Il galateo delle colpe altrui

Una riflessione semiseria sulla nostra curiosa abitudine di chiedere scusa anche quando non abbiamo nulla da farci perdonare – di Marika Sangalli

 

Siamo capaci di chiedere scusa persino ai mobili.

Sbuchiamo da una stanza, centriamo in pieno lo spigolo del tavolo e, mentre cerchiamo di capire se abbiamo ancora tutte le costole, ci esce un «scusa».

Al tavolo.

Che non si è mosso, non ha chiesto permesso e soprattutto non sembra minimamente pentito.

Eppure siamo noi a scusarci.

Il problema è che con i mobili, tutto sommato, ce la caviamo con un livido. Con le persone, qualche volta, il conto è decisamente più salato. Leggi tutto

Per chiudere il Pride Month 2026, la parola va a Maurizio Andreuccetti

Un paio di settimane fa, facendo l’abituale rassegna stampa quotidiana, sono incappata in un titolo di BoF – Business of Fashion, uno dei magazine più importanti e prestigiosi in ambito moda. Il titolo dell’articolo ha subito catturato la mia attenzione: For Some Brands, Pride Month Is Sexy Again.

Labels like X and XX have moved on from bland rainbows to more daring takes on Pride Month, spiega l’editor Austin Kim nel sottotitolo. E io ho sorriso, lo confesso. Non di Kim, per carità, ma perché ho pensato che, esattamente un anno fa, eravamo più o meno nella stessa situazione, BoF e la sottoscritta, ovvero entrambi impegnati a interrogarci circa il posizionamento dei brand di moda rispetto al Pride Month.

E, un anno fa, avevo sostenuto una tesi precisa: i brand di moda avevano e hanno perso interesse verso l’evento che festeggia l’orgoglio della comunità LGBTQIA+. Con un tocco di malizia (o piuttosto di realismo?), imputavo e imputo tale minor interesse a un calo di redditività. Puro opportunismo, in parole povere: nel momento in cui tale argomento è diventato scomodo (vedere clima generale) e quindi potenzialmente meno redditizio, la moda ha pensato bene di rivolgere lo sguardo altrove. Leggi tutto

A te che sei madre e che non puoi capire. Pensieri e parole da un utero vuoto

Se sei donna, hai superato i 30 anni e non hai figli, sicuramente qualcuno, almeno una volta ti avrà detto “ah, ma tu non sei madre, non puoi capire”. Se sei donna, hai superato i 30 anni e non hai figli, quella frase ti arriva lì, tra lo stomaco e il cuore. Si piazza lì, un po’ come un boccone amaro che non sai come digerire e che non puoi buttar fuori.

Arriva un giorno in cui, però, se sei donna, hai superato i 30 anni e non hai figli, il tuo utero a braccetto con le ovaie si ribella e ti bussa. Lo fa per tirar fuori dal tuo corpo quel boccone amaro. Per spingerti a dire per la prima volta, a voce alta, “ah, ma tu sei madre, non puoi capire”. Leggi tutto

Essere Emily Charton nel 2026

Da Il Diavolo veste Prada 2 al burnout glamourizzato: Emily Charton diventa il simbolo di una generazione di donne cresciute tra performance, ambizione e paura di essere sostituibili.

Ci avevano detto che potevamo avere tutto.
La carriera. L’indipendenza. Il riconoscimento. La libertà di diventare qualsiasi cosa desiderassimo.

Nessuno ci aveva spiegato che, per ottenerli, avremmo dovuto diventare instancabili.

Ci sono ragazze che cenano alle undici di sera con il computer ancora acceso accanto al piatto, senza nemmeno controllare davvero cosa stanno mangiando. Prima rispondi, meglio è. Sempre efficienti. Sempre reperibili. Ogni giorno sul pezzo. Ragazze che hanno imparato ad associare il silenzio di una mail alla paura di non essere abbastanza importanti da ricevere risposta. Leggi tutto

I tredici anni di un progetto scintillante da A glittering woman a glittering magazine

Mi sembra ieri quando scrivevo l’editoriale per i dieci anni del mio progetto scintillante. E invece, nel frattempo, sono già passati altri tre anni. Allora consideravo questo sito un po’ come un bambino – il mio bambino. Qualche giorno fa, precisamente il 1° maggio 2026, il bambino ha però compiuto tredici anni e quindi diventa ufficialmente un teenager.

Entriamo nell’adolescenza, insomma, ovvero il momento del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Ed è ciò che sento che sta accadendo anche qui: da progetto editoriale personale a magazine a più voci.

Voglio ringraziare chi, insieme a me, crede in A glittering magazine e nella transizione verso l’età adulta. Mi riferisco alle editor che fanno parte della redazione, persone che sono onorata di considerare colleghe. E poi ci sono collaboratori che, più o meno occasionalmente, offrono il loro prezioso contributo. Tutti insieme formano un gruppo nutrito e desidero menzionare i loro nomi, uno per uno: Federica Santini, Francesca Soba, Federica Latorre, Mattia Dallanoce, Federica Callegari, Paola Baronio, Leonardo Pulcini, Giada Crudo, Marina Chiocchetta. Leggi tutto

Mi occupo di editoria & moda e ho visto Il diavolo veste Prada 2

Venerdì sera sono stata al cinema a vedere Il diavolo veste Prada 2.

Lo preciso subito: ciò che state per leggere non ha la pretesa di essere una recensione degna di un critico cinematografico. È semplicemente la riflessione di una persona che vive da vicino il mondo dell’editoria e della moda. E che, tra l’altro, non vuole imporre il suo punto di vista a nessuno.

Poi, una rassicurazione: eviterò di dare troppi dettagli circa la trama. Prima di tutto perché credo che praticamente la conoscano tutti. E poi desidero evitare il più possibile gli spoiler, trattandosi di un film appena uscito.

Dirò quindi solo lo stretto necessario nell’ottica dei ragionamenti che desidero fare. Credo, per esempio, di poter dire che c’è subito una differenza tra il primo film e questo. Il diavolo veste Prada 1 è particolarmente incentrato su abiti pazzeschi e su quanto terribile sia Miranda Priestly, l’influente e tirannica direttrice della rivista di moda Runway. Il Diavolo veste Prada 2 si avventura in un territorio diverso: lo stato in cui versa l’editoria a distanza di vent’anni. Leggi tutto

Stanche di essere forti: l’indipendenza diventa performance

Tra aspettative invisibili e indipendenza performativa, il mito della donna che “può tutto” mostra le sue crepe. E forse, oggi, il vero atto di forza è imparare a non esserlo sempre.

C’è un momento preciso in cui succede. Non fa rumore, non lascia segni visibili. È quando ti siedi sul letto, la sera, ancora vestita, e per qualche secondo non fai niente. Ignori il telefono. Non rispondi. Neanche sistemi. Resti. Ed è lì che lo senti.

Non la stanchezza del corpo: quella passa, si gestisce, si nasconde bene. È un’altra cosa. È la fatica di essere sempre all’altezza. Ci hanno insegnato a essere forti molto presto. Prima ancora di capire cosa significasse davvero. Forti vuol dire non chiedere troppo. Non cedere. Non avere bisogno. E così abbiamo imparato. Leggi tutto

Amore tossico, quando il cuore diventa una prigione – di Barbara Fabbroni

A glittering magazine dà spazio a un contributo di Barbara Fabbroni, criminologa, psicologa e psicoterapeuta. L’intervento è incentrato su un tema di grande attualità e rilevanza sociale: l’amore tossico e le dinamiche della dipendenza affettiva. Il testo affronta i meccanismi psicologici che caratterizzano le relazioni disfunzionali, offrendo una chiave di lettura chiara e accessibile. L’approccio di Barbara Fabbroni si distingue per un’attenta valutazione e per l’esperienza clinica maturata come psicologa e psicoterapeuta, in particolare nel trattamento delle dipendenze affettive e delle psicopatologie di coppia. La parola, dunque, va a lei.

 

Ci sono amori che…

Ci sono amori che ti fanno respirare più forte e, poi, ci sono amori che ti tolgono l’aria.

Non arrivano con violenza, all’inizio. Arrivano con intensità, con promesse, con quella sensazione elettrica che scorre sotto pelle e ti fa dire «È lui. È diverso. È speciale. Questa volta è quello giusto». Leggi tutto

Giornata Nazionale dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: il 15 marzo, l’anima lilla e le parole che non ti ho mai detto

Il 15 marzo è dedicato alla sensibilizzazione relativa ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). È conosciuta anche come la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, divenuto simbolo da indossare per mostrare vicinanza a chi soffre di DNA e per lanciare un messaggio di speranza, sottolineando che è possibile percorrere una strada di guarigione.

In questa giornata, non potendoci tingere realmente di lilla, lasciamo che siano le parole a farlo. Parole affidate al tempo, che fanno un bel salto indietro, fino a raggiungere chi queste righe avrebbe dovuto e, forse, voluto leggerle molti anni fa. 19 anni fa, per la precisione. Leggi tutto

Istanbul: l’Eredità di Bisanzio e il Regno dei Falsi di Lusso

Di Federica Latorre

“Niente è così ingannevole come un’apparenza ben riuscita.” — Nicholas Chamfort

A prima vista, il Gran Bazar di Istanbul è la materializzazione estetica di un sogno ottomano: un dedalo di arcate, spezie, tappeti, laboratori artigiani e botteghe colorate. Avviato nel XV secolo, questo microcosmo commerciale è stato per secoli un crocevia tra Est e Ovest, tra mercanti persiani, veneziani e greci ionici. La sua esistenza stessa è una testimonianza vivente della globalizzazione ante litteram. Eppure, tra le sue volte ornate e i corridoi affollati, oggi soffia un altro vento — uno più prosaico e profondamente moderno: il falso di lusso. Leggi tutto

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