Con Elisa Ajelli per un augurio ad artisti, poeti e navigatori
Quando, quasi sei anni fa, ho finalmente deciso di aprire il blog (e scrivo finalmente perché il progetto esisteva da molto prima), ho in prima istanza pensato di parlare essenzialmente di moda, raccontando la visione che ne ho e raccontando il talento dei designer e dei creativi che incontravo e incontro.
Ma, ben presto, mi sono accorta che parlare solo di moda non mi bastava, nonostante io affermi (e soprattutto pensi) di aver bisogno della moda esattamente come dell’aria che respiro, visto che la considero una forma di linguaggio e comunicazione.
Da persona onnivora in tutti i sensi, da persona curiosa di natura e innamorata della vita, non volevo avere paletti e, a maggior ragione, non volevo impormeli da sola: essendo interessata a tanti argomenti e avendo la fortuna di poter fare esperienze diversificate grazie al mio lavoro trasversale in ambito comunicazione, ho sentito forte e impellente il bisogno di ampliare il raggio d’azione del blog.
E, visto che ero in ballo e che sono sempre stata allergica ai pregiudizi e ai cliché, ho deciso di cercare di infrangere alcuni di quelli che circolano su chi si occupa di moda, per esempio che si tratti di persone superficiali.
E così, pian piano, il blog si è arricchito di post sui viaggi, sui libri, sulla fotografia, sul cibo; di qualche biografia e di racconti su sentimenti ed esperienze personali; di osservazioni sul costume e la società.
La mia non è presunzione o arroganza, ve lo giuro: non voglio essere una tuttologa, semplicemente sento dentro di me una passione immensa per tutto ciò che è crescita e arricchimento intellettuale e morale.
Il blog è diventato, insomma, una sorta di contenitore stratificato, un diario personale ma allo stesso tempo condiviso, il diario di una persona aperta, curiosa, onnivora – lo ribadisco – e che si reputerà sempre una studentessa con tanta voglia di imparare.
I post su arte e mostre si sono aggiunti timidamente perché, nonostante io sia un’appassionata fruitrice d’arte fin dall’adolescenza, non mi reputo certo né un’autorità né un’esperta: è pertanto per me un immenso onore ospitare qui nel blog uno splendido intervento firmato da Elisa Ajelli.
Ho conosciuto Elisa – giornalista, curatrice d’arte e direttore creativo – tre anni fa, in occasione di una mostra dedicata all’artista argentino Mariano Franzetti, mostra della quale lei è stata la curatrice.
In questi giorni, Elisa ha pubblicato un post in Facebook: il post è intelligente, ottimamente e impeccabilmente argomentato e io ne sono stata così catturata da chiedere il permesso di condividere quello scritto anche qui nel blog.
Altre volte, in passato, ho ospitato guest post: oggi, sono particolarmente orgogliosa di ospitare l’intervento di Elisa sperando che possa dare interessanti spunti di riflessione a tutti, artisti, curatori, galleristi, giornalisti e appassionati d’arte come me.
L’arte è uno dei più importanti mezzi espressivi di cui l’essere umano disponga e riflettere su come utilizziamo tale mezzo e in quale direzione stiamo andando è – a mio avviso – non solo importante, bensì addirittura doveroso e fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui dobbiamo affrontare grandi interrogativi sul futuro, nostro e della Terra.
Non solo, Elisa Ajelli è una professionista in gamba, preparata (date un’occhiata all’estratto della sua bio qui in fondo) e coraggiosa; ospitarla è per me un’ennesima puntata della campagna di sostegno a valori assoluti quali capacità e talento – campagna nella quale mi sto impegnando ormai da anni.
Per me e per il blog non esiste modo migliore per archiviare definitivamente il 2018 e per mettere le basi per il 2019: desidero fortemente che questo spazio web resti libero, autonomo e slegato da logiche di mero interesse (ogni tanto mi piace ribadirlo) e desidero che possa offrire (nel suo e nel mio piccolo, naturalmente) spunti di riflessione.
Buona lettura a tutti e un immenso grazie a Elisa Ajelli per avermi fatto un grande regalo permettendomi di condividere il suo post: io mi unisco ai suoi auguri e alle sue speranze.
Manu
«Le mie vicissitudini personali mi hanno portato a esplorare anche altri ambiti rispetto al giornalismo, alla curatela d’arte e alla direzione creativa, e non sempre in Italia.
Questo distacco mi ha dato la possibilità di osservare dall’esterno le dinamiche che coinvolgono il mondo dell’arte contemporanea nel nostro Paese, a partire proprio dagli artisti, e confrontarle con quanto accade altrove.
Premessa: ho avuto il privilegio di ideare e curare esposizioni di artisti e designer contemporanei di grande spessore umano e talento indiscusso e ci tengo a ringraziarli per quello che abbiamo creato insieme, mostre, eventi culturali, dialoghi tra discipline apparentemente lontane.
Per contro, ora, da osservatore esterno di vari artisti contemporanei che si arrabattano come possono per affermarsi, vedo un’inclinazione diffusa all’asservimento al critico ‘influente’, a promesse più o meno velate di gatti e volpi che paiono più venditori televisivi che non intellettuali o appassionati di arte.
Ecco, i miei auguri più grandi e sinceri sono per questi artisti:
1. Che possiate essere liberi, indipendenti, se necessario praticando a lato un altro mestiere, garantendovi sufficiente autonomia per rifiutare ciò che non è all’altezza del vostro talento e dei numerosi appassionati d’arte che si meritano il meglio di voi.
2. Che possiate immergervi nella realtà che ci circonda, nelle contraddizioni della nostra epoca e rappresentarle con coraggio, mescolandovi ad altri intellettuali di altri settori culturali, dando vita a movimenti appassionati, lasciando le logiche della baronìa dell’arte a chi vede solo il ritorno sull’investimento. Le vostre opere meritano di più che essere create per abbellire salotti o muri disadorni. Le vostre opere sono altro.
3. Che possiate andare oltre confine, mescolarvi con artisti di altri Paesi, con i quali dialogare e impreziosire un linguaggio comune e universale, lasciando ad altri di perseguire provincialismo, di salire su piedistalli tronfi e praticare l’ignoranza di dinamiche consolidate da anni di immobilismo.
Auguro i migliori successi ai – pochi – galleristi che stanno cercando di traghettare le gallerie da luoghi espositivi/esercizi commerciali (funzionavano bene negli Anni ’90) a luoghi di espressione culturale e di dialogo tra discipline.
Auguro per contro a tutti gli altri galleristi, che si lamentano che non si vende e che la gente li frequenta solo alle inaugurazioni, di avere il coraggio di cambiare: passate il testimone ai figli, più avvezzi di voi a comunicare a livello planetario, a chi per mestiere si occupa di ideare eventi culturali e appassionatevi e sostenete queste iniziative! Il cambiamento è dietro l’angolo: agite e non subitelo!
E auguro a tutti noi di poter godere di un nuovo panorama artistico, più coraggioso, meno stantìo e di fermento sincero che coinvolga tutti!
Buone Feste ad artisti, poeti e navigatori,
Elisa Ajelli»

A proposito di Elisa Ajelli
I suoi esordi sono stati nella redazione Scienza del Corriere della Sera per continuare nelle testate del gruppo RCS firmando articoli, recensioni, interviste: ha collaborato con diverse testate (tra le quali Il Sole 24 Ore) occupandosi di arte contemporanea, lusso, lifestyle, design, moda, cibo.
In collaborazione con istituzioni italiane e internazionali, ha curato e si è occupata di installazioni, progetti artistici e culturali coinvolgendo opere di artisti e designer noti a livello mondiale (Cracking Art Group, DecorAzione, Fontana, Frode, Hirst, Lodola, Marrocco, Novembre, Vasarely, Vitali, giusto per citarne alcuni): attualmente sta implementando nuovi progetti, occupandosi anche di set design per shooting e installazioni.
Se volete seguirla, qui trovate il suo account Instagram e vi anticipo che presto ci sarà anche un nuovo sito.