HABITUS abito come strumento di prevenzione, la mostra per i 40 anni di ANLAIDS

Lo scorso giugno, ho dedicato volentieri un articolo ad ANLAIDS in quanto, in occasione del proprio 40° anniversario, l’Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS ha promosso un concorso intitolato L’abito – prevenzione: il costume come strumento di consapevolezza.

Il bando era rivolto ai creativi e alle creative di tutto il Paese e agli studenti e alle studentesse delle Accademie di Belle Arti e delle scuole di moda italiane. L’idea? Esplorare il potere comunicativo della moda nel promuovere la prevenzione e la consapevolezza in ambito sessuale. Il risultato da inseguire? La sensibilizzazione del pubblico verso tali tematiche.

Sono felice di condividere ora nomi e dettagli dei tre vincitori del concorso. Leggi tutto

ANLAIDS fa 40 anni e lancia un concorso che unisce abito e prevenzione

In occasione del 40° anniversario dalla sua fondazione, ANLAIDS (acronimo di Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS) promuove il concorso intitolato L’abito – prevenzione: il costume come strumento di consapevolezza.

L’iniziativa è rivolta ai creativi e alle creative di tutto il Paese e, in particolare, agli studenti e alle studentesse delle Accademie di Belle Arti e delle scuole di moda italiane. L’idea è esplorare il potere comunicativo della moda nel promuovere la prevenzione e la consapevolezza in ambito sessuale. L’obiettivo finale è la sensibilizzazione del pubblico verso tali tematiche.

I migliori progetti saranno esposti in una mostra itinerante che avrà proprio questo compito importantissimo: portare il messaggio di prevenzione in numerose città italiane. E i tre vincitori avranno l’opportunità di realizzare il proprio abito.

In giuria ci saranno nomi importanti. Presenti anche Sara Sozzani Maino, direttrice creativa di Fondazione Sozzani, e Alessia Glaviano, Head of Global Photo Vogue. Leggi tutto

Franco Moschino il genio visionario – 5 motivi per visitare la mostra

È stata inaugurata da poco e resterà aperta fino al 19 dicembre 2024. Mi riferisco a Franco Moschino il genio visionario, la mostra ospitata da MyOwnGallery / Superstudio Più a Milano. (AGGIORNAMENTO: PROROGATA FINO ALL’8 GENNAIO 2025!)

A trent’anni dalla sua scomparsa, questa mostra patrocinata dal Comune di Milano vuole ricordare la carica innovativa, la contemporaneità e la vitalità creativa di Franco Moschino. L’esposizione è un’esperienza immersiva nel suo universo immaginifico attraverso le iconiche fotografie di Stefano Pandini che catturano la visione ironica e provocatoria dello stilista, definizione riduttiva che Moschino non amava.

Irriverente, visionario, ironico e inarrestabilmente controcorrente, Franco Moschino è stato l’enfant terrible della moda italiana. Un genio poliedrico capace di scardinare le convenzioni del fashion system con un sorriso beffardo. Uno stilista (pardon) rivoluzionario ma anche un pubblicitario provocatore, un pittore anticonformista, un filosofo ribelle, un pacifista e precursore del movimento eco-friendly.

Moschino, classe 1950, aveva fondato nel 1983 il marchio che portava il suo nome. In soli dieci anni, ha costruito uno dei marchi più innovativi al mondo, lasciando alla sua scomparsa – avvenuta il 18 settembre 1994 – un’eredità che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.

Questo perché, grazie al suo linguaggio visionario e irriverente, ha saputo coniugare moda, arte e provocazione, lasciando un segno indelebile nel panorama della moda internazionale. Leggi tutto

Genius Loci, la mostra dedicata a Franco Moschino è ad Abbiategrasso

È un periodo molto particolare. Un periodo di confusione, lo definirei. In vari ambiti e anche nella moda.

È un periodo in cui nella moda, per esempio, si alternano continui e sempre più frequenti cambi di direttori creativi in seno a tanti brand illustri. Anche dal punto di vista culturale vengono proposti prodotti che, anziché fare chiarezza, offrono visioni pasticciate e pasticcione. Giusto per fare un nome: concordo completamente con l’analisi di Giuliana Matarrese (qui) a proposito di The New Look, il biopic di Apple+ che avrebbe potuto (o dovuto) raccontare la vita di Christian Dior.

Insomma, la moda si trova decisamente in stato confusionale, ahimè, sotto tanti punti di vista, ed è sempre più difficile comprendere in quale direzione vada. Specchio dei tempi, direbbe qualcuno. Non è un pensiero infondato e lo condivido.

Ecco, in mezzo a questa confusione che trovo spesso disturbante, restano ben poche certezze. Una di queste è lo studio della storia della moda. E non solo per conoscere il passato, ma anche per cercare chiavi per interpretare il presente e provare a ipotizzare il futuro.

Certo, le risposte non sono purtroppo da cercare in biopic come quello su Dior (che delusione, lo avevo tanto aspettato…). Le risposte possono invece venire da eventi ben organizzati, come tante belle mostre attualmente in corso. Per esempio, quella su Walter Albini a Prato, della quale mi sono recentemente occupata (qui). Oppure quella su Franco Moschino, ovvero la mostra della quale desidero parlare oggi. Leggi tutto

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