Ridefinire il Gioiello decima edizione, inaugurata la mostra a Casalmaggiore

Ci siamo: dopo la fase di selezione (che avevamo annunciato qui), Ridefinire il Gioiello entra ora nel vivo con la mostra che è stata aperta al Museo del Bijou di Casalmaggiore, in provincia di Cremona.

Ideato e diretto da Sonia Patrizia Catena e dedicato alla valorizzazione del gioiello contemporaneo, Ridefinire il Gioiello compie quindici anni e arriva alla sua decima edizione. Tale importante traguardo viene celebrato dedicando il tema 2026 a una riflessione profonda sul tema della montagna intesa non solo come paesaggio naturale, quanto piuttosto come luogo simbolico e come archetipo. La decima edizione si configura dunque come una nuova cima da raggiungere, un invito a guardare oltre e ad alzare lo sguardo, traducendo la montagna non come immagine da riprodurre, ma come energia e metafora da interpretare. Leggi tutto

Otto marzo a modo nostro: il talento di Lamunt, designed by Women for Women

8 marzo ovvero Giornata internazionale della donna o, ancora meglio, Giornata internazionale dei diritti della donna. Cosa significa celebrarla a modo nostro? Significa che, oltre ad aver dato notizia dell’arrivo a Milano del MUPA, il Museo del Patriarcato (vedere l’articolo precedente), scegliamo di celebrare il talento delle donne. Lo facciamo condividendo la storia di un brand che si chiama LaMunt e che porta avanti un ideale molto preciso: designed by women for women.

Il percorso di LaMunt è nato dall’ascolto e dal confronto costante con donne che vivono la montagna ogni giorno. Il brand è nato infatti cinque anni fa da un bisogno reale. Nell’abbigliamento tecnico da montagna, lo sguardo femminile è rimasto per lungo tempo sullo sfondo, potendo contare su capi pensati per altri consumatori e per altre priorità. È proprio da questa consapevolezza che ha preso forma l’intuizione di Ruth Oberrauch, fondatrice di LaMunt: creare un progetto che partisse dalle esigenze delle donne. Leggi tutto

Donne d’oro alle Olimpiadi: da Brignone a Vonn, le regine del ghiaccio che hanno riscritto la storia

La neve riflette tutto. La luce. Il coraggio. Le imperfezioni.
Sotto il cielo tagliente delle Olimpiadi invernali, il bianco non è mai solo bianco: è velluto gelido, è passerella verticale, è palcoscenico estremo dove il corpo femminile smette di chiedere il permesso e inizia a dettare il ritmo.

Le donne d’oro non sfilano. Attaccano.
Scivolano su lamine affilate, planano con sci che tagliano l’aria come bisturi, ruotano in abiti scintillanti che nascondono ore di disciplina feroce. Il gesto atletico diventa estetica. L’estetica diventa potere.

Alle Olimpiadi, l’oro non è soltanto una medaglia. È una dichiarazione. Leggi tutto

Da Paul Poiret a Jonathan William Anderson, la moda veste ancora la cultura

L’argomento principe di questo periodo è, giustamente, uno e soltanto uno: i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. La nostra Francesca Soba, per esempio, sta lavorando a un articolo che parla dei successi delle atlete di varie nazionalità e non solo delle nostre meravigliose Azzurre. Io mi concentro invece su un altro punto, ovvero il rapporto tra Olimpiadi e moda.

Penso di poter affermare che, tra i tanti aspetti della cerimonia di inaugurazione (e tralasciamo le varie polemiche, per carità), siamo rimasti tutti più o meno affascinati dalle divise ufficiali delle varie nazioni. Molti importanti brand globali hanno firmato le uniformi dei team, creando un punto di incontro tra design, tecnologia e identità culturale. L’abbigliamento olimpico è diventato il racconto visivo di ogni Paese in un intreccio tra performance e stile. E così ciò che si indossa diventa, ancora una volta, un veicolo comunicativo immediato e di grande impatto. Leggi tutto

Sila3Vette compie dieci anni tra sport, natura e gastronomia

Ritorna la Winter Challenge Sila3Vette che quest’anno spegne dieci candeline. Si tratta di un evento che, nello scenario nazionale e internazionale, ha portato in alto il nome della Sila. Ha acceso i riflettori sulle infinite possibilità escursionistiche invernali delle montagne della Calabria, selvagge ma accoglienti, e che Sila3Vette ha contribuito a far scoprire.

È una storia nata dalla passione autentica per il territorio da parte degli organizzatori: Giuseppe Guzzo, progettista e presidente dell’ASD TMC360 Sport, e Mara Carchidi, professionista nella comunicazione territoriale. Entrambi sono stati inarrestabili nel portare avanti, edizione dopo edizione, la manifestazione. Nato come appuntamento sportivo, Sila3Vette è diventato oggi un grande evento turistico outdoor di rilievo nazionale. Anima il Parco Nazionale della Sila e porta in Calabria atleti viaggiatori che desiderano vivere l’accoglienza e i sapori, ma che vogliono anche perdersi con la mente tra i luoghi incantati che la gara attraversa. Leggi tutto

Be part of the legend: storie di montagna

Le Dolomiti non spiegano. Accusano.

Ci sono montagne che rassicurano. Le Dolomiti no.
Le Dolomiti ti fissano. E mentre le guardi ti rendi conto che non sei tu a osservarle: sono loro che ti stanno misurando. Da sempre. Non sono nate per il turismo, né per le cartoline. Sono nate come monito.
E le loro leggende non sono racconti da tramandare ai bambini prima di dormire, ma atti di accusa contro l’uomo, contro la sua arroganza, la sua fretta, la sua incapacità di custodire ciò che ama.

Raccontarle oggi non è folklore. È un gesto politico. È ricordare che esistono verità che non si piegano. Leggi tutto

I Giochi olimpici™ – Una storia lunga tremila anni alla Fondazione Rovati a Milano

La Fondazione Luigi Rovati di Milano ha inaugurato la mostra I Giochi Olimpici™ – Una storia lunga tremila anni, realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

Aperta fino al 22 marzo 2026, l’esposizione ripercorre la lunga vicenda dello sport. Dalla civiltà greca attraverso il mondo etrusco e romano per arrivare al presente, i principi e i valori olimpici hanno accompagnato l’evoluzione della società e rappresentano il filo conduttore di questa mostra.

I Giochi sono molto più di una competizione agonistica. Fin dalle origini, sono stati ricchi di connotati religiosi, politici, culturali, sociali e hanno consentito di celebrare valori quali la forza del corpo, la dignità della sfida, il dialogo interculturale. Leggi tutto

FUORIPISTA arte, sport e inverno a Bergamo, per andare oltre la retorica

Curiosità, entusiasmo, attesa: sono i sentimenti associabili ai XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione mondiale dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Ed è proprio vivendo tale attesa che il centro gres art 671 presenta una mostra dedicata agli sport invernali.

Nato a Bergamo nel 2023, gres art 671 (scritto proprio così, tutto minuscolo) si pone l’obiettivo di restituire alla cittadinanza una ex area industriale di oltre 3.000 mq, conservandone e trasmettendone la memoria e la storia. Il risultato è uno spazio di produzione culturale in cui si tengono mostre, incontri e attività che diventano occasioni per coniugare bellezza e impatto sociale. Leggi tutto

Con The Sound of Altitude adidas dà voce alle vette italiane

L’entusiasmo per i XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è sempre crescente. Tra i brand che lanciano iniziative collegate all’evento figura adidas che presenta The Sound of Altitude. Si tratta di un’iniziativa pionieristica in cui viene letteralmente data voce alle vette italiane e agli skyline urbani. E così, i paesaggi più iconici di Milano, Cortina, Anterselva e Livigno si trasformano in vere e proprie colonne sonore.

Questo progetto innovativo, realizzato in collaborazione con il produttore RIVA, traduce le linee topografiche in tracce musicali uniche. Nasce così una playlist su Spotify pensata per ispirare, motivare e accompagnare atleti e appassionati. E per fondere sport, creatività e tecnologia in un’esperienza sonora immersiva.

Trovate qui sotto tutti i dettagli.

La Redazione Leggi tutto

Sono aperte le iscrizioni a Ridefinire il Gioiello X Edizione

Sono molto felice di tornare a parlare di Ridefinire il Gioiello, il concorso nato nel 2010 e che quest’anno compie dunque ben 15 anni di attività e raggiunge le 10 edizioni. Sono altrettanto felice di confermare che, ancora una volta, ci sarà il premio assegnato da A glittering magazine.

Ma permettetemi di procedere con ordine.

In un anniversario così importante per il concorso, desidero prima di tutto ricordare come Ridefinire il Gioiello sia un progetto composito, nato con l’obiettivo di diffondere e valorizzare una nuova estetica del gioiello contemporaneo. Da qui l’invito rivolto a designer e artisti anno dopo anno: ricercare materiali innovativi e sperimentali, mettendo L’IDEA al centro del proprio processo creativo. Leggi tutto

ADLER Lodge Alpe: vicino alle stelle

Le notti che non si dimenticano: lo stargazing secondo ADLER Lodge ALPE

C’è un luogo – e non è leggenda – dove la notte ha ancora il coraggio di essere buia. Dove le stelle, anziché contendersi un angolo del cielo con i riflessi invadenti della civiltà, si prendono la scena con l’eleganza sobria e antica di un teatro a luci spente. Questo luogo, che sembra uscito dalla penna di un poeta romantico con il passo lento e la coperta sulle spalle, si chiama ADLER Lodge ALPE ed è una perla discreta incastonata nell’altopiano dell’Alpe di Siusi, nel cuore della Val Gardena.

Siamo a 1.800 metri di altitudine, là dove l’aria diventa carezza e la fretta si perde come nebbia all’alba. A dominare il paesaggio, le severe e affascinanti cime del Sassolungo e del Sassopiatto, che – perdonate la confidenza – sembrano fare da sentinelle a un piccolo paradiso terrestre. Lì, ADLER Lodge Alpe non è da considerarsi un rifugio alpino, anche perché non lo è, ma un invito garbato a riscoprire una dimensione perduta: quella del silenzio, della meraviglia, del cielo. Leggi tutto

Il mio compleanno e la bellezza della gratitudine

E sono quattro.

Che cosa?

Con oggi, 26 novembre 2016, sono quattro i miei compleanni festeggiati attraverso A glittering woman, questo spazio web al quale tengo molto e che curo con grande passione, come se fosse una tenera piantina da fare crescere giorno dopo giorno.

Quindi, per prima cosa… tanti auguri a me 🙂 😆 🙂 😆

Sapete, riguardando i post degli anni passati, ho notato come ogni compleanno sia stato caratterizzato da un tema di fondo, da una sorta di leitmotiv.

Il primo anno è stato quello della gioia mista però a una vena di malinconia (lo stesso giorno è successo un fatto che mi ha rovinato la giornata); il secondo è stato invece l’anno della sindrome da pallina da flipper (quella che prende quando ci si sente un po’ sballottati come avviene, appunto, a una pallina intrappolata nel celebre gioco).

Il terzo, lo scorso, quello del 2015, è stato l’anno della teoria del kintsugi. Detta anche kintsukuroi, significa letteralmente riparare con l’oro ed è una pratica giapponese che consiste nel sistemare oggetti rotti attraverso l’uso di materiali preziosi: contiene – naturalmente – un messaggio intrinseco, ovvero che la vita consta non soltanto d’integrità, ma anche di rottura e che tale rottura va accolta come qualcosa che aggiunge bellezza.

Questo, invece, è solo e semplicemente l’anno della gratitudine. Leggi tutto

Montagna 1 – Manu 0, ovvero mi toccherà imparare a pattinare

Credo di poterlo affermare senza tema di smentita: carichiamo le vacanze di grandi aspettative.
Forse troppe aspettative. Talvolta sproporzionate.
Ci aspettiamo che esse sortiscano chissà quale miracolo, che ci rigenerino completamente e che ci divertano alla follia. Ci aspettiamo di ritornare nuovi nuovi, come bimbi appena nati.
Chissà, forse è così perché le aspettiamo tutto l’anno oppure perché abbiamo un costante bisogno di sperare in qualcosa che cambi radicalmente la nostra routine.

Naturalmente, io non rappresento un’eccezione e, come tutti, ripongo grandi speranze nel periodo di pausa.
Non mi aspettavo, dunque, di ritrovarmi dopo le vacanze così.
Ovvero disorientata.
Un po’ svuotata.
Ammaccata.

Non mi vergogno ad ammetterlo.
Non mi vergogno ad ammettere che le vacanze, le mie, non sono forse andate come mi aspettavo.
Non mi vergogno ad ammettere che non immaginavo un rientro così: un po’ sottotono. Me lo aspettavo più positivo, più energico.

In fondo, le vacanze non erano andate male e, durante gli ultimi giorni, avevo addirittura maturato un paio di idee su altrettanti post con i quali avevo intenzione di far ripartire il blog. Leggi tutto

100 happy days: sfida con me stessa / parte 1

Probabilmente, se siete dei vagabondi del grande web quanto lo sono io, vi siete già imbattuti in 100 happy days, o magari vi è capitato di notare che qualche vostro amico tagga le sue foto in questo modo. Io mi sono accorta di tale progetto o sfida – definitelo come preferite – un paio di mesi fa: vedevo gli hashtag su Instagram, mi sono incuriosita e ho cercato su Google, trovando un sito semplice, chiaro e diretto.
“Viviamo in un’epoca in cui avere un’agenda piena è diventato qualcosa di cui vantarsi”, spiega il sito, “e mentre la vita diventa sempre più frenetica, abbiamo sempre meno tempo per approfittare del momento presente. Per ogni essere umano, la capacità di apprezzare sé stessi nel momento e nell’ambiente circostante in cui ci si trova è il primo passo per raggiungere uno stato di felicità duratura.”
Le persone (geniali, secondo me, perché hanno creato un fenomeno virale) dietro questo progetto lanciano dunque una sfida: provare a essere felici per 100 giorni di fila, o meglio, trovare in ogni giorno un momento che ci abbia resi felici e rappresentare il tutto attraverso delle foto. “Può essere qualsiasi cosa: da un appuntamento con un tuo amico a un buonissimo tiramisù al ristorante; dalla piacevole sensazione di rientrare a casa dopo una giornata di duro lavoro a un favore fatto a uno sconosciuto.” Leggi tutto

Mi sento un po’ come Heidi… cartoline Instagram da Carona

Se leggendo il titolo avete pensato alla bella Heidi Klum, vuol dire che siete proprio dei fashionisti incalliti.

No, non mi riferivo a lei, ma alla Heidi dei cartoni animati: avete presente, quella a cui i monti sorridono e le caprette fanno “ciao”? Ecco, in montagna io mi sento come lei, solo un po’ più goffa.

Sarò sincera a costo di attirarmi qualche antipatia: a me la montagna non piace. Anzi, la detesto proprio. Mi annoia d’estate e mi mette a disagio d’inverno, quando non sopporto il freddo e la neve. Nelle mie vene scorre sangue misto all’acqua salata del mare, non c’è dubbio.

Direte voi: e allora che ci facevi in montagna?

Risposta: sono andata a trovare i miei che quest’estate hanno soggiornato a Carona, in Alta Val Brembana.

Nota per chi vive coi suoi genitori e non capisce la scelta di trascorrere con loro qualche giorno di vacanza: vedrete che, quando come me avrete lasciato il nido da diverse primavere, a casa ci si torna sempre volentieri… Leggi tutto

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