A Cernobbio c’è la mostra diffusa e open air TRACCE di Davide Dall’Osso

Chi avrà l’opportunità di trovarsi a Cernobbio, ora e nei prossimi mesi, incapperà in ballerine, cavalli, volti monumentali che fanno parte della mostra diffusa TRACCE di Davide Dall’Osso. Cittadini e turisti potranno incontrare le sue sculture fino al 4 ottobre 2026, camminando per le strade o percorrendo il lungolago della cittadina situata in provincia di Como.

Le sculture di Dall’Osso fanno parte di Ombre e Presenze, un progetto triennale ideato dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP. È concepito come un percorso di ricerca artistica dedicato ai temi della presenza e dell’assenza, della materia e della sua dissoluzione nello spazio. Il progetto si articola in tre mostre di arte diffusa: dopo la prima edizione del 2025 dedicata a Stefano Bombardieri, il secondo capitolo è ora affidato a Dall’Osso.

Dall’Osso è un artista che mette il proprio talento al servizio della sostenibilità ambientale. Trasforma materiali di scarto industriale in sculture di forte intensità poetica. Attraverso un uso magistrale delle trasparenze e delle stratificazioni materiche, riesce a dare vita a opere che sembrano sospese tra presenza fisica e immaterialità, fondendosi con lo spazio che le accoglie, tra luce e vento.

Il progetto Ombre e Presenze e la mostra TRACCE che ne fa parte intendono trasformare il tessuto urbano e naturale di Cernobbio, già luogo di intenso fascino paesaggistico, in un palcoscenico diffuso per l’arte contemporanea: le opere dialogano in modo organico con l’ambiente circostante. Le sculture di Dall’Osso si inseriscono nel paesaggio come presenze silenziose e potenti. Il riflesso delle forme nelle acque del lago, il contrasto tra la monumentalità delle opere e la delicatezza della natura, la relazione con l’architettura storica: tutto contribuisce a esaltare, attraverso il linguaggio della contemporaneità, l’identità di Cernobbio, tra anima liberty e tradizione culturale.

Le installazioni dell’artista si incontrano sul lungolago, nell’area pedonale, a Villa Bernasconi, ma anche in punti meno turistici della città, in spazi più discreti volutamente scelti per coinvolgere zone meno battute e per coinvolgere maggiormente il territorio e i suoi abitanti. Ulteriori opere sono presenti negli spazi della Galleria GALP in via Regina.

L’obiettivo del Comune di Cernobbio, di Galleria GALP, della curatrice Francesca Bogliolo e di Davide Dall’Osso è chiaro: portare le opere fuori da musei e gallerie per far arrivare l’arte a tutti.

E se nel 2025 gli imponenti animali di Stefano Bombardieri hanno regalato tocchi ironici e surreali, le leggiadre sculture di Dall’Osso regalano oggi vibrazioni poetiche, sognanti, ariose. Lo fanno grazie a forme che sembrano quasi in divenire, suggerite e sussurrate. Lo fanno grazie a materiali di recupero che sembrano danzare appena un alito di vento li accarezza o li attraversa.

<em><strong>TRACCE</strong></em> di Davide Dall’Osso (photo by Emanuela Pirré)
TRACCE di Davide Dall’Osso (photo by Emanuela Pirré)

La mostra TRACCE di Davide dall’Osso in dettaglio

Il titolo della mostra prende ispirazione dalla poesia Per un teatro clandestino di Antonio Neiwiller. Nella sua poesia, che Dall’Osso intende quasi come un manifesto, Neiwiller parla di «un’arte clandestina per mantenersi aperti, essere in viaggio ma lasciare tracce, edificare luoghi, unirsi a viaggiatori inquieti». È proprio questo manifesto poetico a guidare l’intera esperienza espositiva: l’arte si fa strumento per sopravvivere, comunicare e creare nuovi inizi. Esaminare le tracce diventa un atto necessario per trovare punti di partenza e possibilità di rinascita.

Il progetto espositivo si sviluppa dunque come un percorso in cui ogni installazione è una traccia lasciata dallo scultore, una traccia da leggere, interpretare e vivere. Le installazioni comprendono circa 60 sculture e ognuna prende il proprio titolo da un verso della poesia.

TRACCE è un invito a percorrere sentieri impervi, a confrontarsi attraverso le macerie del presente per trovare nuove possibilità di senso attraverso l’arte. Le installazioni sono segni lasciati per chi verrà dopo, da interpretare con lo sguardo e con l’emozione. Come conclude Neiwiller: «e se a qualcuno verrà in mente, un giorno, di fare la mappa di questo itinerario, di ripercorrere i luoghi, di esaminare le tracce, mi auguro che sarà solo per trovare un nuovo inizio».

Le sculture di Dall’Osso sono realizzate in scarto di policarbonato e plexiglas e vivono attraversate dalla luce che ne ridefinisce continuamente i confini. Dalle leggiadre ballerine alle figure antropomorfe che vivono nel vento, le sculture evocano leggerezza, movimento e trasformazione, instaurando un dialogo continuo tra visibile e invisibile, tra pieno e vuoto. La materia si fa luce e riflesso in un linguaggio che amplifica la percezione del reale e invita lo spettatore a un’esperienza sensoriale e contemplativa. Lo sguardo è chiamato a rallentare e a interrogarsi.

Lo racconta bene la Galleria Galp, lasciandoci un ulteriore interrogativo.

«Tracce sono i segni che dovremmo imparare di nuovo a seguire: quelli lasciati dai nostri antenati, che oggi fatichiamo a riconoscere perché abbiamo perso la capacità di fermarci, ascoltare e guardare davvero. Viviamo immersi in una frenesia inutile e dannosa, dimenticando il valore dell’attenzione. Come la lupa che lascia impronte sul sentiero affinché il branco – piccoli compresi – sappia riconoscere la direzione, le opere di Davide Dall’Osso disseminate a Cernobbio diventano segni da ritrovare: tracce che ci aiutano a ricordare chi siamo e, con fermezza e leggerezza insieme, dove andare. La nostra scelta di Davide Dall’Osso nasce da un profondo desiderio di comunicazione: le sue opere arrivano forti e chiare, senza compromessi. Sono leggere ma capaci di creare comunità e relazione. Sono installazioni di grande impatto che nascono da materiali di scarto industriale e da un impegno portato avanti da anni verso l’economia circolare.

Lo sguardo dell’artista, innamorato del pianeta e dell’essere umano, ci pone una domanda necessaria: ce lo meritiamo? Forse no. Ma abbiamo bisogno di amore e bellezza per andare avanti a testa alta e risvegliare coscienze addormentate».

<em><strong>TRACCE</strong></em> di Davide Dall’Osso (photo by Emanuela Pirré)
TRACCE di Davide Dall’Osso (photo by Emanuela Pirré)

Davide Dall’Osso, l’artista, l’atelier, il pensiero

Le installazioni di Dall’Osso fungono da ponti tra le diverse culture. Concepite come drammaturgie teatrali, aspirano a suscitare una catarsi nel pubblico.

«Viviamo tempi precari – spiega Dall’osso – in cui quello che solo un attimo fa era certo, adesso si sgretola. Ci aggrappiamo alle tracce del passato – nella cultura, nell’arte, nel sociale, nei percorsi familiari – per orientare il presente e non essere inghiottiti dal futuro. Le installazioni presenti in mostra rappresentano queste tracce che raccontano di resilienza, rinascita, coraggio civile, emancipazione, sete di conoscenza, giustizia, cambiamento, empatia, amore. Il pubblico è invitato a leggerle, interpretarle e confrontarsi con le proprie emozioni. Anche il colore di alcune delle installazioni assume una valenza più profonda: diventa inclusione dell’altro e accoglienza della diversità, aprendo lo sguardo verso esperienze e sensibilità differenti. Le installazioni dialogano con il tempo e lo spazio, come scrive Neiwiller, tra luoghi visibili e luoghi invisibili, reali e immaginari, e incarnano un nomadismo, una condizione di libertà e ricerca, un processo di liberazione».

Diplomato alla Scuola D’arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, Dall’osso ha lavorato come attore di prosa. Nel 1999, ha scelto la scultura come linguaggio principale della sua poetica. Nel 2014, è nato l’Atelier Dall’Osso, fondato insieme a Maria Vittoria Gozio, sua compagna di vita e di lavoro.

Uno degli obiettivi principali di Dall’Osso è quello di sensibilizzare chi incontra le sue opere verso temi quali il riciclo e l’economia circolare. Questo intento green l’ha portato a utilizzare la plastica (e in particolare lo scarto industriale del policarbonato e del plexiglas) come materia prima. Per la realizzazione delle sue sculture, mixa anche la resina, il rame, il bronzo, il filo di ferro, la rete metallica.

Dall’Osso e Gozio vedono dunque ciò che è considerato rifiuto come una risorsa capace di intraprendere un nuovo percorso. La loro è oggi una piccola eccellenza nell’ambito della trasformazione degli scarti in oggetti d’arte e design secondo una visione di upcycling: non semplice riutilizzo, ma riutilizzo creativo che eleva il valore del materiale originale, fisicamente e concettualmente.

I soggetti principali delle opere realizzate dall’Atelier Dall’Osso sono i cavalli e le figure femminili. La forza e la libertà del cavallo rappresentano la spinta pulsionale dell’umanità contemporanea, mentre il femminile è simbolo dell’energia creativa che pervade l’universo.

<em><strong>TRACCE</strong></em> di Davide Dall’Osso – l’artista legge la poesia <em>Per un teatro clandestino</em> di Antonio Neiwiller in occasione della presentazione della mostra alla stampa (photo by Emanuela Pirré)
TRACCE di Davide Dall’Osso – l’artista legge la poesia Per un teatro clandestino di Antonio Neiwiller in occasione della presentazione della mostra alla stampa (photo by Emanuela Pirré)

Il progetto Ombre e Presenze in dettaglio

Ombre e Presenze è un progetto triennale ideato dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP. È concepito come un percorso di ricerca artistica dedicato ai temi della presenza e dell’assenza, della materia e della sua dissoluzione nello spazio. Il progetto si articola in tre mostre di arte diffusa, ciascuna della durata di circa sei mesi. I protagonisti sono tre artisti contemporanei, chiamati a interrogare il pubblico sul significato dell’essere “qui e ora”, nel rapporto tra corpo, ambiente e percezione.

La prima edizione del 2025 ha visto protagonista Stefano Bombardieri con i suoi imponenti rinoceronti e altri animali che hanno popolato le vie di Cernobbio. Il secondo capitolo del progetto è ora affidato alla leggiadria delle opere di Davide Dall’Osso.

Ombre e Presenze diventa così una trilogia di arte pubblica che affida allo spazio collettivo il ruolo di luogo di incontro e di relazione. Le opere non si limitano a essere osservate, ma abitano la città e ne ridefiniscono la percezione. La città diventa così parte attiva dell’esperienza artistica e i visitatori sono invitati a percorrere le rive del lago e gli spazi urbani in un itinerario immersivo. Arte, paesaggio, comunità si intrecciano e danno vita a un’esperienza di scoperta lenta e partecipata. Ombre e Presenze riesce ad attivare relazioni autentiche, restituendo all’arte contemporanea il suo ruolo di strumento di riflessione, incontro e trasformazione.

Anche quest’anno verrà pubblicato, e presentato nel mese di maggio, un catalogo. Documenterà il percorso espositivo di questo secondo appuntamento e il dialogo tra le sculture di Dall’Osso e lo spazio urbano di Cernobbio.

Emanuela Pirré

 

 

TRACCE DI DAVIDE DALL’OSSO

a cura di Francesca Bogliolo

14 marzo – 4 ottobre 2026

Varie sedi:

Via Regina e lungolago

Villa Bernasconi
Largo A. Campanini 2
Orari: venerdì – lunedì 10 – 18

Galleria GALP
Via Regina 18
Orari: martedì – sabato 10 – 13:30 | 15 – 19
domenica 10 – 13

Fondata nel 1984 a Olgiate Comasco da Mauro Colombo e Paola Catelli, la Galleria GALP è un punto di riferimento per l’arte contemporanea. Pioniera dell’e-commerce d’arte in Italia, ha ampliato la sua attività con una nuova sede a Cernobbio nel 2024, grazie all’ingresso nel team di Erika Dalpedri. Con un focus sull’arte italiana contemporanea, GALP promuove mostre, eventi e collaborazioni internazionali, rendendo l’arte accessibile e fruibile in contesti sempre più ampi.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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