Lamberto Losani SS 2025 e Saverio Palatella, eredità emotiva tradotta in tessuti e filati

Immaginate un marchio d’eccellenza che fa maglieria Made in Italy fin dal 1940. E immaginate un designer eclettico con una expertise immensa proprio nell’ambito della maglieria. Quando marchio e designer si incontrano, nasce qualcosa come la collezione Lamberto Losani SS 2025 con la direzione artistica di Saverio Palatella.

Milanese di nascita, Saverio Palatella ha trovato il suo codice espressivo nella maglieria. La sua carriera nella moda è iniziata nei primi Anni Ottanta, quando ha frequentato a Parigi la École Berçot, prestigiosa scuola internazionale di fashion design. Oggi, Palatella è uno degli esperti più rispettati. È riconosciuto dalla stampa di settore e dai buyer più importanti per aver saputo trasformare la maglieria al punto da proporre quella che possiamo chiamare a pieno titolo tricot couture. Ha collaborato con vari artisti sviluppando progetti teatrali, musica, cortometraggi e video arte.

I suoi prodotti sono un esempio di design e artigianalità e incarnano il valore del vero Made in Italy. Sempre all’avanguardia, la sua raffinata cifra stilistica è data dall’utilizzo di fibre pregiate e dall’attenzione estrema per i dettagli. Ed è noto per le sue consulenze di design per vari marchi tra cui Lamberto Losani.

Lamberto Losani è un nome che è sinonimo di esperienza, manualità, tradizione ma anche innovazione, sperimentazione e contaminazioni creative. Questi elementi hanno portato l’azienda a esportare il cashmere Made in Umbria in tutto il mondo.

La visione imprenditoriale dietro questo successo è semplice (si fa per dire…) ma efficace: aggiornarsi e rinnovarsi costantemente, mantenendo i propri codici e le proprie radici.

Lamberto Losani ha saputo trasmettere il valore senza tempo del lavoro artigianale, mantenendo inalterato il desiderio di autenticità ed essenzialità che hanno permesso all’azienda di distinguersi nel mercato globale. Per questo, per aver difeso il proprio DNA pur essendosi aperto alla sperimentazione creativa, l’azienda è ovunque sinonimo di standard elevati di eccellenza e qualità, nei prodotti come nei servizi, tale da garantire un ruolo importante nel panorama mondiale della moda.

Il marchio è distribuito oggi attraverso più di 400 punti vendita selezionati in tutto il mondo e mantiene solide partnership con i più esclusivi department stores internazionali. Era il 1998 quando Losani si è guadagnato un corner esclusivo da Harrods, a Londra, mentre risale al 2014 la presenza alle Galeries Lafayette a Parigi.

Al centro dell’attuale crescita ed evoluzione del marchio c’è Valentina Losani, figura chiave che rappresenta la nuova generazione della famiglia, precisamente la terza generazione.

L’azienda è stata infatti fondata nel 1940 da Giovanni Losani, padre di Lamberto il quale è entrato in azienda negli Anni Settanta. Tocca ora a lei, a Valentina Losani, una professionista capace di portare una ventata di contemporaneità che si riflette nei prodotti come anche nelle dinamiche aziendali. Prova ne è la collezione primavera / estate 2025 nata, appunto, sotto la direzione artistica di Saverio Palatella.

<strong>Lamberto Losani SS 2025 con la direzione artistica di Saverio Palatella / Photo credit: Ivano Trabalza e Neysa Jin</strong>
Lamberto Losani SS 2025 con la direzione artistica di Saverio Palatella / Photo credit: Ivano Trabalza e Neysa Jin

La collezione Lamberto Losani SS 2025 ha un nome: Emotional Heritage. Per precisa volontà di Palatella, non è semplicemente un titolo. È una vera e propria dichiarazione di intenti, come mi ha raccontato in occasione della presentazione fatta durante la Milano Fashion Week.

«È un concetto che abbraccia il valore del tempo – mi ha spiegato – e il desiderio di trasmettere un patrimonio culturale unico. Nel pensare alla collezione SS 2025, ho voluto dare forma a questa idea di eredità emotiva, traducendola in tessuti e filati che raccontano storie. Il mio obiettivo è stato studiare texture innovative, giocando con l’utilizzo e l’abbinamento di filati diversi, in modo da interpretare questo concept in modo autentico e moderno. È una ricerca che vuole omaggiare il passato artigianale ma al contempo proiettarsi verso il futuro».

Niente clamore, dunque, niente esagerazioni. I tratti distintivi sono l’estetica, certo, ma anche la funzionalità, la scelta accuratissima dei filati, le lavorazioni, la pulizia del design e delle silhouette.

«La collezione riflette la nostra capacità di evolverci rimanendo fedeli alla tradizione – ha aggiunto Palatella – e questo si traduce nei dettagli: trafori e pizzi che richiamano i decori di un tempo, reinterpretati con sensibilità contemporanea».

In questo modo, l’eredità – cara tanto a Palatella quanto ai Losani – si proietta davvero nel contemporaneo. E punta a fare breccia nel cuore e nelle emozioni del pubblico, quello che già conosce e apprezza il marchio e quello giovane che può scoprirlo ora.

Qualità piuttosto che quantità. Autenticità. Il valore che accarezza le emozioni. Sì, questi sono concetti decisamente necessari e attuali.

Emanuela Pirré

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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