Fabio De Mari e Maurizio Angotti Borda e il progetto Finestre a Milano

Immaginate di camminare per strada. D’un tratto, la vostra attenzione viene attirata dalla facciata di un palazzo e, in particolare, dalle finestre. Magari ad attirarvi è la luce che arriva dall’interno oppure la musica che si diffonde in strada attraverso una finestra semiaperta. Forse è un vaso fiorito, una tenda eterea, un gatto acciambellato sul davanzale oppure una sagoma umana appena visibile. E così vi trovate a fantasticare, a immaginare una vita che scorre dietro quella finestra, quei vetri, quella tenda, quel vaso.

Sono quasi certa che sia capitato a tutti di avere pensieri simili – a me spesso – e di immaginare vite di cui non avremo mai conferma. C’è chi immagina e c’è chi, invece, concretizza. Come hanno fatto Fabio De Mari e Maurizio Angotti Borda, creatori del progetto Finestre a Milano. Leggi tutto

Paint Faster by Rollerblade® e Pennelli Cinghiale: la velocità del colore con DutyGorn @ gres art 671

Cosa possono avere in comune un pattinatore che sfreccia sull’asfalto e un professionista che stende il colore su una parete? Qualcuno potrebbe rispondere nulla ma, in realtà, c’è una cosa ben precisa che li accomuna: la ricerca della massima resa con il minimo attrito. Proprio da questa intuizione è nata la collaborazione tra Rollerblade®, brand pioniere del pattinaggio in linea, e Pennelli Cinghiale, icona del Made in Italy nel mondo del painting.

Il teatro di questo incontro è stato gres art 671, il polo per l’arte contemporanea e la cultura di Bergamo nato dalla riqualificazione di un’area ex industriale. Uno spazio che incarna perfettamente lo spirito del progetto: trasformare la materia e il passato (la fabbrica) in un luogo di sperimentazione contemporanea. Un luogo in cui il gesto artistico e l’innovazione tecnica possono convivere in totale armonia. Leggi tutto

MDW 2026: Tempi Emotivi by Chichi Meroni @ L’Arabesque Design Gallery

In occasione della Milano Design Week, L’Arabesque Design Gallery presenta Tempi Emotivi, un’installazione in cui il tempo degli oggetti diventa memoria vissuta.

Chichi Meroni, fondatrice de L’Arabesque, trasforma la sua Design Gallery in un passaggio attraverso memorie ricostruite grazie ad arredi intrisi di emozioni immutabiliSei stanze separate solo da pareti in tulle, quasi immaginarie. Il tulle richiama la moda, ma richiama anche il velo che avvolge i nostri ricordi. Ogni stanza è caratterizzata da un diverso colore. Insieme sono luoghi uniti dalla memoria e dalla vita.

Guardare attraverso non è un gesto neutro: è un invito a entrare nell’intimità di qualcuno senza mai del tutto violarla. Un libro letto a ritroso, fatto di una storia fuori dal filo dei tempi, senza teoremi da dimostrare. La voce narrante è quella della stessa Meroni che ripercorre i suoi ricordi e li condivide. Leggi tutto

MDW 2026: Food For Thought by IKEA con un assaggio della nuova collezione IKEA PS 2026

In occasione della Milano Design Week, IKEA apre le porte di Food For Thought, evento in programma dal 21 al 26 aprile 2026 allo Spazio Maiocchi in via Achille Maiocchi 7, nel cuore del Porta Venezia Design District.
Lo spazio ospita la prima mondiale di tre prodotti della nuova collezione IKEA PS 2026 e, attraverso un’esperienza sensoriale fatta di gusto, idee e co-creazione, esplora il modo in cui cibo e design dialogano nella vita quotidiana.
La redazione di A glittering magazine è stata all’anteprima stampa e vi raccontiamo cosa ci si può aspettare dall’evento. Spoiler: design, cibo e lo spirito giocoso e funzionale che caratterizza da sempre IKEA.

 

IL DESIGN DEMOCRATICO E LA COLLEZIONE IKEA PS 2026

Era il 1995 quando, proprio a Milano, IKEA presentava la prima collezione IKEA PS, introducendo il concetto di design democratico, un equilibrio tra forma, funzione, qualità, accessibilità e sostenibilità. Il tutto pensato per rendere il buon design alla portata di tutti. Leggi tutto

Marni x Cucchi è il progetto che fonde il DNA e i codici di due icone milanesi

In occasione della Design Week 2026, apre a Milano il progetto MARNI x CUCCHI che, per oltre tre mesi, fonderà il DNA e i codici di Marni e Pasticceria Cucchi in un’estetica distintiva immaginata da RedDuo Studio.

L’idea è quella di offrire una rilettura di una serie di rituali molto milanesi: il cappuccino caldo del mattino, il caffè bevuto al banco, l’aperitivo che si prolunga, l’amaro dopo cena. I caffè milanesi sono infatti teatro di gesti e abitudini, scenografie quotidiane fatte di dettagli. MARNI x CUCCHI celebra questa tradizione con una particolare attenzione all’identità del luogo. Attraverso la collaborazione, il riferimento all’italianità diventa linguaggio progettuale: materia, colore, dettaglio, proporzione. Una ricerca che unisce cultura del design e sensibilità artigianale, memoria storica e visione contemporanea. Leggi tutto

JIFANG, il debutto europeo alla Milano Design Week 2026 tra materia, memoria e cultura

In occasione della Milano Design Week 2026, il brand cinese JIFANG debutta in Europa con JIFANG WOOD at SQUARE 2026. Si tratta di un progetto espositivo che pone la materia naturale al centro come linguaggio universale e ponte culturale tra Oriente e Occidente. Dal 21 al 26 aprile, gli spazi del Casello 11 di Porta Nuova ospiteranno un racconto immersivo che intreccia design, cultura materiale e visione contemporanea.

Fondato nella provincia del Fujian, in Cina, JIFANG nasce come fornitore di legno e produttore specializzato in essenze naturali provenienti da foreste selezionate in tutto il mondo. Negli ultimi anni, l’azienda ha intrapreso un percorso di evoluzione, trasformandosi in un progetto guidato dal design con una forte identità culturale, orientato dalla filosofia “Wood at Home”. Parliamo di un approccio che interpreta la materia non solo come risorsa produttiva, ma come presenza viva capace di influenzare il modo in cui abitiamo lo spazio. Leggi tutto

Il centenario di Gianfranco Frattini si apre al Castello Sforzesco di Milano il 31 marzo 2026

Il 2026 segna il centenario della nascita di Gianfranco Frattini (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004), architetto e designer, una tra le figure più rigorose e silenziosamente coerenti del secondo Novecento italiano.

Lo Studio/Archivio Gianfranco Frattini – curato dai figli Emanuela e Marco Frattini – promuove un programma di eventi, installazioni, riedizioni e pubblicazioni che ne ripercorrono l’opera e ne riattivano l’eredità progettuale.

Ad aprire ufficialmente il centenario è l’installazione Gianfranco Frattini 1926-2026, in esposizione al Castello Sforzesco di Milano, dal 31 marzo al 28 giugno 2026, all’interno del Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee. Un luogo emblematico per la storia del mobile, che nel 2004 è stato riallestito su progetto di Perry King e Santiago Miranda, ampliando il percorso espositivo alla contemporaneità. Leggi tutto

Le Fries, il Natale… come una volta… meglio di una volta

Ci sono profumi che sono capaci di riportarci indietro nel tempo, seduti attorno a una tavola apparecchiata con amore.

È da questa nostalgia felice che nasce LE FRIES, il progetto ideato da Martina Pinto ed Elena Gradella per riportare in vita la magia delle domeniche a pranzo dai nonni — quelle fatte di racconti, piatti fumanti, risate rumorose e dettagli curati con un’attenzione dal sapore quasi rituale.

LE FRIES è molto più di una collezione per la tavola. È un omaggio affettuoso al passato, raccontato con un giusto tocco di ironia: chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha ricevuto l’affettuoso monito «non riempirti di pane»? Oppure non ha sentito le parole «ti vedo sciupato/a»?

Dalle tovaglie ai piatti, passando per tovaglioli, tovagliette e grembiuli, ogni prodotto è pensato per evocare memorie familiari e restituire quel senso di calore e appartenenza che solo certi momenti sanno dare. Leggi tutto

Mostra Designer’s Table da 10 Corso Como a Milano fino al 30 novembre

Dare spazio a giovani designer emergenti è sempre un immenso piacere e lo è ancora di più se si tratta di un’unione e di uno scambio tra due Paesi geograficamente molto lontani.

Ancora pochi giorni per visitare a Milano Designer’s Table, il progetto che ha saputo conquistare pubblico e stampa con la sua sorprendente reinvenzione degli oggetti della tavola. L’esposizione mette in dialogo due culture attraverso lo sguardo fresco di giovani designer italiani e coreani che hanno reinterpretato piatti, stoviglie e rituali domestici trasformandoli in gesti poetici, ironici o visionari. Dall’uovo che si cuoce in una candela accesa al centro del tavolo, al piatto “in piedi” che cambia prospettiva sul cibo, fino ai contenitori-scrigno che custodiscono la convivialità come un tesoro.

La mostra è ospitata dal concept store 10 Corso Como a Milano (fino al 30 novembre) ed è in contemporanea anche al Seoul Design Festival – Seochon Lounge (fino al 31 dicembre). Fa parte del programma ufficiale dell’Anno dello Scambio Culturale Corea-Italia 2024-2025, organizzato del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Repubblica di Corea attraverso KOFICE (Korean Foundation for International Cultural Exchange) per promuovere creatività, dialogo e collaborazione tra le nuove generazioni di designer dei due Paesi. Leggi tutto

Milano accoglie la nuova boutique Celine e il Celine Art Project

Il Quadrilatero della Moda, il quartiere milanese in cui si concentrano boutique di abbigliamento, gioielli e design, si arricchisce di un nuovo indirizzo prestigioso. Si tratta della boutique Celine situata in Via Monte Napoleone 10.

Aperto lo scorso 16 ottobre e situato all’angolo tra Via Monte Napoleone e Via Sant’Andrea, il nuovo negozio Celine si estende su oltre 600 m² e si sviluppa su due piani, esponendo le collezioni donna, uomo e accessori.

L’intero spazio è caratterizzato da pietre e materiali naturali pregiati, come i marmi Oyster Calacatta e Arabescato, abbinati al travertino grigio. I pavimenti in marmo Grand Antique sono posati su entrambi i livelli, impreziositi da lucidissimi specchi color oro anticato e pareti laccate nere. Leggi tutto

Oggetti del desiderio e le storie dal lusso all’incanto

Nel cuore delle aste, dove il bello diventa memoria e lo stile diventa storia

Era una sera di giugno a Parigi.

Nella penombra dorata della sala d’aste di Artcurial, l’aria era sospesa, come trattenuta da un respiro collettivo. Un battito di martelletto ed ecco la cifra: € 98.500. Per una borsa. Ma non una qualsiasi. Era una Birkin di Jane Birkin, in pelle martellata, vissuta, graffiata, quasi stanca – proprio come l’avrebbe voluta lei. Un oggetto che, se potesse parlare, racconterebbe anni di viaggi, figli sulle spalle, canzoni mai finite. Non è solo pelle e cuciture: è tempo, storia, emozione compressa.

È questo ciò che accade quando il lusso incontra la memoria. Gli oggetti si spogliano della loro funzione pratica e si vestono di significati. Non sono più accessori o arredi: diventano reliquie laiche, piccoli totem che portano con sé il peso lieve della bellezza e la solennità dell’esperienza vissuta. Leggi tutto

GRIGIOMILANO, la fragranza che è un omaggio al capoluogo meneghino

Lo confesso: quando ho ricevuto l’invito di Locherber per la presentazione della nuova fragranza GRIGIOMILANO ho avuto un istante di esitazione e perplessità.

Quel colore, il grigio, cosa sottolinea? Forse i soliti stereotipi legati alla città che tanto amo?

Esitazione e perplessità, però, sono durate giusto un istante: no, non era minimamente possibile che Locherber, marchio di home fragrances di lusso che si impegna a mantenere vivi il talento e l’artigianato italiano, giocasse con gli stereotipi, anche perché Milano non è solo la mia casa, ma è anche quella del brand.

E infatti mi è bastato varcare la soglia della bella boutique di corso Magenta per sorridere di quel mio primo sciocco istante di esitazione: GRIGIOMILANO è un omaggio innamorato e accuratamente studiato affinché ogni minimo dettaglio sottolinei ed esalti al meglio le caratteristiche del capoluogo meneghino.

Il grigio è la sfumatura dell’eleganza e della discrezione, dell’architettura e dei marmi; è la sfumatura di quel certo modo che ben viene raccontato da un video efficace creato ad hoc da Locherber (qui), di un’austerità che, appena sotto la superficie, si trasforma in un cuore vibrante. Leggi tutto

Galleria Gorza, la casa del bello di Rimini è adesso anche online

In questo 2020 – che definire anno particolare è un eufemismo – sono tante le cose che sono mancate a ognuno di noi, tante e diverse.

A me, per esempio, sono mancati gli abbracci e il contatto fisico con le persone che amo. E poi i viaggi.
Sì, sono queste le cose che mi mancano di più, ovvero conoscenza e bellezza declinate tra esperienza umana ed esperienza del mondo.
Mi mancano la varietà, la ricchezza, le diversità e le sfaccettature delle persone e dei luoghi.

La pandemia ci ha spinto a rivedere i nostri rapporti sociali.
Niente più abbracci, pacche sulla spalla, baci, strette di mano.
Questi sono stati i mesi del distanziamento, delle mascherine, della chiusura dei luoghi di aggregazione.
Per la nostra sicurezza e per quella degli altri, abbiamo dovuto ridurre al minimo il numero delle persone incontrate, azzerando completamente il contatto fisico.
E a me tutto ciò manca – inutile fingere il contrario…

Viaggiare mi manca, follemente, che sia per diletto e piacere oppure per lavoro. O tutto insieme, perché no, come mi è capitato spesso. Leggi tutto

Deesup, quando il design più iconico è di seconda mano

Due dei miei post più recenti qui in A glittering woman parlano di sostegno a talento e cultura (a 360°) e di come anche la second hand economy possa contribuire a un sistema di consumi più equilibrato soprattutto in ambito moda.

Visto che si tratta di argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, oggi vorrei aggiungere un nuovo capitolo condividendo il racconto di un incontro interessante: durante la recente Milano Design Week, ho avuto l’opportunità di ammirare alcuni bei pezzi di design senza tempo e ciò è avvenuto grazie al primo marketplace online italiano dell’arredo firmato di seconda mano.

Il marketplace si chiama Deesup ed è stato ideato e realizzato da Valentina Cerolini e Daniele Ena: chiacchierando con Valentina mi sono innamorata del progetto perché è completamente in linea con la mia fiducia nella second hand ecomony come risposta a molte questioni e problematiche. Inoltre, dimostra ancora una volta come talento e capacità possano essere declinati in soluzioni originali e coraggiose.

Parto raccontando cos’è Deesup in poche parole: nato nel 2017, è un marketplace – online e italiano, mi piace ribadire entrambe le caratteristiche – per vendere e acquistare arredi usati di design firmato; seleziona solo pezzi iconici e autentici proposti da venditori privati e professionisti, li promuove presso il pubblico, incassa e coordina la logistica post vendita.

Come funziona? Leggi tutto

Quattro imprenditori lucchesi rilanciano Tessieri, storica azienda italiana

Servono belle notizie.
Servono storie belle e vere che fungano da esempio e che siano d’incoraggiamento.
Serve positività.

Per questo, oggi, scelgo di condividere una storia che mi è stata sottoposta.
Non c’entra nulla con la moda, ma c’entra con il talento, la capacità, il saper fare, il Made in Italy, la tradizione e il coraggio dell’innovazione.

C’entra un prodotto unico nel suo genere, immutato da oltre cento anni, c’entrano quattro imprenditori lucchesi legati da una lunga e profonda amicizia, c’entra una storia artigiana che è parte integrante della storia manifatturiera italiana, c’entra il desiderio di investire in un prodotto storico e di grande prestigio.

Sono questi gli ingredienti alla base della nuova avventura d’impresa che vede come protagonisti la Premiata Fabbrica di mattonelle A. Tessieri & C., nata a Lucca nel lontano 1902, e un gruppo di amici oggi alla guida della società: Piergiorgio Tessieri (socio maggioritario, proprietario della Publiartex e pronipote di Alfredo, fondatore della fabbrica), Manuel Vellutini e Marco Pierallini (entrambi vicepresidenti esecutivi della Wolters Kluwer CCH Tagetik) e infine Alessandro Mennucci (amministratore delegato della Toscotec).

Dapprima, nell’aprile 2017, è stato Piergiorgio Tessieri a diventare socio unico dell’azienda, raccogliendo il testimone dal cugino Francesco che, nella Tessieri, è cresciuto tramandando il sapere artigiano per oltre sessant’anni. Ed è stato sempre lui, qualche mese fa, a voler coinvolgere nella compagine societaria gli altri tre imprenditori, suoi amici storici e a loro volta legati da un grande amore nei confronti delle mattonelle Tessieri: così, dopo oltre cento anni di attività, la Tessieri ha aperto per la prima volta il proprio capitale a persone non di famiglia.

«Ho una duplice missione: da una parte, garantire la continuità di una storia cominciata con il mio bisnonno Alfredo nel 1902 e arrivata fino a me che, di questa famiglia e di questa azienda, rappresento la quarta generazione; dall’altra, preservare la bellezza delle mattonelle, l’artigianalità di un manufatto che è rigorosamente fatto a mano in tutto il suo processo produttivo, con le stesse lavorazioni, gli stessi stampi, le medesime formulazioni di oltre cento anni fa.»

Così racconta Piergiorgio che spiega anche come un pavimento Tessieri sia sinonimo di prestigio, raffinatezza, qualità e come rappresenti una storia che contiene i tratti distintivi del Made in Italy e dell’alto artigianato manifatturiero che si distingue per tradizione, eccellenza e connotazione storica, tanto che l’azienda può dire di aver resistito anche al passaggio di due grandi guerre.

Partendo da acqua, terra e minerali, Tessieri produce esattamente da 116 anni mattonelle, in graniglia o pasta di cemento, decorate con disegni di ispirazione Art Nouveau.

Per realizzarle, sono stati creati più di trecento stampi e divisionali, ancora oggi utilizzati abitualmente e grazie ai quali è possibile ottenere centinaia di disegni e combinazioni diverse: mi piace sottolineare che gli stampi consentono non solo la produzione di nuovi pavimenti, ma anche il restauro di quelli più antichi.

Gli artigiani della Tessieri, infatti, possono sostituire qualsiasi mattonella della loro produzione, anche quelle centenarie, riuscendo a ottenere la stessa cromatura invecchiata, dosando i colori secondo uno stile inconfondibile, ogni volta diverso, speciale e unico. Leggi tutto

Rob Pruitt x YOOX Migration Moving Blanket, il progetto tra design e antropologia

Rob Pruitt x YOOX. Migration Moving Blanket, 2018 ®Justin Jay

Oggi scelgo di parlarvi di un argomento che si è guadagnato immediatamente la mia attenzione poiché unisce un artista e uno store online in un progetto di design che profuma di antropologia: si tratta di Rob Pruitt che debutta in esclusiva su YOOX con il progetto Migration Moving Blanket, 2018.

Artista intenso ed eclettico, Rob Pruitt si muove con grande agilità attraverso ogni mezzo espressivo.
Nato nel 1964 a Washington, vive e lavora a New York: ha studiato al Corcoran College of Art and Design di Washington e alla Parsons School of Design di New York e ha esposto nei più prestigiosi musei del mondo, con mostre personali e collettive dalla Tate Modern di Londra a Palazzo Grassi a Venezia passando per il Guggenheim Museum di New York.

Fondato nel 2000, lo store online YOOX offre un’ampia scelta di capi d’abbigliamento e accessori per uomo e donna, moda bimbo, un assortimento di oggetti di design, brand attenti alla responsabilità sociale e ambientale: propone anche collaborazioni esclusive con rinomati artisti internazionali, proprio come quella della quale desidero raccontare.

L’artista statunitense debutta online con Rob Pruitt x YOOX. Migration Moving Blanket, 2018, un progetto speciale realizzato in esclusiva per YOOX che presenta una serie di quaranta pezzi unici, coperte in edizione limitata, ciascuna accompagnata dal proprio certificato di autenticità firmato e numerato.

Conosciuto per lo stile esuberante e in continua evoluzione, Pruitt e la sua opera trascendono specifici movimenti e tecniche artistiche: il suo sguardo disincantato e colto spazia tra arte, sociologia e antropologia e le sue innumerevoli forme espressive lo hanno visto cimentarsi con panda serigrafati e dinosauri cromati, scarabocchi terapeutici e frigoriferi antropomorfi.
Pruitt prende citazioni visive della nostra epoca e le ripropone in opere coloratissime: usa l’arte come veicolo di denuncia sociale, per arrivare direttamente al nucleo di questioni culturali e politiche fondamentali.

Rob Pruitt x YOOX. Migration Moving Blanket, 2018 trae ispirazione dalla complessa questione delle migrazioni intese come fenomeno sia naturale sia sociale.

Nel mondo naturale, le specie animali migrano stagionalmente alla ricerca di luoghi più agevoli e sicuri; allo stesso modo, gli esseri umani migrano per sfuggire da forme di tirannia, dittatura e autocrazia o si trasferiscono con la speranza di trovare migliori condizioni di vita.

«Come animali umani, ci spostiamo dalla privacy delle nostre case agli spazi pubblici ed è interessante per me osservare come il pensiero politico viene espresso in entrambi i luoghi.»
Così dice Rob Pruitt del suo lavoro.

Naturale prosecuzione di American Quilts, la sua più recente produzione artistica, la serie creata in esclusiva per YOOX è stata realizzata decorando coperte di produzione industriale con l’applicazione di stampe serigrafate di oche, animale migratore per eccellenza, stilizzate e trasformate in motivi geometrici ispirati ai pixel digitali e ai quilting squares, i tradizionali elementi decorativi delle trapunte (in inglese quilt).

Rob Pruitt x YOOX. Migration Moving Blanket, 2018 ha debuttato su YOOX ieri, 7 febbraio, con l’inizio della fiera di arte e design Nomad St. Moritz dove, fino all’11 febbraio, il progetto sarà esposto in anteprima assoluta (potete dare un occhio qui, qui, qui e qui).

Perché ho scelto di parlarvi di questo progetto?

Perché la migrazione – e mi riferisco soprattutto a quella umana – è una questione particolarmente attuale e che solleva molte discussioni: ci sono molti modi di occuparsene e io mi sono presa una buona dose di insulti ogni volta in cui mi sono espressa sui social network.
Non mi importa ribadire ora quale sia la mia posizione; mi sta più a cuore che se ne parli, possibilmente civilmente.
E se ne può parlare in tanti modi, ripeto, e dunque anche attraverso un progetto di arte e design: tutte le motivazioni della mia scelta sono racchiuse alla perfezione dalla dichiarazione di Beatrice Trussardi, curatrice della sezione DESIGN+ART di YOOX.

«Rob Pruitt ha risposto con entusiasmo e generosità all’invito a realizzare un progetto speciale per la nostra gallery e lo abbiamo scelto perché è un artista che non ha timore di confrontarsi con la realtà che lo circonda, anche quando è scomoda o difficile, e perché è capace di scardinare luoghi comuni e tabù con gesti ironici che celano profondità di analisi e di pensiero. Le opere che ha realizzato per YOOX rappresentano un commento arguto alla complessità del tema delle migrazioni, di ieri e di oggi: non multipli in serie ma quaranta pezzi unici, uno diverso dall’altro, come uniche e individuali sono le storie delle persone che per qualsiasi ragione si trovano a dover lasciare la loro terra d’origine per un luogo nuovo, con il loro carico di timori e aspettative per il futuro

Ad accompagnare il progetto Rob Pruitt x YOOX. Migration Moving Blanket, 2018 c’è anche il video con il quale concludo questo post: 400 miglia separano New York dal confine canadese e YOOX le ha percorse tutte simulando un tipico trasloco americano.
Un pick-up, una poltrona avvolta nella Migration Moving Blanket di Rob Pruitt e un viaggio suggestivo, metafora del concetto di migrazione.

E io non ho davvero niente di più da aggiungere se non lasciarvi il link nel caso in cui vogliate dare un occhio ai pezzi di Pruitt su YOOX.

Manu

Le mie scelte in pillole: Movea Design e la bellezza del cactus

Tempo fa, ho scoperto una leggenda che ha catturato la mia attenzione.

La leggenda narra di Quehualliu, un giovane e bellissimo indiano che passava il tempo a raccogliere fiori per Pasancana, l’altrettanto giovane e bella figlia del capo tribù.
Fin da piccoli, i due erano sempre stati insieme: avevano imparato a camminare, a giocare, a scovare i posti più belli della montagna e, una volta cresciuti, avevano compreso di essere innamorati l’uno dell’altra.
Il padre di Pasancana aveva però progetti differenti e voleva che la figlia sposasse un altro ragazzo della tribù, un eccellente cacciatore: quando Pasancana e Quehaualliu lo appresero iniziarono a piangere e a disperarsi.
Decisero allora di scappare insieme: camminando ai piedi delle loro amate colline, elaborarono un piano, ovvero pensarono di raggiungere qualche luogo perso proprio tra le montagne.
Così fecero.

Quando il capo tribù si accorse della sparizione della figlia, andò su tutte le furie e mise insieme un gruppo di uomini con lo scopo di andare a cercare la coppia.
Nel frattempo, i due giovani, stanchi per la strada percorsa, decisero di fermarsi a riposare: grazie alla luce della luna, si accorsero degli uomini che li stavano cercando e invocarono Pachamama, la dea della terra, affinché li aiutasse a nascondersi.
La dea terra ebbe pietà dei due innamorati e aprì un buco nella montagna per far sì che potessero nascondersi: il padre e i suoi uomini, adirati, urlarono ai due giovani che non si sarebbero potuti nascondere per sempre e rimasero lì tutta la notte, in attesa.
Ma, il giorno dopo, la dea terra trasformò i due giovani in un cactus e così, con la sua protezione, Pasancana e Quehualliu rimasero silenziosamente uniti per sempre.

Vedete, amo i cactus da quand’ero piccina.
Non so se dipenda dal sangue che mi scorre nelle vene, quello siciliano dei miei genitori: come molti sanno, la meravigliosa isola è un habitat perfetto per cactus, fichi d’India, agavi e in generale per tutte le piante succulente (quelle che chiamiamo comunemente piante grasse).
O chissà, forse dipende invece molto più prosaicamente dal fatto che tali piante, grazie alla loro attitudine a resistere alle condizioni più avverse, siano tra le poche in grado di sopravvivere al mio temuto e terribile pollice nero.

Non solo.
Chi mi conosce bene sa che sono un’inguaribile romantica: ancora oggi, alla mia tenera età, riesco a sperare che un film visto un milione di volte o un libro di cui ho consumato le pagine possano trasformarsi miracolosamente e che un finale tragico e lacrimevole possa diventare invece un happy end.

La leggenda di Pasancana e Quehualliu era dunque destinata inevitabilmente ad attrarre la mia attenzione, in un modo o nell’altro, anche perché offre una spiegazione perfetta del perché il cactus sia tanto tenace e del perché i suoi fiori meravigliosi siano avvezzi a sfidare sole e siccità pur di sbocciare: è perché simboleggiano amore e fedeltà.

Per questo motivo, ho deciso di iniziare il post di oggi narrandovi una romantica leggenda che risulta perfetta per una realtà solida che si chiama Movea Design.

Movea nasce nel 2013: i creatori del brand tutto italiano sono Cosimo e Veronica, una coppia unita nella vita e che condivide anche le passioni per arte, design e arredamento.
Il marchio Movea è un acronimo ricavato dalle ultime lettere del nome Cosimo (mo) e dalle iniziali del nome Veronica (ve): è stata poi aggiunta la a finale che simboleggia arte e arredamento.

In cosa consiste il progetto Movea?
Cosimo e Veronica realizzano artigianalmente piante e bonsai in tessuto: lo fanno con la massima cura dei dettagli e con la precisa volontà di offrire un prodotto di qualità.

Ogni pianta è disegnata, progettata e realizzata completamente a mano nel loro laboratorio di Nardò, in provincia di Lecce.
Le varianti dei vasi e dei tessuti sono molteplici: si contano colori che vanno dalle tinte più tenui a quelle più accese, con una gamma di materiali ricercati.
Sono tante anche le misure: si parte dalla riproduzione di piccoli cactus da collezione (come i miei che vedete qui sopra) fino ad arrivare a piante di medie e grandi dimensioni.

«Sono veneta di Mestre e la scelta di cactus & co. è nata quando mi sono trasferita al sud e precisamente nel Salento, una terra che pullula di piante grasse e in particolar modo di fichi d’india e agavi giganti», mi ha raccontato Veronica.
«È stato un amore a prima vista dal quale è nata la voglia di inventare un prodotto originale e che fosse funzionale come complemento d’arredo. Così, io e Cosimo abbiamo sfruttato al meglio le nostre doti artistiche e manuali per creare un nuovo progetto tutto nostro: tra l’altro, Cosimo è anche fotografo e quindi abbiamo potuto curare personalmente anche quell’aspetto.»

Ogni pianta Movea Design è un complemento d’arredo originale, adatto alla casa, all’ufficio, al negozio e a qualsiasi spazio nel quale si desideri inserire un tocco di stile e originalità.

Può essere una bella idea regalo per eventi, ricorrenze e cerimonie: mi vengono in mente i matrimoni, per esempio, proprio pensando alla leggenda indiana che rende il cactus un simbolo d’amore perfetto, tenace e duraturo.

Come appunto vedete qui sopra, io ho scelto il tris di piante grasse in miniatura, poiché un’altra mia grande debolezza riguarda tutto ciò che è miniaturizzato.
Sono rimasta colpita dall’amore con le quali le piantine sono realizzate e sono rimasta incantata davanti ai dettagli: vorrei potervi mostrare la precisione dei vasi, in ceramica e vimini intrecciato, nonché la ghiaietta che riproduce fedelmente quella che viene usata dai coltivatori di cactus.

Tra l’altro, devo dire grazie a Cosimo e Veronica per un altro motivo: le loro piantine risolvono definitivamente il mio problema di pollice nero.

Se volete dare un occhio ai lavori di Movea Design, vi lascio il loro sito (completo di e-shop), la pagina Facebook e l’account Instagram: lo faccio volentieri perché questo prodotto interamente Made in Italy merita a pieno titolo il mio sostegno.

E poi mi piace il parallelo tra la leggenda di Pasancana e Quehualliu e la storia vera di Veronica e Cosimo: così come i due innamorati indiani sono rimasti uniti grazie alla metamorfosi in cactus, anche i due bravi creativi italiani hanno unito passione, talento, capacità, creatività ed entusiasmo per dare vita a un progetto bello e concreto. Insieme.

Manu

AIRC e ADI con LOVE DESIGN a sostegno della ricerca oncologica

Io ci metto la faccia.
Sempre. Senza timori.

Metto la faccia quando parlo dei designer, degli artisti e dei creativi in cui credo così come quando parlo delle questioni sociali che mi stanno particolarmente a cuore.
Metto la faccia attraverso le parole che uso con rispetto e mai a sproposito, la metto attraverso la mia stessa immagine quando serve, la metto attraverso gesti pratici e concreti.

Mi piace pensare che il metterci la faccia rappresenti una garanzia per chi mi fa il dono di riporre fiducia in me, sia affidandomi la comunicazione dei propri prodotti sia leggendo questo spazio web, perché qui vige da sempre e per sempre una regola: entra solo ciò in cui credo davvero, entra solo ciò per cui – appunto – posso mettere la faccia. Serenamente e limpidamente.
E mi piace pensare che questo modo di pensare e agire sia diventato, nel mio piccolo, una sorta di marchio di fabbrica in grado di contraddistinguere me, la mia passione e il mio lavoro.

E stavolta metto la faccia per una questione che mi tocca molto profondamente, perché mai farò mancare il mio appoggio al progresso, allo sviluppo, alla ricerca e alla lotta contro le malattie.
Lo faccio usando tutto ciò che posso, usando le parole e la mia immagine, cercando di trasformarle in uno di quei gesti concreti che tanto mi piacciono: per questo, quando mi hanno chiesto di indossare la speciale t-shirt LOVE DESIGN ® per dare voce e sostegno a una splendida iniziativa, ho accettato immediatamente, senza la minima esitazione, con grande sincerità ed entusiasmo.

Di cosa si tratta?

Ora ve lo racconto.

Si tratta di un’iniziativa benefica ideata da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e ADI (Associazione per il Disegno Industriale) i quali, da 14 anni, realizzano insieme LOVE DESIGN ®, ovvero un evento a sostegno della ricerca oncologica italiana: dura tre giorni e si svolge ogni due anni in collaborazione con le maggiori aziende di design.

Ma che cosa unisce il mondo del design e il mondo scientifico?

Entrambi, design e scienza, guardano verso un futuro che si baserà principalmente sulla ricerca e, proprio grazie a questa affinità, da un’idea dell’architetto Carlo Forcolini (l’allora presidente ADI), nel 2003 nacque un’alleanza sfociata nell’evento Il Design sostiene la Ricerca poi diventato LOVE DESIGN ®.

Reso possibile grazie all’impegno congiunto dei marchi leader del design italiano e grazie all’impegno di ADI che, tra l’altro, garantisce l’autorevolezza dell’iniziativa in termini di qualità dei prodotti, LOVE DESIGN ® favorisce il dialogo tra l’eccellenza della creatività italiana, la ricerca scientifica e il valore della solidarietà.

L’appuntamento per quest’anno è da venerdì 20 a domenica 22 ottobre 2017 alla Fabbrica del Vapore a Milano in via Giulio Cesare Procaccini 4: qui saranno esposti prodotti e accessori donati da aziende del calibro di Alessi, B&B Italia, Kartell, Molteni & C, Edra, Poliform e tanti altri, tutti disponibili a condizioni molto vantaggiose con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro.

L’obiettivo di AIRC per questa edizione è inoltre il finanziamento di tre borse di studio triennali, ciascuna del valore di 75.000 euro, destinate a giovani ricercatori italiani: come per tutti i progetti promossi dall’Associazione, i destinatari di questi fondi verranno selezionati attraverso un processo rigoroso, meritocratico e trasparente, altro ottimo motivo per il quale do il mio appoggio con piena fiducia.

E quindi, amici miei, cosa aspettiamo?

La bellezza ci piace, l’eccellenza ci piace, il design ci piace e ci piace anche lo shopping; non ci piace il cancro e non ci piace che l’abbia vinta.

Dunque… scommetto che anche voi, come me, non esiterete. E scommetto che la vostra voglia di solidarietà è grande almeno quanto la mia.

E allora vi lascio il sito e la pagina Facebook di LOVE DESIGN ® dove potrete trovare tutte le informazioni utili e interessanti approfondimenti.

Non vi bastano sito e pagina Facebook? Ecco allora anche l’account Instagram e quello Twitter 🙂

Dal 20 al 22 ottobre ci sarà un’ottima occasione per usare la carta di credito, non solo per acquistare qualcosa di bello e utile, ma anche per compiere un atto di generosità e solidarietà che ci renderà a tutti gli effetti membri di una società che vuole guardare avanti, verso un futuro migliore e più evoluto.

Manu

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