Bruno Corsini, oltre 100 anni di dolce tradizione
Se parliamo di cioccolato e confetti, non possiamo non parlare della Ditta Bruno Corsini, sinonimo tangibile di tradizione dolciaria dal 1918. In questo luogo magico, dai profumi indimenticabili che toccano l’anima e rispolverano ricordi d’infanzia, vengono prodotti artigianalmente ancora oggi confetti e prodotti al cioccolato. Quando si entra al civico 42 di Piazza San Francesco a Pistoia, si mette piede in un pezzo di storia sia del territorio pistoiese che della confiserie.
Sì, perché lì dentro è possibile fare un viaggio nel gusto, toccando con mano poesia da assaporare confetto dopo confetto, cioccolatino dopo cioccolatino. Ciò che però colpisce ancora di più è la fiabesca immutabilità che la Ditta Bruno Corsini lascia emergere da ogni dettaglio. Una perfetta ed impeccabile resistenza ai segni del tempo, una vittoria contro la frenesia, un trionfo di prezioso artigianato. Viene, quindi, da chiedersi quale sia il segreto per il mantenimento intatto di questa lunga e dolce tradizione.
La chiave di questa longevità sta tutta in una storia d’amore, di famiglia e di tenacia, di tradizione e artigianato, di dolcezza e determinazione. Ed è proprio questa incredibile storia che merita di essere conosciuta, perché, così, ogni prelibato morso lascerà un sapore ancora più indelebile. Quindi, come per ogni favola che si rispetti, occorre mettersi comodi per leggerla con la dovuta e meritata lentezza.
Per iniziare a capire ancora meglio questa incredibile storia d’amore e tradizione, è necessario partire dal seguente concetto: se è vero che dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, altrettanto vero è che non c’è niente di più affascinante di una famiglia prevalentemente al femminile composta da donne dalle mille sfaccettature. Quindi, dopo un inizio al maschile con Umberto, il fondatore, e con Bruno, ovvero il figlio e colui che ha dato il nome all’azienda, ci sono Ulia, Nicla, Giorgia e Ilaria, tre generazioni in rosa che hanno reso immensa ed intramontabile la piccola perla d’artigianato che è la Ditta Bruno Corsini.

Per entrare davvero nel vivo di questa storia d’amore, andiamo indietro nel tempo, alla seconda generazione. Qui troviamo due protagonisti fondamentali: Bruno ed Ulia. Questa coppia vide galeotto il confetto, poiché Ulia, come sempre le è premuto sottolineare, «era entrata commessina in Ditta» e poi sbocciò l’amore con Bruno, un amore così grande da resistere al tempo e ad una simbiosi che era fatta di lavoro, casa, famiglia. Un’unione davvero esemplare e, oserei dire, piacevolmente invidiabile. Loro due insieme hanno guidato l’azienda per molti anni, dando vita a infinite golosità, tra cui il celebre Panforte Glacé al cioccolato e Pasta Italia, prodotti simbolo della tradizione della Ditta Bruno Corsini.

Se questa lunga dolce tradizione dura da oltre 100 anni è perché da un amore così grande è nata una grande donna: Nicla Bruna Corsini. L’espressione massima dell’eleganza, della discrezione e della dedizione. Con lei l’azienda è cresciuta ulteriormente avendo al suo fianco grandi donne, tra cui Marisina, la maga del confezionamento, Marisona e Daniela, le artigiane confettiere e le maestre del cioccolato. Assieme a loro la Ditta Bruno Corsini si è tinta di rosa, realizzando creazioni per ogni cerimonia che si svolgesse in città e non solo. Sì, perché questa incredibile storia d’amore e tradizione si è intrecciata a sua volta ad innumerevoli altre storie d’amore. Infatti i confetti della Ditta Bruno Corsini hanno fatto parte e fanno parte ancora oggi delle occasioni più importanti della vita dei pistoiesi e di moltissime altre persone in tutto il mondo.

Continuando doverosamente con questa meravigliosa favola, dopo Nicla sono arrivate in azienda le due figlie, Giorgia e Ilaria, che ancora oggi sono il cuore della Ditta Bruno Corsini. Giorgia è un autentico vulcano attivo, pronta a dare spettacolo da un momento all’altro, travolgendo tutti con la sua risata e le sue inimitabili capacità oratorie. Ilaria è tetragona, integerrima e dolcemente austera; elegante come sua madre Nicla e con occhi splendidi che tradiscono all’istante. Loro sono il presente e stanno dando forma al futuro. Proprio loro stanno continuando a scrivere la storia della dolce tradizione. Una storia che merita di essere assaporata, oltre che raccontata o letta.

Credo fermamente che favole reali come questa possano spargere un po’ di magia e speranza. Questo non è solo un capitolo fondamentale della storia della tradizione dolciaria e della confetteria, ma è anche la dimostrazione che occorre perseverare, è necessario credere in ciò che si fa per vincere contro il tempo, per stare al passo e, al contempo, contrastare un mondo che ci vuole sempre più pezzi in serie e meno pezzi unici. È un dolce inno alla passionale determinazione che, con dolcezza, può superare ogni possibile barriera.
Perciò, se volete respirare e gustare un po’ di questo incanto, aprite forte la porta al civico 42 di Piazza San Francesco a Pistoia, ché le nipoti di Bruno Corsini sono lì pronte ad accogliervi.
Federica Santini
Federica Santini
Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.