Florisa Sciannamea e quei bottoni che diventano monili per aiutare il Canile di Bari

Ogni favola che si rispetti inizia con la formula “c’era una volta” e questa non fa eccezione. C’era una volta una ceramista vicentina che produceva tanti meravigliosi bottoni di ceramica. La signora è scomparsa due anni fa, lasciando ai figli un piccolo tesoro fatto di quei bottoni. Uno di loro ha deciso di regalare i bottoni a un’altra persona, con la raccomandazione di dare loro nuova vita e di impiegarli per supportare una nobile causa. Quale? Aiutare economicamente i cani in difficoltà.

La persona a cui sono stati donati non è, naturalmente, una persona a caso. È una volontaria del Canile di Bari che ha subito pensato a come rispettare la volontà della ceramista e del figlio. Il desiderio espresso era preciso: mettere i bottoni nelle mani di qualcuno in grado di rigenerarli senza necessariamente trattarli secondo la funzione per cui erano stati originariamente creati.

E così è scattata l’idea. La volontaria ha pensato di darli a Florisa Sciannamea, artista a 360°, stilista, illustratrice, docente, scrittrice di libri per l’infanzia e l’adolescenza. Florisa, che è anche una grande amante degli animali, si è buttata a capofitto nel progetto e ha deciso di creare dei monili.

«Quella della realizzazione di monili – spiega Sciannamea – è per me una cosa nuova. Non li chiamo bijou perché in realtà non hanno le caratteristiche di un prodotto artigianale ripetibile, ma piuttosto sono opere d’arte in miniatura. In particolare, amo fare animali e insetti ispirandomi a una visionaria come Elsa Schiaparelli e ho voluto abbracciare la filosofia dadaista. Ho cominciato a pubblicare le prime creazioni su Facebook e ora stanno arrivando ordini da tutta Italia. Il ricavato viene devoluto interamente al Canile Sanitario del Comune di Bari».

Florisa Sciannamea x il Canile di Bari (photo courtesy Florisa Sciannamea)
Florisa Sciannamea x il Canile di Bari (photo courtesy Florisa Sciannamea)

Colpisce che, in un momento come questo, Florisa Sciannamea citi il Dadaismo, il movimento d’avanguardia nato nel 1916 come negazione dei valori che avevano condotto l’Europa alla Prima guerra mondiale. I Dadaisti non creavano da zero, ma decontestualizzavano oggetti comuni ed è proprio ciò che Florisa fa oggi superando la funzione materiale per puntare a un significato morale. E lo fa usando esclusivamente fili di metallo, cristalli e i bottoni che – in questo caso – non uniscono due parti di un capo bensì bellezza e poesia per creare solidarietà.

E il fatto che la solidarietà sia gioiosamente contagiosa trova conferma in questa storia di donne talentuose e dal grande cuore. Dalla ceramista Franca Tosin alla volontaria Teresa Pescuma passando per Florisa Sciannamea. Al gruppo si è unita anche Erminia Anemone, ex studentessa di Florisa e oggi titolare di un suo progetto. 

So che per tante persone è difficile fidarsi di operazioni di beneficenza, soprattutto dopo alcuni casi tristemente balzati agli onori della cronaca. So anche che in molti hanno a cuore i pelosi che si ritrovano nei canili e che hanno bisogno di supporto, soprattutto ora che si avvicina l’inverno. Per questa iniziativa metto dunque la faccia anch’io. Conosco personalmente Florisa Sciannamea, la sua integrità morale, lo spendersi con generosità per il suo prossimo e per gli animali. E posso dire che, se volete adottare una di queste piccole opere, potete stare tranquilli: i soldi andranno davvero al Canile di Bari.

Potete contattare Florisa attraverso il suo profilo Facebook (qui). Porterete a casa una piccola opera che non è solo bella, ma che fa del bene.

Emanuela Pirré

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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