Paola Baronio, giornalista, omaggio a Giorgio Armani

Giorgio Armani se n’è andato in una giornata di fine estate, di una bellezza luminosa, come è stata la sua moda.

L’ho sempre amato e, mentre leggevo gli articoli e i post che lo celebravano, sentendomi sempre più triste, ricordavo la frase di Marcel Proust secondo il quale «nella vita della maggior parte delle donne, qualsiasi cosa, anche il più grande dolore, fa sempre capo alla messa in prova di un abito nuovo».

Ho realizzato che, nel mio piccolo, gli abiti di Armani hanno vestito i momenti più importanti della mia vita, dal completo scelto per il mio matrimonio con la consulenza della mia migliore amica fino alla giacca con la quale avevo festeggiato il mio primo contratto da giornalista.

Quella giacca, poi, mi ha accompagnato in tante occasioni speciali, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Perché, indossando una giacca di Giorgio Armani, la giovane donna che ero, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, si sentiva non solo se stessa, ma la migliore versione di sé stessa. La moda e la visione stilistica di Giorgio Armani era innovativa, elegante, morbida e sofisticata, rigorosa e sensuale. Ma era soprattutto moderna e dava forma al nostro tempo e alle nostre possibilità che allora ci sembravano infinite.

Contrariamente ai grandi couturier che prima di lui avevano alimentato l’immaginario della moda, Giorgio Armani non offriva un sogno alle donne. Armani offriva un progetto. Il progetto di una vita saldamente nelle nostre mani, di giornate operose, da iniziare con la lettura di un quotidiano da trattenere sottobraccio come in una famosa pubblicità dell’epoca, da percorrere con passi leggiadri sulle strade del mondo, da vivere sempre con consapevolezza, anche nei momenti di leggerezza.

Durante tutta la sua lunga, luminosa carriera di stilista, di imprenditore e per tutta la sua esistenza di uomo, Giorgio Armani ha sempre parlato di valori. Ha dato eleganza all’etica e al rispetto.

Come tante altre ragazze e donne della mia generazione, io sono cresciuta e maturata con un’idea di me, di noi, che veniva coerentemente rappresentata dagli abiti che indossavamo. Non tutti erano di Giorgio Armani, anzi, lo erano pochissimi. Negli altri cercavamo il suo stile inimitabile ma, quando indossavamo i suoi, non ci sentivamo solo più belle, o più eleganti, ma migliori. In questo suo regalo è stato unico.

Grazie e onore, per sempre, a lui. Grande. Re Giorgio.

Paola Baronio

 

 

Paola Baronio è una giornalista. Per venticinque anni ha lavorato nell’editoria specializzata, nei settori del tennis e della moto, fino a diventare caporedattore. Nel 2013 ha aperto un blog nel quale ha scritto anche di brand e storie di moda, design, arte, viaggi. Ha collaborato con Connecting Cultures e si è occupata di Out of Fashion, corso di alta formazione sulla moda sostenibile. È tra gli autori di Fashion Change, il libro sulla moda sostenibile edito da Connecting Cultures.

Ha accettato di condividere con noi di A glittering magazine questo suo vibrante ricordo di Giorgio Armani. Ringraziandola, lo pubblichiamo come omaggio (il primo di una serie) nel giorno delle esequie di Re Giorgio a Rivalta, nel piacentino. 

Se volete seguire Paola Baronio, questo è il suo profilo Instagram.

 

 

Spread the love

Lascia un commento

Nome*

email* (not published)

website

error: Sii glittering... non copiare :-)