Verdiana e Beniamina, sartoria al femminile

Oggi vi racconto la storia di un piccolo angolo segreto di Milano, di un luogo molto particolare che custodisce un’arte preziosa.

È una “sartoria al femminile” e si chiama Verdiana e Beniamina: l’ha creata Marina Ferrari Rutta, una donna speciale che nutre da sempre grande passione per i viaggi e tanta curiosità per i molteplici e sfaccettati mondi femminili. Ha unito questi due amori e li ha declinati in un lavoro che ha tutto il sapore della bellezza non soggetta a mode.

Era il 2012 quando ha dato vita al suo laboratorio che ha preso il posto dell’antico studio fotografico di famiglia in un cortile d’altri tempi nel cuore del capoluogo meneghino: sarta per scelta ma soprattutto per vocazione, Marina parte ogni giorno dalla scelta di filati e materiali naturali per arrivare alla confezione di abiti e biancheria per la casa.

Gonne, soprabiti, borse, grembiuli, cappelli, sciarpe, coperte e anche bijou vengono confezionati rigorosamente a mano con abbinamenti fantasiosi e raffinati assemblando, cucendo, ricamando tessuti e materiali non trattati, talvolta grezzi, sempre preziosi grazie alla loro unicità.

Il punto di partenza è la ricerca continua che Marina spinge a qualsiasi latitudine e che ha come scopo il reperimento dei tessuti migliori: il passo successivo è raccoglierli nella sartoria per poi dare loro una nuova forma, trasformandoli in abiti pensati per valorizzare il corpo femminile con un tocco di romanticismo oppure in preziosi elementi d’arredo (perché la casa parla di noi, esattamente come gli abiti che indossiamo). Tutti i pezzi sono impreziositi dal tempo e dalla cura.

Cosa si può fare da Verdiana e Beniamina?

Si può richiedere la confezione di un abito su misura.

Si può pensare a far rielaborare vestiti che non mettiamo più, magari acquistati e in realtà mai messi, realizzando piccole o grandi modifiche attraverso inserti realizzati grazie all’archivio della sartoria, ricco di tessuti unici e di passamanerie antiche.

Ci si può rivolgere a Marina anche per riparazioni e orli.

Per Marina il tessuto deve essere il più possibile naturale, non trattato, grezzo: dentro ogni stoffa lei legge una storia, una biografia particolare che racconta le origini e suggerisce agli occhi più attenti cosa potrà diventare, forse una gonna oppure il nuovo rivestimento per una vecchia valigia o ancora un dettaglio per la casa, magari lenzuola da regalare o da vivere, impreziosite da pizzi.

Sembra quasi che stoffe e tessuti sussurrino e che lei sappia ascoltarli, trovando per ognuno di loro la giusta collocazione e il giusto proprietario.

Con sana curiosità, Marina offre il suo sguardo attento ad amiche e clienti: grazie alla sua instancabile ricerca, ogni materiale di qualità può essere il punto di partenza di una storia nuova, secondo un’idea di riuso che riconosce alla vera qualità il destino di non perdersi e di potersi trasformare, sommando bellezza e sapore, novità e storia.

La sua fantasia, il suo estro, la sua creatività e il suo buon gusto vanno a braccetto con la cura nel tagliare e cucire, capacità sublime che rende i tessuti materia docile tra le sue mani.

Verdiana e Beniamina, dai nomi delle due figlie, è uno spazio dove il valore è nell’attenzione e nel tempo che si dedica all’arte di creare abiti, provando i modelli fino a quando risultino perfetti per il proprio corpo, sia che si scelga tra i tanti modelli creati da Marina sia che si parta da zero insieme a lei per costruire il proprio capo, la propria coperta, il proprio cappello, scegliendo tessuti, colori e fantasie.

Sfogliando libri di moda, ascoltando le storie dei tessuti e provando su di sé le creazioni, da Verdiana e Beniamina ogni donna potrà riscoprire il piacere del tempo dando un senso profondo al concetto del prendersi cura di sé, ritrovando il piacere del garbo e della femminilità.

Ecco spiegata la definizione “sartoria al femminile”: Marina desidera che le donne che si recano da lei vivano la scelta dell’abito come una piccola coccola, un momento da dedicarsi. Ogni donna è un mondo a sé ed è per questo che, oltre ai capi di sua confezione, lei ama creare quelli ad hoc, espressamente e accuratamente pensati per il gusto, il corpo e le occasioni delle sue clienti.

Conoscere Marina e visitare il suo atelier mi è piaciuto molto, anzi, moltissimo e ho vissuto un pomeriggio estremamente piacevole.

Lei è una donna che ha avuto molte esperienze, che ha fatto molte cose, che non si è mai fermata, che non ha avuto paura di mettersi in gioco. Che non ha avuto paura di ricominciare.

Mentre parlavamo, andava da una parte all’altra del suo atelier aprendo armadi, cassetti e valigie, mostrandomi i tesori collezionati nel tempo. L’ho osservata attentamente, affascinata: mentre parlava, le sorridevano gli occhi e potevo percepire quanta fatica facesse a contenere tutto, l’entusiasmo, le idee e le cose che avrebbe voluto raccontarmi e che avevano il desiderio, l’urgenza di uscire.

Il suo è un cervello in costante movimento che dà vita a un lavorìo senza sosta, positivo e fertile, in grado di produrre bellezza e qualità, andando a braccetto con cuore e anima. E con due mani d’oro.

Entrare nel mondo di Marina è come varcare la soglia di una dimensione fantastica nella quale tutto ha un sapore diverso nonché un’altra velocità, non più quella dettata dall’eterna fretta che ci attanaglia, bensì quella più pacata che appartiene alle cose belle e fatte bene.

Nel suo atelier si respira un’aria familiare e ci si sente a casa, a proprio agio: ha saputo creare un’atmosfera che fa venire voglia di confrontarsi e di avere qualcosa che sarà nostro perché lei lo avrà pensato solo per noi, anzi, sarà stato pensato insieme, da sarta a cliente, da donna a donna.

Il suo atelier è una chicca, un piccolo luogo prezioso, un po’ nascosto come tutte le cose belle devono o dovrebbero essere: mi piace l’idea che non sia sfacciato e che si scopra attraverso il passaparola, come quello che oggi sto condividendo con voi.

Da Marina si va per guardare, toccare, ascoltare.

Andate a trovarla senza timori e senza imbarazzo: andateci sia che abbiate un’idea già consolidata sia che abbiate solo un pensiero al quale dovete ancora dare una forma. In ogni caso, lei vi aiuterà.

Andateci anche solo per curiosità: da Verdiana e Beniamina nuove idee e nuovi desideri prenderanno vita.

Manu

 

 

Per maggiori informazioni e per approfondire:

Sartoria Verdiana e Beniamina di Marina Ferrari Rutta

Via Marco Polo, 13 – Milano

Il laboratorio si trova nel cortile interno: la zona è ben servita dalla fermata Repubblica della metropolitana gialla linea 3 oppure dai tram 9 e 33

L’apertura è dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19, ma, se preferite altri orari, Marina sarà felice di fissare un appuntamento: chiamatela al numero 02 6575951 oppure al cellulare 335 1668241 oppure scrivete a info@verdianaebeniamina.it

Qui trovate il sito e qui la pagina Facebook

 

 

Questi sono gli scatti che ho realizzato in occasione della mia visita del 28 ottobre scorso, secondo compleanno della sartoria Verdiana e Beniamina
Idee in movimento…

 

 

 

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo - uno dei miei comfort food - oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

Glittering comments

Antonella
Reply

La particolarità dell’ambiente, così ben espresso dall’articolo e dalle foto, ha stimolato la mia curiosità: un giro in questo atelier è d’obbligo! Grazie per avermelo fatto conoscere.

Manu
Reply

Grazie a te, cara Antonella, per questa tua sana curiosità, presupposto fondamentale per nuove conoscenze stimolanti.
Vedrai, Marina saprà sorprenderti.
Ti ringrazio anche per l’apprezzamento verso articolo e foto: se e quando riesco a incuriosire, appunto, sono molto felice 🙂
Buona giornata,
Manu

florisa sciannamea
Reply

Carissima manu come sempre tu riesci ad emozionarmi con le tue scoperte raccontate attraverso le immagini suggestive e le parole semplici ma che toccano fino in fondo il cuore e la mente.Avevo già visto frettolosamente il tuo articolo su Verdiana e Beniamina e mi ripromettevo di leggerlo con calma per poterlo gustare fino in fondo…sapevo già che mi sarebbe piaciuto tantissimo.Guardare le foto e leggere le tue parole è stato come tornare indietro alla mia infanzia quando insieme a mia nonna (una vera maga/strega…in senso buono)smontavamo abiti usati e acquistati ai mercatini,li tingevamo,li modificavamo aggiungendo particolari,pizzi,bottoni e altro…Mia nonna realizzava anche bellissimi cappelli,li metteva in forma su una testina riscaldata e con le mani “scolpiva”volumi e linee.Poi aggiungeva fiori(fatti da lei) facendosi aiutare da me ed insegnandomi questa arte.Uno dei più bei vestiti di carnevale ,Colombina,me lo fece lei e ancora mi intenerisco quando ci penso.Manipolava qualsiasi tipo di materiale dandogli vita e dignità.Ho rivisto lei nel ritratto che tu hai fatto di marina..ho rivisto l’apparente “disordine”che in realtà corrisponde ad un preciso posizionamento degli oggetti che solo la mano che li ha sistemati ,può ritrovare anche ad occhi chiusi.Ho “risentito”me quando scrivi che marina ha un grande rispetto dei tessuti.Infatti una cosa che ripeto come un mantra soprattutto quando faccio lezione è che i tessuti comunicano e parlano…loro sanno già come essere utilizzati ,bisogna imparare ad ascoltarli con le mani(toccandoli e accarezzandoli)e con gli occhi (osservandoli mentre li appoggi sul manichino o te li avvolgi intorno al corpo)…e anche ferendoli ,se necessario,con gli splilli per obbligarli a fare un movimento o a diventare drappeggio,piega,scollatura.. .Sono sicura che se venissi a Milano starei in pianta stabile nel “mondo”di Verdiana e Beniamina….mani di fata e cuore di bambina…perché solo le fate e i bambini sono capaci di dare vita a ciò che gli altri ignorano…un abbraccio..ora scappo al Villaggio di Babbo Natale dove leggerò alcune favole in veste di Fatina ..anzi ..di Sfattina….ciao manu

Manu
Reply

Quanto mi emoziono anch’io, cara Florisa, nel leggere un commento tanto bello!
Vedi, essendo una persona logorroica, mi capita raramente di restare senza parole e in genere avviene in due casi.
Quando leggo qualcosa di molto brutto o molto triste, tipo certi orribili fatti di cronaca: in tal caso, resto senza fiato per il dolore che mi pare quasi mi soffochi.
Oppure, in modo, diametralmente opposto, quando leggo qualcosa che mi rende felice, come nel caso delle tue parole, dei tuoi ricordi condivisi.
Che gran donna tua nonna! Se chiudo gli occhi, vedo il vestito da Colombina e i cappelli coi fiori.
E grazie per aver parlato di rispetto e di dignità e di aver raccontato del tuo approccio ai tessuti, descrizioni e parole che mi hanno fatto venire i brividi di gioia perché è questa la moda che amo, esattamente come la ami tu.
Non mi stanco di dirlo: grazie.
Ti abbraccio anch’io, nella certezza che sarai una vera Fatina (a proposito… esaudisci desideri a distanza?)
Manu

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