Nasce lo spazio culturale 155 Tradate: dal 29 ottobre la mostra dedicata all’architetto Enrico Agostino Griffini
Un cantiere che diventa mostra: dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026 l’ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate, in provincia di Varese, progettato dall’architetto Enrico Agostino Griffini tra il 1942 e il 1943, ospita Enrico A. Griffini. Costruire modernamente. L’esposizione inaugura il programma di 155 Tradate, nuovo spazio dedicato alla cultura e ai processi creativi legati alla musica e all’arte, promosso da Titti Santini – Ponderosa Music Records e curato da Alessia Interlanti – in.circle.
Enrico Agostino Griffini (Venezia, 1887 – Milano, 1952), architetto, ingegnere, docente e autore, è stato tra i progettisti del Palazzo dell’Arengario di Milano, oggi Museo del Novecento. Ed è stato un protagonista, ancora poco valorizzato, del Razionalismo italiano.
La mostra è curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra in collaborazione con l’architetta ed erede Valeria Griffini. Realizzata con documenti riprodotti da originali conservati nell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia, nasce per riportare la figura di Griffini all’attenzione degli addetti ai lavori e del grande pubblico.
Il progetto indaga il metodo e l’opera di Griffini in un momento in cui il tema della costruzione, delle risorse, della durata e dell’efficacia degli edifici – alla base del suo lavoro – è centrale. Rileggere Griffini oggi significa spostare lo sguardo dal mito del moderno come linguaggio al moderno come procedura. È un modo di pensare l’architettura che parla al presente.


La sede della mostra non è casuale.
L’edificio razionalista è stato costruito negli anni Quaranta per la Koh-I-Noor. È stato poi riconvertito dal 1957 al 2001 nel Calzaturificio Romano Martegani 1891. Ha rappresentato uno degli episodi più significativi dell’attività di Griffini nel campo dell’architettura industriale e oggi rinasce come 155 Tradate: attualmente è al centro di un processo di restauro architettonico e di ristrutturazione, su progetto dell’architetto Giorgio Giani con direzione lavori di Lucio Giudici.
L’esposizione viene allestita appositamente in questa fase di cantiere. Il pubblico può così entrare in relazione con la figura di Griffini, confrontarsi in prima persona con una sua realizzazione e misurarsi con tutte le stratificazioni del luogo, cerniera tra ricerca storica e attualità.
Il percorso espositivo ricostruisce la complessa opera dell’architetto – che nella sua carriera si è misurato con abitazioni, edifici industriali, strutture sanitarie, spazi pubblici, arredo e insegnamento – attraverso disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio.
L’allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, gioca con la transitorietà dell’edificio. Il percorso viene definito con elementi e dispositivi mutuati dal linguaggio del cantiere e con il colore blu come filo conduttore.

Enrico A. Griffini. Costruire modernamente
29 ottobre 2026 – 20 dicembre 2026
@ Spazio 155 Tradate – Viale Trento Trieste 35, Tradate (VA)
Orari: giovedì – domenica, h 10 – 16
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite – qui
Enrico Agostino Griffini
Ingegnere, architetto e docente, Enrico Agostino Griffini (Venezia, 1887 – Milano, 1952) è stato una figura importante ma ancora poco ricordata dell’architettura italiana del Novecento. Dopo la formazione al Politecnico di Milano, aderisce al MIAR e partecipa al dibattito promosso dalla rivista Quadrante. Entra in relazione con esponenti del Razionalismo come Giuseppe Terragni, Adalberto Libera, Luigi Figini, Gino Pollini, Pietro Lingeri, Giuseppe Pagano, Piero Bottoni, Piero Portaluppi, Vico Magistretti e Giovanni Muzio. Tra i maggiori divulgatori dell’architettura razionalista, Griffini scrive il manuale Costruzione razionale della casa. Testo centrale nel dibattito architettonico degli anni Trenta, il volume definisce una visione dell’edificio come sistema unitario, nel quale struttura, impianti, distribuzione e dettagli costruttivi concorrono alla qualità dell’abitare.
L’attività di Griffini integra progetto, ricerca tecnica, scrittura e insegnamento, con una particolare attenzione all’abitazione, ai materiali e ai sistemi edilizi. Edifici, disegni e manuali rispondono a un obiettivo comune: rendere l’architettura moderna comprensibile, verificabile, riproducibile e trasmissibile. Tra i suoi progetti figurano il Palazzo dell’Arengario a Milano, il nuovo Palazzo delle Assicurazioni Generali in via Manzoni a Milano, il Quartiere alla Fontana, il complesso abitativo operaio Al Bissoncello di Rozzano. Ci sono poi numerosi altri edifici pubblici, strutture sanitarie, stabilimenti industriali, monumenti e allestimenti, abitazioni economiche e villaggi operai. Il suo archivio, composto da disegni, fotografie, corrispondenze e materiali editoriali, è conservato dall’Università Iuav di Venezia.