Giornata Nazionale dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: il 15 marzo, l’anima lilla e le parole che non ti ho mai detto
Il 15 marzo è dedicato alla sensibilizzazione relativa ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). È conosciuta anche come la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, divenuto simbolo da indossare per mostrare vicinanza a chi soffre di DNA e per lanciare un messaggio di speranza, sottolineando che è possibile percorrere una strada di guarigione.
In questa giornata, non potendoci tingere realmente di lilla, lasciamo che siano le parole a farlo. Parole affidate al tempo, che fanno un bel salto indietro, fino a raggiungere chi queste righe avrebbe dovuto e, forse, voluto leggerle molti anni fa. 19 anni fa, per la precisione.
“Cara Fede,
tu ancora non mi conosci, perché nel momento in cui ti trovi tu io non esisto ancora, ma mi conoscerai, oserei dire, meglio di chiunque altro. Vorrei chiederti come stai, ma lo so bene e so che nella tua testa girano brutti pensieri. So anche che ti sei fatta una promessa: “da oggi vomito tutto e tutti“. Purtroppo so perfettamente che sono oltre qualsiasi limite temporale per dirti di non farlo e so che, comunque, non mi ascolteresti.
Con estremo ritardo, sono qui a dirti che non ne vale la pena. Che, in quell’espulsione perpetua che ti provochi, stai solo distruggendo te stessa. Sì, stai buttando fuori ciò che non riesci a dire, ma sappi che ci sarebbero tanti altri modi per farlo. Lo so, lo sai, in questa fase della tua vita non sei in grado di chiedere aiuto. Scioglieresti nel nulla il tuo tentativo di ricerca della perfezione costante e sei convinta che gli altri non riuscirebbero ad amarti come vorresti.
Ah, cara Fede, quante falsità ti sei messa in quella testolina. No, non ti giudico e non sono qui per farlo. A 15 anni non puoi avere gli strumenti per gestire tutto questo e non sono qui per farti pesare niente. Non ne hai colpe.
Oggi sono qui per raccontarti alcune cose, perché ora vedi tutto buio e il futuro per te non esiste. Sappi, però, che esiste eccome, perché io ti sto scrivendo proprio da lì.
Sai bene che non riesci a dire bugie e neanche la te adulta riesce a farlo, quindi non te ne dirò. La tua vita non sarà sempre lineare e quel dolore che senti non se ne andrà così presto. Attraverserai altri periodi molto scuri. Farai tanta fatica a imparare a volerti bene. Ci saranno anni in cui arriverai a mangiare pochissime cose, riducendoti all’ombra di te stessa. Altri in cui sentirai di non essere abbastanza e riempirai i vuoti col cibo, per poi svuotarti, perché improvvisamente avrai paura di essere troppo.
Vivrai spesso di oscillazioni che non ti faranno percepire chi sei, non ti faranno rendere conto del tuo valore. Odierai spesso il tuo corpo. Ti guarderai allo specchio deformando la realtà. Detesterai la bilancia, le tue misure e la tua immagine riflessa. Sentirai addirittura dire che i DNA sono “devianze giovanili” e ti farai anche una grande risata amara.
Viste le righe che hai appena letto, sicuramente ti stai chiedendo perché diavolo ti abbia scritto dandoti solo brutte notizie, ma non ho finito, saccente ragazzina perfezionista.

La te quasi 34enne è qui per dirti che ci saranno anche tante giornate di sole, sebbene non sempre riuscirai a vederle. Che avrai con te il tuo fiocco di neve, la tua più grande sostenitrice, che non ti abbandonerà mai e non ti lascerà mai davvero cadere. Sono qui per dirti anche che smetterai di ambire alla perfezione e che ti innamorerai della luce che esce dalle crepe.
Sarai in grado di chiedere aiuto. Andrai in terapia e troverai una psicologa stupenda, in grado di supportarti e sopportarti in varie fasi della tua vita. Sarà fondamentale per te e rimarrà un punto di riferimento insostituibile.
Farai anche bene i conti con le tue paure, tatuandoti una bilancia, un metro da sarta e uno specchio rotto. Ti innamorerai di nuovo di alcuni sapori e capirai che il cibo non è tuo nemico. Imparerai anche a riconoscere cos’è amore e cosa no, anche se su questo avrai moltissima strada da fare. Sappi, però, che troverai la tua risposta e che, adesso, accanto a te c’è una persona di enorme valore e con un gran cuore, che ha anche una grandissima pazienza.
Sono qui anche per dirti che saprai combattere molto bene contro i tuoi mostri, fino a non averne più paura. Che smetterai di essere convinta di non essere abbastanza o di essere troppo, perché tu sei tu, oltre la possibile percezione degli altri e tu non sei il tuo DNA.
Cara Fede, avrei tanto voluto esserci nei momenti in cui ne avevi più bisogno, per dirti quello che avresti imparato nel tempo e per dirti che ce l’avresti fatta. Hai imparato ad amare la tua anima lilla, ad accettare chi sei e hai iniziato a splendere. Ti chiedo scusa per non essere arrivata prima e per non averti detto in tempo che non avevi alcuna colpa. Ti chiedo altrettanto scusa per averti lasciato spesso faccia a faccia con l’abisso più profondo senza tenderti la mano.
Voglio dirti che non l’hai scelto tu, che non l’hai fatto per moda o per capriccio. O per “devianza”. Non è accaduto tutto questo perché volevi essere un’altra persona. È accaduto e accadrà perché ti sei fatta carico di responsabilità non tue, hai ingoiato dolori difficilmente gestibili, anche per una persona adulta, e ti sei rinchiusa in una gabbia d’oro buttando via la chiave.
Devi sapere, però, che quella gabbia sei riuscita ad aprirla e, uscendone, l’hai fatta a pezzi con le tue stesse mani, distruggendo anche molti dei sensi di colpa in cui hai spesso navigato.
In ritardo di 19 anni, con la nostra fierissima anima lilla, ci tengo a dirti che ti voglio davvero tanto bene e che ti abbraccio forte.
Alla ragazzina che sei e che ora non riesci a vedere, con immenso amore dalla donna che sei diventata,
la tua Fede”
Queste righe sono per ogni anima lilla e per ogni persona che le è vicino, affrontando ogni giorno i DNA.
Non sempre sarà buio, non sempre sarà facile, non sempre sarà come il cuore spera. Con la piena consapevolezza dell’ardua battaglia che state combattendo. Queste parole sono scritte con tutta l’anima lilla possibile, nella speranza che possano spazzare via, almeno per qualche minuto, quel velo nero che impedisce di vedere oltre. Con l’augurio che il lilla sia il primo di tanti colori pieni di altrettante sfumature, perché l’unico peso che conta è quello dell’anima.
Federica Santini
Federica Santini
Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.
Glittering comments
Non ho parole che possano esprimere ciò che provo dopo aver letto l’articolo. Un misto di emozioni potenti, ma ringrazio Fede per esserci. Nonostante tutto e tutti