La linea sottile tra apprezzamento e appropriazione culturale

Viviamo in un mondo sempre più complesso e in cui, proprio per questo motivo, diventa talvolta difficile distinguere vizi e virtù. Basti pensare, per esempio, a quanto succede nella moda: pare che tutti si ispirino a tutti. Chi si è ispirato a chi? Oppure… chi ha copiato chi?

La questione assume connotazioni particolarmente rilevanti quando si parla di ispirazioni collegate a elementi fortemente identitari, capaci di connotare un popolo e la sua cultura. Mi riferisco alla questione dell’appropriazione culturale.

Dove finisce un apprezzamento sano e legittimo e dove inizia, invece, l’appropriazione culturale? Come si possono distinguere in modo chiaro, netto, definitivo? Leggi tutto

Superfails è la serie sui più grandi fallimenti del genere umano e si guarda su Arte.tv

In un recente articolo, ho fatto una riflessione su come giovani e giovanissimi di oggi sappiano ammettere le loro paure e il loro malessere. Un malessere che è alimentato da fattori come i social network, la precarietà lavorativa, la crisi ambientale. La vita quotidiana dei ragazzi è costellata di aspettative, confronti, ansie da prestazione: si deve eccellere in tutto e subito, nello studio, nelle relazioni, nella cura di sé.

Eppure, l’aumento dei casi di ansia e depressione non è soltanto un segnale negativo; racconta anche come la Gen Z abbia – appunto – il coraggio per dichiarare se e quando non si sente bene. Parlare di ansia, depressione, burnout non è più un tabù. Se siamo fragili – sembrano dirci i ragazzi – è perché viviamo in un mondo che richiede troppo e offre poco. Anche perché, diciamolo chiaro e forte, non sono solo i ragazzi, oggi, a nutrire ansia da prestazione e paura del fallimento. Leggi tutto

Con The Sound of Altitude adidas dà voce alle vette italiane

L’entusiasmo per i XXV Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è sempre crescente. Tra i brand che lanciano iniziative collegate all’evento figura adidas che presenta The Sound of Altitude. Si tratta di un’iniziativa pionieristica in cui viene letteralmente data voce alle vette italiane e agli skyline urbani. E così, i paesaggi più iconici di Milano, Cortina, Anterselva e Livigno si trasformano in vere e proprie colonne sonore.

Questo progetto innovativo, realizzato in collaborazione con il produttore RIVA, traduce le linee topografiche in tracce musicali uniche. Nasce così una playlist su Spotify pensata per ispirare, motivare e accompagnare atleti e appassionati. E per fondere sport, creatività e tecnologia in un’esperienza sonora immersiva.

Trovate qui sotto tutti i dettagli.

La Redazione Leggi tutto

La sfida del secolo, la rivalità insanabile dei due fratelli fondatori di Adidas e Puma

Adidas e Puma: chi non conosce questi nomi, due dei marchi sportivi più famosi? Ma forse non tutti sanno che le due aziende sono profondamente legate da quella che si può definire la sfida del secolo e che va molto oltre una concorrenza tra marchi nella stessa nicchia.

Tutto inizia più di cent’anni fa, esattamente nel lontano 1924. Adolf Dassler (1900 – 1978), figlio di un calzolaio, comincia a produrre scarpe da calcio a Herzogenaurach, una cittadina della Baviera, in Germania. Lui e il fratello Rudolf Dassler (1898 – 1974) fondano la Gebrüder Dassler Schuhfabrik ovvero la fabbrica di scarpe dei fratelli Dassler.

Adolf, visionario e inventore, si occupa di fabbricare materialmente le scarpe. Rudolf, autentico talento nella vendita, si occupa di gestione e distribuzione. L’azienda ottiene subito successo e guadagna la ribalta internazionale. Già durante le Olimpiadi del 1936, i fratelli riescono equipaggiare il mitico Jesse Owens, primo atleta della storia a infrangere la barriera degli otto metri nel salto in lungo. Leggi tutto

Letter to the Future – Yohji Yamamoto, Poeta del Nero, in mostra a Milano

Alla Galleria di 10 Corso Como a Milano è in corso Yohji Yamamoto / Letter to the Future, uno speciale progetto espositivo che rende omaggio all’emblematico designer giapponese classe 1943.

Il progetto è curato da Alessio de’ Navasques in un climax ascendente e immersivo nel quale gli abiti sono protagonisti in un flusso in cui ogni forma, taglio e geometria trasmette un’idea che va oltre il tempo. La mostra, infatti, propone un percorso di corrispondenze tra una serie di riflessioni dello stilista – stampate a parete – e una selezione di capi, a dimostrare la relazione esistente tra corpo e abito e il superamento della dimensione cronologica.

Mi fa piacere sottolineare che l’ingresso alla mostra è libero e gratuito. È aperta tutti i giorni con orario 10:30-19:30 fino a martedì 30 luglio 2024 (consiglio di andare entro lunedì 29 in quanto sono in corso importanti lavori di ristrutturazione dell’edificio e, probabilmente, le operazioni di smontaggio verranno lievemente anticipate).

Vista la sua importanza, la mostra è inclusa fin dalla sua inaugurazione dello scorso maggio nella mia rubrica A glittering calendar. Finalmente, giovedì 26 luglio, sono riuscita ad andare a visitarla. Dopo aver vissuto una grande emozione, ho sentito l’urgenza di condividere una serie di pensieri con chi mi fa il dono di leggere questo spazio web. Leggi tutto

SS 20 alla Milano Fashion Week, cosa ho visto, vissuto, amato / 2° parte

Oggi è il 7 dicembre, ovvero Sant’Ambrogio.

Per Milano è una ricorrenza particolarmente importante e sentita: Aurelio Ambrogio è stato una delle personalità più importanti del IV secolo e la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa d’Occidente, insieme a san Girolamo, sant’Agostino e san Gregorio I papa. Assieme a san Carlo Borromeo e a san Galdino è patrono del capoluogo meneghino del quale fu vescovo dal 374 fino alla morte.

Per noi milanesi Sant’Ambrogio è anche il giorno in cui si fa e si accende l’albero di Natale e infatti, mentre scrivo queste righe, il mio mini alberello illuminato mi fa compagnia e questo mi fa soffermare sul fatto che, esattamente tra 18 giorni, è Natale.

Solo 18 giorni a Natale? Di già? Ma com’è successo? E dov’è volato via il tempo?

Finora mi è sembrato che il tempo si prolungasse all’infinito grazie a un autunno particolarmente clemente: da qualche giorno, invece, è arrivato il freddo e, in un attimo, il ritmo è cambiato e ci siamo ritrovati a pensare al Natale.

Lo so, tutti i pensieri vanno ai regali da acquistare nonché ai vari eventi (pranzi, aperitivi, cene) organizzati per salutare e fare gli auguri ad amici, colleghi, parenti, compagni di calcetto, palestra eccetera eccetera: l’idea dell’estate si allontana sempre più dai nostri pensieri e dunque verrò forse tacciata come folle a parlarvi di SS 20 ovvero spring / summer 2020.

A Milano, dal 17 al 23 settembre, durante la Fashion Week, sono state presentate le collezioni donna per la primavera / estate del prossimo anno: io confido sulla curiosità insita in ciascuno di noi e scommetto che, in fondo, non dispiace dare un occhio alla moda che verrà, anche perché le giornate più lunghe, la luce e il tepore che accompagneranno il ritorno della bella stagione… non sono certo pensieri spiacevoli, giusto?

Anche perché desidero raccontare non dei ‘soliti noti’, chiamiamoli così, quei nomi ai quali sono naturalmente grata per aver fatto conoscere lo stile italiano in tutto il mondo ma ai quali tutti danno facilmente spazio; no, ecco, io vorrei parlare di ‘nomi più freschi’, nomi che fanno parte di un nuovo panorama, di un ricambio generazionale auspicabile poiché la moda italiana ha tanto bisogno di guardare verso il futuro.

E la mia speranza è che, magari, i ‘nomi freschi’ dei quali vi parlo possano offrire spunti proprio per i regali natalizi… perché no? Leggi tutto

Adidas Forum Up e quei benedetti 4 centimetri

Ci sono un sacco di cose che – purtroppo – non possiedo. Una di queste è l’altezza.

Sinceramente non ne ho mai sofferto granché, tranne che alle elementari: la maestra, quando ci metteva in fila, usava farlo in ordine di altezza e confesso che mi scocciava terribilmente ritrovarmi in prima o in seconda posizione. La lotta con un’altra compagna era quasi cruenta: un mese ero più alta io, il mese dopo era più alta Maria Antonia (ebbene sì, ricordo ancora il nome) e così all’infinito. Che seccatura quando venivo messa in pole position e dichiarata quindi pubblicamente la più bassa della classe!

In età adulta ho superato di poco i 160 centimetri: non certo alta, non esageratamente bassa, diciamo l’altezza di tante donne. Ripeto, non ne ho sofferto particolarmente né mi ha mai particolarmente limitata e non so dire se la mia passione per i tacchi sia nata da questo o se fosse comunque insita in me: è un po’ come chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina. Anche perché, in realtà, amo molto i tacchi, sì, ma soprattutto non sono una da mezze misure: passo da calzature rasoterra a tacchi vertiginosi che passano i 12 centimetri. Questo, per esempio, è un momento “flat”: mi sembra che i tacchi aumentino la percezione del caldo e preferisco affidarmi a calzature basse che mi permettano di muovermi più veloce e agile in giro per la città assolata e rovente. Leggi tutto

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