantissime.

Dopo il primo successo iniziale e con l’uscita dal periodo pandemico, hanno rallentato con la produzione, lasciando per un po’ Twins and Shout assieme agli altri sogni nel cassetto. Poi, come spesso accade, si sono trovate davanti ad un bivio: proseguire una carriera che non calzava alla perfezione o avere il coraggio di dar forma al proprio sogno? Leggi tutto

L’eleganza ribelle di un’identità in bilico: il Made in Italy

Da qualche parte, c’è un’Italia che non fa rumore, eppure tiene in piedi l’onore di una nazione che troppo spesso dimentica chi è. È l’Italia che cuce, scolpisce, assembla, dipinge, crea. Quella che non urla in TV, che non sgomita nei talk show, ma che ogni giorno mette le mani nella materia e ne tira fuori bellezza. È l’Italia del Made in Italy, tre parole che all’estero valgono come una firma d’artista, ma che in patria rischiano di diventare un marchio svuotato, venduto a pezzi come i souvenir nei vicoli di Venezia.

Cos’è il Made in Italy?

Il Made in Italy non è solo una questione commerciale. È una questione culturale, identitaria, quasi spirituale. È il filo sottile ma tenace che lega il Rinascimento alla moda di Milano, l’ingegno leonardesco alla robotica emiliana, la cucina povera napoletana ai ristoranti stellati di Tokyo. È lo stile come linguaggio, la bellezza come dovere civile, la cura del dettaglio come forma di rispetto. Eppure, siamo arrivati a un punto in cui tutto questo rischia di dissolversi. Non perché non valga più. Ma perché il mondo attorno si muove troppo in fretta per accorgersene. Leggi tutto

Franco Moschino il genio visionario – 5 motivi per visitare la mostra

È stata inaugurata da poco e resterà aperta fino al 19 dicembre 2024. Mi riferisco a Franco Moschino il genio visionario, la mostra ospitata da MyOwnGallery / Superstudio Più a Milano. (AGGIORNAMENTO: PROROGATA FINO ALL’8 GENNAIO 2025!)

A trent’anni dalla sua scomparsa, questa mostra patrocinata dal Comune di Milano vuole ricordare la carica innovativa, la contemporaneità e la vitalità creativa di Franco Moschino. L’esposizione è un’esperienza immersiva nel suo universo immaginifico attraverso le iconiche fotografie di Stefano Pandini che catturano la visione ironica e provocatoria dello stilista, definizione riduttiva che Moschino non amava.

Irriverente, visionario, ironico e inarrestabilmente controcorrente, Franco Moschino è stato l’enfant terrible della moda italiana. Un genio poliedrico capace di scardinare le convenzioni del fashion system con un sorriso beffardo. Uno stilista (pardon) rivoluzionario ma anche un pubblicitario provocatore, un pittore anticonformista, un filosofo ribelle, un pacifista e precursore del movimento eco-friendly.

Moschino, classe 1950, aveva fondato nel 1983 il marchio che portava il suo nome. In soli dieci anni, ha costruito uno dei marchi più innovativi al mondo, lasciando alla sua scomparsa – avvenuta il 18 settembre 1994 – un’eredità che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.

Questo perché, grazie al suo linguaggio visionario e irriverente, ha saputo coniugare moda, arte e provocazione, lasciando un segno indelebile nel panorama della moda internazionale. Leggi tutto

Lamberto Losani SS 2025 e Saverio Palatella, eredità emotiva tradotta in tessuti e filati

Immaginate un marchio d’eccellenza che fa maglieria Made in Italy fin dal 1940. E immaginate un designer eclettico con una expertise immensa proprio nell’ambito della maglieria. Quando marchio e designer si incontrano, nasce qualcosa come la collezione Lamberto Losani SS 2025 con la direzione artistica di Saverio Palatella.

Milanese di nascita, Saverio Palatella ha trovato il suo codice espressivo nella maglieria. La sua carriera nella moda è iniziata nei primi Anni Ottanta, quando ha frequentato a Parigi la École Berçot, prestigiosa scuola internazionale di fashion design. Oggi, Palatella è uno degli esperti più rispettati. È riconosciuto dalla stampa di settore e dai buyer più importanti per aver saputo trasformare la maglieria al punto da proporre quella che possiamo chiamare a pieno titolo tricot couture. Ha collaborato con vari artisti sviluppando progetti teatrali, musica, cortometraggi e video arte.

I suoi prodotti sono un esempio di design e artigianalità e incarnano il valore del vero Made in Italy. Sempre all’avanguardia, la sua raffinata cifra stilistica è data dall’utilizzo di fibre pregiate e dall’attenzione estrema per i dettagli. Ed è noto per le sue consulenze di design per vari marchi tra cui Lamberto Losani.

Lamberto Losani è un nome che è sinonimo di esperienza, manualità, tradizione ma anche innovazione, sperimentazione e contaminazioni creative. Questi elementi hanno portato l’azienda a esportare il cashmere Made in Umbria in tutto il mondo. Leggi tutto

Genius Loci, la mostra dedicata a Franco Moschino è ad Abbiategrasso

È un periodo molto particolare. Un periodo di confusione, lo definirei. In vari ambiti e anche nella moda.

È un periodo in cui nella moda, per esempio, si alternano continui e sempre più frequenti cambi di direttori creativi in seno a tanti brand illustri. Anche dal punto di vista culturale vengono proposti prodotti che, anziché fare chiarezza, offrono visioni pasticciate e pasticcione. Giusto per fare un nome: concordo completamente con l’analisi di Giuliana Matarrese (qui) a proposito di The New Look, il biopic di Apple+ che avrebbe potuto (o dovuto) raccontare la vita di Christian Dior.

Insomma, la moda si trova decisamente in stato confusionale, ahimè, sotto tanti punti di vista, ed è sempre più difficile comprendere in quale direzione vada. Specchio dei tempi, direbbe qualcuno. Non è un pensiero infondato e lo condivido.

Ecco, in mezzo a questa confusione che trovo spesso disturbante, restano ben poche certezze. Una di queste è lo studio della storia della moda. E non solo per conoscere il passato, ma anche per cercare chiavi per interpretare il presente e provare a ipotizzare il futuro.

Certo, le risposte non sono purtroppo da cercare in biopic come quello su Dior (che delusione, lo avevo tanto aspettato…). Le risposte possono invece venire da eventi ben organizzati, come tante belle mostre attualmente in corso. Per esempio, quella su Walter Albini a Prato, della quale mi sono recentemente occupata (qui). Oppure quella su Franco Moschino, ovvero la mostra della quale desidero parlare oggi. Leggi tutto

error: Sii glittering... non copiare :-)