Ti ha detto niente la mamma? A Roma la mostra che sfida i pregiudizi su disabilità e sessualità

Ricevo e volentieri condivido – Fino al 28 febbraio 2024, presso la Casa del Volontariato di Roma, c’è una mostra di fumetti e illustrazioni che si intitola Ti ha detto niente la mamma?

La mostra è promossa dall’associazione NessunoTocchiMario (NTM) nell’ambito di Sensuability, progetto nato per approfondire il legame tra sessualità e disabilità. Forse qualcuno ricorderà il mio precedente articolo che lanciava il bando di concorso rivolto a fumettisti e illustratori: la sfida proposta era quella di rappresentare, attraverso tavole innovative, la propria idea del legame che unisce sessualità, disabilità, fiabe e favole.

Grazie ad Armanda Salvucci, presidente dell’associazione NTM nonché anima del concorso e della mostra, sono ora in mostra più di 150 tavole. Ci sono 91 opere provenienti dal concorso, mentre oltre 60 tavole portano la firma di alcuni tra i più grandi illustratori e fumettisti italiani.

Se siete di Roma o passate da Roma in questi giorni, non perdete la mostra. Qui sotto trovate tutti i dettagli.

Emanuela Pirré

 

Sensuability, ti ha detto niente la mamma?

È questo il titolo della mostra ospitata presso la Casa del Volontariato di Roma, in Via Galilei 53.

La mostra di fumetti e illustrazioni è promossa dall’associazione NessunoTocchiMario (NTM) nell’ambito di Sensuability, progetto nato per approfondire il legame tra sessualità e disabilità. Ideatrice dell’iniziativa e presidente dell’associazione è Armanda Salvucci, anima del concorso e della mostra.

In mostra ci sono più di 150 tavole: 91 sono le opere provenienti da Sensuability & Comics, concorso che vede il coinvolgimento del Comicon, mentre oltre 60 tavole portano la firma di alcuni tra i più grandi illustratori e fumettisti italiani.

L’obiettivo dell’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, è scardinare i pregiudizi che ruotano intorno al binomio sessualità e disabilità, affrontato dagli artisti con ironia e leggerezza. Il tema scelto per il 2024 è il rapporto tra sessualità, disabilità, fiabe e favole. Gli artisti sono stati chiamati a rappresentare la loro idea di sensualità e sessualità declinata su fisicità troppo spesso bollate come imperfette dalla società.

Nel corso di un evento che ha avuto luogo nel giorno di San Valentino, sono stati premiati i tre vincitori del concorso. Il presidente di giuria è stato l’illustratore Fabio Magnasciutti, autore della locandina di questa edizione. Con lui ci sono stati gli esperti Luca Laca Montagliani, Elena Mirulla, Alino e Armanda Salvucci.

«Abbiamo giocato con le fiabe, le favole, i miti – spiega Armanda Salvucci – e abbiamo chiesto ai nostri artisti di raccontarci, illustrarci la loro idea di sessualità e disabilità. Abbiamo chiesto loro, come ogni anno, di farci sorridere e ridere attraverso le loro tavole. E come ogni anno ci sono riusciti. Veder aumentare sempre più il coinvolgimento intorno a questo progetto è motivo di grande orgoglio ed è il frutto di quanto seminiamo durante l’anno, portando avanti una rivoluzione gioiosa e sensuale.»

«Sensuability – aggiunge Salvucci – è una nuova idea di sessualità ma è anche un modo di essere, di agire nei confronti degli stereotipi. I nostri corpi sono sensuali nelle loro imperfezioni, sono unici, possono essere attraenti e devono essere espressi nella loro eterogeneità, amati da noi stessi così come sono. Un messaggio che non ci stancheremo mai di esprimere, che deve arrivare al cuore dei tanti ragazzi vittime dei modelli di bellezza che la società ci impone, minati nella loro sicurezza e nella loro serenità».

La mostra si propone dunque di contribuire a ridisegnare un nuovo immaginario erotico di corpi non perfetti ma estremamente sensuali. E, allo stesso tempo, vuole far riflettere sulla grande varietà di fisicità che abitano il mondo e che il mondo deve prevedere.

L’esposizione Ti ha detto niente la mamma? è visitabile su prenotazione al numero 335 6524950 fino al 28 febbraio 2024.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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