Simone Colombo e Sens Guitars lanciano le chitarra-skate

Oggi parto da un film del 1991. Si intitola Point Break, Punto di rottura nella traduzione italiana, ed è incentrato attorno a una storia di surf e rapine.

Per chi non l’avesse mai visto. Johnny Utah, interpretato da Keanu Reeves, è un investigatore dell’FBI che si infiltra all’interno di un gruppo di surfisti, capitanato da Bodhi ovvero un indimenticabile Patrick Swayze. Lo scopo è smascherare una banda di rapinatori di banche. Ben presto, però, Johnny rimane affascinato dallo stile di vita di Bodhi e i suoi amici. Esattamente come accade a me e – credo – a molti spettatori.

Non importa quante volte io abbia visto quel film: ogni volta in cui lo intercetto, ne rimango irrimediabilmente affascinata. Devo rivederlo, con lo stesso brivido della prima volta, catturata dall’ideale di vita libera e dalla ricerca della mitica onda perfetta.

Anche la storia che sto per raccontarvi oggi comprende surf e mare. Senza rapine, però.

Gli ingredienti principali della nostra storia sono quattro: oltre a surf e mare, ci sono skate e musica. Aggiungete buone dosi di passione, creatività e sostenibilità. Mescolate bene e verrà fuori un progetto con due protagonisti: Simone Colombo e Sens Guitars & Amp.

Parto da Simone Colombo e da una lunga chiacchierata che abbiamo fatto.

Per essere precisa, dovrei scrivere Assandè Ambroise Simone Maria Colombo. Perché? Assandè Ambroise sono nomi di origine africana, visto che è nato in Costa d’Avorio. Simone Maria sono i nomi con cui è stato battezzato dalla famiglia in cui è cresciuto. Vedrete che questi ‘dettagli’ si ricollegheranno al racconto.

Definire Simone, classe 1978, come persona poliedrica è quasi riduttivo. Credo di aver incontrato poche persone con così tante sfaccettature, interessi e passioni, tutto in una singola persona e in una singola esistenza. Mi concentro sui quattro ingredienti che ho già citato.

Il primo è il surf, una passione che Simone Colombo coltiva dal 1990, quando era poco più che un adolescente. Naturalmente, va a braccetto con l’amore, immenso, che prova per il mare.

«Il mare – mi ha detto – è la culla della vita, sviluppa in noi uno spirito d’avventura e ci chiede e merita rispetto». Quanto ha ragione: il mare è generoso, ci dà moltissimo, ma guai però a sottovalutarlo. Senza contare un ulteriore vantaggio. «Sai cosa mi ha detto una volta un mio amico? Che i problemi non sanno nuotare ed è vero, quando sei in acqua i problemi non ti raggiungono».

Il surf è una passione talmente grande per lui che, recentemente, è diventato istruttore. Non per ambizione personale: sono stati gli amici a spingerlo. Riconoscono in lui una grande capacità: riuscire a trasmettere anche agli altri tutto l’amore che prova per questo sport.

«La mia filosofia – mi ha spiegato – non è dire agli altri ‘guarda come sono bravo’ ma ‘amo questa cosa e forse potrebbe piacere anche a te’». La sua visione ha trovato casa con The Pier Surf School, scuola di cui oggi fa parte e di cui condivide gli ideali.

Arriviamo al terzo ingrediente: lo skate. Simone si è accostato a questo sport nel 2018 perché «è semplice, si può praticare ovunque, ed è un po’ ribelle, ma quella ribellione priva di violenza, che è semplicemente rottura di schemi preconfezionati, cambio di rotta».

I primi a credere in lui in questo ambito sono stati Maria Grazia e suo figlio Edoardo di North Shore Milano, un vero e proprio punto di riferimento nel capoluogo meneghino per quanto riguarda surf e skate. Sono loro ad averlo portato a diventare istruttore, sempre con un’ottica basata su valori di condivisione, rispetto, divertimento.

Nello specifico, Simone pratica e insegna surfskate, disciplina che coniuga – come dice già il nome – il surf e lo skate. «Si va su strada ma il movimento ricorda quello che si pratica sulle onde del mare», per usare le parole di Simone.

Quarto ingrediente: la musica. Per Simone è qualcosa che ha fatto da solo, anzi, che ha fatto per primo in una famiglia di persone dotate di vari talenti.

Mi spiego meglio. Nella sua famiglia ognuno ha realizzato una propria passione: suo padre è stato un giocatore di calcio nel Milan, altri familiari si sono occupati con successo di moda, pittura, fotografia (anche Simone in realtà se ne occupa). Lui è però il primo ad aver scelto la musica e, in particolare, ad aver scelto di suonare la chitarra. Non per sfida o rivalsa, ma semplicemente per gioia autentica e anche perché la musica è per lui un richiamo profondo e viscerale. Come mi ha fatto notare con un sorriso luminoso, la chitarra è molto legata al canto. E il canto è un po’ un ritorno alle sue origini africane.

Permettetemi a questo punto un riassunto.

Surf dal 1990. Istruttore di surf di 1° Livello e giudice di gara Acsi. Surfskate dal 2018. Istruttore di surfskate di 1° Livello Aics e Acsi. Istruttore di 1° Livello di U Natural Method. Si tratta di una disciplina che comprende una serie di esercizi provenienti dalla ginnastica naturale, Brazilian jujitsu e capoeira: l’obiettivo è migliorare la performance nello sport, integrando anche tecniche di respirazione.

Quasi dimenticavo: sta facendo gli ultimi esami per la laurea in scienze motorie. Suona la chitarra e canta. Si occupa di fotografia. È un falconiere (ok, questo ve lo racconto un’altra volta). Ora… capite perché scrivo che persona poliedrica mi sembra perfino poco per definire Simone Colombo?

Arriviamo così al progetto più recente. Simone Colombo ha ideato delle chitarre interamente realizzate con componenti di skateboard usati e dismessi. Sì, avete letto bene.

Simone tiene moltissimo a sottolineare il concetto di riuso creativo.

«L’idea – mi ha spiegato – è quella di recuperare un materiale completamente inerte, destinato a essere accantonato o distrutto, trasformandolo in un materiale pronto a vivere una seconda vita».

Per attuare questo progetto, a Simone serviva un liutaio esperto.

Ne ha trovato uno che ama il mare e che ha appena preso il brevetto di vela (nulla è casuale). Si chiama Andrea ed è il fondatore di Sens Guitars & Amp. Insieme al suo braccio destro Luca, Andrea realizza chitarre e bassi su misura e offre una serie di servizi altamente specialistici. Sens Guitars si occupa inoltre di riparare, revisionare e costruire amplificatori valvolari.

La collaborazione tra Sens Guitars e Simone Colombo ha prodotto un risultato straordinario. Il ponte della chitarra è costituito dal truck dello skateboard e il supporto del manico dalla piastra del truck stesso. L’ingresso del jack è creato utilizzando una ruota. Il corpo dello strumento prende vita da due tavole usate, trasformate in opere d’arte sonora. Dunque, a parte manico e corde, tutto viene da vecchi skateboard.

Questa è autentica sostenibilità ambientale, un perfetto connubio tra tradizione e innovazione, tra heritage dello skateboard e artigianalità musicale tutta italiana. Le chitarra-skateskate guitar sono simbolo di una filosofia che eleva il riuso creativo a forma d’arte.

Ogni chitarra è unica come la tavola da cui nasce e offre sonorità distintive che riflettono la particolarità del materiale originario.

E, per mantenere il legame, i nomi delle chitarre vengono da una manovra da skate. Simone mi ha permesso di spoilerarne uno: la 1° skate guitar realizzata si chiama Rock to Fakie.

Se ve lo state chiedendo: fakie si riferisce alla condizione in cui si guida lo skateboard all’indietro, con la coda della tavola rivolta nella direzione di marcia e mantenendo la posizione normale dei piedi (lo confesso, ho usato Google).

E ora arriva l’ultimo elemento. Last but not least – come direbbero gli anglosassoni.

Le nuove skate guitar verranno presentate a Lido Wave 2025, prestigiosa manifestazione organizzata dai balneari di Lido di Camaiore, Lido Wave di Giorgio Croco e Acsi Surfing.

Per dire quanto tale manifestazione sia importante: l’ospite speciale di quest’anno è un’autentica leggenda di big wave surf ovvero Ross Clarke-Jones. Direttamente da Phillip Island, arriva il mito australiano che ha domato gli oceani più pericolosi del mondo, il primo non hawaiano a vincere il prestigioso Quiksilver Eddie Aikau Big Wave Contest nel 2001. Altro che finzione cinematografica!

Lido Wave 2025 si tiene dal 16 al 19 luglio sul pontile di Lido di Camaiore in Versilia e alla Galleria Europa. Le skate-guitar saranno esposte allo Skate Village nei giorni 18 e 19, venerdì e sabato. Naturalmente saranno presenti Simone Colombo e Andrea e Luca di Sens Guitars.

E così il cerchio si chiude. Tutto torna, tutto si unisce, come vi avevo preannunciato e promesso.

Mare, surf, skate, musica, sostenibilità, riuso creativo, valori di rispetto e condivisione. Voilà, la ricetta è completa.

Vuoi aggiungere altro, caro Simone?

«Se me lo permetti, Manu, vorrei fare alcuni ringraziamenti speciali. Grazie a Lido Wave e in particolare a Giorgio, ad Acsi Surfing, ad Alessandro Dini, ad Andrea e Luca, ad Alessandro Servadei e tutti gli amici della Riviera Romagnola. Un grazie di cuore a tutti i miei amici che sono la mia più grande ricchezza, un vero tesoro prezioso che nessuno potrà mai portarmi via. Poi, il grazie più grande di tutti: a mia mamma che non si è fermata quando da piccolo piangevo e non volevo imparare a nuotare».

Cosa vi avevo detto? Poliedrico, talentuoso e anche simpatico. Una gran bella persona, da ogni punto di vista.

Se passate da Lido di Camaiore questo week-end lo constaterete di persona.

Emanuela Pirré

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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