Sciocolà, il Festival del Cioccolato, a Modena dal 29 ottobre al 1° novembre
Se la saggezza popolare sussurra che al cuore non si comanda, Modena risponde pragmaticamente che al cioccolato non si comanda. La bella città situata in Emilia-Romagna si prepara infatti a ospitare l’ottava edizione di Sciocola’ – Festival del Cioccolato Artigianale che animerà il centro storico dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Per quattro giorni, il cioccolato tornerà a essere il punto d’incontro tra artigianalità, gastronomia, cultura, musica e spettacolo.
Via Emilia Centro, Corso Duomo, Piazza Matteotti e Piazza Grande ospiteranno circa 100 stand espositivi, con una ricca proposta di cioccolato proveniente da ben sedici regioni italiane e da diverse parti del mondo. Saranno presenti i tre maggiori distretti del cioccolato italiano, ovvero Torino, Perugia e Modica.
Il filo conduttore di questa edizione sarà la musica, un viaggio attraverso generi ed epoche differenti, dal rockabilly al rock degli anni Novanta passando per alcuni dei brani italiani più celebri dagli anni Settanta fino ai giorni nostri.
I cocktail ispirati a Cesare Cremonini e Ornella Vanoni, il piatto dedicato a Vasco Rossi e poi marching band, street band, spettacoli live trasformeranno la città in un grande palcoscenico diffuso. La scelta non sorprende: Modena ha dato i natali a tanti musicisti di grande spessore.

In tutto il centro storico si svilupperanno tantissimi eventi che trasformeranno Modena in un grande percorso diffuso dedicato al gusto e alla scoperta.
Disfide, show cooking, degustazioni, menù e cocktail a tema cioccolato, esperienze culinarie, incontri gastronomici e culturali, presentazioni di libri, laboratori per bambini, spettacoli itineranti e performance musicali comporranno il ricco calendario di appuntamenti gratuiti. L’obiettivo è quello di accompagnare il pubblico in un vero e proprio viaggio sensoriale tra tradizione, creatività e innovazione, con protagonisti gli artigiani cioccolatieri e le loro straordinarie lavorazioni.
Le sorprese pensate per conquistare gli occhi e il palato degli appassionati saranno numerose e spazieranno tra abbinamenti originali, nuove esperienze di degustazione e insoliti connubi di sapori tutti da scoprire.
Tra le proposte più originali spiccano quelle che uniscono il mondo della pralineria a quello della mixology. Il Gin G.REEN alla canapa sarà accompagnato da una pralina decorata a mano, realizzata con cioccolato fondente Ecuador 73%, gelée al lime e ganache al tè matcha. Il Gin B.ACCO, caratterizzato da note di tabacco e vaniglia, incontrerà invece una pralina di fondente Ecuador 73% con caramello e ganache al Baileys. Le praline saranno inoltre senza glutine.
E in una città profondamente legata alle eccellenze enogastronomiche del territorio non poteva mancare l’incontro con uno dei simboli dell’Emilia: il Lambrusco. A Sciocola’ sarà infatti possibile scoprire anche un cioccolato nel quale l’intensità del cacao incontra le note fresche e aromatiche del vino rosso emiliano. Un abbinamento che incarna perfettamente la cultura gastronomica della regione.

Non mancheranno alcuni degli appuntamenti simbolo di Sciocola’.
Si parte dalle spettacolari maxi sculture di cioccolato (quest’anno tocca al Louvre essere rappresentato) in Piazza Matteotti e dalla Fabbrica del Cioccolato di Piazza Grande, dove i visitatori potranno conoscere da vicino tecniche, lavorazioni e curiosità legate al mondo del cacao. Tra le novità di quest’anno c’è anche uno speciale appuntamento interamente dedicato al mitico gianduiotto, alla sua storia e alle diverse tecniche di produzione.
A proposito di maxi sculture di cioccolato, ci saranno anche quelle dedicate ai cantanti modenesi Benji e Fede, create da Mirco Della Vecchia.
Il cioccolatiere ha impiegato ben 250 ore di lavoro, partendo da modelli ottenuti attraverso la stampa 3D e proseguendo con una lavorazione manuale. Per creare le due sculture è stato scelto il cacao proveniente dal Gabon, in Africa centrale, e legato a Kakaomundo, il progetto che ha l’obiettivo di valorizzare le piantagioni autoctone e promuovere una filiera fondata sulla qualità della materia prima. La scelta del cacao diventa così parte integrante dell’opera: l’attenzione verso il recupero e la valorizzazione delle coltivazioni africane favorisce un approccio rispettoso dei naturali cicli di crescita delle piante e orientato alla tutela della biodiversità. Un ottimo modo per riportare al centro la materia prima da cui tutto ha origine.
«Questo cacao è caratterizzato da un gusto intenso e marcatamente amaro e da decise note aromatiche di frutta secca», racconta il maestro Della Vecchia. Il suo è un lavoro nel quale precisione tecnica e capacità artistica si incontrano. La scelta di Benji e Fede rafforza il legame dell’edizione 2026 con la musica e rende omaggio a due artisti che hanno portato il nome di Modena su tanti palchi in tutta Italia.

Ampio spazio sarà riservato anche alle premiazioni.
Tornerà lo storico Sciocola’ d’Oro, riconoscimento assegnato a una personalità del mondo dello spettacolo, della cultura o dello sport che, attraverso la propria attività, abbia contribuito a promuovere l’immagine di Modena a livello nazionale e internazionale. Confermato anche Sciocola’ in Rosa, il premio introdotto nella scorsa edizione e dedicato alle donne che si sono distinte nel proprio ambito professionale, contribuendo a portare il nome della città oltre i confini nazionali.
Il programma delle premiazioni comprenderà inoltre il premio Ambasciatore del Gusto, il premio alla Carriera Musicale e il riconoscimento Eccellenza della Pasticceria Italiana. Non mancherà un Riconoscimento Speciale destinato a una realtà del territorio.
La manifestazione è a ingresso gratuito. È promossa da CNA Modena, organizzata da SGP Grandi Eventi in partnership con ACAI, patrocinata dal Comune di Modena e dalla Regione Emilia-Romagna. Gode del contributo della Camera di Commercio di Modena.
Il programma completo di Sciocola’ è consultabile nel sito (qui). Tutti gli aggiornamenti sono disponibili anche via Facebook (qui) e Instagram (qui).
Proprio nel sito brilla un’altra perla di saggezza popolare, di autore anonimo. «Il cioccolato è la risposta. Che ce ne importa di ciò che è la domanda». Si potrebbe aggiungere anche il riadattamento di uno dei più noti tormentoni contemporanei: «c‘è chi dice di amare il cioccolato e c’è chi mente».
Tormentone ma anche verità. Non si può non amare un alimento che è stato considerato il cibo degli dei, che ha attraversato il tempo e tutto il mondo, che è capace di accordarsi perfettamente con tanti altri gusti, che è sempre capace di nuove declinazioni pur non perdendo mai il proprio carattere distintivo. Un forte carattere distintivo.
Emanuela Pirré
Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.
