Esco ad Isola perché lì trovo arte e colore

Sento dire spesso che Milano è una città incolore: esprimo il mio più vivace dissenso a tal proposito.

Semplicemente, il capoluogo meneghino è una città dalla bellezza difficile, spesso non evidente, tanto che va ricercata: quando si cammina per strada, per esempio, basta provare ad alzare il naso e si resta incantati dalla bellezza di molti palazzi, di certi particolari e fregi. Allo stesso modo, il colore, in realtà, c’è e c’è perfino in metropolitana.

Non so quanti, tra coloro che leggono queste righe (e io sempre vi ringrazio), vivano a Milano. Non so quanti, tra milanesi e non, siano passati per la stazione Garibaldi, importante snodo di ferrovia e metropolitana, e quanti si siano avventurati verso quella zona che dalla stazione stessa conduce direttamente al quartiere Isola e più precisamente a via Pepe, passando attraverso un tunnel che serve a raggiungere anche alcuni binari. Ultimamente, a me è capitato di passarci spesso e di incuriosirmi davanti al progetto artistico che ha letteralmente invaso tale sottopassaggio, oggi molto usato, tranquillo e perfettamente illuminato a giorno proprio grazie all’influenza positiva del progetto stesso. La street art contribuisce dunque a cambiare il volto di Milanoesattamente come avviene in altre grandi metropoli: penso a Parigi, nella quale sono appena stata, e poi a Londra e a Berlino, città che sono sì ricche di arte e storia ufficiali, ma che sono diventate anche vere e proprie gallerie a cielo aperto per la cosiddetta arte urbana – talvolta clandestina – e per installazioni visionarie, siano esse poetiche o di protesta. Amo tutto ciò, amo l’arte di qualsiasi tipo esso sia e non potevo, quindi, che innamorarmi del progetto Esco ad Isola.

E così, ho voluto saperne di più.

Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che l’idea è stata dell’associazione Nuova Acropoli che si occupa di cultura e volontariato: nel 2011 ha indetto un concorso per giovani street artist di età compresa tra i 18 e i 35 anni. L’idea era quella di riqualificare l’uscita della metropolitana verso zona Isola, da anni resa pericolosa da una situazione di degrado. Il progetto Esco ad Isola è stato portato avanti in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane: ha avuto il patrocinio del Comune di Milano e del Consiglio di Zona 9 e ha trovato grande riscontro per quanto riguarda le adesioni da parte degli artisti.

Il tema portante di graffiti e murales (spesso accompagnati da frasi e messaggi) è il viaggio con temi correlati quali la natura, l’integrazione e la società. In tre anni, i writer hanno cambiato radicalmente l’aspetto di abbandono che caratterizzava in precedenza il sottopassaggio: la loro creatività artistica è stata messa a servizio della riqualificazione urbana, con successo. Quel corridoio, oggi, è decisamente più vivo e frequentato.

Mi sono fermata davanti a ogni opera, osservando la diversità di stile e di interpretazione e leggendo i messaggi, sia visivi che verbali, lanciati dagli artisti. Alcuni di loro mi hanno colpita e impressionata. Ho scattato tante fotografie e mi sono divertita a osservare le diverse reazioni di coloro che mi passavano attorno (spesso giustamente di fretta, dovendo magari correre a prendere un treno): alcuni mi evitavano, visibilmente infastiditi, altri, invece, si fermavano un attimo o passavano dietro per consentirmi di scattare. A tutte queste persone, a tutti coloro che si sono accorti di me, ho dedicato un grazie e un sorriso: a loro volta, un po’ sorpresi, mi hanno sorriso.

Ho riflettuto su come il colore sui muri abbia cambiato l’aspetto del tunnel nonché l’atteggiamento che si ha passandoci. E la sensazione.

Vi lascio ad alcune delle mie foto. In fondo, trovate anche un paio di link di approfondimento e una foto del corridoio prima della sua trasformazione.

Guardatela e ditemi se ho torto nel pensare che l’arte e il colore cambino radicalmente le cose. E se ho torto nell’auspicare che questa trasformazione non resti un episodio isolato.

Manu

 

Progetto Esco ad Isola – autrice Alessandra Carloni
Progetto Esco ad Isola – autrice Alessandra Carloni
Progetto Esco ad Isola – autrice Anna Belussi
Progetto Esco ad Isola – autrice Anna Belussi
Progetto Esco ad Isola – autore Be Love
Progetto Esco ad Isola – autore Be Love
Progetto Esco ad Isola – autore Berto 191<br /><em>“Non ti dimenticare… Guardiamo la stessa stella anche se ci divide il mare…”</em>
Progetto Esco ad Isola – autore Berto 191
“Non ti dimenticare… Guardiamo la stessa stella anche se ci divide il mare…”
Progetto Esco ad Isola – autore Berto 191<br /><em>“Le idee sono come le farfalle… Non puoi togliergli le ali!”</em>
Progetto Esco ad Isola – autore Berto 191
“Le idee sono come le farfalle… Non puoi togliergli le ali!”
Progetto Esco ad Isola – autore Blob
Progetto Esco ad Isola – autore Blob
Progetto Esco ad Isola – autore Break
Progetto Esco ad Isola – autore Break
Progetto Esco ad Isola – autore Carlo Inglese<br />Una delle mie opere preferite, lo ammetto
Progetto Esco ad Isola – autore Carlo Inglese
Una delle mie opere preferite, lo ammetto
Progetto Esco ad Isola – autrice Denise<br /><em>“Soffermati un attimo. Dai voce al fanciullo che è in te…”</em>
Progetto Esco ad Isola – autrice Denise
“Soffermati un attimo. Dai voce al fanciullo che è in te…”
Progetto Esco ad Isola – autore Nanno<br /><em>“Lo scambio culturale ha come base il movimento”</em>
Progetto Esco ad Isola – autore Nanno
“Lo scambio culturale ha come base il movimento”
Progetto Esco ad Isola – autore Resuno
Progetto Esco ad Isola – autore Resuno
Progetto Esco ad Isola – autori Ariela Coco e Flavio Zaurino
Progetto Esco ad Isola – autori Ariela Coco e Flavio Zaurino
Progetto Esco ad Isola – autori Ento e Cecilia
Progetto Esco ad Isola – autori Ento e Cecilia
Progetto Esco ad Isola – autori Kint e Crems
Progetto Esco ad Isola – autori Kint e Crems
Progetto Esco ad Isola – autori Pietro F., Davide B., Francesco C., Michiko S., Nicolò C. e Vale P.<br /><em>“Spegni la TV e comincia a pensare”</em>
Progetto Esco ad Isola – autori Pietro F., Davide B., Francesco C., Michiko S., Nicolò C. e Vale P.
“Spegni la TV e comincia a pensare”
… E per finire, ecco un’immagine del tunnel com’era prima del progetto Esco ad Isola (fonte foto: Associazione Nuova Acropoli)
… E per finire, ecco un’immagine del tunnel com’era prima del progetto Esco ad Isola (fonte foto: Associazione Nuova Acropoli)

 

 

 

 

Per maggiori informazioni e per approfondire:

Qui il sito del progetto Esco ad Isola.

Qui trovate il sito di Nuova Acropoli, l’associazione che ha lanciato il progetto, e qui la loro pagina Facebook. È un’organizzazione culturale internazionale fondata nel 1957 a Buenos Aires dal professor Giorgio Angelo Livraga Rizzi, storico e filosofo: oggi è presente in più di 50 paesi nei cinque continenti.

 

 

 

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso e porto avanti con entusiasmo questo blog: detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

Glittering comments

Sabrina
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Sai Manu, quello che adoro del tuo blog è che è uguale solo a se stesso. Non ti sei mai limitata a parlare di un argomento, non hai permesso a te stessa e agli altri di rinchiuderti in una nicchia, di appiccicarti un’etichetta e classificarti in alcun modo. Scrivi quello che vedi, quello che vivi; tieni un blog. Quello che dovrebbe essere, un diario con le innumerevoli sfumature della vita. Non la solita vetrina di vestitini, di selfie, di immagine; pezzi di vita. Ogni volta una cosa nuova e ogni volta un sorriso. Non smettere mai.

Manu
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A volte, bisogna sapere stare zitti perché solo così si riesce a trattenere a sé l’emozione che si prova; bisogna dire solo GRAZIE, scritto proprio così, a caratteri tutti maiuscoli, urlato a pieni polmoni.
Sappi che hai instillato felicità pura in ogni minuscola particella del mio corpo, in ogni singolo globulo bianco e rosso. Sono irrorata e pervasa di felicità.
Ti abbraccio forte, forte… forte!
Manu 🙂

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