A Milano arriva il MUPA, Museo del Patriarcato di ActionAid con focus sulle discriminazioni nello sport

Si sono da poco spenti i riflettori sui Giochi Olimpici Invernali e, a breve, torneranno a riaccendersi sui Giochi Paralimpici. Tra le cose positive che Milano Cortina 2026 ha portato con sé, possiamo sicuramente annoverare la valanga – quasi letteralmente! – di vittorie accumulate dalle atlete, a partire dalle nostre splendide Azzurre. Spero che questa eco non si spenga. E spero che non sia solo una bella illusione. È per questo che, ben volentieri, ho deciso di dare spazio alla notizia dell’arrivo a Milano del MUPA, il Museo del Patriarcato lanciato a Roma lo scorso 25 novembre per iniziativa di ActionAid.

In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, il MUPA torna a raccontare la società patriarcale dei nostri giorni. A ospitarlo, dal 7 al 21 marzo, sarà la Fabbrica del Vapore. Ventisette opere – di cui quattro inedite – tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze formano una mostra che invita a osservare con sguardo critico i comportamenti e le narrazioni che, ancora oggi, alimentano la violenza maschile sulle donne. Lo scopo è smascherare i meccanismi culturali che determinano proprio quei comportamenti e quelle narrazioni. Leggi tutto

Dalla sfida al mito: la Torcia Olimpica di Pininfarina compie 20 anni

Nel giorno della cerimonia di inaugurazione dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 e a distanza di vent’anni da Torino 2006, A glittering magazine racconta una storia di stile e ingegneria. E essere protagonista è Pininfarina che celebra uno dei suoi progetti più emblematici: la Torcia Olimpica creata proprio dall’azienda e poi diventata una autentica icona di design e aerodinamica.

È stata infatti Pininfarina a progettare la Torcia e anche il Braciere di Torino 2006. La storia inizia ufficialmente il 20 gennaio 2005, quando la Torcia Olimpica è stata presentata a Palazzo Marino, a Milano. In qualità di Fornitore Ufficiale di Torino 2006, Pininfarina assumeva quel giorno la responsabilità completa dello stile, dell’ingegnerizzazione e della produzione di un oggetto chiamato a rappresentare i Giochi, in quanto simbolo universale dello spirito olimpico, e anche l’eccellenza italiana nel mondo. Leggi tutto

Storia di una famiglia imperfetta: Luca Trapanese torna in libreria

Esistono notizie che bussano direttamente al cuore, senza nemmeno passare dalla porta. Ci sono storie che scaldano l’anima, perché sono dense di vita vera. Poi, in tutto questo, ci sono inni all’imperfezione che non possono passare inosservati. Uno fra tutti è indubbiamente Storia di una famiglia imperfetta, il nuovo libro di Luca Trapanese, persona incredibile che abbiamo avuto l’onore di intervistare lo scorso giugno.

Un breve recap: Luca Trapanese è padre di Alba, una bambina con la sindrome di Down che ha preso in affido e poi adottato nel 2018, in seguito a una vicenda che ha commosso l’Italia e che è diventata un libro, un film e un monologo teatrale. Leggi tutto

I Giochi olimpici™ – Una storia lunga tremila anni alla Fondazione Rovati a Milano

La Fondazione Luigi Rovati di Milano ha inaugurato la mostra I Giochi Olimpici™ – Una storia lunga tremila anni, realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

Aperta fino al 22 marzo 2026, l’esposizione ripercorre la lunga vicenda dello sport. Dalla civiltà greca attraverso il mondo etrusco e romano per arrivare al presente, i principi e i valori olimpici hanno accompagnato l’evoluzione della società e rappresentano il filo conduttore di questa mostra.

I Giochi sono molto più di una competizione agonistica. Fin dalle origini, sono stati ricchi di connotati religiosi, politici, culturali, sociali e hanno consentito di celebrare valori quali la forza del corpo, la dignità della sfida, il dialogo interculturale. Leggi tutto

FUORIPISTA arte, sport e inverno a Bergamo, per andare oltre la retorica

Curiosità, entusiasmo, attesa: sono i sentimenti associabili ai XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione mondiale dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Ed è proprio vivendo tale attesa che il centro gres art 671 presenta una mostra dedicata agli sport invernali.

Nato a Bergamo nel 2023, gres art 671 (scritto proprio così, tutto minuscolo) si pone l’obiettivo di restituire alla cittadinanza una ex area industriale di oltre 3.000 mq, conservandone e trasmettendone la memoria e la storia. Il risultato è uno spazio di produzione culturale in cui si tengono mostre, incontri e attività che diventano occasioni per coniugare bellezza e impatto sociale. Leggi tutto

Con The Sound of Altitude adidas dà voce alle vette italiane

L’entusiasmo per i XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è sempre crescente. Tra i brand che lanciano iniziative collegate all’evento figura adidas che presenta The Sound of Altitude. Si tratta di un’iniziativa pionieristica in cui viene letteralmente data voce alle vette italiane e agli skyline urbani. E così, i paesaggi più iconici di Milano, Cortina, Anterselva e Livigno si trasformano in vere e proprie colonne sonore.

Questo progetto innovativo, realizzato in collaborazione con il produttore RIVA, traduce le linee topografiche in tracce musicali uniche. Nasce così una playlist su Spotify pensata per ispirare, motivare e accompagnare atleti e appassionati. E per fondere sport, creatività e tecnologia in un’esperienza sonora immersiva.

Trovate qui sotto tutti i dettagli.

La Redazione Leggi tutto

Fatte su misura: a Milano l’esposizione che fonde arte, legalità, ingegneria

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha inaugurato il 21 giugno 2025 Fatte su misura, esposizione che fonde arte, legalità e ingegneria. E restituisce al pubblico un’auto d’epoca coinvolta in un’indagine giudiziaria internazionale.

Il secondo piano del Museo si trasforma. La galleria, un tempo neutra, diventa teatro e confessionale. Le luci scolpiscono le curve come farebbero in un set cinematografico.

Ma non c’è finzione, stavolta. C’è giustizia. Storia. C’è una macchina – un’Alfa Romeo 8C 2900 B Berlinetta Touring del 1938 – che non è solo un’icona dell’ingegneria italiana: è una testimone. Leggi tutto

A tu per tu con Luca Trapanese: lui è “Nato per te”

Il 15 giugno al Teatro Excelsior di Empoli ed il 16 giugno al Teatro Manzoni di Milano, andrà in scena Luca Trapanese con “Nato per te – L’amore non chiede permesso”. Con l’occasione abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo.

È stato uno scambio a tu per tu denso di emozioni, di verità, di vita. Luca Trapanese è ormai da anni un simbolo ed è conosciuto per la sua storia personale, in particolare per il suo impegno verso la disabilità e per essere diventato il papà di Alba.

Luca Trapanese è anche molto altro e, con estrema gentilezza e disponibilità, ci ha dato modo di scoprirlo in questa intervista colma di umanità.

Da anni leggiamo il tuo nome sul web, un po’ ovunque, scoprendo la tua e la vostra storia, ma Luca Trapanese chi è?

Eh, Luca trapanese chi è? In realtà, Luca Trapanese, rispetto alla storia che lo ha fatto conoscere, cioè questo ragazzo, uomo, single, gay, napoletano che ha adottato per la prima volta una neonata di 27 giorni, è una persona che ha avuto una vita abbastanza rumorosa. Leggi tutto

Una missione per due, l’opera lirica che celebra l’inclusione attraverso l’arte

Ricevo e volentieri condivido – Sabato 24 maggio è il giorno del debutto di Una missione per due. È un’opera lirica che celebra l’inclusione attraverso l’arte e va in scena al Teatro La Nuova Fenice di Osimo, in provincia di Ancona.

Lo spettacolo coinvolge quasi 600 partecipanti tra studenti, professionisti e ragazzi con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale. È il cuore pulsante di Opera fai da te, progetto nato dalla sinergia virtuosa tra Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Istituto Comprensivo Caio Giulio Cesare di Osimo-Offagna e Fondazione Lega del Filo d’Oro.

L’obiettivo? Rendere la cultura accessibile e partecipata.

«Abbiamo accolto con entusiasmo l’opportunità di coinvolgere bambini e giovani adulti con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale in questa esperienza corale in cui ciascuno può essere protagonista con le sue potenzialità. Progetti come questi rappresentano un’occasione preziosa per promuovere una cultura dell’inclusione fondata sul rispetto, sull’empatia e sulla valorizzazione delle diversità. Sono la dimostrazione di come ogni persona, con le proprie abilità e unicità, possa contribuire in modo significativo alla creazione di qualcosa di importante e condiviso». Leggi tutto

MP Moda e Fondazione Centro Anch’io insieme per la Milano Fashion Week

Sabato 1° marzo 2025, durante la Milano Fashion Week, sono stata invitata all’Acquario Civico per una sfilata particolare. A organizzarla è stata la scuola MP Moda per presentare una sfilata collettiva tra creatività, sartoria e sperimentazione.

Il tema conduttore è stato esplicitato fin dal titolo – New Liberty – con l’intento di esplorare il connubio tra design classico ed estetica moderna. Il riferimento è naturalmente all’Art Nouveau, o stile Liberty, ovvero il movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento e che influenzò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate. Le linee sinuose e i motivi floreali che hanno caratterizzato tale movimento sono stati reinterpretati e riletti attraverso materiali innovativi e con una forte attenzione alla sostenibilità – da cui l’aggettivo new.

Ogni micro collezione contenuta all’interno della sfilata collettiva è dunque frutto di un intenso lavoro di ricerca sui codici visivi dell’Art Nouveau, reinterpretati con uno sguardo proiettato verso futuro e sperimentazione. Facendo affidamento su immaginazione e creatività, tutti gli studenti hanno provato a riscrivere in chiave moderna un’epoca che ha segnato la storia del design e della moda. In particolare, hanno esaltato il lato sartoriale, secondo la propria percezione e in rapporto ai propri personali codici interpretativi. Lo scopo? Esprimere il proprio punto di vista. Leggi tutto

PAFU, il progetto di raccolta fondi nato per dare nuova vita ai capi inutilizzati (e non solo)

Ricevo e volentieri condividoOtro Amor e Uniqlo presentano PAFU, progetto di raccolta fondi nato anche per dare nuova vita ai capi inutilizzati.

In cosa consiste il progetto esattamente? Raccolta fondi per cosa? E perché sono felice di condividere la notizia?

PAFU è un progetto ideato da Otro Amor, marchio di abbigliamento Made in Italy da donna. Il marchio è nato a Roma nel 2017 dalla visione delle giovani imprenditrici Giorgia Pizzella e Alessia Panza. Tutte le loro collezioni partono da un ideale ben preciso: esaltare ogni tipologia di corpo, poiché per Otro Amor la bellezza è un concetto che non deve essere chiuso all’interno di schemi.

Attraverso il riutilizzo di capi difettati donati dal marchio di abbigliamento Uniqlo – che supporta e promuove il progetto – e grazie all’impiego di tessuti di scarto del proprio laboratorio, Otro Amor ha creato PAFU, una serie limitata di peluche che possono essere acquistati sui canali di vendita del brand. Leggi tutto

Ti ha detto niente la mamma? A Roma la mostra che sfida i pregiudizi su disabilità e sessualità

Ricevo e volentieri condivido – Fino al 28 febbraio 2024, presso la Casa del Volontariato di Roma, c’è una mostra di fumetti e illustrazioni che si intitola Ti ha detto niente la mamma?

La mostra è promossa dall’associazione NessunoTocchiMario (NTM) nell’ambito di Sensuability, progetto nato per approfondire il legame tra sessualità e disabilità. Forse qualcuno ricorderà il mio precedente articolo che lanciava il bando di concorso rivolto a fumettisti e illustratori: la sfida proposta era quella di rappresentare, attraverso tavole innovative, la propria idea del legame che unisce sessualità, disabilità, fiabe e favole.

Grazie ad Armanda Salvucci, presidente dell’associazione NTM nonché anima del concorso e della mostra, sono ora in mostra più di 150 tavole. Ci sono 91 opere provenienti dal concorso, mentre oltre 60 tavole portano la firma di alcuni tra i più grandi illustratori e fumettisti italiani. Leggi tutto

Sensuability & Comics, il concorso che abbatte i pregiudizi a colpi di matita

Ricevo e volentieri condivido – Fino al 20 gennaio 2024 è possibile partecipare alla sesta edizione di un concorso intitolato Sensuability & Comics.

Di cosa si tratta? È una iniziativa che propone una sfida stimolante rivolta a fumettisti e illustratori: rappresentare, attraverso tavole innovative, la propria idea del legame che unisce sessualità, disabilità, fiabe e favole.

Perché ve ne parlo? Per due ottimi motivi.

Il primo è che reputo importante l’obiettivo del progetto Sensuability: fare informazione (e sensibilizzazione) a proposito di sessualità e disabilità.

Il secondo motivo riguarda il fumetto.

Recentemente, mi sono trovata ad affermare che, nonostante qualcuno pensi che i fumetti non siano un’espressione artistica, io sono invece dalla parte di chi li considera la Nona Arte. Penso anche che l’arte abbia un ruolo importante nella nostra vita e che possa farci riflettere su ciò che non funziona e che va cambiato.

Quindi, se mettiamo insieme questi temi a cui tengo… non posso che scegliere di parlarne. Leggi tutto

Voce su tela, il libro che racconta la storia magica di Clara Woods

Un paio di mesi fa, in ottobre, ho raccontato la storia di Clara Woods.

Clara nasce il 10 marzo 2006 a Firenze e, un anno dopo, i dottori fanno un annuncio terribile ai genitori: la piccola ha avuto un ictus prenatale e per lei viene prospettata un’esistenza da vegetale.

Mamma Betina e papà Carlo non ci stanno, non si rassegnano davanti a una sentenza tanto dura: Clara inizia un programma di riabilitazione e i suoi progressi stupiscono tutti così come la sua forza di volontà e la sua determinazione.

Nonostante abbia difficoltà a scrivere e leggere, oggi Clara comprende perfettamente tre lingue: la mamma è brasiliana, il papà è olandese-canadese e così lei comprende italiano, inglese e portoghese.
Nonostante non riesca a parlare, Clara si esprime attraverso la (meravigliosa) famiglia che è la sua voce.
Nonostante abbia difficoltà motorie, Clara riesce a correre.

Sebbene usi con difficoltà la mano sinistra, Clara impara a dipingere e ha trovato proprio in questo un nuovo, ulteriore strumento per comunicare perché se è vero che mamma Betina, papà Carlo e il fratello David la capiscono e sono la sua voce, quando Clara dipinge può parlare con tutti da sola.

Clara esplora ed esprime il suo universo emotivo attraverso l’intensità dei colori acrilici, rappresentando una quotidianità adolescenziale a tinte forti, realmente vissuta o immaginata. Leggi tutto

Clara Woods, “take your passion & make it happen!”

Bellissima, bionda, sorridente: Clara Woods

C’era una volta…

No, scusate, ho sbagliato l’incipit.
Perché quella che sto per raccontarvi non è una favola.
Prima di tutto perché non è accaduta in tempi lontani, ma accade oggi: in parte è stata già scritta e in parte lo sarà.
E poi perché non è qualcosa di inventato, frutto della fantasia, bensì è una storia vera fatta di persone concrete e reali.

La storia inizia il 10 marzo 2006 a Firenze quando viene alla luce una bambina di nome Clara, Clara Woods.
Purtroppo, però, un anno dopo, i dottori fanno un annuncio terribile ai genitori: la piccola ha avuto un ictus prenatale e per lei viene prospettata un’esistenza da vegetale.

«Quando arriva Clara – racconta mamma Betina – è bellissima e io e mio marito Carlo siamo pazzi di gioia, ma poi, piano piano, arrivano le prime paure, perché una mamma capisce, una mamma intuisce.
Il nostro angelo biondo ha qualcosa che non va. Mi dicono che sono ansiosa, che non mi devo preoccupare, che ogni bambino ha i suoi tempi, ma quando Clara ha un anno arriva la diagnosi e mi consegnano un foglio che dà un nome al mio incubo: ictus prenatale.
Assieme arriva anche la sentenza: mia figlia è destinata a una vita da vegetale. Ci dicono che non potrà mai parlare, camminare, scrivere e capire, che l’ictus le ha mangiato una parte del cervello impedendone lo sviluppo.
Credo di aver pianto tutte le mie lacrime, ma quando la disperazione sembrava aver preso il sopravvento io e Carlo ci siamo guardati e abbiamo giurato che avremmo dato a nostra figlia tutte le possibilità che i medici non erano disposti a darle.»

Clara inizia così un programma di riabilitazione volto a insegnarle a camminare, ad alzarsi, a vivere e i suoi progressi stupiscono tutti così come la sua forza di volontà e la sua determinazione. Ottiene le sue prime vittorie e, giorno dopo giorno, si trasforma in una ragazza solare e capace di affrontare ogni evento esternando le sue emozioni.

«La sua storia – racconta ancora Betina – ricorda quella del calabrone che, secondo la fisica, non potrebbe volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso.» Leggi tutto

Portatelovunque, creazioni sorridenti per viaggiatori controcorrente

Vi va di venire con me?
Desidero raccontarvi una storia speciale che coniuga moda – etica e sostenibile – e impegno sociale attraverso un progetto di crowdfunding in grado di aiutare le donne.

La storia è quella di Portatelovunque​, un progetto che nasce da un’idea della giovane Chiara Di Cillo, designer e “viaggiatrice seriale”, come lei stessa si definisce.

Il nome è buffo, è quasi uno scioglilingua, e già solo a pronunciarlo scappa un sorriso – ciò che è capitato a me leggendolo e che spero sia capitato anche a voi.

Il verbo portare ha molti significati: indica spostare in altro luogo, prendere con sé durante un viaggio, fare un dono, accompagnare e anche indossare.
Il progetto Portatelovunque è esattamente tutto ciò ed è creare oggetti artigianali che propongono un connubio tra etica ed estetica; Chiara ha così immediatamente conquistato la mia attenzione, visto che da tempo immemore auspico e ricerco proprio tale genere di connubio.

Estetica, apparenza, etica, contenuti, sostanza ed essenza per me possono – e devono – convivere, come nel progetto di Chiara che ha scelto di utilizzare tessuti e materiali dismessi: la designer dà loro una nuova forma, trasformando in risorse quelli che per altri sono semplici rifiuti. Leggi tutto

Come la sfilata Iulia Barton Inclusive Fashion ha testato la mia coerenza

È proprio vero.
È facile, tutto sommato, fare bei discorsi in linea teorica.
È facile scrivere che si è a favore della moda inclusiva – ovvero di quella moda che sia davvero rappresentativa della società in cui viviamo e di tutte le persone che la compongono.
È facile parlare di uguaglianza, di accettazione, di superamento e abbattimento di qualsiasi barriera, limitazione, ostacolo.
È facile riportare una frase bella come «la diversità è un attributo privo di fondamento».
Ma – come disse saggiamente qualcuno – tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
E c’è di mezzo il mare perfino per chi è fondamentalmente una persona coerente. Una persona che davvero crede in ciò che dice e scrive, come la sottoscritta.

Perché esordisco così?

Perché, così come avevo annunciato in un post precedente, martedì 27 febbraio, a chiusura della Milano Fashion Week, sono stata alla sfilata Iulia Barton Inclusive Fashion Industry, il progetto creato da Giulia Bartoccioni.

Alla presenza di Carlo Capasa, presidente della Camera Camera Nazionale della Moda Italiana, sono andati in passerella sei stilisti rappresentativi del Made in Italy: a indossare le loro creazioni sono stati chiamati modelli e modelle, uomini e donne, scelti senza alcuna limitazione o barriera.
E scrivendo senza alcuna limitazione o barriera, mi riferisco alla scelta di far sfilare modelle e modelli con e senza disabilità. Leggi tutto

Con la sfilata Iulia Barton Inclusive Fashion Industry, la moda è inclusiva

Quand’ero una ragazzina, l’aggettivo esclusivo mi affascinava.
Non mi soffermavo sul suo significato profondo, mi sembrava semplicemente che celasse un mondo misterioso al quale anch’io, piena di sogni, desideravo appartenere.
Crescendo, però, ho sviluppato una passione per il significato e l’origine delle parole e così esclusivo mi si è rivelato per ciò che è: quel fascino che avvolgeva e ammantava l’aggettivo si è piano piano dissolto, lasciando d’un tratto nudo il significato più autentico.
E non credo che tale significato risulti ai miei occhi tanto appetibile e desiderabile come allora.

Esclusivo viene spesso usato con un’accezione positiva, per sottolineare e dare enfasi, appunto, a qualcosa che si considera speciale e che si vuole far apparire come un sogno eppure, in realtà, deriva dal latino medievale exclusivus, derivato di excludĕre ovvero escludere.
Dunque esclusivo delinea un piccolo mondo, traccia un recinto ed esclude tutto il resto o tutti gli altri, in modo assoluto: ripeto, non sono più così sicura che oggi questo significato mi rappresenti, che rappresenti la mia visione, la mia voglia di comunicare, di condividere, di includere gli altri in ciò che amo.
A parte il rapporto di coppia che per me deve essere esclusivo (sono irrimediabilmente monogama e concedetemi il piccolo gioco volto a sdrammatizzare e a non rendere assoluta nemmeno me), non mi piace immaginare cose e situazioni che escludano a priori la possibilità di accesso. Leggi tutto

error: Sii glittering... non copiare :-)