Da “tanti auguri a me” al primo editoriale ufficiale

Dal 2013, ovvero da quando ho creato il blog A glittering woman, ho adottato l’abitudine di scrivere un post per il mio compleanno. Il 26 novembre è diventato così un giorno in cui riflettere su varie cose, dal mio personale stato d’animo a situazioni più generali.

Quindi, più o meno consciamente, ho sempre pubblicato qualcosa che assomiglia ai cosiddetti editoriali o lettere del direttore. Diciamo allora che questo è il mio primo editoriale ufficiale da quando il blog non è più solo un blog e da quando incarna non più solo me, Emanuela, bensì un gruppo eterogeneo e ben assortito.

Tra le tante cose di cui essere grata oggi, mercoledì 26 novembre 2025, c’è proprio questo gruppo: le persone che costituiscono la redazione di A glittering magazine.

Nella pagina intitolata Il progetto, racconto come e quanto io abbia desiderato trasformare il blog originario in un contenitore sempre più ampio, in un vero magazine nel quale coinvolgere altri autori. Il mio obiettivo è diventato ampliare i punti di vista e stimolare il dibattito e il confronto, anche generazionale. Quel desiderio ha preso forma e oggi la redazione comprende persone appartenenti a tre diverse generazioni: Generazione X (io), Generazione Y (o Millennials), Generazione Z (o Zoomers). Un gruppo eterogeneo e ben assortito, come ho già scritto.

Sono tutte persone che stimo, umanamente e professionalmente, e che hanno deciso di credere in questo progetto: si chiamano Francesca Soba, Federica Santini, Mattia Dallanoce, Federica Latorre. Li presento tutti nella pagina dedicata alla redazione e state leggendo i loro articoli già da diversi mesi. L’energia, la passione, l’impegno e l’entusiasmo che stanno dimostrando mi rendono molto orgogliosa ogni singolo giorno.

Quindi sì, ho già ricevuto (e scartato!) il regalo di compleanno che più desideravo e oggi, in questo editoriale, desidero prima di tutto dire grazie a loro, a Francesca, Federica S., Mattia e Federica L., con tutto il cuore.

Ringrazio anche voi che ci leggete e colgo l’occasione per prendere un preciso impegno proprio nei vostri confronti.

So benissimo che oggi esistono fin troppi contenuti. Siamo bombardati da milioni di informazioni e andiamo incontro a un sovraccarico continuo. Lo dice anche Jovanotti nella sua bella canzone Ragazza magica. «A furia di essere molto informato so poco di tutto», canta Lorenzo.

La redazione di <em>A glittering magazine</em> – da sinistra Federica Latorre, Francesca Soba, Emanuela Pirré, Federica Santini e Mattia Dallanoce
La redazione di A glittering magazine – da sinistra Federica Latorre, Francesca Soba, Emanuela Pirré, Federica Santini e Mattia Dallanoce

Penso fermamente che, in un contesto così complesso, il lavoro di informare e intrattenere – e di informarsi e intrattenersi – diventerà sempre più non solo un compito di produzione, ma di sottrazione.

Non dovremo più chiederci se possiamo produrre – o fruire – un contenuto, ma se davvero vale la pena di produrlo – o fruirlo. Dovremo affinare sempre più l’arte di selezionare le nostre fonti di informazione e intrattenimento.

Noi di A glittering magazine culliamo un sogno: poter rientrare tra le fonti che sceglierete.

Non lo diciamo con arroganza – e infatti parliamo di un sogno. Abbiamo la ferma intenzione di continuare a lavorare affinché possa essere così. Vogliamo meritare la vostra fiducia, guadagnarla o mantenerla, giorno dopo giorno.

E qui viene l’impegno che desidero – e desideriamo – prendere con voi.

Ci impegniamo a continuare a scegliere accuratamente ciò di cui scriviamo. E di sceglierlo in autonomia e per reale convinzione.

Ci impegniamo a scrivere con cura e passione, selezionando noi per primi attentamente le nostre fonti.

Ci impegniamo a dedicare tempo alla scrittura, facendolo in prima persona.

Sì, mi riferisco all’intelligenza artificiale. Che può essere un aiuto, per chi lo desidera, ma che non può e non deve essere un sostituto. Perché altrimenti finiremo per scrivere tutti allo stesso modo, a un livello medio-alto, magari, ma uniforme. Nel peggior senso: piatto, asettico, impersonale. Come se fossimo affiancati da un «ghostwriter universale», per adottare l’espressione usata da Francesco Oggiano, giornalista che stimo.

Guardo verso il futuro con fiducia ed entusiasmo. Ho sempre accolto i cambiamenti, piccoli o grandi che siano, perché nostalgia e immobilità non mi appartengono. Sostengo però che dobbiamo essere noi a pilotare i cambiamenti. E a decidere in quale direzione lasciarci condurre.

Prometto dunque di impegnarmi proprio in questo: scegliere la direzione e che sia ogni giorno quella dell’autenticità, della trasparenza, della cura, della qualità, del buon tempo. Con umana imperfezione, certo, ma con la creatività e la passione che nessuna macchina può simulare.

È un impegno e, allo stesso tempo, è l’augurio che faccio a me stessa – approfittando del compleanno – e che estendo alla redazione e a voi che ci leggete.

Emanuela Pirré

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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