Mostra Designer’s Table da 10 Corso Como a Milano fino al 30 novembre

Dare spazio a giovani designer emergenti è sempre un immenso piacere e lo è ancora di più se si tratta di un’unione e di uno scambio tra due Paesi geograficamente molto lontani.

Ancora pochi giorni per visitare a Milano Designer’s Table, il progetto che ha saputo conquistare pubblico e stampa con la sua sorprendente reinvenzione degli oggetti della tavola. L’esposizione mette in dialogo due culture attraverso lo sguardo fresco di giovani designer italiani e coreani che hanno reinterpretato piatti, stoviglie e rituali domestici trasformandoli in gesti poetici, ironici o visionari. Dall’uovo che si cuoce in una candela accesa al centro del tavolo, al piatto “in piedi” che cambia prospettiva sul cibo, fino ai contenitori-scrigno che custodiscono la convivialità come un tesoro.

La mostra è ospitata dal concept store 10 Corso Como a Milano (fino al 30 novembre) ed è in contemporanea anche al Seoul Design Festival – Seochon Lounge (fino al 31 dicembre). Fa parte del programma ufficiale dell’Anno dello Scambio Culturale Corea-Italia 2024-2025, organizzato del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Repubblica di Corea attraverso KOFICE (Korean Foundation for International Cultural Exchange) per promuovere creatività, dialogo e collaborazione tra le nuove generazioni di designer dei due Paesi.

A tal proposito, Designer’s Table è uno degli eventi che si inseriscono all’interno delle iniziative dell’Anno dello Scambio Culturale Reciproco Corea-Italia 2024-2025. 

Gli allestimenti e l’organizzazione del progetto di Milano sono stati entrambi curati dall’Architetto e consulente Jihye Choi (direttrice di Magma Project), mentre la mostra di Seoul è stata curata da Yeo Miyoung, CEO di Studio D3, insieme all’organizzatore principale del progetto Design House Co. Ltd. la media-house coreana che dal 1976 definisce e racconta il design in Corea, con riviste, libri, eventi.

<em>Designer’s Table (per le immagini si ringrazia Encanto PR)</em>
Designer’s Table (per le immagini si ringrazia Encanto PR)

L’obiettivo di Designer’s Table è promuovere uno scambio culturale tra 6 giovani designer selezionati: 6 italiani e 6 coreani chiamati a esplorare ed esprimersi sulle culture gastronomiche dei due Paesi attraverso il linguaggio del design, con attività di mentoring e workshop della durata di circa cinque mesi.

I mentor italiani del progetto sono l’architetto Ico Migliore, fondatore dello studio di progettazione internazionale Migliore+Servetto e professore al Politecnico di Milano, e Mario Trimarchi, architetto e product designer di fama internazionale. I mentor coreani sono Yeo Miyoung, CEO di Studio D3 e profondo conoscitore del design e della cultura italiana, e Park Sungjae, CEO della filiale coreana del marchio italiano di illuminazione Flos. 

Particolare menzione per Ico Migliore, architetto tre volte Compasso d’Oro e vincitore di 13 Red Dot Design Award, nominato due volte ambasciatore del design italiano in Corea in occasione dell’Italian Design Day (2020 e 2023). Si muove tra architettura, grafica e design con una particolare attenzione al valore dell’identità dei luoghi e nel 2020 ha firmato il progetto di Migliore+Servetto per il design urbano del Blue Line Park di Busan (Corea del Sud). Mario Trimarchi, designer e architetto, crede nel progetto come strumento per diffondere la poesia nel mondo delle cose. Nel 2016 ha vinto il Compasso d’Oro con la caffettiera Ossidiana per Alessi. Progetta prodotti, allestimenti e collezioni di artwork. Disegna giorno e notte.

I designer italiani vincitori di Designer’s Table

  1. Guglielmo Brambilla (Bergamo&Seoul) – designer di oggetti attivo tra Bergamo e Seoul. Affascinato dalla cultura materiale, dal potere narrativo degli oggetti e dai rituali a essi legati, crede nell’importanza delle tradizioni così come nella necessità di ricontestualizzarle attraverso l’introduzione di nuovi artefatti e abitudini.
  2. Marlisa Marasco (CGimigliano&Pavia) – è una designer e architetta calabrese. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra memoria, materia e narrazione: attraverso oggetti e spazi, reinterpreta il suo patrimonio culturale in chiave contemporanea, trasformando la tradizione in un linguaggio intimo e poetico. 
  3. Mara Bragagnolo (Genova) – è un interior designer dedicata alla creazione di spazi e progetti con un focus sul design inclusivo e accessibile. Originaria di Genova, ha completato la sua formazione laureandosi in Interior Design presso la Glasgow School of Art. Successivamente, si è anche specializzata in Olfactive Spatial Design e Architettura Inclusiva.
  4. Giglia Vecchiato, SURI studio (Venezia) – SURI Studio è un progetto indipendente legato al gioiello contemporaneo e alla scultura. Venezia è la sua città, la presenza costante dell’acqua è un fattore determinante che scandisce il ritmo della vita. È un’acqua lenta, costante, in leggero movimento, che gioca con la luce in un modo indescrivibile. E condiziona tutto.
  5. Gianluca Sestini (Firenze) – designer toscano, attivo sul territorio fiorentino. La sua ricerca si concentra sullo spazio urbano e sugli oggetti che lo abitano, indagandone il valore d’uso e la dimensione relazionale. Al centro del suo lavoro c’è la relazione tra persona e oggetto, intesa non solo in termini di consumo, ma di fruizione attiva e consapevole.
  6. Giulia De Franco (Milano) – product designer milanese con una profonda passione per l’innovazione e la sostenibilità. Crea soluzioni che uniscono estetica e funzionalità, con un particolare interesse per la biomimetica e lo sviluppo di bio-materiali. Esplora nuove idee e affronta sfide creative, aspirando a un miglioramento continuo attraverso lo studio e la ricerca.
<em>Opera di Giulia Vecchiato (per le immagini si ringrazia Encanto PR)</em>
Opera di Giulia Vecchiato (per le immagini si ringrazia Encanto PR)

I designer coreani vincitori di Designer’s Table

  1. Euna Lee – designer e narratrice che vive tra Seul e Sydney. Con un background in architettura del paesaggio e illustrazione, esplora il modo in cui narrazioni visive e oggetti plasmano gli ambienti quotidiani. La sua attività spazia dalla creazione di libri illustrati all’insegnamento della programmazione, dalla creazione di prodotti alla vendita di strumenti software creativi.
  2. Heeueon Rha – è una designer con sede a Seul. Crea esperienze giocose che incoraggiano il pubblico a vedere concetti familiari da nuove prospettive. Appassionata di esplorazione della materialità, esplora costantemente nuovi media, spaziando da mobili e oggetti all’intelligenza artificiale, al web e alle esposizioni.
  3. Jisu Jeong – progetta oggetti che si possono toccare con mano, infondendo in essi esperienza, materialità e memoria sensoriale. Convinta che gli oggetti possiedano una silenziosa vitalità, esplora il sottile movimento strutturale nelle sue opere. Attraverso il design, immagina delicate connessioni tra persone e oggetti: un futuro intimo di presenza condivisa.
  4. Junghyun Kim – persegue un design d’impatto, come una storia che chiunque possa sentire e comprendere. Ogni prodotto è realizzato per suscitare curiosità, coinvolgere e lasciare un’impressione duratura. Progetta non solo per l’uso, ma per l’emozione, il ricordo e il significato.
  5. Jungyeon Shin – radicata nella progettazione spaziale, la sua pratica esplora una creazione senza confini tra discipline diverse. Affronta temi specifici come tradizione, materialità, località e cultura del consumo, riformulandoli attraverso approcci sperimentali.
  6. Subin Seol – crede che il design non sia solo una questione di estetica e funzionalità, ma anche un potente mezzo narrativo. La filosofia progettuale di Seol si concentra sulla trasmissione di esperienze e messaggi più profondi attraverso la fusione di artigianalità e narrazione.
<em>Opera di Junghyun Kim (per le immagini si ringrazia Encanto PR)</em>
Opera di Junghyun Kim (per le immagini si ringrazia Encanto PR)

 

Federica Santini

 

 

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Federica Santini

Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.

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