C’è quasi un paradiso (o forse no) in mostra al Museum Rietberg di Zurigo

È aperta al pubblico al Museum Rietberg di Zurigo, fino al 6 settembre 2026, la mostra intitolata Quasi un paradiso – Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea. Si tratta di una esposizione collettiva con la curatela di Nanina Guyer e comprende le opere di artisti di fama internazionale provenienti o appartenenti alle diaspore di Africa, Americhe, Asia, Australia e Oceania.

Tali artisti hanno lavorato con materiale visivo dell’era coloniale per raccontare quali storie sono nascoste nelle fotografie storiche e in che modo gli artisti contemporanei le hanno portate alla luce.

Le loro opere – poetiche, critiche, visionarie – indagano come tali immagini definiscano identità, storia, senso di appartenenza e come possano essere reinterpretate. Non solo: rivelano anche un potere di guarigione che trascende i contesti storici specifici e che può toccare ciascuno di noi. Leggi tutto

Con K-NOW! Korean Video Art Today, la scena artistica contemporanea della Corea del Sud al MASI Lugano

La sua capacità di raccontare il mondo che diventa globalizzato attraverso l’avvento della televisione e delle tecnologie digitali lo ha reso un modello fondamentale per tutte le successive generazioni di artisti interessati ai nuovi media. È Nam June Paik (1932 – 2006), artista statunitense di origine sudcoreana che ha lavorato in diversi ambiti artistici. Il suo nome resta legato soprattutto alla videoarte di cui è stato uno dei pionieri. Già nel 1963, Nam June Paik realizzava Exposition of Music-Electronic Television, mostra che viene oggi considerata come il primo atto concreto di pratica della videoarte.

Lontana da un utilizzo passivo del mezzo tecnologico, la videoarte si serve dei medium digitali per precise finalità comunicative e non si ferma a una pura documentazione della realtà. La tecnologia diventa parte del processo creativo o, ancora, diventa il mezzo di presentazione. Leggi tutto

Hallyu, in mostra a Zurigo l’onda coreana diventata fenomeno mondiale

La musica permea profondamente la nostra vita.

È praticamente ovunque. Saliamo in auto e accendiamo l’autoradio. Entriamo in un negozio o in un locale e, molto spesso, ci accoglie un sottofondo musicale. Canticchiamo, a volte quasi senza accorgercene, i motivi (o tormentoni) del momento. Quasi ognuno di noi ha un brano musicale collegato a un momento specifico della propria esistenza oppure a una persona. E forse non esiste una sola persona al mondo che non sia in grado di citare almeno un nome di cantante o musicista. È forse l’unica arte per cui accade tutto ciò: per esempio, molte persone sono invece completamente disinteressate alla pittura o alla scultura.

Ascoltiamo musica per rilassarci, per divertirci, per trovare ispirazione, per avere compagnia. La ascoltiamo quando siamo allegri e quando siamo tristi. Usiamo infatti l’espressione colonna sonora: una colonna è qualcosa che ha una funzione fondamentale. Sostiene e, allo stesso tempo, abbellisce. Leggi tutto

Buon compleanno Heidi! 50 anni della serie animata in mostra a Lugano

Cinquant’anni e non sentirli. Di chi parlo? Di Heidi!

Ebbene sì, la celeberrima serie animata è stata trasmessa per la prima volta in Giappone nel 1974 e quindi compie cinquant’anni.

E va detto: la bambina svizzera più conosciuta e più amata del mondo dell’animazione ha tenuto compagnia con le sue avventure a milioni di persone e a diverse generazioni. Heidi è dunque una piccola icona, possiamo affermarlo senza tema di smentita, e fa parte dei ricordi di infanzia di tante persone, sottoscritta inclusa.

Un’ulteriore prova? Perfino WindTre, noto gestore telefonico, ha scelto alcune immagini e la canzone del cartone animato per uno dei propri spot interpretato dal brand ambassador Rosario Fiorello.

Dal desiderio di celebrare un personaggio tanto amato e una ricorrenza così speciale nasce anche una mostra che si intitola Buon compleanno Heidi – 50 anni della serie animata.

E quale luogo migliore, per una celebrazione, della casa di Heidi? La mostra è ospitata in Svizzera a Lugano negli spazi della Sala San Rocco fino al 12 gennaio 2025. Leggi tutto

Ragamala, in mostra a Zurigo i dipinti per tutti i sensi

Sono appena stata a Zurigo, in Svizzera, per visitare due mostre attualmente ospitate dal Museo Rietberg. La seconda di cui desidero parlarvi è aperta fino al 19 gennaio 2025 e si intitola Ragamala – Dipinti per tutti i sensi.

Come ho già fatto nel caso della mostra dedicata al Benin, vi racconto le motivazioni che mi portano a parlare di questa mostra.

Vi sarà forse capitato di osservare dei particolari dipinti indiani senza sapere – a me sì, è capitato, lo ammetto – che si trattasse di un genere ben preciso e che ha un nome. Sono i Ragamala, una forma di pittura in miniatura che appartiene alla tradizione indiana.

I Ragamala hanno la particolarità di fondere musica, poesia e pittura in un’esperienza sensoriale a tutto tondo (spiego meglio questo concetto qui sotto). Colpiscono per la delicatezza e la notevole forza espressiva: suggestive scene narrano storie ed emozioni quali il dolore, la malinconia, il desiderio. E ogni immagine nasconde ricchi e minuscoli dettagli da scoprire e decifrare. Leggi tutto

In dialogo con il Benin, uno sguardo alla mostra aperta a Zurigo fino al 16/2/25

Sono appena stata a Zurigo, in Svizzera, per visitare due mostre attualmente ospitate dal Museo Rietberg. La prima di cui desidero parlarvi è aperta fino al 16 febbraio 2025 e si intitola In dialogo con il Benin – arte, colonialismo, restituzione.

Vi dico subito perché ho deciso di parlarne.

Si tratta di un importante progetto espositivo che vuole illustrare il passato, il presente e il futuro del patrimonio culturale del Regno del Benin, un tempo collocato nell’attuale Nigeria. E, seguendo la missione che contraddistingue la sua ricerca espositiva, il Museo Rietberg non vuole mostrare la storia dell’Africa esclusivamente da una prospettiva occidentale. L’esposizione è infatti stata organizzata in stretta collaborazione con studiosi residenti in Nigeria e rappresentanti della diaspora panafricana.

L’arte del Benin viene dunque considerata in una prospettiva di confronto storico-culturale che mette in luce il valore e l’importanza di queste opere per il Paese africano. Al tempo stesso, la mostra affronta il tema del saccheggio dei beni artistici e della loro vendita sul mercato internazionale, affrontando la questione della restituzione. Leggi tutto

L’approccio profondo di Luigi Ghirri a viaggio e fotografia è in mostra al MASI

Siamo agli sgoccioli dell’estate 2024, un’estate in cui si è parlato di vacanze e di viaggi, naturalmente. E anche di tematiche tristemente attuali, come l’overtourism ovvero l’impatto negativo generato dal turismo quando diventa eccessivo.

Anche in questa ottica, mi pare interessante che un’istituzione museale del calibro del MASI Lugano abbia deciso di dedicare una mostra al fotografo italiano Luigi Ghirri (1943 – 1992) e al suo lavoro attorno al tema del viaggio.

Ghirri rappresenta una figura pionieristica e influente. Tra gli Anni Settanta e Ottanta, ha creato un corpus di opere senza eguali nell’Europa del suo tempo riflettendo sulla fotografia e sul ruolo della stessa nella cultura moderna. La sua riflessione è giocosa e allo stesso tempo poetica, profonda e anche delicata – mai invasiva.

Il progetto espositivo presentato al MASI racconta la fascinazione di Ghirri per il viaggio, sia reale che immaginario. Leggi tutto

Più che oro: a Zurigo la Colombia preispanica con la prospettiva indigena

Sono appena stata a Zurigo grazie a un invito del Museo Rietberg che presenta – fino al 21 luglio 2024 – la mostra intitolata Più che oro / Lustro e visione del mondo nella Colombia indigena.

Concepita e realizzata dal Los Angeles County Museum of Art (LACMA), dal Museo del Oro di Bogotá, dal Museum of Fine Arts di Houston e dai membri della comunità indigena degli Arhuaco in Colombia, la mostra di Zurigo è l’unica tappa europea e si contraddistingue per l’eccezionale rilevanza artistica.

Le opere in mostra sono circa 400. Manufatti in oro, recipienti di ceramica, sculture di pietra e gioielli realizzati con piume vanno a comporre un percorso espositivo che permette a noi visitatori di andare alla scoperta di un’arte finora largamente sconosciuta in Europa.

Questo avviene grazie al fatto che se finora le esposizioni hanno adottato una prospettiva prevalentemente occidentale-accademica, Più che oro pone invece in primo piano il sapere e le tradizioni delle popolazioni indigene. Leggi tutto

Calder Sculpting Time, il MASI di Lugano omaggia l’artista rivoluzionario

Torno sempre molto volentieri al MASI, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana di Lugano. La sede LAC in Piazza Bernardino Luini ha una posizione davvero suggestiva, proprio di fronte al lago. E l’approccio è quello di un museo moderno e dinamico, capace di mettere in cartellone mostre interessanti, ben concepite e ben realizzate. Esattamente come quella appena inaugurata e intitolata Calder Sculpting Time.

Alexander Calder (1898, Lawnton, Pennsylvania – 1976, New York City) è una figura cardine dell’arte del ventesimo secolo, scultore acclamato e influente. Nato in una famiglia di celebri artisti di formazione classica, Calder ha utilizzato il suo genio innovativo per cambiare profondamente il corso dell’arte moderna e ha sviluppato un nuovo modo di scolpire. Piegando e torcendo il filo metallico, ha disegnato figure tridimensionali nello spazio.

Nel 1926, trasferendosi a Parigi, è entrato in contatto con gli artisti delle avanguardie. Ed è diventato famoso per le opere che Marcel Duchamp, in occasione di una visita allo studio di Calder nel 1931, definì mobiles e nelle quali elementi sospesi e astratti si muovono e si bilanciano in un’armonia mutevole. Leggi tutto

Da Albrecht Dürer a Andy Warhol, l’arte grafica è in mostra a Lugano

ETH Zürich, ovvero il Politecnico di Zurigo, è un’istituzione molto nota e rinomata, in Svizzera e all’estero. Eppure, non tutti sanno (sottoscritta inclusa) della sua preziosa Collezione di Arte Grafica, la Graphische Sammlung.

Il MASI di Lugano, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, offre a noi tutti l’occasione di conoscerla.

Come? Grazie alla mostra Da Albrecht Dürer a Andy Warhol – Capolavori dalla Graphische Sammlung ETH Zürich.

Tecniche, motivi, stili e concezioni dell’arte grafica nei secoli si susseguono in un percorso che porta alla scoperta di esponenti molto noti – da Albrecht Dürer a Rembrandt van Rijn, da Francisco de Goya a Maria Sibylla Merian, da Pablo Picasso e Andy Warhol a Edvard Munch – accanto a opere di artiste e artisti viventi tra cui John M Armleder, Olivier Mosset, Candida Höfer, Susan Hefuna, Shirana Shahbazi e Christiane Baumgartner.

Da questo raro ed eccezionale confronto tra antichi maestri e creazioni più contemporanee emergono connessioni inaspettate e sorprendenti.

Temi come il processo di creazione dell’opera d’arte, il rapporto tra copia e originale, la trasmissione di motivi e iconografie, ma anche la collaborazione tra professionalità diverse in campo artistico attraversano la storia della grafica fin dalla sua nascita. E toccano aspetti ancora oggi attuali. Leggi tutto

Vi faccio una domanda: sapete dirmi chi è perfetto?

Questo blog si occupa principalmente di moda.
O così, almeno, era quando è nato: era stato pensato come un luogo virtuale, un salotto nel quale parlare del mio grande amore per la moda.
Poi, ho capito che non avevo affatto voglia di chiudermi da sola in un recinto e così, oggi, in questo spazio, mi piace parlare di vari argomenti.
Tutto, però, è legato dal principio che mi guida: la ricerca del talento e della bellezza.
Quando parlo di bellezza intendo un qualcosa che per me ha un senso ampio nonché molte possibili declinazioni.
Sicuramente, non considero che la bellezza sia sinonimo di perfezione, soprattutto perché credo che la perfezione sia noiosa e che, comunque, non esista.
Ho l’opportunità di vedere le modelle sulle passerelle, a pochi passi da me, e le trovo divine, quasi delle dee; poi, le vedo nei backstage e credetemi se vi dico che poche – anzi, pochissime – sono (quasi) perfette.
Certo, se non c’è materia prima non si fa la modella, dunque non starò a prendervi in giro dicendovi che chiunque possa farlo: alcune, tra l’altro, possiedono quel certo non so che – che prende il nome di allure – che le rende davvero uniche e inimitabili.
Ma tante sono semplicemente belle ragazze. Alte, certo, con dei bei visi freschi, certo: non dee irraggiungibili, non perfette. Leggi tutto

Savelli, design italiano e qualità svizzera per il cellulare gioiello

“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni”, scriveva William Shakespeare nella commedia “La Tempesta”. E in uno dei cartoni Disney più amati, Cenerentola cantava “i sogni son desideri di felicità”. Non c’è nulla da fare: sognare è un’attività onnipresente profondamente insita nell’uomo.

Sarà che i sogni sono spazi liberi, non hanno frontiere o strade obbligate lungo le quali camminare: nei sogni possiamo essere qualunque cosa vogliamo essere. Alcune delle cose delle quali parlo qui sul blog sono decisamente fuori dalla mia portata e probabilmente lo saranno sempre: sono sogni, appunto, o anche desideri. Tanto i sogni sono gratis e non ci sono mutui da onorare, bollette da saldare, tasse dell’università a cui far fronte: non ci sono conti da pagare e non si deve nemmeno passare alla cassa. Pensavo a tutte queste cose venerdì scorso, mentre mi presentavano dei cellulari decisamente oltre le mie possibilità ma tanto belli da farmi sognare di essere una principessa che alla sera esce, rigorosamente in abito lungo, con una microscopica clutch tra le mani: al suo interno, solo un rossetto e un cellulare gioiello. Gioiello nel vero senso della parola, come quelli firmati Savelli, prestigioso brand del segmento lusso che unisce il design italiano e la qualità svizzera. Leggi tutto

Viaggio nel mondo di Julian Zigerli in due stagioni

Avrete notato che parlo raramente di moda maschile: ammetto che non è il mio forte. Da una parte, questa cosa mi mette un po’ a disagio: considerando la mia propensione a vedere la moda come una forma di linguaggio, forse non dovrei fare distinzioni di genere uomo/donna. Tuttavia non ho mai nemmeno creduto ai tuttologi e non penso che, sebbene si ami follemente un settore, si possa essere competenti in tutto. A ogni modo: una cosa supera per me qualsiasi distinzione o qualsiasi timore di competenza, ovvero la mia passione verso gli emergenti. Non avrei potuto che essere incuriosita da Julian Zigerli, giovane stilista capace di attirare l’attenzione di Giorgio Armani, uno dei re della moda nonché mio punto di riferimento da sempre.

Julian è stato scelto per sfilare all’Armani Teatro e sabato 11 gennaio ha presentato la sua collezione autunno – inverno 2014/2015 nella prestigiosa location di via Bergognone, nell’ambito del calendario di Milano Moda Uomo. Per Giorgio Armani non è una novità supportare i giovani creativi. “Continuo anche per questa stagione a sostenere alcuni dei più promettenti giovani stilisti del panorama internazionale della moda, cercando di mantenere uno sguardo globale”, ha dichiarato Re Giorgio, aggiungendo “mi auguro che il mio sostegno sia di buon auspicio per la carriera di Julian Zigerli”.

A questo “battesimo” c’ero anch’io: passato qualche giorno e rimuginato su ciò che ho visto, provo a raccontarvi il mondo di questo designer. Leggi tutto

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