Milano accoglie la nuova boutique Celine e il Celine Art Project

Il Quadrilatero della Moda, il quartiere milanese in cui si concentrano boutique di abbigliamento, gioielli e design, si arricchisce di un nuovo indirizzo prestigioso. Si tratta della boutique Celine situata in Via Monte Napoleone 10.

Aperto lo scorso 16 ottobre e situato all’angolo tra Via Monte Napoleone e Via Sant’Andrea, il nuovo negozio Celine si estende su oltre 600 m² e si sviluppa su due piani, esponendo le collezioni donna, uomo e accessori.

L’intero spazio è caratterizzato da pietre e materiali naturali pregiati, come i marmi Oyster Calacatta e Arabescato, abbinati al travertino grigio. I pavimenti in marmo Grand Antique sono posati su entrambi i livelli, impreziositi da lucidissimi specchi color oro anticato e pareti laccate nere. Leggi tutto

Qual è il nome di battesimo di Dior?

Si sente dire spesso che la critica di moda è morta – o comunque moribonda. E che lo è soprattutto tra le pagine dell’editoria di sistema, ovvero in quei giornali e in quelle riviste che fanno capo ai grandi gruppi editoriali.

Posso dire il mio pensiero? Prima di tutto, anche nell’editoria di sistema, c’è qualcuno che fa ancora critica. E poi, parte del problema è la profonda crisi in cui versa tutta l’editoria e, in particolare, la carta stampata.

Non è bello da dire, ma molte testate non possono permettersi di contrariare un brand perché significa rischiare di perdere investimenti pubblicitari che permettono alla testata stessa di sopravvivere. È una verità scomoda e dolorosa, lo so, ma è una verità di cui occorre prendere atto, che piaccia o meno. È un controsenso, certo, un corto circuito, ma questo è il risultato del mondo che abbiamo costruito. Leggi tutto

Dior SS 2020: a proposito di Christian, Catherine e certe affinità elettive

Collezione Dior SS 2020 (photo credit pagina Facebook Dior)

Ho smesso di credere alle coincidenze e al caso da molto tempo.
Per carità, non fraintendetemi, non credo che le nostre vite siano predestinate e che tutto sia scritto; al contrario, credo nel libero arbitrio e nella volontà personale; credo fermamente che ognuno di noi scelga i propri pensieri e le proprie azioni essendone dunque artefice e responsabile.
Credo però anche che pensieri, sogni e desideri possano essere trasformati in azioni concrete e possano portare a situazioni e incontri che sembrano il frutto di coincidenze ma che, in realtà, abbiamo appunto agevolato o creato noi stessi proprio attraverso quelle azioni.
Credo infine al fatto che esistano delle cosiddette affinità elettive ovvero delle somiglianze che ci portano istintivamente verso qualcuno o qualcosa in base a un comune sentire.

Ecco, il racconto che desidero condividere oggi nasce proprio da tutto ciò.

Come ho già raccontato, durante il mese di agosto, in occasione delle vacanze, sono tornata in Bretagna e Normandia, due regioni francesi che amo immensamente, e sono tornata a visitare anche quella che è stata la casa di infanzia di uno dei più grandi couturier di tutti i tempi.
Mi riferisco a Christian Dior, nato a Granville il 21 gennaio 1905: Villa Les Rhumbs, la casa di famiglia in cui Monsieur Dior ha trascorso anni felici, è oggi un museo a lui dedicato.
Granville si affaccia sullo splendido golfo di Saint-Malo: la villa in cui si trova il Musée Christian Dior è costruita sul promontorio roccioso, con una vista mozzafiato, ed è circondata da un giardino incantevole.
Se volete, potete leggere qui il post in cui ne parlo dettagliatamente, incluso il racconto della bellissima mostra attualmente in corso, dedicata a Grace di Monaco: io, invece, vorrei ora concentrarmi proprio sul giardino.

A partire dal 1925, Christian Dior decide di sostituire la serra esistente con un pergolato e uno specchio d’acqua, ispirandosi alle mode dell’epoca e ai dettami dell’Art Déco.
Nell’estensione del pergolato di Villa Les Rhumbs, Madeleine Dior, la sua amatissima madre, aggiunge un roseto che si appoggia al muro lungo quello che veniva chiamato Sentiero dei Dogananieri, beneficiando così di un’esposizione riparata dai forti venti salini.
Il giardino, dunque, è un luogo chiave per la villa e per Monsieur Dior: l’amore per i fiori ha costantemente influenzato la sua vita come anche il suo lavoro e i suoi abiti, dalle forme ai nomi passando per le decorazioni e i tessuti, con una preferenza per rose e mughetti.

E qui si innesta quella che io considero una non coincidenza e un’affinità elettiva: Maria Grazia Chiuri, Direttore Creativo della Maison Dior dal 2016, ha presentato martedì 24 settembre a Parigi la collezione primavera / estate 2020 ispirandosi a Catherine Dior, sorella di Christian, a lui fortemente legata anche e proprio dall’amore per fiori e giardini.

Mi sono emozionata davanti all’omaggio reso da Maria Grazia a una figura femminile così importante per il couturier e sono colpita dal fatto che ciò sia avvenuto esattamente nella stagione in cui anch’io sono tornata nella splendida residenza in Normandia.
Ecco perché ho scelto di raccontarvi tutto ciò, anche perché ho immensa stima del lavoro che Maria Grazia sta facendo in Dior e ho molto apprezzato il risultato di questo suo omaggio diventato la collezione Dior SS 2020. Leggi tutto

Chanel Haute Couture primavera / estate 2016 tra sogno e realtà

Mi trovo in un gran bel posto, sebbene non sappia dargli un nome; in realtà, non saprei nemmeno dire come io sia arrivata qui.
C’è tanta luce e, proprio davanti a me, un prato perfetto assomiglia a un tappeto verde: in fondo, vedo una bella casa in legno. L’atmosfera è tranquilla, serena.
D’un tratto, vedo una figura uscire dalla casa: avanza verso di me, si avvicina con passo leggero e senza fretta, dunque ho tutto il tempo di mettere a fuoco i vari dettagli.
È una giovane donna: indossa una giacca in tweed e una pencil skirt lunga fino al polpaccio. Noto anche i capelli, elegantemente raccolti in uno chignon molto particolare, e le sue scarpe, delle zeppe in sughero con tomaia bicolore. Da grande estimatrice di gioielli, non posso fare a meno di notare la meraviglia che indossa, ovvero un’ape graziosamente appuntata sulla giacca: sembra viva tanto è vibrante di luce e colore.
Non riconosco la giovane donna così come continuo a non riconoscere il luogo.
Eppure, tutta la situazione ha qualcosa di così familiare… Leggi tutto

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