PAFU, il progetto di raccolta fondi nato per dare nuova vita ai capi inutilizzati (e non solo)
Ricevo e volentieri condivido – Otro Amor e Uniqlo presentano PAFU, progetto di raccolta fondi nato anche per dare nuova vita ai capi inutilizzati.
In cosa consiste il progetto esattamente? Raccolta fondi per cosa? E perché sono felice di condividere la notizia?
PAFU è un progetto ideato da Otro Amor, marchio di abbigliamento Made in Italy da donna. Il marchio è nato a Roma nel 2017 dalla visione delle giovani imprenditrici Giorgia Pizzella e Alessia Panza. Tutte le loro collezioni partono da un ideale ben preciso: esaltare ogni tipologia di corpo, poiché per Otro Amor la bellezza è un concetto che non deve essere chiuso all’interno di schemi.
Attraverso il riutilizzo di capi difettati donati dal marchio di abbigliamento Uniqlo – che supporta e promuove il progetto – e grazie all’impiego di tessuti di scarto del proprio laboratorio, Otro Amor ha creato PAFU, una serie limitata di peluche che possono essere acquistati sui canali di vendita del brand.
I proventi di ogni PAFU venduto saranno interamente devoluti a Fondazione Mente, realtà che ha finalità civiche, terapeutiche, ludiche e che utilizzerà il ricavato per il Centro Ippocrate Impresa Sociale.
Questo centro è un progetto creato dalla stessa Fondazione Mente e si occupa di eseguire terapie neurocognitive comportamentali per bambini e adolescenti nello spettro autistico. Il ricavato aiuterà le famiglie meno abbienti a sostenere i costi delle terapie.
Attraverso i materiali scelti, PAFU vuole naturalmente anche favorire il concetto di riutilizzo e di economia circolare nonché creare un dialogo collaborativo tra le diverse generazioni, unendo diverse realtà sociali.
Parte del processo di produzione dei peluche è infatti affidato agli ospiti della residenza per anziani Villa Manetti di Roma. Lo scopo è quello di valorizzare il loro vissuto e la loro storia, facendo sì che possano dare un contributo pratico a bambini e adolescenti bisognosi.



Credo non serva aggiungere altro.
Collaborazione & solidarietà tra generazioni + riutilizzo & circolarità… ecco perché sono entusiasta e do il mio piccolo appoggio.
E ora ve lo posso rivelare: PAFU sta per PAssato – FUturo. Perché solo unendo e facendo dialogare passato e futuro possiamo disegnare un presente migliore.
Se volete dare un occhio, qui trovate la pagina dedicata al progetto PAFU.
Emanuela Pirré
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.