Rosa Genoni in Valtellina, un progetto che va alle origini del Made in Italy
Si avvicina l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali o Milano Cortina 2026, l’evento che catalizzerà l’attenzione globale a partire dal 6 febbraio. Entra nel vivo anche il calendario culturale che accompagna l’evento sportivo e, tra gli eventi interessanti, ne figura uno particolarmente legato alla storia del costume e della moda: si tratta di Rosa Genoni in Valtellina, alle origini del Made in Italy.
Rosa Genoni (1867-1954), tiranese di nascita, torna nelle sue terre di origine grazie alla reinterpretazione artistica della ricamatrice Barbara Trestini Trimarchi, sua concittadina. Il progetto Rosa Genoni in Valtellina è un evento diffuso che avrà luogo tra Sondrio, Tirano, Grosio, Bormio, ideato e curato da Elisabetta Invernici, storica del costume e giornalista. Si parte da Sondrio con l’inaugurazione di sabato 24 gennaio per poi concludere nello stesso luogo domenica 22 febbraio 2026.
Con una durata di quasi un mese, il calendario si presenta ricco di mostre, talk, visite guidate e workshop che coinvolgeranno abitanti e turisti in una esperienza di living-history alla riscoperta di Rosa Genoni e della Belle Époque in Valtellina.
Genoni è una figura legata alla moda e alla cultura italiana del XX secolo e offre l’opportunità di riflettere sull’importanza della creatività e dell’artigianato nel nostro patrimonio culturale. Questo perché è stata una pioniera capace di interpretare i cambiamenti sociali e culturali del suo tempo.
La sua opera non è dunque esclusivamente un contributo prezioso alla moda, ma un racconto che parla della forza delle donne: Genoni ha aperto la strada a una nuova visione e alla possibilità di espressione anche attraverso i vestiti.

In particolare, le varie mostre con i ricami di Barbara Trestini Trimarchi ispirati a Rosa Genoni rappresentano un’opportunità preziosa: educare le generazioni future sull’importanza della moda come forma di potente strumento di espressione personale e cambiamento sociale. Rosa Genoni ci invita a considerare non solo l’estetica, ma anche il messaggio che ogni capo d’abbigliamento può trasmettere.
Il progetto diffuso mira inoltre a rievocare l’atmosfera della Belle Époque coinvolgendo l’intera comunità della Valtellina nei luoghi che sono stati protagonisti della grande rivoluzione industriale tra fine Ottocento e primi del Novecento. Il riferimento è ai primi grandi alberghi, alle nascenti strutture sportive e anche alle centrali idroelettriche di cui il paesaggio è punteggiato. La Valtellina, nello specifico, ha sul suo territorio 25 piccole dighe più 27 grandi dighe e contribuisce al 12% dell’energia nazionale idroelettrica prodotta e al 50% di quella lombarda.
Per tutte le persone interessate, il fitto palinsesto interdisciplinare di Rosa Genoni in Valtellina è raccontato qui sotto.
Emanuela Pirré
ROSA GENONI IN VALTELLINA
ALLE ORIGINI DEL MADE IN ITALY
Periodo: da sabato 24 gennaio a domenica 22 febbraio 2026.
Località: Sondrio, Tirano, Grosio, Bormio
Progetto ideato e curato da Elisabetta Invernici

La Valtellina torna a essere protagonista della Belle Époque attraverso ROSA GENONI IN VALTELLINA, un ricco cartellone interdisciplinare con eventi, visite guidate, workshop, mostre e rappresentazioni che si svolgono nei luoghi originali. Grande protagonista è Rosa Genoni attraverso i capolavori ad ago di Barbara Trestini Trimarchi.
La manifestazione è resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra Associazione Culturale Profumo di Milano e le istituzioni locali, in particolar modo gli Assessorati e gli Enti del Turismo, chiamati a sensibilizzare e coinvolgere le diverse associazioni e le comunità locali.
LA MOSTRA A SONDRIO
ROSA È LA MONTAGNA – Ricami di Barbara Trestini Trimarchi ispirati a Rosa Genoni / A cura di Elisabetta Invernici
Dove: MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte, Palazzo Sassi de’ Lavizzari
Quando: dal 24 gennaio al 22 febbraio dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalla 14 alle 18
Ingresso libero
LA MOSTRA A TIRANO
LUCI LIBERTY – Creazioni artistiche di Barbara Trestini Trimarchi ispirate a Rosa Genoni / A cura di Elisabetta Invernici
Dove: Casa Trimarchi, via Cappuccini 45
Quando: dal 25 al 31 gennaio dalle 10 alle 12
Ingresso libero
L’INSTALLAZIONE A GROSIO
GREMBIULE D’ARTE – Ricami di Barbara Trestini Trimarchi ispirati a Rosa Genoni / A cura di Elisabetta Invernici
Dove: Sala Conferenze Oratorio Piergiorgio Frassati, via Milano 4
Quando: domenica 25 gennaio dalle 17 alle 19
Ingresso libero
LA MOSTRA A BORMIO
LA BELLE ÉPOQUE – Ricami di Barbara Trestini Trimarchi ispirati a Rosa Genoni / A cura di Elisabetta Invernici
Dove: Museo Civico, via Buon Consiglio 25
Quando: da martedì 27 a sabato 31 gennaio dalle 15:30 alle 18:30
Ingresso al museo euro 5
Tutte le mostre sono accompagnate da vari eventi come dettagliato nella locandina qui sopra.
In particolare, sabato 31 gennaio alle ore 16, in occasione del passaggio della fiaccola olimpica a Bormio, ci sarà una conversazione intitolata Rosa Genoni tedoforo di pace sul ruolo di pacifista che è riuscita a esercitare a livello internazionale nel corso della sua vita. Verrà presentato un ricamo inedito a tema e sempre di Barbara Trestini Trimarchi.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.