Freedomday, ricordi di viaggio in un piumino
Che ci piaccia o no, sono due gli argomenti che vanno per la maggiore in questi giorni: il tempo e l’inizio dei saldi.
A me la cosa non meraviglia più di tanto: il meteo è sempre oggetto di animate discussioni (e in questi giorni fa proprio un gran freddo ovunque, ammettiamolo) e a tutti fa piacere fare acquisti a prezzi ridotti.
E così, ho pensato di mettere insieme le due cose e di parlarvi, oggi, di un marchio di outerwear che ha catturato la mia attenzione in occasione del press day dello scorso maggio: mi piace l’idea di poter mostrare un prodotto di qualità e penso che il periodo dei saldi dovrebbe essere dedicato ad acquistare qualcosa che sia un buon investimento. Per giunta, penso (o meglio temo) che, se andiamo avanti così, piumini e giubbotti serviranno ancora molto a lungo…
Il marchio in questione si chiama Freedomday e nasce dalla passione e dall’esperienza quarantennale dei fratelli Russo, fondatori di un’azienda che si chiama Max Moda: l’azienda è specializzata nella produzione e distribuzione di capispalla per alcuni dei marchi più noti del panorama italiano e internazionale. Può contare su uno staff altamente specializzato e che comprende l’ufficio stile e il controllo qualità.
Freedomday è nato nel 2014 proprio grazie a questa realtà consolidata: giubbotti e piumini – per donna, uomo e bambino – propongono modelli che hanno fatto la storia della moda e dello stile, resi però originali dalla cura dei dettagli e della vestibilità.
La collezione outerwear autunno – inverno 2016/17 è dedicata ai globetrotter di tutto il mondo e di tutte le età.
Il punto di partenza è l’idea che il viaggio porti con sé ricordi che, tramite la fotografia, possono essere condivisi e trasformati in sensazioni durature e tangibili: la scoperta di nuovi orizzonti e la curiosità verso posti inesplorati diventano così i motivi ispiratori, tanto che ogni modello è caratterizzato da fotografie di luoghi e paesaggi, poste sul rivestimento interno delle giacche.
L’etichetta, invece, partendo dall’idea di un passaporto, contiene la mappa di alcune delle più importanti città del mondo e dei luoghi più suggestivi da visitare.
Altra caratteristica presente in tutti i capispalla Freedomday è l’esclusivo loop, ovvero una maniglia speciale che sostituisce il classico gancio e che vedete nelle foto qui sotto.





Le collezioni Freedomday sono caratterizzate da un’offerta molto ampia di modelli: il classico parka in diverse lunghezze, i piumini svasati, il bomber, i super leggeri 100 grammi, gli smanicati per le temperature più miti.
Ogni linea è caratterizzata da una vasta gamma di colori e ciascuno è associato a una specifica stampa per il rivestimento interno.
Per la stagione autunno – inverno 2016/17 sono stati inoltre selezionati tessuti super light, water repellent e down proof (un trattamento a tenuta di piuma): le imbottiture sono realizzate in piuma d’oca 90/10, rigorosamente trattata, lavorata e sterilizzata secondo le norme di legge igienico sanitarie vigenti. Il modello classico del parka è disponibile nella variante con imbottitura realizzata in fiocchi di ovatta che riproduce fedelmente l’aspetto e la consistenza della vera piuma.
Visto che sono un’instancabile sostenitrice delle aziende italiane, mi fa piacere segnalare che Freedomday è un marchio distribuito in oltre 20 paesi, presente all’interno di boutique di alta gamma nelle principali città dello Stivale e del mondo.
In soli due anni, ha conquistato la fiducia di oltre 500 delle più esclusive boutique e dei più importanti department store in Italia e più di 400 tra Europa, Russia e Giappone: da quest’anno, Freedomday è approdato anche in Corea, Canada e Europa orientale.






L’antipatia nei confronti dell’inverno è un sentimento che mi accompagna da sempre: non posso farci nulla, detesto il freddo e sostengo di non essere geneticamente programmata per affrontarlo. Per fortuna, marchi come Freedomday mi danno ottimi spunti, caldi e colorati, per combattere il grigiore di questa interminabile stagione.
Come diceva quella canzone di Nada?
«D’inverno il sole stanco / a letto presto se ne va / non ce la fa più / non ce la fa più / la notte adesso scende / con le sue mani fredde su di me / ma che freddo fa / ma che freddo fa…»
Brrrrrr…
Ho capito, vado a farmi una bella tazza di tè bollente.
Manu
Per maggiori informazioni e per approfondire:
Qui trovate il sito Freedomday, qui la pagina Facebook e qui l’account Instagram.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.