L’eleganza ribelle di un’identità in bilico: il Made in Italy

Da qualche parte, c’è un’Italia che non fa rumore, eppure tiene in piedi l’onore di una nazione che troppo spesso dimentica chi è. È l’Italia che cuce, scolpisce, assembla, dipinge, crea. Quella che non urla in TV, che non sgomita nei talk show, ma che ogni giorno mette le mani nella materia e ne tira fuori bellezza. È l’Italia del Made in Italy, tre parole che all’estero valgono come una firma d’artista, ma che in patria rischiano di diventare un marchio svuotato, venduto a pezzi come i souvenir nei vicoli di Venezia.

Cos’è il Made in Italy?

Il Made in Italy non è solo una questione commerciale. È una questione culturale, identitaria, quasi spirituale. È il filo sottile ma tenace che lega il Rinascimento alla moda di Milano, l’ingegno leonardesco alla robotica emiliana, la cucina povera napoletana ai ristoranti stellati di Tokyo. È lo stile come linguaggio, la bellezza come dovere civile, la cura del dettaglio come forma di rispetto. Eppure, siamo arrivati a un punto in cui tutto questo rischia di dissolversi. Non perché non valga più. Ma perché il mondo attorno si muove troppo in fretta per accorgersene. Leggi tutto

Art Déco: il trionfo della modernità

Milano riscopre l’eleganza che fece girare il mondo

C’è un’eleganza antica eppure eternamente giovane che, come un profumo raro, ogni tanto torna ad avvolgere il mondo: è l’Art Déco. Ed è proprio questo spirito a pervadere il cuore di Milano, dove il sontuoso Palazzo Reale ospita la mostra “Art Déco: Il trionfo della modernità”. L’esposizione è un viaggio colto e affascinante tra le pieghe scintillanti di un’epoca che, tra le due guerre mondiali, cambiò per sempre l’idea di bellezza.

Il Déco, nato alla grande esposizione di Parigi nel 1925 — e già nel nome un abile gioco di marketing ante litteram — fu il sigillo di una modernità lussuosa, geometrica, disinvolta. In queste sale milanesi, sotto gli stucchi dorati e i soffitti che ricordano una città orgogliosa del suo passato ducale, si compone una sinfonia di linee spezzate, curve seducenti, materiali preziosi. Leggi tutto

David Sassoon: l’eleganza silenziosa

Lo stilista delle principesse che ha cucito l’eleganza senza mai tradire un segreto

Il 9 aprile 2025 si è spento a Londra a 92 anni David Sassoon, lo stilista britannico che ha vestito Lady Diana per oltre settanta occasioni pubbliche. Il suo nome è sinonimo di eleganza aristocratica, ma anche di riservatezza assoluta. Un sarto del silenzio. Un poeta dell’abito che non ha mai tradito i segreti delle donne più potenti e osservate del pianeta.

Chi era David Sassoon: origini e carriera

Nato a Londra nel 1932 da una famiglia sefardita irachena, Sassoon sognava il palcoscenico. Ma fu il padre, inflessibile, a dirgli: «Fatti un mestiere serio». Così David si formò al Chelsea College of Art e al prestigioso Royal College of Art, prima di essere notato da Belinda Bellville, couturière dell’aristocrazia inglese. Leggi tutto

Oriana Fallaci: un pilastro del giornalismo italiano

Miss Fallaci: il coraggio di una voce fuori dal coro

Ci sono storie che non si raccontano con la voce flebile della nostalgia. Ci sono figure che non si possono ridurre a un ritratto sbiadito dalla retorica. Oriana Fallaci (1929 – 2006) è una di quelle figure. Una donna che non accettava compromessi, che viveva con l’urgenza di raccontare il mondo com’era, senza veli, senza indulgenze. “Miss Fallaci”, la serie con Miriam Leone, riporta alla luce gli anni in cui Oriana non era ancora la leggendaria giornalista d’assalto, ma una giovane cronista che lottava per farsi strada in un mondo dominato dagli uomini. E lo faceva con la forza della sua penna, con la rabbia della sua intelligenza, con il coraggio di chi non si piega.

Un sogno, un’ossessione: l’America

L’America era il mito, la promessa, la terra da conquistare. Per una giovane Fallaci, il giornalismo non era una professione, era una battaglia. In Italia, la relegavano alle pagine leggere, ai pezzi di colore, alla cronaca rosa. Ma Oriana voleva raccontare la storia, quella vera, quella fatta di guerre e di potere, di uomini che decidevano i destini del mondo. Leggi tutto

Dublino, l’anima d’Irlanda

Dublino: un viaggio tra emozioni, leggende e paesaggi senza tempo

A quanto pare, c’è magia nell’aria di Dublino. Non quella che si esibisce nei teatri, fatta di illusioni e trucchi di mano, ma quella che si respira tra le strade antiche, che si insinua nelle conversazioni dei pub e che si riflette negli occhi di chi vi abita. Un’energia impalpabile, sospesa tra passato e presente, tra storia e poesia. Camminare per Dublino è come sfogliare un vecchio diario scritto con inchiostro e passione: ogni pietra custodisce un segreto, ogni porta colorata nasconde una storia, ogni istante si trasforma in un ricordo indimenticabile.

Dublino e il suo spirito immortale

Dublino non è solo una città, sarebbe riduttivo definirla così.  È un teatro a cielo aperto, un palcoscenico dove la vita si racconta senza pudori. Qui la musica di strada si mescola ai discorsi accesi dei vecchi nei pub, mentre le risate dei giovani riecheggiano tra le mura secolari. E poi c’è il fiume Liffey, testimone muto delle vicende di un popolo orgoglioso, che scorre lento come il tempo nelle ballate gaeliche. Camminando lungo le sue sponde, mi sono sentita parte di un racconto antico, dove il passato non è mai polvere, ma linfa che nutre il presente. Leggi tutto

I sette peccati del Met Gala: una cronaca dello sfarzo, dell’arte e del potere

Se c’è un evento che incarna l’illusione del potere e l’esibizione del gusto è il Met Gala. Lì, nel cuore di New York, tra i marmi imponenti del Metropolitan Museum of Art, si consuma ogni anno una celebrazione che è insieme un omaggio all’arte e un tributo all’ego. Ma per capire ciò che oggi è divenuto un palcoscenico globale – dove l’alta moda si confonde con il teatro, il glamour con la provocazione – dobbiamo scavare nelle sue origini, indagare le sue metamorfosi e, soprattutto, porci una domanda: cosa resterà del Met Gala quando Anna Wintour, regina assoluta di questo circo, lascerà il trono?

L’alba di un rituale mondano

Il Met Gala non è sempre stato il tempio dorato che conosciamo oggi. Nato nel 1948 da un’idea di Eleanor Lambert, leggendaria pubblicista e madrina delle relazioni pubbliche della moda americana, il gala aveva inizialmente un obiettivo molto più prosaico: raccogliere fondi per il Costume Institute, la sezione del Met dedicata alla storia della moda. Era una cena sobria, destinata principalmente ai membri dell’alta società newyorkese, ben lontana dall’esplosione mediatica e dalle folli coreografie stilistiche che caratterizzano l’evento contemporaneo. Leggi tutto

Guerra ieri, oggi e nuove prospettive del domani. Ma ci colpisce davvero?

Guerra.

Che parola orrenda, pesante, distruttiva. Evoca immagini di morte e devastazione, risvegliando paure profonde.
Eppure, per molti di noi, è un concetto intangibile. Non abbiamo vissuto la guerra sulla nostra pelle. Le nuove generazioni, i cosiddetti Millennials e Gen Z, non hanno conosciuto il fragore delle bombe. Forse nemmeno i nostri genitori. La guerra del Vietnam era un’eco lontana, più reale per gli americani che per noi.
Per me, la guerra è stata l’Afghanistan, l’Iraq, gli attentati dopo l’11 settembre. E ora, l’ennesima scossa: il conflitto israelo-palestinese. Con l’intermezzo della Russia e dell’Ucraina.
Ma come possiamo vivere tutto questo con tanta leggerezza? Non che lo facciamo intenzionalmente, ma siamo distanti. Finché non ci tocca da vicino, rimane una notizia tra le tante. Leggi tutto

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