La sfida del secolo, la rivalità insanabile dei due fratelli fondatori di Adidas e Puma

Adidas e Puma: chi non conosce questi nomi, due dei marchi sportivi più famosi? Ma forse non tutti sanno che le due aziende sono profondamente legate da quella che si può definire la sfida del secolo e che va molto oltre una concorrenza tra marchi nella stessa nicchia.

Tutto inizia più di cent’anni fa, esattamente nel lontano 1924. Adolf Dassler (1900 – 1978), figlio di un calzolaio, comincia a produrre scarpe da calcio a Herzogenaurach, una cittadina della Baviera, in Germania. Lui e il fratello Rudolf Dassler (1898 – 1974) fondano la Gebrüder Dassler Schuhfabrik ovvero la fabbrica di scarpe dei fratelli Dassler.

Adolf, visionario e inventore, si occupa di fabbricare materialmente le scarpe. Rudolf, autentico talento nella vendita, si occupa di gestione e distribuzione. L’azienda ottiene subito successo e guadagna la ribalta internazionale. Già durante le Olimpiadi del 1936, i fratelli riescono equipaggiare il mitico Jesse Owens, primo atleta della storia a infrangere la barriera degli otto metri nel salto in lungo. Leggi tutto

RIUSCI, originalità ed empatia da indossare

Acquistare un capo di abbigliamento può sembrare qualcosa di estremamente semplice e rapido. Oggigiorno basta un click ed il gioco è fatto. Ci troviamo a comprare qualsiasi cosa senza fermarci realmente a riflettere, molto spesso essendo anche insoddisfatti di ciò che abbiamo acquistato. Con la necessità di fare in fretta e con l’ingordigia di avere tutto e subito, non prestiamo la dovuta attenzione e, quindi, riempiamo l’armadio di cose che, molto probabilmente, non metteremo mai.

Ci siamo fatti coinvolgere dal grande gioco del fast fashion, confondendo il necessario col vezzo. Alcune volte, però, occorrerebbe soffermarsi, approfondire, cercare meglio, dedicando più tempo ad acquisti consapevoli. Forse, in questo mare magnum, potremmo avere il piacere di imbatterci in RIUSCI, un brand dall’animo toscano che, senza parlare, riesce ad insegnarci molto. Leggi tutto

Sicer rafforza l’impegno ESG tra sostenibilità ambientale e sociale

Sono un’ottimista. O lo sono stata. Negli ultimi anni, crescendo, mi rendo conto di essermi in effetti spostata verso un atteggiamento più neutro e cauto. Da realista, diciamo.

Eppure, la voglia di ottimismo c’è ancora. E così, dopo due articoli riguardanti i peccati della moda (delocalizzazione, appropriazione culturale, caporalato), mi sono resa conto di aver bisogno di una boccata di aria pulita. Di aver bisogno di una ventata di positività. Di una notizia che fosse diametralmente opposta a quelle di cui mi sono occupata con quegli articoli. Per me stessa ma anche per voi, cari amici lettori.

Ecco perché, tra i tanti comunicati stampa ricevuti nell’ultima settimana, ho deciso di dare voce a uno che parla di impegno ESG.

ESG è l’acronimo di environmental, social, corporate governance: esprime l’approccio di un’azienda verso obiettivi che trascendono la mera massimizzazione dei profitti. Tali obiettivi comprendono il raggiungimento di specifici traguardi ambientali e, dal punto di vista sociale, l’integrazione di principi di equità e inclusione. Leggi tutto

Caporalato in ambito moda, ultimi casi e possibili soluzioni

Ci sono casi in cui preferirei avere torto. Lo dico sul serio, giuro.

Penso a quando apro uno di quei cosiddetti vasi di Pandora, ovvero quando scoperchio verità che fanno male. Preferirei essere smentita. Preferirei di gran lunga poter dire «ok, mi sono sbagliata, questa volta».

E invece no. Sembra quasi che ci sia un oscuro impegno, un accanimento. Non solo le peggiori previsioni risultano esatte, forse perché mi esprimo dopo aver ben osservato e dopo essermi accuratamente documentata. Viene addirittura dimostrato anche quel detto secondo il quale al peggio non esiste limite.

È ciò che sta accadendo da quando ho scritto l’articolo su ipocrisia e arroganza della moda. Per essere precisa l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di articoli su tali argomenti. L’articolo in questione, datato 2 luglio, parte dalla questione attuale dei dazi minacciati da Trump per focalizzarsi su una grande e scottante questione: la delocalizzazione e il suo vero prezzo, in termini sociali, culturali e, conseguentemente, anche economici. Leggi tutto

I Miei Primi 18 Anni, arriva in Italia il caso editoriale che ha conquistato l’Europa

Se avete letto i miei articoli precedenti, dedicati a costumi da bagno sostenibili e a strumenti musicali ricavati da tavole da surf, avrete forse pensato che la mia testa inizia a navigare verso le vacanze. Non vi siete affatto sbagliati.

E, per inciso, anche Francesca Soba, una delle validissime editor di A glittering woman, si è unita a questo mood. Avete letto il suo emozionante articolo su un luogo che si chiama Adler Lodge Alpe e su una pratica poetica che si può praticare lì, lo stargazing?

Ebbene sì, la nostra idea è quella di fornirvi, cari amici lettori, una serie di spunti da portare con voi in occasione delle prossime vacanze estive. Oggi, per esempio, inizio a suggerirvi dei libri. Mi è stato infatti sottoposto un prodotto editoriale di recente lancio. Mi ha molto incuriosita e quindi ho pensato di condividerlo. Leggi tutto

Simone Colombo e Sens Guitars lanciano le chitarra-skate

Oggi parto da un film del 1991. Si intitola Point Break, Punto di rottura nella traduzione italiana, ed è incentrato attorno a una storia di surf e rapine.

Per chi non l’avesse mai visto. Johnny Utah, interpretato da Keanu Reeves, è un investigatore dell’FBI che si infiltra all’interno di un gruppo di surfisti, capitanato da Bodhi ovvero un indimenticabile Patrick Swayze. Lo scopo è smascherare una banda di rapinatori di banche. Ben presto, però, Johnny rimane affascinato dallo stile di vita di Bodhi e i suoi amici. Esattamente come accade a me e – credo – a molti spettatori.

Non importa quante volte io abbia visto quel film: ogni volta in cui lo intercetto, ne rimango irrimediabilmente affascinata. Devo rivederlo, con lo stesso brivido della prima volta, catturata dall’ideale di vita libera e dalla ricerca della mitica onda perfetta.

Anche la storia che sto per raccontarvi oggi comprende surf e mare. Senza rapine, però. Leggi tutto

Costumi da bagno: è possibile parlare di sostenibilità?

Insegno editoria e storia della moda dal 2015. In dieci anni di esperienza, ho constatato che il percorso storico dei costumi da bagno – e in particolare la nascita del bikini – è un argomento che affascina tutti gli studenti.

Conoscete la storia?

Parigi, anno 1946: Louis Réard è un ex ingegnere automobilistico che ha rilevato l’attività di sua madre nel campo della lingerie. Ispirandosi alle spiagge dove vede donne che tentano di arrotolare i bordi dei costumi da bagno per aumentare la superficie di pelle esposta al sole, il designer ha un’intuizione geniale: lanciare un costume di dimensione ridotte rispetto ai modelli molto coprenti ancora in voga in quegli anni.

Il modello a cui pensa Réard prevede uno slip piccolo e sgambato più un reggiseno fatto da due triangoli. Il tutto è proposto in un tessuto con una stampa altrettanto particolare: sembra la pagina di un quotidiano. Il costume ha dimensioni così ridotte per l’epoca che Réard ha difficoltà a trovare una modella disposta a indossarlo. È Micheline Bernardini, danzatrice del Casino de Paris, l’unica a prestarsi per una presentazione alla piscina Molitor. Leggi tutto

Come Londra omaggia Elsa Schiaparelli

Al V&A Museum una mostra dedicata a Elsa Schiaparelli: “Fashion Becomes Art”

Londra, primavera 2026 – Il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra presenta Fashion Becomes Art, una mostra evento dedicata alla stilista italiana Elsa Schiaparelli. Per la prima volta nel Regno Unito, una retrospettiva celebrerà l’eredità di una delle figure più rivoluzionarie della storia della moda.

L’esposizione guiderà i visitatori in un viaggio affascinante, dalla Parigi degli anni Venti fino alle collezioni contemporanee firmate da Daniel Roseberry, con una retrospettiva imperdibile sulla moda come forma d’arte.

Elsa Schiaparelli, il genio visionario tra moda e surrealismo

Nata a Roma nel 1890, Elsa Schiaparelli visse un’adolescenza turbolenta. Dopo varie avventure giovanili, si trasferì a Parigi dove il suo incontro con il couturier Paul Poiret segnò l’inizio di una carriera straordinaria. Leggi tutto

Anna Pepe presenta il suo primo diario e vi dico perché ne parla una della Gen X

Sono pronta a fare una scommessa. Se scrivo la parola Smemoranda catturo subito l’attenzione di due generazioni. Sicuramente la mia, ovvero la Generazione X, e anche l’attenzione della successiva, la Generazione Y o Millennials. Come si usa dire oggi, sblocco un ricordo a molte persone.

Breve spiegazione per chi non è Gen X o Gen Y. La Smemoranda, Smemo per gli amici, è nata nel lontano 1978 rivoluzionando il concetto di agenda: tra le proprie pagine, prevede articoli di riflessione e opinione, poesie, canzoni, quiz, disegni, vignette. Si colloca a metà, insomma, tra un diario e un libro. Non solo: la linea editoriale è spesso in controtendenza rispetto ai punti di vista conservatori.

Chi l’ha usata e amata, sa molto bene una cosa: la Smemo si è sempre riempita di vita, ovvero dei propri pensieri e di quelli degli amici a cui si permetteva di sfogliarla. Ricordo bene la frase «mi passi la tua Smemo?» che equivaleva a chiedere il permesso di entrare in casa altrui. Tendo a usare l’imperfetto perché, nonostante esista ancora, non so quanto sia oggi in auge tra gli adolescenti. Leggi tutto

ADLER Lodge Alpe: vicino alle stelle

Le notti che non si dimenticano: lo stargazing secondo ADLER Lodge ALPE

C’è un luogo – e non è leggenda – dove la notte ha ancora il coraggio di essere buia. Dove le stelle, anziché contendersi un angolo del cielo con i riflessi invadenti della civiltà, si prendono la scena con l’eleganza sobria e antica di un teatro a luci spente. Questo luogo, che sembra uscito dalla penna di un poeta romantico con il passo lento e la coperta sulle spalle, si chiama ADLER Lodge ALPE ed è una perla discreta incastonata nell’altopiano dell’Alpe di Siusi, nel cuore della Val Gardena.

Siamo a 1.800 metri di altitudine, là dove l’aria diventa carezza e la fretta si perde come nebbia all’alba. A dominare il paesaggio, le severe e affascinanti cime del Sassolungo e del Sassopiatto, che – perdonate la confidenza – sembrano fare da sentinelle a un piccolo paradiso terrestre. Lì, ADLER Lodge Alpe non è da considerarsi un rifugio alpino, anche perché non lo è, ma un invito garbato a riscoprire una dimensione perduta: quella del silenzio, della meraviglia, del cielo. Leggi tutto

Ipocrisia e arroganza versus moda e lusso: qualche riflessione

Lo dichiaro subito, a scanso di equivoci. Non ho nessuna intenzione di scendere nel merito di ciò che sta accadendo nel mondo a seguito delle decisioni di Donald Trump sui dazi commerciali. Preferisco che a farlo sia chi si intende davvero di finanza e geopolitica.

Ciò di cui desidero parlare oggi è però in stretta connessione. È la grande ipocrisia nella quale abbiamo vissuto.

Perché parlo di ipocrisia? Torniamo a Trump e al fatto che i dazi da lui proposti potrebbero, tra l’altro, colpire il settore in cui mi muovo, ovvero tessile e abbigliamento, con tariffe elevatissime. La tensione economica che ne deriva sta generando scossoni a livello planetario e ha riacceso un dibattito: la reale geografia produttiva di moda e lusso.

È cosa nota a tutti come, negli ultimi mesi, numerosi fabbricanti cinesi abbiamo pubblicato video in cui denunciano proprio l’ipocrisia di un sistema che continua a vendere Made in Europe pur affidando, in realtà, la produzione ai loro stabilimenti. Leggi tutto

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